ALESSANDRIA. Ospedale dei Santi Antonio abate e Biagio; vasi da farmacia con l’effige di s. Antonio abate

 

L’Ospedale civile di Alessandria nacque dalla fusione, avvenuta per volere di papa Pio V intorno al 1567, di due ospedali preesistenti e risalenti al XV secolo: l’Ospedale di Sant’Antonio abate situato nel quartiere Gamondio e ricordato in un documento del 1493, ma fondato, secondo alcuni storici, nel 1295 assieme alla chiesa omonima e l’Ospedale di San Biagio situato nel quartiere Rovereto. L’Ospedale di S. Antonio passò in commenda ai Canonici di Sant’Antonio di Vienne.
Il nuovo ospedale si chiamò “Spedal grande” ed ebbe sede dapprima nel vecchio Ospedale di Sant’Antonio dove funzionò sino al 1789. Nel 1782 iniziò la costruzione della nuova sede dell’ospedale, aperto agli ammalati nel 1790. L’ospedale era amministrato in antico (1584-1799) dalla Congregazione generale presieduta dal vescovo e dalla Congregazione particolare presieduta dal priore, dal 1800 al 1814 dalla Commissione degli ospizi civili e dalla Congregazione particolare e a partire dal 1815 dalla sola Congregazione generale di carità. Nel 1912, a seguito della legge 17 luglio 1890 sulle istituzioni pubbliche di beneficenza, le amministrazioni delle Opere pie furono riordinate.

 

I vasi della Farmacia dell’Ospedale ebbero una storia travagliata; in buona parte perduti, i rimanenti furono collocati in teche nell’atrio dello scalone dell’edificio storico in Via Venezia, ritrovati quasi tutti dopo il furto avvenuto nel 2008.
Nel 1869 si trovavano in un magazzino della farmacia e nel 1906 rischiavano di essere venduti. Nel 1925 i 230 vasi rimasti furono depositati presso la Pinacoteca comunale di Alessandria; nel 1933 l’ospedale ne ritirò 39 per decorare la farmacia ristrutturata. Nel 1955 l’ospedale ritirò i vasi rimasti nella Pinacoteca comunale, che si erano ridotti a 112, essendone spariti 79! Di quel corredo nel 1965 erano rimasti 132 vasi ed un coperchio; quindi ne erano andati perduti altri 19. I 132 vasi e un coperchio sono in maiolica con decorazioni su fondo e privi di marca.
Una serie era composta da albarelli, brocche, bocce e grandi vasi con un decoro a racemi azzurri e fiori dal centro giallo, distribuito su due fasce: nella fascia centrale compare una scritta a caratteri gotici, in nero indicante il nome del medicamento e, sulle due fasce decorate, sono effigiati i Santi Antonio abate e Biagio. I vasi, che recano le effigi dei Santi titolari, furono fabbricati per la Farmacia dell’Ospedale alessandrino e ne fu ordinato l’acquisto nel 1675.
Un’altra serie ha un decoro molto simile, ma i racemi sono più fitti e, al posto delle figure dei due santi, compaiono le iniziali dei loro nomi. Una terza serie presenta un decoro a baccellature azzurre su fondo bianco.

 

Immagini dai testi:
Maconi Giovanni, Storia dell’Ospedale dei santi Antonio a Biagio di Alessandria, Le Mani -Isral, Genova 2012, p. 160/6    Maconi-storia_ospedale_Alessandria.pdf

Spantigati Carlaenrica; Romano Giovanni (a cura di), Il Museo e la Pinacoteca di Alessandria, Cassa di Risparmio di Alessandria – Il Quadrante edizioni, 1986, p. 29 in: https://www.fondazionecralessandria.it/biblioteca/il-museo-e-la-pinacoteca/

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Azienda_ospedaliera_Santi_Antonio_e_Biagio_e_Cesare_Arrigo

CELLA MONTE (AL). Ex Chiesa di Sant’Antonio abate – Auditorium

Sita in piazza Vallino / Via Dante Barbano 31, presso la Parrocchiale. https://maps.app.goo.gl/HmFpryQF3HVVb4M17

Già esistente nel 1577, divenne oratorio della Confraternita dei Disciplinanti. Nel 1619 il vescovo Scipione Pascale ne dispose l’abbattimento, perché l’edificio era umido e si trovava davanti alla parrocchiale, coprendone la prospettiva; l’oratorio però nel 1660 era ancora esistente.
Fu ricostruito in luogo diverso dopo il 1720 (nel 1723 non era ancora completato). Si realizzarono radicali restauri negli anni ’80 del secolo XIX. Nel 1918 la chiesa fu affidata al parroco per mancanza di confratelli; nel 1945 fu convertita in salone parrocchiale. Sconsacrato, fu restaurato negli anni settanta Novecento e destinato ad auditorium.

