MONFALCONE (Go). Edicola con mosaico dedicato a Sant’Antonio abate

Vicino al parcheggio delle Terme Romane
https://goo.gl/maps/FuGizzyAvJAGHJx58

Come ogni anno in occasione della festa di S. Antonio abate che si ricorda il 17 gennaio, la comunità parrocchiale del SS. Redentore ha rinnovato la benedizione degli animali, legata dalla tradizione al santo protettore degli animali domestici e delle stalle.
Dopo la Messa delle 10.30 la statua lignea del santo, unica cosa rimasta della chiesetta che sorgeva sulla collina del Lisert e andata distrugga nel primo conflitto mondiale, è stata portata davanti all’oratorio “Don Tonzar” e don Giovanni Derosa dopo aver spiegato il significato della festa, ha benedetto gli animali presenti portati lì dai vari bambini e da persone anziane a cui loro fanno compagnia. È seguito un rinfresco in oratorio cui hanno assistito anche i cani ed i gatti presenti con i loro padroni.
Nel pomeriggio invece presso le Terme Romane in zona Lisert accanto al parcheggio si è svolta l’inaugurazione e la benedizione dell’edicola dedicata proprio a S. Antonio abate.
Davanti ad una numerosa folla ha preso la parola il Sindaco Altran dichiarandosi contenta di condividere con i tanti parrocchiani di Via Romana e del mandamento questo momento tanto atteso di questa opera che raffigura il santo protettore di queste zone. Ha ringraziato poi a nome dell’amministrazione comunale tutte le realtà che hanno contribuito a questa realizzazione, la Società Terme Romane ed i suoi soci, la Ditta costruttrice, la ICI Coop ed il signor Giusto Zoff della parrocchia del SS. Redentore che ha dato sprone e spinta all’idea di questa opera. Ha preso la parola anche don Rino Lorenzini per molti anni parroco nel rione Via Romana- Solvay che se pur in carrozzina per le precarie condizioni di salute, ha voluto essere presente e ha ricordato in breve la storia della chiesetta e di S. Antonio abate legato alla tradizionale benedizione degli animali.
E’ intervenuto poi il dottor Aniello Langella, presidente della prima sezione regionale Archeoclub costituitasi a Monfalcone con il nome di Caput Adrie, il quale ha sottolineato questo evento sotto tre aspetti: in questi giorni si ricorda un secolo dal bombardamento di questa area e quindi anche della chiesa dedicata al santo con una scritta che riporta la data del 12 marzo 1916; S. Antonio era il santo anche del fuoco sacro, oltre che monaco era un taumaturgo perché guariva la malattia del fuoco di S. Antonio, con il grasso del maiale che leniva le ulcere e le ferite; infine questa zona è legata all’acqua elemento purificatore e come il Battesimo, purifica nel corpo e nello spirito, una fonte di acqua che contiene zolfo e che è curativa per varie malattie. “Oggi non si svolge qui solo una commemorazione storica e religiosa- ha detto il dottor Langella – ma vuole essere un momento di riappropriazione di un territorio da parte di tutti i monfalconesi.”
Don Gilberto Dudine parroco di S. Nicolò ha ringraziato il mosaicista Vanni Aita che ha realizzato l’immagine di S. Antonio che si trova all’interno dell’edicola e dopo la preghiera di don Giovanni Derosa e lo scoprimento da parte di due bambini, don Rino ha benedetto quest’opera tanto attesa cui è seguito un caloroso applauso.

 

Autore: Paolo Zuccon

Fonte: www.voceisontina.eu, 1 feb 2016

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TEGLIO VENETO (VE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale, 91  – Via Partz
https://goo.gl/maps/SXbMAHr1wufru4Cn7

La chiesetta, come prova un documento recentemente pubblicato (1), fu realizzata intorno al 1477, o negli anni immediatamente seguenti, ad opera del capomastro “Martino da Fagagna”, su commissione della comunità di Teglio.
Fin dalle origini essa fu legata alla confraternita dedicata a Sant’Antonio abate.
All’interno è ancora visibile parte della decorazione pittorica originaria del secolo XV (due affreschi con l’immagine di San Sebastiano, uno dei quali datato 1492, ed un altro con Sant’Antonio di Padova) e del XVI (S. Agata e Battesimo di Gesù ed altre tracce quasi illeggibili).
Da segnalare anche la presenza di alcune tele: il Padre Eterno benedicente (secc. XVI-XVII), il Transito di San Giuseppe e l’Estasi di Sant’Antonio di Padova (già collocate sugli altari laterali datati 1738).
Pala dell’altare maggiore è la tela raffigurante la “Madonna del Carmelo con ai lati S. Antonio abate e (a destra) i SS. Rocco e Sebastiano” di Sante Conti (1871).

