MOLINI DI TRIORA (IM), frazione GLORI. Cappella Di Sant’Antonio abate

Via Glori, 18
https://maps.app.goo.gl/zobRhshPMzGqZwKE9

La più antica testimonianza della chiesa è un antico portale in ardesia datato al 28 maggio 1632.

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La festa di Sant’Antonio abate, a gennaio, prevede altre ai riti sacri, la tradizionale benedizione delle Castagne e l’accensione dei Falò.

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Chi avesse notizie sulla cappella è pregato di comunicarle a: info @afom.it Grazie

DOLCEDO (IM). Cappella di Sant’Antonio abate

L’antica Cappella si erge isolata tra gli ulivi sul dorsale intermedio tra gli insediamenti di Castellazzo e Ripalta ai margini della strada mulattiera che da Dolcedo porta a S. Brigida. Località Montà di Longhi
https://maps.app.goo.gl/s4PUppmgnySiikY28

Costruita nel 1407 da Domenico Sasso e Domenico Aschieri come rifugio per i viandanti verso il monte Faudo.
Ricordata nella visita apostolica del 1585-86 di Nicolò Mascardi vescovo di Mariana e Accia (Corsica) e in documenti del Seicento.

La facciata ovest non presenta alcun motivo decorativo, a capanna, ha un semplice rosone circolare strombato in asse con il portone di ingresso ai lati del quale si aprono due finestre rettangolari di modeste dimensioni. A destra, un setto murario, che si alza fino all’altezza del rosone, fa supporre un inizio di portico simile ad altri presenti nella configurazione architettonica di monumenti coevi delle valli limitrofe.

La facciata sud presenta invece conci squadrati d’angolo di indubbia datazione tardo-romanica e un arco a sesto acuto tamponato con la presenza – al suo interno – di una piccola apertura anch’essa chiusa che lasciano intuire l’esistenza di un locale attiguo alla chiesa delimitato ad est dal contrafforte mediano o quanto mento di una porta di accesso laterale; sotto l’abbadino di ardesia che costituisce lo spiovente del tetto ci sono una serie di elementi decorativi sovrapposti e presenti anche sul lato nord: un cordolo in ardesia sgusciato a mensola che corre per tutta la lunghezza della gronda, uno spazio sottostante decorato a piastrelle di ceramica colorate poste a motivo romboidale di cui rimangono pochissimi elementi sullo spigolo di destra, una cornice di archetti pensili sbalzati in lastroni di ardesia sostenuti da peduncoli con funzione di mensole, lavorati con forma tondeggiante terminanti a goccia; la serie di archetti è sormontata da una cornice lavorata a treccia.
Un piccolo campanile a vela è posto sulla falda destra a margine della navata all’incrocio con l’abside.

 

L’interno è a navata unica rettangolare con abside a est divisa in due zone da un arco a tutto sesto, contraffortato esternamente da setti murari, che si diparte da due mensole poco aggettanti con peduncolo sottostante; ognuna delle due campate ha copertura a crociera con costoloni in rilievo semicircolari che in chiave di volta si uniscono in un anello. L’abside quadrangolare è coperta anch’essa a crociera lievemente asimmetrica con lo stesso motivo dei costoloni della navata centrale.

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=90267

MONTAGNA IN VALTELLINA (SO). Cappella di Sant’Antonio abate, ora di San Rocco

Via Sant’Antonio, 10, sulla strada per il Castel Grumello e nelle sue vicinanze.
https://maps.app.goo.gl/JramU7FYye8PM9N36

Tra la metà del XIII secolo e l’inizio del XIV fu edificata, sul luogo ove ora sorge la Cappella, una chiesa dedicata a S. Antonio abate, a tre navate con abside. L’edificio costituiva la cappella castellana del castello De Piro al Grumello, situato in prossimità, ed era incluso nella cerchia muraria.
La fortificazione, risalente al 1222, raro esempio di castello gemino, costituito da due corpi distinti (uno militare, ad est, e uno residenziale, ad ovest) circondati dalle mura. Costruito tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo dal ghibellino Corrado de Piro, è stato smantellato, come la maggior parte delle strutture fortificate, negli anni venti del Cinquecento.

