VILLA CARCINA (BS), frazione Cogozzo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Fratelli Tolotti, 12
https://maps.app.goo.gl/wccWNCWhXFNh8Fj88

La chiesa fu edificata nel 1952-6 su progetto di don Giuseppe Barcelli.

L’edificio ha un ampio sagrato, rialzato dal piano stradale.
Presenta una facciata suddivisa in tre comparti verticali di cui quello centrale maggiore e rialzato rispetto a quelli laterali, in cui è inserito l’ingresso alla chiesa dotato di portico. La facciata è decorata da tre mosaici.

 

 

 

 

L’interno, a navata unica con copertura a falde, è dotato di cappelle laterali, ha un presbiterio quadrangolare dotato di fondale piano sul quale è raffigurato un grande mosaico a sfondo dorato.

Proveniente dalla vecchia chiesa è una pala seicentesca del veneziano Girolamo Pilotti (1575?; il 1597 è la data di iscrizione alla Fraglia – 1649), allievo di Palma il giovane, raffigurante la Madonna di Loreto e, sotto, i santi Giovanni Battista, Antonio abate,  Carlo, Francesco con altri tre santi (in secondo piano), firmata e datata 1616.  S. Antonio è raffigurato in trono al centro, in abiti vescovili con mitra e pastorale.

La chiesa conserva inoltre due Angeli lignei di fine ‘600, un Crocifisso ligneo cinquecentesco e una Croce astile argentata del ‘700.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/57704/Villa+Carcina+%28BS%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Immagine della pala del Pilotti da:
Guzzo E.M., La pittura del ’600 tra controriforma e barocco, in: “La pittura del ‘600 in Valtrompia”, a cura di Sabatti M., Esselunga, catalogo della mostra, 1994, p. 224

Rilevatore: AC

GUIDONIA MONTECELIO (Roma). Chiesa di Sant’Antonio abate a Montecelio

Situata sul pendio detto di Monte Albano, frazione Montecelio, via del Passaggio, 226
https://maps.app.goo.gl/4hLzduzHbY1gqtAc7

Il piccolo edificio era in origine dedicato ai SS. Cecilia e Rocco, per voto fatto dal popolo in occasione di un’epidemia e infatti il più antico documento che la cita risale al Consiglio Comunale del 24 novembre 1585, che la indica come chiesa di S. Cecilia e ne denuncia lo stato rovinoso. Doveva quindi essere già antica, testimoniato dagli affreschi absidali, risalenti agli ultimi anni del XV secolo o ai primi del XVI.
All’inizio del ‘600 si stanziarono nella chiesa la Confraternita del Suffragio e la Fratellanza di S. Antonio abate, che vi eresse una cappella coperta a cupola e decorata finemente con stucchi e motivi floreali. La chiesa si chiamò da quel momento S. Antonio abate.
La Confraternita del Suffragio si trasferì altrove nel secolo successivo. Un primo restauro fu eseguito nel 1628, come risultava da un’epigrafe riportata in un manoscritto del ‘700; un secondo restauro, compiuto nel 1791, diede all’edificio l’aspetto attuale, la navata fu prolungata e sopraelevata ed assunse l’aspetto di un’aula neoclassica, in quanto vennero escluse dalla vista dei fedeli sia la cappellina curvilinea a destra dell’ingresso, sia l’abside affrescata, per accedere alla quale fu lasciata una porticina nascosta dall’altar maggiore nella parete che chiudeva la navata.
La chiesa in seguito fu gradualmente abbandonata. Nel 1971 l’intervento della Soprintendenza effettuò un restauro agli affreschi absidali; alla fine di quel decennio fu rifatto il tetto.

L’edificio, di tipo rurale, presenta una struttura molto semplice, con muratura a vista. Al corpo longitudinale si aggrega un’abside semicircolare; il campanile a vela presenta due fornici per le campane e il tetto è a spioventi coperto da tegole. La facciata, a capanna semplice, è realizzata in muratura intonacata; una incorniciatura a rilievo e il timpano inquadrano la parte centrale in cui è ricavata la porta e un lunettone a giorno.

