CAMPOBASSO. Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi e dipinti

Via Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/41RWqQryqaGEHMj86

Sorta come oratorio fuori le mura nell’antica piazza chiamata “Maiura” o “Chiaia”, fu trasformata in chiesa nel 1572 dalla Congrega delle Maestranze. La facciata presenta un coronamento orizzontale con un portale barocco.
L’interno è ad una navata con un magnifico altare maggiore realizzato in marmo nel 1748. Sulle pareti laterali vi sono quattro altari intagliati in legno e rivestiti di oro zecchino con importanti tele del Seicento napoletano e dedicati a San Benedetto; al Sacro Cuore; al Crocifisso e al Santo titolare.

L’altare dedicato a Sant’Antonio abate presenta dipinti di piccolo formato opera del pittore avellinese Francesco Guarini o Guarino, da Solofra (1611 – 1654), realizzati nel 1642. Si tratta di nove riquadri che attorniano una statua cinquecentesca del Santo. Al di sopra un dipinto dello stesso autore raffigura l’episodio del corvo che porta il pane ai santi Antonio e Paolo eremita. (foto in basso)
I quattro riquadri della colonna a sinistra, dall’alto:
Sant’Antonio abate si ritira in eremitaggio un castello abbandonato scacciandone i serpenti.
– Sant’Antonio si affaccia dal finestrino del suo eremo per esorcizzare la figlia ossessa del generale Martiniano.
– Sant’Antonio allontana il demoni introdottosi nella sua spelonca travestito da pellegrino.
– Sant’Antonio tentato dal demonio sotto forma di una giovane regina.
Al centro, sopra la statua, un dipinto raffigura Un centauro che mostra la via a s. Antonio, con data 1642 tra le zampe del centauro. (foto in basso).
I quattro riquadri della colonna a destra, dall’alto:
Sant’Antonio è tentato da un bacile d’argento pieno di monete.
– Sant’Antonio è assalito dai demoni in forma di cani e animali mostruosi.
– L’angelo indica ad Antonio il luogo dove ritirarsi in eremitaggio.
– Sant’Antonio muore assistito dai confratelli.

Lungo il registro superiore della navata corre un ciclo di affreschi che illustra le Storie della vita di S. Antonio abate, eseguiti nel 1614.

Il dipinto Tentazione di S. Antonio, sulla parete di fondo del coro, è opera di influsso fiammingo del tardo Cinquecento.

La Chiesa conserva anche una statua in pietra di sant’Antonio del XIII- XIV secolo.

Il soffitto della chiesa è stato dipinto a tempera da Amedeo Trivisonno nel 1939. Vi sono rappresentati due soggetti: Cristo che ascende alla Gloria dei Cieli e La cacciata di Lucifero dal Paradiso.
Vedi dettagli, vai a: https://www.amedeotrivisonno.it/2023/09/26/campobasso-1939-chiesa-di-santantonio-abate/

La tradizionale Festa di Sant’Antonio abate a Campobasso, nel 2021 e 2022 non si è svolta causa pandemia. Si accendeva un grande falò che il 17 gennaio illuminava il sagrato davanti la Chiesa e si svolgeva la benedizione degli animali.

Bibliografia:
Riccardo Lattuada, Opere di Francesco Guarino a Campobasso, in: “Prospettiva” No. 31 (Ottobre 1982), pp. 50-69
Reperibile in: https://www.jstor.org/stable/24426402

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1400007108-0

Data compilazione scheda: 12-2-2022 – Revisione: 29 marzo 2025

Rilevatore: AC

ALGUA, frazione Rigosa (BG). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate e statua XVII secolo

