SANSEPOLCRO (AR). Chiesa di Sant’Antonio abate e immagini del Santo

Via Sant’Antonio, 27  – 52037 – Sansepolcro (Ar)   https://maps.app.goo.gl/77ob37n6oS8BxnqB6

La chiesa fu edificata nel 1345 dalla Compagnia di Sant’Antonio abate e nata allo scopo di dare ricovero e ospitalità ai malati e ai pellegrini, era annessa ad un Oratorio e ad un Ospedale.
Tratti architettonici trecenteschi si sono mantenuti nella facciata, nel portale ogivale di ambito umbro che contiene nella lunetta un bassorilievo (Cristo tra i Santi Antonio e Biagio) datato 1350. Nell’architrave è scolpita una dedicazione alla Vergine del 1362. Il portale laterale reca un’iscrizione del 1350 che serviva ad indicare ai malati e ai viandanti l’accesso all’Ospedale della Carità del Borgo. L’interno, decorato da stucchi settecenteschi, conserva altari e tele secentesche. Sull’altare spicca lo Stendardo della Crocifissione di Luca Signorelli.
Nella chiesa, costruita nella metà del XIV secolo, come si può capire dalla data impressa sull’architrave del portale di ingresso, aveva sede la Compagnia di Sant’Antonio, che recava assistenza a pellegrini, malati e poveri.
L’edificio è posto lungo via della Fortezza, all’angolo con via Sant’Antonio, più avanti rispetto alla Chiesa di Santa Marta se si cammina dando le spalle a via XX settembre. Uno dei portali è adornato da una lunetta con un bassorilievo in cui è raffigurato Sant’Antonio; sull’altro portale vi è un bassorilievo con Cristo benedicente tra i Santi Antonio ed Eligio.
All’interno è conservato lo stupendo stendardo di Luca Signorelli, su cui sono dipinte le due composizioni “Crocifissione” e “Sant’Eligio e Sant’Antonio coi confratelli inginocchiati. Lo stendardo è dipinto su entrambi i lati e l’opera è ancora esposta all’interno della cornice che nel 1530 fu ad essa destinata.

Descrizione delle immagini di s. Antonio abate:
 – Statua in terracotta dipinta raffigurante il Santo seduto che con la mano destra compie il gesto di benedizione mentre la sinistra è appoggiata su un libro.
Bassorilievo sulla lunetta del portale con la raffigurazione di Gesù Cristo benedicente con alla sua destra Sant’Antonio abate e alla sua sinistra una santa con un personaggio più piccolo (probabilmente la committente) (fig. 1 in basso.).

– Su un’altra porta vi è uno stipite contenente un bassorilievo con raffigurato un Sant’Antonio abate benedicente.

– Pittura su uno stendardo processionale in tela/tessuto della compagnia di raffigurante sulla parte anteriore Gesù crocifisso con ai lati, da sinistra, Sant’Egidio, Sant’Antonio abate e San Giovanni Evangelista; ai piedi della croce Maria Santissima, Maria di Magdala e Maria di Cleofa (1505) (fig. 2 in basso).
– Sul retro Sant’Antonio abate e Sant’Eligio con i confratelli della Compagnia inginocchiati, del 1505 (fig.3 in basso). Opera di Luca Signorelli (1445 ca – 1523).

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Stendardo_della_Crocifissione
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Sansepolcro)

Fruibilità: Chiesa sempre aperta.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 16/05/2014 – aggiornamento maggio 2025


Il Catalogo dei Beni Culturali indica a Sansepolcro, ma senza la precisa collocazione, una statua in gesso di sant’Antonio abate, non datata.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900429524

CAMPIGLIA CERVO (Bi). Sacro Monte d’Andorno, Cappella di Sant’Antonio abate e San Paolo eremita

Il Sacro Monte del Santuario di San Giovanni Battista d’Andorno si erge a m. 1020 di altitudine nella Valle del Cervo sopra l’abitato di Campiglia Cervo.  Ahttps://maps.app.goo.gl/retChMzHH4NGL6R38

Assieme a quelli di Oropa e di Graglia esso costituisce il terzo complesso devozionale sorto, all’inizio del XVII secolo, sulle alture attorno alla città di Biella a testimonianza di come in quest’area geografica si espresse con forza l’afflato di religiosità popolare che portò alla edificazione del sistema dei Sacri Monti prealpini.


