SANT’ANTONIO DI GALLURA (SS).Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate
Piazza Sant’Antonio, SS 427
https://goo.gl/maps/q79h9Gya4BdP7bYk9
Sant’Antonio di Gallura si può considerare l’erede di un antico villaggio medievale chiamato Villa de Castro, che apparteneva alla curatoria di Unale, sorto ai piedi dell’altura di Lu Naracu, al centro del quale si trovava la Chiesa di Sant’Andrea. L’esistenza di questo villaggio è documentata dal Liber Fondachi del 1317 e dal Compartiment de Sardenja del 1358. Da un altro documento del 1421 si apprende che il villaggio si estinse tra il 1360 e il 1380, ed, a testimoniarne l’esistenza passata, rimase solo la Chiesa di Sant’Andrea, che però piano piano stava andando in rovina. Negli ultimi anni del Settecento la Chiesa di Sant’Andrea appartiene alla nobile famiglia Pes, residente a Tempio Pausania, la quale, nel 1798, decise di cederla ai pastori della zona, che si impegnarono a curarne le riparazioni e a mantenere l’edificio sacro in buone condizioni per potervi celebrare i riti sacri durante le feste. In seguito, intorno ad essa, alla fine dell’Ottocento, incominciò a formarsi un nuovo agglomerato che costituirà il nucleo originario dell’odierno paese chiamato Sant’Antonio di Gallura. La nascita del paese risale solo ai primi del Novecento, quando nel 1907 la Chiesa diventò parrocchiale e fu intitolata, per un motivo ancora non chiarito, a Sant’Antonio abate.
Con l’aumento della popolazione, fu necessaria una chiesa di maggiori dimensioni e la sua costruzione fu una delle clausole richieste dalla Curia Vescovile di Tempio Pausania per la concessione dell’istituzione di una nuova parrocchia nel paese.
La nuova Chiesa fu edificata nel 1912-13 ed intorno ad essa, poco alla volta, si sviluppò il nucleo abitato, chiamato allora Sant’Antonio di Calangianus, data l’appartenenza del territorio al comune calangianese. Il nome del paese fu mutato in quello di Sant’Antonio di Gallura nel 1979, quando la frazione ottenne l’autonomia in parte dal vicino comune di Calangianus ed in parte da quello di Luras, e fu costituito un comune autonomo.
Internamente la chiesa originale era molto diversa da quella attuale. Un corpo a pianta basilicale diviso in tre navate da archi e pilastri, l’altare maggiore e l’abside affrescati dal maestro Federico Frau di Cagliari.
Nel 1965, a causa di problemi strutturali, fu dichiarata inagibile e successivamente ristrutturata in più tempi, fino ad assumere la sua forma attuale. Oltre all’altare ed ai pilastri delle navate, uno degli elementi andati persi è stato un bassorilievo in ceramica che decorava l’abside.
Tra i successivi e più recenti interventi di abbellimento, i dipinti attualmente presenti sulle pareti laterali sono opera di Lucia Canu, pittrice di Sant’Antonio di Gallura e figlia di Titina e Salvatore, che avevano già prestato la loro opera alla chiesa negli anni 70 del Novecento.
L’esterno è in conci di pietra a vista, la semplice facciata a capanna presenta un oculo e, sopra il portale, una lunetta con dipinta la figura di sant’Antonio a mezzo busto.
Il patrono è festeggiato con i fuochi di sant’Antonio abate.
Link:
https://www.santantoniodigallura.it/itinerari/chiesa-sant-antonio-abate/










