ROCCASTRADA (GR). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge presso la SP di Montemassi e Via degli Ulivi.
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La parrocchia di sant’Antonio abate, detta “agli Olmini”, è sorta su impulso del vescovo di Grosseto, Paolo Galeazzi, in seguito alla riforma agraria dell’Ente Maremma. Fu eretta canonicamente con decreto vescovile del 25 dicembre 1956, staccandone il territorio dalle parrocchie confinanti di Ribolla, Montemassi e Montepescali.
La nuova chiesa parrocchiale fu inaugurata e consacrata il 25 marzo 1959.
La parrocchia è stata riconosciuta civilmente il 2 dicembre 1961.

Esternamente il portale di ingresso è sormontato da un timpano in pietra ad edicola, in chiave moderna, e da una croce in altorilievo.
Il campanile, a pianta quadrata, svetta sul lato sinistro della chiesa in collegamento diretto con gli ambienti della canonica. Le campane sono sistemate a terra, in una gabbia metallica prospiciente il campanile stesso nella cui cella sono stati installati degli amplificatori.

Si tratta di una chiesa ad aula rettangolare con tetto a capanna, conclusa da abside quadrangolare coperta da volta a botte. L’area presbiterale ospita l’altare monumentale che, nel corso del tempo, ha subito consistenti rimaneggiamenti.
L’illuminazione dell’ambiente è garantita da sette strette finestre invetriate disposte nelle pareti laterali e da tre identiche, che si aprono sul corpo di fabbrica in cui è stato ricavato il battistero. Nell’abside si apre invece una finestra ad oculo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/16879/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ROCCASTRADA (GR), località Montelattaia. Cappella di Sant’Antonio abate

Presso la Fattoria  o tenuta Montelattaia / Azienda agricola Leoverde
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La Fattoria di Montelattaia, sorta nel Medioevo come complesso monastico, conserva una cappella intitolata a Sant’Antonio abate. L’edificio religioso fu costruito verso la fine del Settecento, in sostituzione della perduta pieve medievale di Tabiano che si trovava proprio in quell’area. Il luogo di culto da allora svolse le funzioni di cappella gentilizia della vicina fattoria.

La cappella è un edificio a pianta rettangolare e ad aula unica, che si caratterizza sia per elementi stilistici neoclassici che per gli elementi architettonici tipici delle cappelle rurali e gentilizie della zona.

L’interno, privo di abside, presenta l’altare maggiore addossato alla parete posteriore, con una tavola collocata nella teca delimitata lateralmente da lesene con capitello di ordine corinzio e superiormente da un timpano con volta semicircolare.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_a_Monte_Lattaia

https://it.wikipedia.org/wiki/Fattoria_di_Monte_Lattaia

https://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_Tabiano

GROSSETO, frazione Roselle, località Vallerotana. Cappella rurale di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale 41 – strada Sbirro
https://maps.app.goo.gl/5rPrJS4HwEXPqVrQ7

 

La cappella di Sant’Antonio abate fu edificata nel 1971.
Sin dalla costruzione appartiene al territorio della parrocchia di Roselle (Chiesa Parrocchiale dell’Immacolata Concezione).
Due grandi finestre rettangolari sono ai lati del portone. Un piccolo campanile a vela con una campana è posto sull’angolo posteriore destro.

L’interno è molto sobrio. 

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Qui si svolge la benedizione degli animali la domenica più vicina al 17 gennaio, festa di s. Antonio abate.

 

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In zona vi è anche un pilone con un bassorilievo di sant’Antonio abate.