L’ingresso è preceduto da una breve scalinata; la parete laterale sinistra poggia sulla roccia calcarea. Facciata intonacata, limitata da due lesene angolari sorreggenti trabeazione e timpano. Semplice portale in stile rinascimentale, sopra cui si apre una piccola finestra cuoriforme.

Impianto a navata unica con due campate voltate a padiglione e a crociera ribassata, con abside semicircolare e volta a semicatino diviso in tre pennacchi.

L’edificio custodisce alcune tele tra cui S. Quirico e Giulitta del sec. XVII (in origine nell’antica parrocchiale di S. Quirico), Madonna del Rosario, Martirio di S. Eurosia (al centro dell’abside), Martirio di un santo francescano, Immacolata, Gesù Crocifisso, Madonna di Loreto col Bambino (proveniente dalla chiesa della Madonna di Loreto).

Nei pomeriggi delle domeniche del mese di maggio vi si tiene la rassegna “Maggiociondolo”, una serie di concerti interpretati da giovani musicisti.

Link:
https://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=20

CASSINE (AL). Ex oratorio di Sant’Antonio abate

Piazzale della Ciocca
https://maps.app.goo.gl/5Reqn5HMvViHPxC1A

 

La costruzione è a unica navata addossata al lato destro della chiesa di San Francesco appartenente al Complesso conventuale omonimo, vedi scheda
https://www.santantonioabate.afom.it/cassine-al-complesso-conventuale-di-san-francesco-sec-xiii-affresco-e-statue-lignee-di-s-antonio-abate/

 

Il portale in pietra arenaria presenta caratteristiche classicheggianti con capitelli in stile ionico su semicolonne e piedritti; sull’architrave si legge la data del 1614.
Possiede un grazioso campanile settecentesco, forse dell’architetto Giuseppe Caselli, in stile barocchetto, con mattoni a vista che sottolineano le numerose cornici modanate.

 

Link:
https://www.comune.cassine.al.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/ex-oratorio-di-sant-antonio-abate-27110-1-339c274a7f17f37d6fef896cfc1174c4

LECCO, frazione Malavedo. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via G.E. Falck https://maps.app.goo.gl/Pyb1NYXW6rZSuQMG6

La chiesa fu edificata nel 1940 circa, architetto Bernardo Sironi, sul sito di un antico oratorio con la stessa dedicazione.

Facciata a capanna con oculo e archetti neoromanici. Sopra il portale, protetto da una tettoia, una lunetta con la figura a mezzobusto di s. Antonio abate.

 

 

All’interno, in una delle cappelle laterali a destra, dipinti e una statua moderna di s. Antonio abate.

Tutto ciò che rimane dell’antico oratorio è una tavola, attribuita a Bernardo Zenale (1450-1507).
Olio su tavola, 78 x 61 cm. Lo stato di conservazione è buono, ma ha subito in alcune parti un discutibile restauro; la cornice con predella è forse coeva o appena poco più tarda.
Sant’Antonio è raffigurato con saio chiaro e mantello scuro, barba biforcata. La mano destra compie il gesto di benedizione, la sinistra tiene un bastone pastorale cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi, a sinistra il fuoco e a destra un maiale scuro che sembra in precario equilibrio.

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Per la festa del Santo il 17 Gennaio, vi sono cerimonie religiose e la benedizione degli animali.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LC140-00064/ 

Immagine tavola:
https://www.osteriaolga.it/oal/tav10.htm

IMPERIA, frazione Costa d’Oneglia. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Costa d’Oneglia, Strada delle Rocche
https://maps.app.goo.gl/K136AJ5KdcMDzhAM9

 

Tra 1779 e 1787 fu costruita la nuova chiesa di Costa d’Oneglia con l’allora parroco don Giacomo Ardissone.
Realizzata in stile barocco il suo completamento terminò con la costruzione della maestosa facciata nel 1864, anche se le funzioni furono officiate già dal 1787; subì danni a causa del terribile terremoto del 1887.

Il suo campanile, dotato  di 4 finestre rivolte ai 4 punti cardinali, domina sulla vallata del torrente Impero.
L’aula è di forma ellittica.