Dal 1668 fu costruita nell’abitato un’altra chiesa dedicata a S. Antonio abate, mentre la chiesa castellana in seguito ad una pestilenza fu intitolata a S. Rocco, modificata e adibita a chiesa cimiteriale per i morti di peste.

La chiesetta presenta una semplice facciata a capanna col portone affiancato da due finestre rettangolari e con al di sopra un’altra apertura. L’aspetto attuale risale al Seicento. Un rustico campanile sorge sul fianco destro dell’edificio.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1n120-00060/

MONTAGNA IN VALTELLINA (SO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 5
https://maps.app.goo.gl/M3FCL7k8Lm9XuwXv5

Edificata nel 1668, grazie all’impegno della comunità locale, ha una struttura semplice e maestosa con la rustica bellezza della pietra a vista. La facciata è impreziosita da un protiro arcuato, sorretto da colonne in granito, che incornicia la porta principale e termina con un timpano triangolare ed è verticalmente tripartita da paraste che animano la semplicità della facciata, grazie anche alla presenza di tre nicchie simmetriche, collocate sopra il marcapiano. La luce penetra nell’edificio di culto attraverso un finestrone centrale e le sei finestre disposte lungo i fianchi.

La chiesa presenta una pianta a navata unica con due cappelle laterali, scandita in tre campate separate da paraste decorate con raffinati capitelli in stucco.
Tre medaglioni con cornice in stucco decorano i soffitti delle tre campate in cui è divisa e raffigurano tre scene della vita di Sant’Antonio abate, opera di pittori locali.

Sulla parete della prima campata vi sono due tele settecentesche di autore ignoto che rappresentano (a destra) l’Adorazione dei Magi e (a sinistra) la Circoncisione.
La cappella di sinistra, dell’Arcangelo Gabriele, fu affrescata dal pittore comasco Pietro Bianchi, detto il Bustino, con episodi biblici. Sopra l’altare è collocata una tela raffigurante Tobiolo e l’angelo. Sulla sommità del fastigio spezzato vi è lo stemma dei Parravicini che ne attesta il patronato e la committenza.
Nella cappella di destra una tela del XVIII secolo con le Sante Lucia, Apollonia ed Agata, incorniciata da un affresco simulante un’ancona con colonne.

L’altare maggiore, di semplice fattura, è sormontato da una tela raffigurante Le tentazioni di Sant’Antonio abate, del XVII/XVIII secolo.

 

 


Sant’Antonio abate viene qui festeggiato, per tradizione, il primo giorno di Carnevale, e, fuori dalla chiesa, dopo i riti religiosi, ci si raduna per ascoltare la banda e degustare dolciumi come la tradizionale cupeta fatta con miele e gherigli.


Link:

https://www.academia.edu/5542600/La_chiesa_di_SantAntonio_Abate_a_Montagna

https://www.halleyweb.com/c014044/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20054

ESCOLCA (SU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 52 https://maps.app.goo.gl/dmgPSkJRdJuf98Nj8

La chiesa fu edificata nel 1613 per volere dell’allora rettore di Escolca, Antonio Parti. Si presentava con l’ingresso ad est e l’altare ad ovest, differente rispetto a quella attuale, che prevede invece al contrario: l’ingresso ad ovest e l’area presbiteriale in cui è collocato l’altare, ad est.

La chiesa ha assunto le linee attuali in seguito alla ricostruzione avvenuta intorno alla metà del ‘900.
La semplice facciata, preceduta da una breve scalinata, presenta un tetto a capanna culminante centralmente con un campanile a vela ad unica luce ogivale sormontato da una croce. Portale a tutto sesto.

L‘interno è ad aula mononavata coperta a capriate lignee, illuminata da diverse aperture, e contraddistinta da un’area presbiteriale rialzata di due gradini rispetto al resto della navata.
Sopra l’altare, una statua del Santo titolare.

 

 

 Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38131/Chiesa+Sant%27Antonio+Abate