Frazione Rigosa, 27. https://maps.app.goo.gl/ahEyx9p1u9mBrLFw6

La chiesa di Rigosa è attestata con il titolo di parrocchiale già nel 1464. Nel 1575 Carlo Borromeo, visitando la chiesa vi annotò la presenza di quattro altari. Nel 1666 secondo il sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, la chiesa di Rigosa figurava come mercenaria del comune e inserita nella pieve di Dossena.
Nel 1761 fu costruito l’attuale edificio. La chiesa aveva 5 altari.
Nel 1820 e nel 1913 il campanile fu sopraelevato. Dal 1896 al 1920 la chiesa fu sottoposta ad un generale intervento di restauro. Tutti gli affreschi della volta e della cappella della Madonna furono ricolorati nel 1920 da Gian Battista Paganessi.
Alla parrocchia di Sant’Antonio abate di Rigosa, successe la nuova parrocchia dei Santi Antonio abate e Pietro apostolo e martire con sede sempre ad Rigosa (decreto 20 novembre 1986).

Orientata, la parrocchiale presenta il fronte principale, protetto da gronda sporgente a due falde, intonacato con dipinto a fresco un’architettura a due ordini. Al centro del primo ordine si trova l’ingresso principale con contorno in pietra e architrave leggermente arcuata; superiormente è posta la finestra dalle linee settecentesche che illumina la navata. L’ ordine superiore, più stretto rispetto a quello inferiore ed il raccordo tra i due è realizzato sempre in muratura con due speroni rampanti e ricoperti in lamina di rame. Addossata alla chiesa parrocchiale è posta la facciata della cappella dedicata alla Madonna, la cui facciata è stata realizzata sullo stesso filo di quello della chiesa ed è pure essa decorata con un’architettura dipinta costituita da due lesene laterali che reggono un timpano triangolare.

Internamente la chiesa è suddivisa da quattro coppie di lesene in cinque campate dalle luci diverse a seconda della destinazione. Le lesene, partendo da una zoccolatura in marmo occhialino, si innalzano decorate da campiture in stucco lucido finto marmo e con i loro capitelli di gusto corinzio reggono l’architrave, fregio e cornicione che corre lungo tutto il perimetro della navata e del presbiterio. Sopra il cornicione si imposta la volta a tutto sesto. La luce naturale perviene alla chiesa oltre che dalla finestra posta in facciata anche da altre quattro finestre, due per parte, poste sopra il cornicione della navata oltre ad altre quattro finestre poste due nel presbiterio e due nel coro. La prima campata, di modeste dimensioni, ospita a sinistra la porta che mette in comunicazione con l’adiacente cappella della Madonna, a destra entro nicchia la statua di S. Luigi. La seconda campata presenta due cappelle. Quella di sinistra è dedicata alla Madonna del S. Rosario, a destra è posta invece la cappella destinata a penitenzieria per le donne. La terza campata ospita a sinistra il pulpito in legno laccato, dipinto e dorato con lesene agli spigoli a forma di cariatidi, mentre a destra è posto completo di bussola lignea l’ingresso laterale. La quarta campata è occupata da due cappelle. Quella di sinistra è dedicata alla Madonna del Carmine mentre quella di destra è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. L’ultima campata è dotata di pareti a raccordo curvo, così da raccordare le pareti d’ambito della chiesa all’arco trionfale e presenta due aperture. Quella di sinistra conduce nella sagrestia mentre quella di destra nel passaggio dell’organo. Il presbiterio, in rilievo di tre gradini è coperto da tazza circolare ribassata e si completa con il coro raccordato alla copertura del presbiterio da catino

Il polittico ligneo dorato policromo risalente al Cinquecento è la pala d’altare maggiore. Vi sono le statue di Dio Padre (in alto),  sant’Antonio abate (al centro), san Giovanni Battista e san Pietro ai lati; diviso in tre sezioni da colonne strigilate e rudentate. Non si conosce l’autore dell’opera se non che fosse un certo Dolci, originario di Costa Serina. L’opera fu restaurata nel 1966.
In legno dorato e intagliato è anche l’altare maggiore eseguito nel 1770 da Giacomo Fagioli, che collaborò con più opere per la fabbriceria della chiesa.

 

 

A sinistra del presbiterio, in una nicchia vi è un’altra statua di sant’Antonio abate con maialino ai piedi.

