PROCIDA (NA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Emanuele, 266
https://maps.app.goo.gl/j48p5QEZiwTFRsRC7

 

La chiesa sorse alla fine del XVI secolo o al massimo nei primi anni del successivo, come testimoniato da una visita pastorale compiuta dall’arcivescovo di Napoli cardinale Ottavio Acquaviva nel 1606.
Fu ricostruita tra il 1749 e il 1759, per poi subire ulteriori interventi nei due secoli successivi.
Al XIX secolo risale anche la canonica, sita al di sopra della sacrestia, e con accesso dalla stessa rampa scale all’interno del campanile.
Lavori di rifacimento e restauro nel 2005 (impianto elettrico) e nel 2020-21 (facciata).

La chiesa presenta un’unica aula rettangolare, voltata a botte, con due cappelle per lato, abside e transetto appena accennato. Al di sopra del presbiterio si eleva la cupola, tra le più grandi dell’isola. Ai lati dell’ingresso vi sono due acquasantiere del 1816, mentre al di sopra è collocata una cantoria, sull aquale vi è l’organo realizzato tra il 1751 e il 1753.
L’opera più prestigiosa di questa chiesa è la grande tela dell‘Immacolata al cospetto della Trinità, firmata da Giacinto Diano (1731 – 1803), posta sull’altare sinistro del transetto.

 

Di ottima fattura artigianale è l’imponente altare maggiore in marmi policromi, scolpito nella seconda metà del XVIII secolo, ai cui lati due nicchie ospitano le due statue lignee settecentesche (o inizi XIX secolo) dell’Immacolata (a sinistra) e di Sant’Antonio abate (a destra) con una tau sul mantello che con la mano destra indica la sinistra che tiene un libro su cui è la fiamma e il bastone a tau cui è appesa una campanella. A destra ai suoi piedi è il maiale.

 

 

 

Di qualche interesse è anche la tela della Morte di San Giuseppe, attribuibile a Domenico Guarino (Napoli, 1683 – 1750) e visibile in una delle cappelle laterali; mentre di modesta fattura sono i quadri di due ignoti pittori della cerchia del Solimena, raffiguranti la Flagellazione, l’Ecce Homo, l‘Orazione nell’orto e la Pietà, ora nella sacrestia (dove vi è anche un San Gennaro attribuibile a un ignoto pittore affine a Jacopo Cestaro).

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/34503/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Procida+%28N

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500072567

ANGULLARA VENETA (PD), frazione Borgoforte. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ponte, 6
https://maps.app.goo.gl/FPbK3nBPVDePCD9Y6

 

La prima citazione di una chiesa a Borgoforte risale al 1297 ed era filiale della pieve d’Agna ed esonerata dal pagamento delle decime.
Nel 1647 il giuspatronato della chiesa passò alle famiglie Beretta e Frezzato, che lo mantennero fino al XX secolo.
L’attuale parrocchiale fu edificata nel 1695 e restaurata nel 1953.

 

L’interno della chiesa conserva l’altar maggiore, capolavoro barocco in pietra scolpita, marmo policromo e stucco sormontato da un ciborio all’interno di un’edicola realizzata in marmo bianco e rosso scolpito.
È della prima metà del Novecento il Crocifisso processionale in legno intagliato e dipinto, manufatto proveniente da bottega veneta. Il gruppo scultoreo, realizzato da artisti di provenienza veneta tra il 1650 e il 1699, collocato a destra dell’altare maggiore, raffigura la Carità.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Borgoforte)

BEVILACQUA (VR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Pontepitocco / Via Roma
https://maps.app.goo.gl/6MowTQpymeD565vi8

La chiesa fu edificata nel XIV sec. per volere del Conte Bevilacqua, amico e alleato dei Signori Scaligeri. Nel 1526, anno della prima visita pastorale del vescovo di Verona Gian Matteo Giberti (1524-1543), la chiesa è definita “parrocchiale”.
Nel 1948 l’edificio di epoca romanica fu demolito (eccetto il campanile e un locale adiacente, che furono mantenuti) e ricostruito nelle forme attuali. Risale al 2014 l’intervento di restauro della facciata e del manto di copertura.

Campanile con basamento a pianta quadrangolare; fusto interamente edificato in mattoni di cotto a vista; cella campanaria a monofore, coronata in sommità da quattro pinnacoli e copertura a cuspide in laterizio.

L’edificio si presenta con facciata a salienti rivolta a meridione.

Impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate separate da due file di archeggiature a tutto sesto sostenute da colonne in marmo rosso Verona; la navata maggiore si prolunga con il presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini e concluso con abside a sviluppo poligonale a sette lati; le navate laterali terminano con la cappella del Santissimo, a sinistra, e la cappella della Madonna, a destra.
Le pareti interne, intonacate e tinteggiate, sono ornate con affreschi del XIV-XV secolo staccati dall’antica chiesa parrocchiale; al centro della parete absidale è posta la pala cinquecentesca raffigurante la “Madonna con Gesù Bambino, S. Stefano, S. Antonio (?) ed un Santo vescovo”, opera del pittore Giovanni Battista d’Agnolo del Moro (1512 – 1573).