Di particolare pregio è pure la tarsia in marmo sul paliotto dell’altar maggiore (secentesco, ma certamente più antica di questo) raffigurante Sant’Antonio abate.
Il porticato antistante, frutto di un intervento più tardo (fine XVI o inizi del secolo successivo), fu uno dei luoghi – assieme all’attigua cinquecentesca casa del comune e sede della confraternita di Sant’Antonio Abate – di incontro dei capifamiglia del comune che si riunivano in pubblica vicìnia per deliberare sulle questioni inerenti la vita della comunità civile e religiosa di Teglio.

 

Autore: Eugenio Marin

(1) E. Marin, 1477: “Hedificare in villa Tilei unam ecclesiam”. Contributi per una storia dell’oratorio di S. Antonio Abate di Teglio Veneto, in Teglio Veneto: storia delle sue comunità. Tei, Sintiel, Suçulins. Materiali e documenti, a cura di A. Diano, Teglio Veneto, Fogolâr Furlan “Antonio Panciera”, 2007, pp. 73-106.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/65794/Chiesa+di+Sant%27Antonio

Segnalazione: Davide Cecchi – lifemusicdavide@gmail.com

CARPINETI (RE), frazione Villaprara. Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazzale Sant’Antonio abate, 4 – Villaprara
https://goo.gl/maps/GDNyusLgPJkjG4MFA

 

L’oratorio è del XVII secolo.
Ha facciata a capanna; sopra la porta un frontone spezzato, una piccola finestra rettangolare e al di sopra un’apertura ovale.
Muratura in pietrame con giunti in rilievo.
Piccolo campanile a vela sulla sinistra.

 

 

Link:
https://www.comune.carpineti.re.it/vivi-carpineti/scopri-carpineti/i-borghi/san-pietro/

AULLA (MS), località Vaccareccia. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Vaccareccia, all’interno del nucleo rurale omonimo.
https://goo.gl/maps/vFK5KPmV4hzV5cKa8

 

L’oratorio di Vaccareccia, in origine dedicato allo Spirito Santo, fu costruito nel 1748 dalle famiglie residenti nel nucleo che, con impegno solidale, lo dotarono congruamente e si assunsero l’onere del suo mantenimento. Particolare impegno aveva dimostrato il mastro Domenico Baldini che abitava poco distante, al Querceto, contribuendo all’impresa come tutti gli altri e fornendo le maestranze per l’intera fabbrica e fatto installare, a proprie spese, una campanella.
La costruzione del campanile a vela a doppio fornice risale al 1980.
Nel 1966 è stato pitturato internamente ed esternamente.

Il fabbricato presenta il fronte ed il fianco destro liberi, mentre quello sinistro è addossato all’edificio adiacente.
La facciata dell’oratorio è semplice e chiusa da una cornice orizzontale con cimasa e gocciolatoio rigirante sul fianco destro, sostenuta da paraste corrispondenti alle campate interne. La porta incorniciata, come le finestrelle laterali quadrate, da stipiti ed architrave in arenaria di spessore uniforme, è sormontata da un’ulteriore apertura sempre quadrata aperta, come quelle del fianco, nelle lunette della volte.

La pianta è rettangolare, con la larghezza circa la metà della lunghezza, chiusa da muri perimetrali continui in pietra, ripartita in tre campate simili tra loro, coperte da volte a vela a sesto ribassato collegate da arcate trasversali di irrigidimento, munite di catene.
La trabeazione anima le pareti dell’aula con la cornice che, rigirando sul presbiterio ed interessandone la lunetta, aperta con due finestre laterali, si fregia di un fastigio a valva di conchiglia. Questo si collega con una protome di cherubino alla sottostante incorniciatura della pala dipinta, parte integrante dell’altare, che le forme schematiche riconducono ad una tradizione ligure trasformata dalla cultura popolare.
Alle finestre che illuminano il vano dal lato destro e dalla controfacciata, si aggiunge la coppia che, nel presbiterio si affianca alla cornice rigirante del vano.
La terza campata ospita il presbiterio sopraelevato di un gradino, ornato dall’altare in stucco dalle forme schematiche, fiancheggiato da due ampie volute che sostengono il gradino superiore.
La decorazione funzionale alla struttura architettonica lascia libere ampie campiture monocromatiche di colore caldo. La campata centrale, assieme al presbiterio, è l’unica ad essere è ornata con un’incorniciatura in stucco.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/23077/Oratorio_di_Sant’Antonio_Abate_Quercia,_Aulla

AULLA (MS), fraz. Albiano Magra. Oratorio di Sant’Antonio abate.