 

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/30788/Chiesa_di_Sant’Antonio_Rigosa,_Algua

CALVI DELL’UMBRIA (TR). Chiesa di S. Antonio abate

Piazza Mazzini, 7
https://maps.app.goo.gl/e4DT8djZjgxTEjP18

La chiesa di Sant’Antonio affaccia sulla piazza principale del paese. Non si conosce con precisione la data di costruzione della chiesa. Dai documenti se ne ha notizia già dal XV secolo, quando apparteneva alla Confraternita dell’Ospedale di S. Antonio e S. Giacomo Maggiore.
Nel 1541 fu commissionato il monumentale presepe in stucco opera dei fratelli Giacomo e Raffaele da Montereale. La realizzazione richiese diversi anni e non era ancora del tutto completa nel 1592.
Con i lavori di costruzione del vicino monastero delle Orsoline si paventò la necessità di demolire la chiesa. Nel 1739 si arrivò ad un compromesso tra le monache e la Confraternita che previde la mutilazione della chiesa, accorciandola per consentire la realizzazione del coro per le religiose. Il presepe fu smontato e rimontato nella nuova abside della chiesa.
La chiesa, fin dalla sua origine era affiancata all’antica chiesa di S. Paolo con cui condivideva le murature e la facciata. L’attuale edificio fu realizzato, fra il 1739 ed il 1743, su progetto dell’architetto papale Ferdinando Fuga nell’ambito dell’ambizioso progetto di ampliamento del Monastero delle Orsoline e sorge dove era la chiesa dedicata a Sant’Antonio abate e San Giacomo, accanto alla vecchia chiesa di San Paolo, ora Santa Brigida.
Delle antiche chiese furono mantenute dal Fuga le preesistenti mura perimetrali, in entrambi gli edifici sono ancora visibili i rosoni tamponati in facciata. Per nascondere la differenza di altezza delle due chiese creatasi con la ricostruzione di Santa Brigida, l’architetto realizzò un unico grande prospetto su Piazza Mazzini, comune ad entrambe, articolato con paraste di ordine gigante e coronato da un fastigio con timpano curvilineo spezzato dalla forma elegante e dinamica visibile anche da lontano.

Per ricollocare il presepio fu costruita nella nuova chiesa di S. Antonio abate una nuova abside, alta 8 metri e larga 4, con all’esterno un fascione continuo decorato a girali d’acanto, in cui fu dipinto un nuovo fondale.
Durante lo spostamento le statue furono anche in parte danneggiate, poi restaurate e ridipinte.
Tra il 1953 ed il 1955 il presepe fu restaurato. Un nuovo restauro al presepe monumentale fu eseguito nel 2006.


I lavori, oltre alle statue, hanno interessato le decorazioni pittoriche e le strutture e hanno permesso di recuperare le pitture sul fondo del catino nella parte bassa e sono stati riportati alla luce due affreschi della fine del XVI secolo sulla parete destra, raffiguranti uno S. Agata e S. Biagio e sito in prossimità dell’ingresso;  l’altro S. Antonio abate e S. Lucia, nei pressi dell’abside, appartenenti all’originale decorazione pittorica della Chiesa.
S. Antonio, con saio, mantello e barba biforcata, tiene in mano libro e bastone cui è appesa una campanella.

Oggi la chiesa fa parte del percorso di visita del Museo del Monastero delle Orsoline.
L’interno della chiesa di S. Antonio è semplice e spoglio, caratterizzato dalla presenza dell’artistico e monumentale presepe in gesso policromo. Formato da oltre 30 statue realizzate in diverse proporzioni per creare un effetto di prospettiva, con in altro la cavalcata dei Magi ed in basso la scena della Natività, oltre agli angeli che sono appesi in cima al soffitto della chiesa.
Ai lati del catino, in due nicchie, sono collocate le statue di S. Antonio abate, a destra e di S. Rocco, a sinistra, patroni della Confraternita stessa e invocati anticamente contro la peste.
La statua presenta s. Antonio, che indossa saio chiaro e mantello e scapolare scuri, e tiene nella mano destra un libro aperto e nella sinistra un bastone con una terminazione serpeggiante cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/16620/Calvi+dell%27Umbria+%28TR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-calvi-dellumbria-tr/