La navata centrale è coperta da un soffitto piano ligneo a cassettoni; le navate minori sono chiuse da una controsoffittatura piana sostenuta da travature lignee; il catino absidale è decorato con un dipinto a tutto campo raffigurante “Gesù Cristo Buon Pastore”. Copertura a due falde in corrispondenza della navata centrale, ad unico spiovente a chiusura delle navate laterali, con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula, realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e nembro bianco-rosato, è percorsa da una fascia centrale in marmo rosso Verona; il presbiterio è pavimentato in lastre di marmo Trani striato.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17215/Bevilacqua+%28VR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ATESSA (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova

Discesa Rio Falco
https://maps.app.goo.gl/9HKHuxuQojPKMTap8

L’edificio ha doppia dedica e duplice culto, a Sant’Antonio abate e a Sant’Antonio di Padova.

Fu costruito fuori le mura ed era nel passato affiancato da uno “spedale” o ricovero per viandanti e pellegrini, retto dall’Ordine degli Antoniani, menzionato in un atto notarile del 17 febbraio del 1593.
Nel corso del XIX secolo fu ristrutturata negli interni prima dallo stuccatore Giovanni Fagnani da Pescopennataro nel 1902, poi dal pittore Alfredo Giuliani nel 1926.
La facciata dell’edificio presenta una forma rettangolare in laterizi colorati in ocra e rosso, e vi è incorporato un campanile sul lato sinistro realizzato in mattoni su basamento in pietra. Un’effigie in pietra con ornamenti reca l’iscrizione “A DIVOZIONE DEI FEDELI”.

L’edificio, a una sola navata, nella cappella laterale, aperta sulla destra, con soffitto a cassettoni,  conserva all’interno statue di: Sant’Anna con Maria Bambina, la Madonna Addolorata, e Sant’Antonio di Padova, quest’ultima opera dell’artista Filippo Tenaglia di Orsogna, risalente al 1746; un dipinto di fattura popolare del XVIII secolo con la Madonna e le Anime del Purgatorio.

L’altare nell’aula principale è sormontato da una cupola su pennacchi, al cui interno vi sono affreschi dei quattro Evangelisti, opera di Ettore Bravo di Atessa, realizzati intorno alla metà del Novecento. Nello stesso ambiente, all’interno del muro destro, è incastonato un confessionale in finto marmo.

 

 

 

L’altare maggiore possiede tre nicchie con  statue opera di Luigi Guacci (1871 – 1934) di Lecce, famoso per le opere in cartapesta: al centro Sant’Antonio abate, a sinistra San Giuda apostolo, a destra San Francesco di Paola. La statua di s. Antonio abate è in cartapesta dipinta, datata 1900-10, e rappresenta il Santo in piedi, con la mano destra alzata in atto di monito e la sinistra in atto di sostenere un libro e il bastone a tau cui è appesa una campanella. Sul piedistallo sono un maiale e una pecora (!).

Altre opere presenti nella chiesa sono un confessionale ligneo scolpito e dorato, con sopra Maria Maddalena che medita sulla Croce; nelle nicchie laterali la navata vi sono le statue di San Mauro abate, realizzata da Pasquale Giuliani di Atessa nel 1895, firmata e datata, Sant’Antonio di Padova che fa l’elemosina al povero, una nicchia con la statua di San Nicola di Bari, una con la statua di scuola locale di San Donato datata 1897; infine un gruppo di tre nicchie con statuette di modesta fattura di San Giuseppe col Bambino, Padre Pio e Maria Immacolata.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Atessa)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300065982

 


Il Catalogo dei Beni Culturali segnala ad Atessa, ma senza indicare la precisa collocazione, un’altra statua raffigurante sant’Antonio abate, in terracotta dipinta, alta 100 cm, risalente al XVII secolo.
Il Santo è rappresentato in piedi, vestito con l’abito dell’Ordine, con la mano sinistra regge un libro sul quale arde una fiamma. La mano destra regge la parte superiore del bastone spezzato e la campanella. Sul piedistallo, a destra, è un animale poco riconoscibile nella fotografia, ma che dovrebbe essere il consueto maiale.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300065947

GROSSETO, frazione Alberese. Chiesa di Sant’Antonio abate

A fianco della Villa Granducale, Via dell’Artigliere
https://maps.app.goo.gl/ihGx83Lv1pWEWvT58

 

La Chiesa fu costruita nel 1587 a causa del definitivo abbandono della non lontana Abbazia di San Rabano sui monti dell’Uccellina, che determinò la temporanea assenza di chiese nella zona. Già nel corso del Seicento, però l’edificio religioso fu abbandonato e andò incontro a degrado.
Nel Settecento l’intero complesso dell’Alberese passò ai Granduchi di Toscana che iniziarono i lavori di ristrutturazione, sia della Chiesa che della Villa attigua che divenne una loro residenza rurale.
Durante i lavori di restauro vi furono collocati due pregevoli dipinti di Giuseppe Nicola Nasini, che furono trasferiti durante il secolo scorso, prima nella nuova chiesa di Santa Maria e successivamente all’interno della Villa Granducale.
La chiesa ha svolto le funzioni di chiesa parrocchiale prima della costruzione dell’odierna chiesa di Santa Maria iniziata nel 1933.

La chiesa di Sant’Antonio abate è incorporata tra la Villa Granducale ed altri edifici che, nell’insieme del complesso, si dispongono ad L rispetto all’edificio religioso.

L’interno, molto sobrio, presenta un altare finemente decorato in stile tardorinascimentale e barocco, con la parete di fondo che accoglie una tela con la Vergine, due statue lignee (s. Antonio di Padova e la Madonna) e in alto un gruppo scultoreo in marmo.
Pregevoli sono i capitelli che sormontano le colonne e le decorazioni che ornano le nicchie e la teca.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Alberese)