 

 

Fotografie di Pier Mosetti

VARESE. Chiesa di Sant’Antonio abate alla Motta

Piazza della Motta
https://maps.app.goo.gl/UfAwLNhBaYyR3J4X7

La Chiesa sorge sulla collina che fin dall’anno 1000 ospitava il mercato cittadino e il tribunale del contado del Seprio. Qui in epoca medievale si era insediata la civica Confraternita di Sant’Antonio, che lì eretto una cappella. Nel 1593 l’architetto Giuseppe Bernascone progettò l’ampliamento di tale primitivo edificio (di cui venne preservata una parte del pavimento). I lavori durarono dal 1606 al 1614; nel 1619 fu dato inizio al campanile. Ne risultò un edificio diviso essenzialmente in due parti: un avancorpo largo e squadrato e un settore posteriore (in corrispondenza del presbiterio e dell’abside) più stretto ed allungato.
Nel 1604 l’ebanista Marco Antonio Bernasconi intagliò il bel coro ligneo absidale.
Tra il 2007 e il 2010 si svolse una campagna di restauri sia degli interni sia degli esterni dell’edificio. Nello stesso periodo si operò anche il rifacimento della copertura.

L’esterno presenta un aspetto sobrio con tre portali di accesso in pietra. I due laterali, i più piccoli, sono dotati di un timpano triangolare mentre quello centrale, il più grande, di un timpano curvilineo e sorretto da mensole decorate. La facciata principale è scandita da quattro lesene; le due centrali hanno una larghezza inferiore rispetto a quelle poste agli estremi della facciata. Al centro si trova una vetrata policroma rettangolare.
In basso a sinistra è collocata una statua di S. Antonio al di sopra di un piedistallo lapideo. Superiormente una sporgente fascia marcapiano, sorretta da sobrie mensole, divide la parte inferiore da quella sommitale. Questa è composta da un elemento centrale dotato di un timpano triangolare, di due elementi a voluta ai lati, di due lesene a sezione semicircolare e di una nicchia vuota. Ai lati si trovano due balaustre tamponate e due piccoli obelischi agli angoli.

 

L’interno della chiesa è a navata unica con abside rettangolare; nella zona più vicina all’ingresso vi sono quattro nicchie sulle quali sono collocate quattro statue in terracotta raffiguranti S. Paolo, S. Ilario, S. Macario e S. Onofrio, opera del 1613-23 di Francesco Selva.
Entrando a sinistra si trova una cappella laterale a pianta rettangolare illuminata da una vetrata. Al di sopra di un altare policromo in marmo, al centro di una finta architettura affrescata, è collocata una tela raffigurante l’Adorazione dei Magi.
L’area presbiteriale è separata dalla navata da tre gradini. Sulla parete di fondo si trova la statua lignea del 1604 raffigurante S. Antonio, opera dello scultore Sessa di Velate, poi collocata sopra di un piedistallo in marmo.
In corrispondenza della controfacciata si trova una tela firmata da G. Lanfranco raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Giuseppe e S. Carlo. Entrando a destra, al di sopra del confessionale in legno intagliato, si trova una tela raffigurante la Madonna con il Bambino insieme ai Santi Agostino e Marta.
L’interno della chiesa è caratterizzato da un ricco ciclo di affreschi che danno vita a un complesso di scenografie e finte architetture. La maggior parte della decorazione pittorica parietale interna si deve al pittore Giuseppe Baroffio, che vi affrescò, tra 1748 e 1756, un suggestivo complesso di scenografie e finte architetture (parapetti, balconi, colonnati sovrapposti) a trompe-l’oeil, tale da ingigantire la percezione spaziale dell’ambiente interno. L’area presbiteriale è esaltata da un finto colonnato e da un monumentale coro ligneo intagliato che abbraccia tutto il perimetro absidale.

Il giovane pittore Giovanni Battista Ronchelli (Castello Cabiaglio VA, 1715 – Castello Cabiaglio, 1788); era anche membro della Confraternita di Sant’Antonio) fu assunto come figurista per completare il tutto dipingendo le scene principali. Egli affrescò nell’area presbiteriale, accanto a un finto tiburio con cupola, la Gloria di Sant’Antonio in cui il Santo ascende al cielo sorretto da angeli esultanti per raggiungere tra le nubi Dio Padre e Gesù.