Le origini del santuario si collegano alla diffusione della devozione verso San Giovanni Battista nella Valle del Cervo. Una tradizione popolare vuole – in accordo con un modello narrativo assai diffuso nell’arco alpino – che alcuni pastori rinvenissero in una grotta una statua del santo e decidessero di trasportarla con loro negli alpeggi: la statua, nottetempo, sarebbe ritornata nella sua grotta.
Diversi tentativi analoghi ebbero, secondo la leggenda, lo stesso esito: così i fedeli riconobbero il carattere sacro e miracoloso della grotta e costruirono attorno ad essa una prima modesta cappella.
In effetti, la grotta scavata nella roccia e contenente una statua lignea del Battista del XVI secolo, costituisce ancor oggi un sacro sacello, posto all’interno del santuario in una cappella che si apre sulla destra all’inizio della navata.
La grotta e la statua evocano il leggendario ritrovamento che subito guadagnò fama al sito per le qualità taumaturgiche attribuite all’acqua che filtra dalle pareti della grotta (ritenuta miracolosa soprattutto per le malattie della vista).
La prima costruzione del santuario, avvenuta grazie alle donazioni dei tanti fedeli, si completò nel 1605: essa è testimoniata dalla data che compare in un’iscrizione posta sul frontone del portale rinascimentale d’ingresso (HUMILES NON ELATI REPLEBUNT TEMPLUM DXX. M. IV 1605).
L’afflusso dei fedeli che si recavano in processione al santuario in virtù dei poteri miracolosi attribuiti al santo sacello fu subito assai nutrito, tanto che si rese presto necessario provvedere alla costruzione dei primi edifici, attigui alla chiesa, destinati all’ospitalità dei pellegrini.

Note storiche:
Nella seconda metà del Seicento vennero edificate anche, nei pressi della chiesa, alcune cappelle (oggi scomparse) intitolate alla vita del Battista. L’attuale struttura barocca del santuario è frutto di una terza fase costruttiva (1738 – 1781) sviluppatasi a partire da un ampliamento della sacrestia e del coro effettuati su disegno dell’architetto Bernardo Antonio Vittone.
L’interno della chiesa è formato da una sola grande navata con due cappelle poste su ciascun lato, dedicate ai genitori del Battista (Santa Elisabetta e San Zaccaria ed ai genitori di Gesù (Maria Immacolata e San Giuseppe).
La copertura è formata da volte a crociera; quella sopra l’altare, con le figure dei quattro evangelisti, fu affrescata dai fratelli Galliari nativi del vicino paese di Andorno Micca. Le tele che ornano la chiesa testimoniano la rilevanza avuta dagli artisti locali: Bernardino Galliari sarebbe l’autore della pala posta sull’altare maggiore, mentre Giovanni Antonio Cucchi da Campiglia Cervo (1674,) dipinse le tele poste sui due altari di sinistra.
Nel 1934 venne sistemato il grande piazzale di 4000 m2 che precede il santuario ed è circondato dagli edifici dell’Hosteria, dell’Ospizio e del Collegio; in esso è posto un settecentesco caratteristico “bürnell” (fontana), realizzato in pietra locale.

Non è noto quale fosse il piano originale – concepito verso la metà del XVII secolo – di edificazione delle cappelle che dovevano comporre il Sacro Monte. Sappiamo che nel 1661 esistevano già tre cappelle, mentre nel 1700 si convenne di costruirne altre lungo la mulattiera che da Campiglia Cervo sale al santuario.
Due delle cappelle menzionate nei documenti pervenutici, erano poste nei pressi del santuario, ornate di statue policrome di altezza naturale, dedicate rispettivamente ai temi della Visitazione e dell’ Annuncio dell’Angelo a Zaccaria; esse furono demolite nel Novecento per allargare la strada carrozzabile.
Le cinque cappelle che si conservano, sia pure in pessimo stato, sono quelle, dinanzi menzionate, che si incontrano percorrendo la strada selciata che parte dalla periferia di Campiglia e s’inerpica sino al santuario lungo le pendici occupate da un magnifico bosco di faggi. La loro architettura è priva di pretese.
Il loro apparato decorativo è in pessimo stato; esso fu realizzato, per quanto riguarda le statue in terracotta policroma, da un anonimo apprezzabile plasticatore e, per quanto riguarda gli affreschi, dal pittore Pietro Lace di Andorno (inizio del XVIII secolo). Si tratta di opere interessanti anche dal punto di vista della storia della religiosità popolare, come testimonianza del favore incontrato dai santi eremiti, quali fu anche il Battista.