Via Sant’Antonio, 15, Albiano Magra
https://goo.gl/maps/Dv66DC29aVya41SZA

Nel 1584 esisteva ad Albiano un oratorio dedicato a Sant’Antonio abate retto da una confraternita che fu visitato dal reverendo De Angelis il 18 marzo per conto dell’inviato apostolico Mons. Angelo Peruzzi. La chiesa era formata da un unico vano con altare e dotata della suppellettile liturgica per celebrarvi la messa ogni quarta domenica del mese.
Nel 1762 l’edificio fu “incendiato totalmente insieme con tutte le masserizie e sacre suppellettili”; anche se “tale incendio incoraggiò il popolo a riedificarlo con qualche maggior decenza e decoro” e l’opera fu molto difficile e laboriosa.
Le volte furono completate nel 1767 ed è ragionevole supporre che anche le decorazioni a stucco siano coeve o di poco successive.
Nella prima metà del secolo XIX, probabilmente tra le due guerre, l’oratorio fu dipinto con una decorazione a stencil nelle pareti dell’aula. Furono dipinti probabilmente in un secondo periodo anche gli stucchi con colori grossolani.
Nel 2005 fu eseguita una manutenzione straordinaria delle coperture, il rifacimento della pavimentazione, ed un restauro delle decorazioni interne con l’eliminazione degli stencil e con il recupero delle tonalità di colore antiche degli stucchi che riacquistarono la loro leggibilità. Il portone, non più recuperabile, fu sostituito con uno di analogo disegno e materiale.

L’oratorio si trova all’estremità settentrionale del centro storico di Albiano Magra dove si trova la piazzetta generata dal nodo tra l’asse centrale del borgo ed il percorso ellittico interno che, seguendo il tracciato di antiche mura, lo circonda. La genesi architettonica dell’oratorio è legata a questo andamento curvilineo, dal quale dipendono, in buona parte, gli orientamenti delle strutture murarie dei fabbricati confinanti. Da questa circostanza deriva la forma trapezoidale del vano primitivo, già descritto nella Visita pastorale. Il vano interno è un’aula scandita in due campate coperta da volte a vela, per costruire le quali è stato necessario addossare alle pareti laterali la struttura di sostegno in forma di robusti pilastri. Il presbiterio, dalla forma più regolare, fu innalzato come il resto del fabbricato quando, a seguito dell’incendio del 1762, furono costruite le volte. Il presbiterio sporge dalla cortina muraria ellittica del borgo e si fonda sopra un edificio più basso, successivamente riempito, probabilmente per ampliare con un nuovo corpo di fabbrica il fabbricato più antico; la traccia di una porta tamponata è ancora leggibile sul prospetto posteriore.
Il campanile non esiste, ma la sua funzione è affidata ad una piccola campana montata su una mensola in ferro e legno ancorata alla facciata.

Il fronte principale, aperto sulla piazzetta, è una semplice parete con la porta d’ingresso sormontata da un bassorilievo settecentesco, in marmo, raffigurante Sant’Antonio abate e da una finestra polilobata, unica fonte di luce dell’aula interna. Il presbiterio, più luminoso, con tre finestre ricavate nel perimetro del corpo retrostante, è ritmato da quattro paraste ornate di capitelli corinzi. Esse sostengono una proporzionata trabeazione al centro della quale si inserisce il cartiglio che orna la cornice, contenuta dalle paraste centrali, mentre due nicchie, ornate con un fastigio a stucco, si aprono nei raccordi curvilinei del presbiterio.

Le due campate dell’aula sono scandite dai pilastri addossati alle pareti perimetrali e dalle arcate che contengono le volte. L’arco trionfale delimita l’ultima campata completamente occupata dal presbiterio, delimitato da balaustri marmorei, è arredato con l’altare in muratura elevato al di sopra due gradini con la predella in marmo bianco e bardiglio scuro.
L’altare in muratura è decorato da stucchi, di buona fattura, e s’inserisce pienamente nella produzione ligure del secolo XVIII, sia per la tipica forma a calice sia per le decorazioni.


Al centro della volta una gloria di cherubini si dispone sui bordi di una raggiera. I colori vivaci degli stucchi dall’intenso colore dell’ocra su fondo rosso, il motto bene augurante del cartiglio posto ad ornamento della cornice contenente l’immagine dei Santi venerati in Albiano, in alto s. Antonio abate, sono riemersi a seguito dei restauri che hanno rimosso la grossolana decorazione novecentesca. Il crocefisso ed il sopracielo sono quelli della chiesa parrocchiale ricollocati all’epoca della sostituzione dell’altare maggiore.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/23076/Oratorio+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.ilcorriereapuano.it/2023/01/loratorio-di-santantonio-abate-di-albiano-magraalbiano-magra/