L’interno, a navata unica, con una sola cappella al centro della parete destra e volta a botte, presenta una struttura a leggere membrature aggettanti che creano un motivo di cornici, mensole e archi lungo le pareti e sulla volta. Questa a sua volta presenta due vele nella parte centrale, in una delle quali è praticata una apertura. La parete d’altare è dritta, occupata al centro da una decorazione a edicola con timpano triangolare, al centro della quale si apre una cornice centinata con una decorazione a motivi floreali in alto. L’altare è completamente in stucco dipinto a finto marmo.

L’altare dedicato a s. Antonio abate conserva la statua del Santo benedicente che tiene con la mano sinistra un lungo bastone a tau cui è appesa una campanella; ai piedi un maiale.

Al centro del tamburo absidale vi è l’affresco con la Madonna seduta in trono mentre allatta il Bambino, a destra santa Liberata e santa Cecilia a sinistra. Più lontane, a destra la figura di santa Lucia e a sinistra di santa Caterina. Al centro del catino absidale è il Cristo in Maestà, entro una mandorla formata da una larga banda rossa; ai lati genuflessi.

Parte del testo e alcune immagini da:
https://www.montecelio.it/Chiese_e_Monumenti/Chiesa_San_Antonio_abate.htm

https://www.romaguidetour.it/blog/tesori-chiesetta-san-antonio-abate-montecelio/

https://www.clickanddiscover.it/2021/03/28/chiesa-di-santantonio/

SOMMATINO (CL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza XI Febbraio
https://maps.app.goo.gl/NDWTHP9NgSaAhbcA6

La chiesa fu edificata nel XIX secolo alla porte del paese poiché, a causa delle precarie condizioni statiche, la chiesa di Santa Barbara, che era situata fuori l’abitato poco distante dal nuovo sito, fu demolita e ricostruita, riutilizzando tutto il materiale. L’edificazione fu curata dall’ingegnere Filippo Volpes, amministratore del principe di Trabia. La statua di Santa Barbara fu trasferita presso la chiesa madre di S. Margherita e la nuova chiesa fu intitolata a Sant’Antonio abate. L’Annuario Diocesano riporta la data del 1840.
Tra il 1861 e 1889 Giuseppe Virone, rettore della chiesa, fece restaurare l’interno e la facciata, danneggiati da un fulmine. Fu inoltre costruita la sacrestia grazia ai finanziamenti approntati dalla signora Grazia Flores
Nella seconda metà dell’Ottocento fu collocato l’organo del collegio dei gesuiti di Caltanissetta, acquistato dal sindaco di Sommatino per quaranta onze. L’organo fu sostituito nel 1903 da quello acquistato dal sacerdote Giacinto Burgio, che fece realizzare “un coretto”

La chiesa ha impianto ottocentesco; il prospetto principale, riconfigurato nel Novecento, è disegnato in modo asimmetrico da pilastrini e travi di colore grigio. La parte centrale, decorata da pannelli di vetro rettangolari disposti in modo sfalsato, è conclusa da un coronamento a capanna con elementi aggettanti. Sul lato ovest si erge, dalla cornice di coronamento, una cella campanaria a due livelli.
L’impianto spaziale è costituito da aula e coro coperti da volte a botte lunettate, scandite da fasce in corrispondenza delle lesene, e tripartita longitudinalmente. Le pareti dell’aula sono ritmate da arcate cieche, inquadrate da lesene corinzie trabeate. L’aula è conclusa dal catino absidale.
L’intradosso dell’arco di trionfo, le fasce del catino absidale e del fregio del coro e dell’abside hanno decorazioni a motivi fitomorfi. Gli arredi sono moderni.

Al fondo della parete sinistra della navata, sopra un altare è posto un dipinto che raffigura il Santo titolare inginocchiato in preghiera mentre tiene un bastone a tau nella mano sinistra e un rosario appeso al braccio

 

 

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38757/Sommatino+%28CL%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

RAIANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edifico è inserito tra le case della parte più antica del centro abitato.
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Sopra il portale della piccola chiesa si legge: “A.D. 1004 erectum. 1776 restauratum”.
L’edificio attuale è opera delle ristrutturazioni del XVIII secolo.

La facciata è rettangolare e piuttosto bassa, con due piccole aperture ai fianchi del portale, che presenta una cimasa decorata, e al di sopra una più grande finestra rettangolare dotata di cornice.

 

Sant’Antonio abate è festeggiato il 17 gennaio e, con il compatrono san Venanzio, il 17 maggio.