ROMANS D’ISONZO (GO). Ancona votiva dedicata a sant’Antonio abate

Si trova in via Redipuglia all’angolo con via dell’Ancona e via Latina.
https://maps.app.goo.gl/qyPeTDiQBoL1Ug6R6

 

Ogni anno, presso l’ancona, si celebra la Benedizione degli animali il 17 gennaio con la Santa Messa (ore 15,00) e con la benedizione del pane di sant’Antonio.

Vedi locandina allegata: Ancona di Cormons

 

LASTRA A SIGNA (FI). L’Antico Spedale di Sant’Antonio

Via Dante Alighieri, 34
https://maps.app.goo.gl/DfGByNNvrJfxCFGx8

L’Antico Spedale di Sant’Antonio a Lastra a Signa è un edificio di straordinario valore storico ed architettonico, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del Rinascimento fiorentino. Realizzato tra il 1416 e il 1421 su volontà dei Consoli dell’Arte della Seta, questo edificio aveva la funzione di ospizio per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Pisana.
L’Antico Spedale di Sant’Antonio di Lastra a Signa è dedicato a Sant’Antonio abate.
La scelta di dedicare l’ospedale a Sant’Antonio abate è legata alla sua figura di protettore dei poveri e degli ammalati. Essendo un eremita, era associato anche ai luoghi solitari e ai viaggi, come potevano essere quelli dei pellegrini che si recavano all’ospedale. Inoltre, la sua festa, il 17 gennaio, cadeva in un periodo dell’anno in cui le necessità dei più deboli erano maggiori.

Una delle caratteristiche più distintive dello Spedale di Sant’Antonio è il suo loggiato a sette arcate, un elemento architettonico che ricorda quello dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Questa somiglianza ha portato gli studiosi ad ipotizzare un possibile coinvolgimento di Filippo Brunelleschi nella progettazione dell’edificio.
Il loggiato, con i suoi portali in legno che conducono ai saloni interni, crea un’atmosfera di accoglienza e serenità, tipica degli ospizi dell’epoca. L’architettura sobria e razionale, unita alla maestria nella lavorazione della pietra, rendono questo edificio un esempio di perfezione formale e funzionale.

L’Antico Spedale di Sant’Antonio è molto più di un semplice edificio religioso. Nel corso dei secoli, ha svolto diverse funzioni, ospitando poveri e ammalati, oltre che pellegrini.

L’importanza storica ed artistica dell’Antico Spedale di Sant’Antonio è stata riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Nel 2022, l’edificio è stato trasferito al Comune di Lastra a Signa, grazie ad un’operazione di federalismo culturale promossa dall’Agenzia del Demanio.
Questo passaggio di proprietà rappresenta un’opportunità unica per valorizzare ulteriormente questo bene culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Come riporta un articolo pubblicato sul sito del quotidiano toscano «La Nazione», a firma di Lisa Ciardi, sono iniziati, a Lastra a Signa, i lavori di restauro dell’Antico Spedale di Sant’Antonio.
Nei mesi scorsi si erano svolti alcuni interventi per testare la sicurezza dell’immobile anche dal punto di vista sismico.
All’interno della struttura erano stati effettuati alcuni sopralluoghi dalla ditta aggiudicataria dei lavori e dai restauratori che avranno il compito di riportare alla luce le testimonianze artistiche e pittoriche presenti nelle sale, soprattutto del primo piano. Qui sono stati già individuati affreschi e disegni murari risalenti a varie epoche storiche, dal Quattrocento all’Ottocento, che verranno restaurati e conservati all’interno delle stanze, seguendo le indicazioni e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Con la ristrutturazione, nell’edificio nasceranno locali per co-working, convegni, esposizioni e promozione turistica.

Info:
Comune di Lastra a Signa (Fi)