CARRARA (MS), frazione Noceto. Oratorio di Sant’Antonio abate e Sant’Anna
Nell’abitato di Noceto, Largo dell’Eliso, 2
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L’oratorio fu edificato in stile romanico nella sua pianta primitiva intorno alla metà del 1500, come risulta dal Codice Pelavicino. Nel XVIII secolo, l’edificio fu ampliato contestualmente alla demolizione di altri oratori presenti nella frazione. Sull’architrave della porta d’ingresso campeggia una lapide marmorea con la data di questo intervento “OPA 1741”.
In epoca medievale le fonti scritte attestano a Noceto l’esistenza di tre oratori (Sant’Andrea, San Niccolò, più la cappella di Santa Giulia), la cui presenza in una frazione molto piccola era giustificata dal fatto che questo luogo montuoso fu inizialmente fondato come luogo eremitico per tre monasteri benedettini.
Intorno alla metà del 1700, a seguito dell’acquisto di un quadro tardo-medioevale raffigurante la “Natività della Beata Vergine Maria con i santi Gioacchino e Anna” dalla vicina Chiesa di Castelpoggio e l’edificazione di un altare dedicato alla Madre di Maria, l‘oratorio di Sant’Antonio abate adottò la nuova denominazione che includeva la titolarità della co-patrona: “Chiesa di Sant’Antonio abate e Sant’Anna”. Questa tela è stata oggetto di varie leggende; in realtà, la ricchezza dei monaci benedettini in quel momento storico, rispetto alla Chiesa di Castelpoggio, permise loro di comprarla dai propri vicini insieme alla titolarità della santa, visto che questi ultimi già godevano di ben tre santi protettori, rispetto all’unico di Noceto, Sant’Antonio abate.
La scelta di Sant’Antonio abate e di Sant’Anna, patrona delle donne che desiderano avere figli e dei minatori, come contitolari della chiesa locale, è indice di una società di contadini e minatori.
Alla fine del 1700, l’oratorio, dipendente dalla Parrocchia di Gragnana (frazione di Carrara), fu elevato in cappellania curata, sempre dipendente da quella parrocchia. Nel XX secolo, a seguito della definizione dei nuovi confini parrocchiali, la chiesa di Noceto è stata unita alla vicina Parrocchia di Castelpoggio.
Nel 1997 sono state effettuate opere di rifacimento della copertura, degli esterni e di restauro del campanile, altri restauri nel 2000 e nel 2016.
L’edificio sorge su un piccolo piazzale al centro del paese. Il fianco ovest rimane interamente libero e visibile, mentre il lato est è occupato parzialmente dal terrapieno di una strada pubblica.
La facciata sulla piazzetta è intonacata e presenta quattro lesene interrotte da due ordini di cornici. L’ingresso della chiesa è evidenziato da un portale in marmo di pregevole fattura. Nella nicchia, posta nella parte alta centrale, si trova una statua raffigurante Sant’Antonio abate.
L’interno della chiesa è costituita da un’unica aula di forma rettangolare, scandita alle pareti da lesene sulle quali sono impostati gli archi a tutto sesto che irrigidiscono la volta a botte. All’interno delle lunette sono alloggiate modeste aperture sopra le quali si trovano le unghie che si connettono alla volta a botte.
Sulla parete laterale ovest è presente un pregevole altare marmoreo, di buona fattura. All’ingresso è collocato un coro sorretto da colonne marmoree: non sembra essere coevo con l’impianto originario.
Pregevoli, in stile barocco ed interamente in marmo bianco di Carrara ed in marmo rosso di Verona; sono gli altari e quello maggiore, con le sovrastanti cornici e fregi marmorei che inquadrano la pala dell’altare raffigurante sant’Antonio che ha in mano bastone con campanella e libro; ai suoi piedi il maiale e altri animali intorno.
Nel 1742, grazie ad alcuni benefattori del luogo, l’oratorio fu dotato di un altare laterale a destra dedicato a sant’Anna, di un altare centrale policromo e di una cornice che inquadra la tela di sant’Antonio abate: quella originale fu venduta dai monaci e attualmente è sostituita da una raffigurazione del 1914. La tela è affiancata da due statue marmoree rappresentanti San Bernardo Vescovo e sant’Antonio di Padova.
Agli inizi del 1900, è stata scavata una nicchia nella parete sinistra dell’oratorio per ospitare una statua di gesso raffigurante S. Anna che insegna le Sacre Scritture alla Beata Vergine Maria fanciulla.
L’oratorio conserva tre crocefissi lignei processionali e tre tabernacoli, tutti segni del passaggio degli edifici di culto da tra a uno.
Dietro l’altare maggiore è presente, come in molte chiese locali, un bassorilievo che raffigura santa Lucia, protettrice della vista.
Immagini da Wikimedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_e_Sant%27Anna