I festeggiamenti per s. Antonio comprendono anche una processione della statua del Santo dalla chiesa omonima sino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
La statua lignea è abbigliata con paramenti in stoffa; nella mano destra ha un bastone a tau; nella sinistra un libro con sopra una fiamma.

 

Immagini da:
https://m.facebook.com/p/Comitato-Solenni-Festeggiamenti-San-Venanzio-Martire-Raiano-100064602466063/?locale=be_BY

FONTANETO D’AGOGNA (NO), frazione Sant’Antonio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Località Sant’Antonio, 60, a sud-ovest dell’abitato
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Le dimensioni del primitivo edificio ad aula rettangolare (7 x 4,8 m), monoabsidata (diam. 3,15 m) e la tecnica muraria, in ciottoli di fiumi disposti a spina di pesce alternati a corsi di mattoni, affiorante dall’intonaco del muro a nord, fanno pensare a stilemi romanici del XII secolo. Questo primo edificio occupava l’area attualmente destinata ai fedeli, con abside semicircolare orientata ad est. Dal 1618 al 1628 l’Oratorio di Sant’Antonio viene descritto dai Vescovi Taverna e Volpi con abside orientata, isolato, ampio, senza pavimento, coperto da una struttura lignea con coppi a vista e con pareti che minacciano rovina. La facciata, ad ovest, è a capanna, con l’ingresso principale sormontato da un’apertura orbicolare. Altre due finestrelle, ai lati dell’altare, illuminano l’interno.
L’orientamento dell’Oratorio nel 1676-78 variò. Fu abbattuta l’abside per costruire ad occidente un nuovo presbiterio di forma quadrata (lato 3,2 m) coperto da una volta a botte. L’altare aderiva alla parete di fondo e nell’angolo sud della nuova facciata fu edificato il primo campanile con l’accesso dalla chiesa.
Solo nel 1702 la chiesa si configurò nella forma attuale: fu costruito il coro (lungh. m 3,5 e largh. m 4,5), la navata fu coperta con una volta a botte e illuminata da cinque finestre. Il tondo con l’Assunta, affrescato sulla volta del presbiterio, è citato per la prima volta nel 1733.
Nel 1721 fu completata la nuova facciata e in quest’occasione il pittore Bartolomeo Maggi affrescò il riquadro sopra la porta con il Crocifisso, Sant’Antonio e San Girolamo (sostituito poi da Antonio Pinoli con San Rocco nel 1832).  Sant’Antonio è raffigurato in ginocchio mentre tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella.
Altre opere di ampliamento della chiesa e del campanile continuarono fino al 1927 con la costruzione del vestibolo antistante la facciata.
L’antico altare ligneo era ornato con una tabula raffigurante l’Annunciazione, che fu rimpiazzata dalla tela di Sant’Antonio abate nel 1698.
A sinistra dell’altare oggi è posta la statua di s. Antonio abate, opera dello scultore  Giuseppe Nardini di Milano (fine XIX secolo ?). Il Santo, in saio marrone, tiene nella mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella.

La chiesa conserva preziosi affreschi del XV secolo, presenti in origine sull’arco trionfale e che in seguito al cambiamento dell’orientamento, oggi sono in controfacciata. Sono attribuibili al maestro Daniele De Bosis (documentato dal 1479 – morto prima del 1505) e databili tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo. Raffigurano l’Annunciazione, nell’iconografia stilistica dell’Angelo a sinistra, Dio Padre al centro, la colomba e la Vergine sul lato destro simmetrico all’Angelo. Al di sotto della Vergine è identificabile un San Sebastiano in abito da cavaliere e sotto l’Angelo si evidenzia un Sant’Antonio abate con il bastone pastorale.

 

Dello stesso Maestro sono inserite nel muro sinistro del presbiterio due Apostoli ad affresco che decoravano l’antica abside. Sulle pareti laterali della navata si celano altri affreschi, alcuni dei quali già restaurati alcuni anni fa.

Un riquadro sulla parete sud della navata (a sinistra) rappresenta la Madonna in trono con Gesù bambino e San Rocco.

 

Fotografie e notizie da:
https://www.cittacuriosa.it/attrazioni/fontaneto-santantonio-chiesa-di-santantonio-abate/