Il percorso devozionale ci offre infatti una carrellata sui santi che maggiormente si distinsero per la loro vita ascetica e penitenziale: la prima cappella è dedicata a Sant’Antonio abate e San Paolo eremita, la seconda a Sant’Ilarione, la terza a San Gerolamo penitente, poi quella a Sant’Onofrio ed infine quella alla Maddalena penitente.

 

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 29/04/2014

 

MONTE SANT’ANGELO (FG). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 41
https://maps.app.goo.gl/Dt9ogSx553rXPWqL7

 

Ubicata al di fuori delle antiche mura della città, lungo uno dei percorsi seguiti dai pellegrini per raggiungere la Sacra Grotta, questa piccola chiesa rappresenta uno splendido esempio di architettura sacra romanico-pugliese del XII secolo, con l’interno a navata unica divisa in tre zone da due arcate ogivali.

Il portale, finemente intagliato, mostra  un rilievo col  busto del Santo abate nella lunetta, di 80 x 162 cm, risalente alla seconda metà del XII secolo.

Una statua, presumibilmente molto più tarda, di s. Antonio abate stante a figura intera, è posta sopra il portale.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600037154 (statua)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600037152 (lunetta)

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2014

LESEGNO (Cn). Parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Corso del Carretto, 1   La Chttps://maps.app.goo.gl/retChMzHH4NGL6R38

La Chiesa parrocchiale di S. Antonio risale al 1400 e fu costruita nella borgata Villa ove esisteva già un oratorio.
Restaurata nel 1932, annovera al suo interno opere pregevoli quale l’altare maggiore (del 1700) un prezioso ciborio (del XV sec.) ed un tempietto conservato nel battistero.
Nei tempi antichi la parrocchiale era la chiesa romanica della Madonna del Lucchinetto, che si presume risalga al X sec. Oggi si trova al centro del cimitero costruito nel 1822 in località Prata. Restaurate recentemente le decorazioni interne.

Sulla facciata un affresco con  la figura di sant’Antonio abate (immagine a destra).

L’abitato di Lesegno è costituito da due nuclei importanti, situati uno di fronte all’altro sui rilievi della valle in cui scorre il torrente Mongia. Villa è la borgata dove ha sede il comune, le scuole, la parrocchiale ed il settecentesco castello. Prata è l’altra frazione, anch’essa di origini molto antiche.

Note storiche:
Nel X secolo risulta che il villaggio di Lesegno appartenesse alla contea di Andrate, posseduta dai marchesi di Susa. Passato al vescovo di Asti fu da questi ceduto ai marchesi di Ceva che vi ebbero giurisdizione fino al sec. XVII. Dopo alterne vicende venne eretto in marchesato nel 1790 ed assegnato a Cesare Gaspare, marchese di Ceva e di Lesegno. Gravi danni subì durante l’occupazione spagnola del 1649 e più tardi nel 1796 per il saccheggio delle truppe napoleoniche.
La parrocchiale era la chiesa romanica detta “Madonna del Lucchinetto”, il cui nome deriva probabilmente da “lucus” bosco di castagni, che si presume risalga al X sec. Oggi si trova al centro del cimitero costruito nel 1822 in loc. Prata.

 

Bibliografia:
 – AA.VV., Il santuario della Madonna dei Boschi di Boves, Primalpe, CN, 2004
– RAINERI G., Antichi affreschi del Monregalese, vol. II, Rotary Club Mondovì, Mondovì CN, 1979
– BERTONE L., Arte nel Monregalese, L’Artistica Editrice, Savigliano CN, 2002

Link: http://www.fungoceva.it/vallate_paesi/LESEGNOcimitero.htm

Fruibilità:
Parrocchia tel. 017477036   Via F. Petitti, 3

Rilevatore: Angela Crosta

Data ultima verifica sul campo: 14/03/2014

 

SAN MICHELE MONDOVI’ (Cn). Cappella di Sant’Antonio abate e San Magno

La cappella sorge in località  Codovilla. Via Marenco, 31
https://goo.gl/maps/6y1GucXgyGxsyfRZ6

 

Affresco in facciata con il Santo.

All’interno affreschi con Sant’Antonio abate.

Vedi descrizione del monumento e degli affreschi andando a:
http://archeocarta.org/san-michele-mondovi-cn-cappella-di-santantonio-abate-e-san-magno/

 

Note: Fanno anche la benedizione degli animali il 19 gennaio, festa di sant’Antonio (http://parrocchiasanmichelemondovi.ilcannocchiale.it/)

Rilevatore: Angela Crosta

Data ultima verifica sul campo: 28/02/2014