Nella navata, in corrispondenza dell’ingresso, affrescò sulla volta l’Esaltazione della santa Croce che viene sorretta da schiere angeliche.

 

 

Bibliografia:
Andrea Spiriti; Beatrice Bolandrini; Laura Facchin; Massimiliano Ferraril (a cura di), La chiesa di Sant’Antonio Abate alla Motta di Varese, Italia Nostra Varese, 2023

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15449/Chiesa+di+Sant%27Antonio+alla+Motta

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_alla_Motta

 


La domenica più vicina alla ricorrenza di sant’Antonio abate il 17 gennaio, viene celebrata una festa con benedizione degli animali, falò e banco gastronomico.

ARCISATE (VA), frazione Brenno Useria. Chiesa di Sant’Antonio abate

Sulla piazza dove sorge anche la chiesa dell’Immacolata Concezione, Via Benefattori, 4.
https://maps.app.goo.gl/pV7H2BAYwKYdsAg98

La chiesa è citata in vari documenti di archivio parrocchiale intorno al 1500.
Nel XVII secolo l’edificio fu ampliato; così facendo l’aula unica assunse una forma più allungata.
Nel 1994 la Chiesa fu restaurata per volere di don Giuseppe Pozzi, parroco di Brenno Useria.

La chiesa di Sant’Antonio abate presenta evidenti forme barocche che la contraddistinguono, sia dall’esterno che all’interno.
La facciata è divisa in due parti: quella inferiore, che è anche la più ampia, è costituita da un arco a serliana composto da una doppia orditura di lesene sottostanti un cornicione con forma di arco ogivale concavo ribassato. Inferiormente, le lesene terminano su un basamento in pietra a vista. Sempre in questa zona vi sono l’ingresso principale coronato da una cornice in pietra dalle forme barocche e un’apertura soprastante strombata. Lo schema compositivo della parte inferiore si ripete similmente nella parte superiore, il cui profilo è sempre ad arco ogivale ribassato, ma con linearità non spezzata. La facciata è prevalentemente intonacata con tre differenti colori: bianco, avorio e rosa chiaro. Inoltre, a destra, vi è il campanile a singola campana, la cui superficie è divisa in quattro fasce di differenti altezze caratterizzate da aperture di molteplici forme.

Ha un impianto composto da un’unica aula sormontata da una volta a vela su base quadrata e un’abside quadrangolare sempre sormontata da volta a vela. Di fatto, la profondità tipica delle absidi semisferiche viene qui conferita da un effetto prospettico pittorico.
Al centro dell’abside, in alto, circondata da un’importante cornice marmorea, vi è una tela raffigurante sant’Antonio abate; poco più in basso si trova invece la preziosa pala d’altare, olio su tela del 1773 firmato Carlo Maria Giudici (Viggù VA, 1723, – Milano, 1817), che raffigura Il riposo della sacra Famiglia durante la fuga in Egitto. Il presbiterio risulta così ampiamente decorato, non solo per la ricchezza della scelta dei marmi, utilizzati per l’altare preconciliare, per quello postconciliare e per la balaustra di accesso, bensì per le sue decorazioni pittoriche e scultoree. Tra queste, si evidenziano i capitelli ionici delle paraste, le quali caratterizzano costantemente tutta l’aula, che sono adornati da festoni. Sopra di esse emerge un importante cornicione da cui spiccano una modanatura con profilo ad ovolo decorato ed una a foglie d’acanto. Inoltre, si vuol evidenziare la bellezza dei sottarchi caratterizzati da finte rosette lacunari.
Ai lati del presbiterio, sulla sinistra, vi è un quadro raffigurante Cristo; mentre, sulla destra, compare l’effige lignea del 1200 raffigurante la Madonna con Bambino, chiamata anche con il nome di Madonna d’Useria, proveniente dall’omonimo Santuario.


 

La festa del compatrono sant’Antonio abate a gennaio viene celebrata anche con un falò.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/13248/Arcisate+%28VA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate