MEZZANA MORTIGLIENGO (BI), frazione Cereie. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio Superiore
https://maps.app.goo.gl/xWHxoZBqnRTJUAWk6

Questo antico edificio sacro risale al XIII secolo ed è stato oggetto di numerosi interventi di restauro nel corso dei secoli.
La semplice facciata presenta al centro il portone con ai lati due finestre rettangolari e un oculo al di sopra.
Nella parte superiore, due dipinti con la Madonna a sinistra e sant’Antonio abate a destra. Il Santo indossa un saio e tiene nella mano destra un bastone cui è appesa una campanella e nella sinistra un libro.

All’interno dell’oratorio si possono ammirare pregevoli affreschi che rappresentano scene religiose e episodi della vita di Sant’Antonio abate.

La chiesa è aperta al pubblico ed è meta di pellegrinaggi e visite guidate, che consentono ai visitatori di scoprire la bellezza e la storia dell’Oratorio di Sant’Antonio abate. Grazie alla sua posizione panoramica, offre anche uno splendido scorcio sulla campagna circostante.

Link:
https://mezzana-mortigliengo.neoneh.it/en/luoghi/37027_oratorio-di-sant-antonio-abate.php

PAULARO (UD). Chiesa di sant’Antonio abate, presso palazzo Calice-Screm

Chiesa di Sant’Antonio abate edificata nel 1674 su volere del nobile Tommaso Calice. Ora sconsacrata è di proprietà del comune di Paularo che la adibisce per ospitare mostre d’arte temporanee, esposizioni fotografiche, concerti musicali e corali.

Si tratta di una cappella privata annessa al palazzo Calice-Screm del 1591 e sconsacrata dal secondo dopoguerra.
L’altare ligneo barocco è conservato con altre opere nel Museo arcivescovile di Udine.
Un bel mobile intarsiato che faceva parte dell’arredo è invece collocato nella sacrestia della recente cappella dedicata alla Madonna di Lourdes nel centro di Paularo.
Oggi la cappella è utilizzata per mostre temporanee e concerti.

DMF

MOGGIO UDINESE (UD), fraz. Ovedasso. Chiesa di sant’Antonio abate

Edificio ad aula, orientato, sedime leggermente rialzato su piano di campagna, presbiterio rettangolare dagli angoli smussati; retrostante in asse il basso corpo di sacrestia a pianta rettangolare.
Una primitiva chiesetta esisteva già nel XIII secolo, distrutta nel 1434, ne fu edificata un’altra.
Nel corso del Settecento la chiesa viene ampliata e restaurata.
La torre campanaria è parzialmente inglobata a settentrione a metà dell’aula.
Il prospetto a capanna con timpano dalla accennata cornice ai due lati sotto gronda; portale in pietra modanata.
Interno dal soffitto a vista con capriate, arcarecci e tavelline in cotto; su ogni lato due finestre rettangolari ad arco ribassato.
Il presbiterio, rialzato di un gradino, prospetta tramite un arcosanto a mo’ di serliana su due colonne; soffitto voltato a crociera con costolonature e chiave centrale; altare inserito in un corrispettivo arco a serliana; cornice perimetrale di raccordo; due nicchie laterali; due finestre contrapposte. Pavimentazione in lastre di pietra liscia disposte a losanga.

 

 

Fonte:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it

 

CAVOUR (TO). Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo Martire, con immagine di sant’Antonio abate.

La parrocchiale di San Lorenzo, a tre navate, fu realizzata tramite la trasformazione di un precedente edificio sacro, che venne riedificato in chiesa parrocchiale dopo le invasioni e devastazioni subite da Cavour da parte degli Ugonotti a fine Cinquecento e, circa un secolo più tardi, ad opera di quelle dell’esercito francese comandato dal generale Catinat.
La nuova Chiesa parrocchiale, che contava cinque navate con sei altari laterali ed era dedicata alla Concezione, venne poi ancora modificata nell’aspetto attuale, in stile basilicale ed a tre navate, con i nuovi restauri iniziati nell’anno 1872. La Chiesa venne consacrata da Monsignor Lorenzo Gastaldi, Arcivescovo di Torino, il giorno 7 ottobre 1874, al diacono e martire S. Lorenzo, così come lo era l’antica parrocchiale extra-muros.
Le principali opere ed elementi di interesse all’interno della chiesa sono:
– soffitto ligneo a cassettoni con rosoni dorati, trittico della “Madonna del Consorzio” (sec. XVI), fonte battesimale del secolo XVI con l’arma dei Racconigi, dipinti del Buccinelli, affreschi di Luigi Morgari, stucchi del Brilla e del Sassi, reliquie di S. Valentino (a Cavour dal 1833).
La facciata in ingresso si presenta con un portale barocco, con sei rosoni scolpiti e tre grandi porte di accesso all’interno della Chiesa. Nei vani rettangolari ad esse sovrapposti sono da notare i tre affreschi eseguiti dal pittore Luigi Morgari. Quello di mezzo ritrae S. Lorenzo mentre presenta al governatore romano le proprie ricchezze, ossia l’ingente moltitudine di poveri che egli sollevava dalla miseria con le sue elemosine. Il secondo, alla sinistra di chi guarda, rappresenta l’Angelico Beato Cherubino d’Avigliana in un momento di contemplazione di fronte all’immagine del Crocifisso. Il terzo a destra raffigura il proto-martire S. Stefano, in atto di raccomandare a Dio sé e i suoi lapidatori.
Entrati all’interno della Chiesa colpisce la vista il prezioso soffitto di legno ornato con grandi e piccoli rosoni dorati, opera del celebre falegname Rosso Filippo.
Da notare sulle pareti laterali della navata centrale i 14 pregiati affreschi del Morgari rappresentanti i momenti più espressivi della vita terrena di Gesù Cristo e la sua passione.
Inferiormente si sussegue una fila di quadri ad olio su tela, separati dagli affreschi superiori mediante un bel cornicione anch’esso dorato, con rispettiva ringhiera in ferro battuto, con disegno a volute.
Seguono i quadri rappresentanti S. Agostino mentre parla dolcemente con un bimbo sulla spiaggia; il martire S. Lorenzo, e questo è 1’unico quadro superstite dell’antica parrocchia che fu distrutta; l’evangelista S. Luca; l’Arcangelo Michele, mentre caccia dal Paradiso con la spada fiammeggiante il superbo Lucifero.
Spostandosi verso l’altare: il primo quadro che possiamo osservare rappresenta l’Angelo Custode mentre cerca di proteggere un fanciullo tentato dal demonio; seguono gli evangelisti S. Marco e S. Matteo.
Spostandosi nella navata laterale destra e partendo dall’ingresso, il primo altare che s’incontra è consacrato a S. Luigi. Si può osservare un bel dipinto di questo Santo con alla sua destra l’immagine del martire S. Sebastiano e alla sua sinistra quella di S. Rocco; segue un secondo altare consacrato a S. Giuseppe.
Infine, segue un terzo altare consacrato alla Beata Vergine del Carmine, che vi è raffigurata in un bel dipinto ad olio con a destra l’immagine di S. Teresa e a sinistra quella di S. Elisabetta.
Soffermandosi tra l’altare maggiore e la navata laterale di sinistra si incontra un’opera graziosa e fine, la statua della Madonna, pronta ad accogliere sotto la sua protezione il paese di Cavour.
Spostandosi nella navata laterale di sinistra, il primo altare che si incontra a partire dalla sacrestia, è consacrato alla Beata Vergine del Rosario. Sopra l’altare, in un’elegante nicchia, si può ammirare 1’effigie della Madonna con il Bambino Gesù, in legno dorato, cui fanno corona i 15 piccoli misteri del Santo Rosario.
Procedendo, il secondo altare che si incontra è consacrato a S. Antonio abate. Le icone di quest’altare, come di quello di S. Luigi, S. Giuseppe e la Madonna del Carmine, sono opera del Buccinelli; gli ornati delle rispettive icone di S. Luigi, della Madonna del Carmine, della Vergine Beata del Bambino Gesù sono opere pregiate dello svizzero Pietro Cantone.
Nel terzo altare, il più pregiato fra tutti, si può ammirare un famoso trittico con la Madonna col Bambino che porge l’anello per lo Sposalizio mistico a santa Caterina, S. Agnese e S. Lucia. Lo scomparto centrale della pala lignea, con la Madonna col Bambino, è attribuito a Defendente Ferrari. Invece, l’immagine di S. Agnese a destra e quella di S. Lucia alla sinistra, sono state ricopiate da opere di Defendente Ferrari dall’eccellente pittore lombardo dell’800, Eugenio Buccinelli, a cui si devono altri citati dipinti all’interno della chiesa.

Spostandosi quindi ad osservare il Battistero della Chiesa parrocchiale, sono da notare, i pregiati stucchi opera del savonese Antonio Brilla raffiguranti Gesù Cristo e Giovanni Battista mentre lo battezza. Da considerare la vasca in marmo con 1’arma dei Racconigi, con la data XI agosto MDXLV; il vaso per 1’acqua battesimale è un regalo di Bernardino I da Racconigi, capostipite di Casa Savoia.
Tornando indietro ed avvicinandosi al presbiterio, si possono osservare sul frontone del grande arco soprastante l’altare un grande crocifisso in legno fiancheggiato da due angeli.
Ai due lati dello stesso presbiterio si trovano due dipinti rappresentanti: uno l’Assunzione di Maria Vergine al Cielo, e 1’altro la discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli.
Sempre ai lati dell’altare maggiore agli inizi del Novecento si potevano osservare i dipinti ad olio raffiguranti papa San Gregorio Magno e Gesù Cristo indicato da Pilato.
L’altare maggiore, che è in marmo policromo pregiato, fu regalo di Monsignor Vignolo. È collocato in un vano di quattordici metri ricavato al fondo della navata centrale e sormontato da un arco sul quale è disposto un pregevole crocifisso.
Sopra l’altare maggiore si può ammirare nella cupola ovale la gloria del martire S. Lorenzo, affresco del già citato Luigi Morgari.
L’autore di questo triplice dipinto è ancora il Buccinelli; gli ornati il legno sono opera dello scultore Castagno che li ricopiò dalla facciata del Duomo di S. Giovanni in Torino.
A destra dell’altar maggiore si trova l’altare del Crocifisso (in marmo nero, giallo, verde e rosso molto appropriato alla Passione di Nostro Signore) che è opera del Sassi. Il gruppo di statue in scagliola rappresentante Gesù assistito da Maria Santissima e dall’Apostolo prediletto S. Giovanni, è invece opera del Brilla; gli ornati di questa cappella sono del Paracchini.
Infine, molto ammirato è l’altare del Sacro Cuor di Gesù, in pietra serena.
La Cappella del Sacro Cuore di Gesù, di stile rinascimentale trattato modernamente, fu eseguita dal Sassi e dal Paracchini su disegno dell’ingegner cav. Emanuele Peyron. Figura essere una delle cappelle più belle della Chiesa ed è 1’opera più appariscente voluta da Monsignor Arato.

Bibliografia:
– Anselmo Nuvolari Duodo, Contributi alla riscoperta ottocentesca di Defendente Rerrari: restauri e ricomposizioni tra Avigliana e Cavour, in Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Nuova Serie LXV – LXVI – LXVII – LXVIII 2014 – 2017, pagg. 97 – 126 e 8 imm.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

Fonte:
https://www.defendenteferrari.afom.it/cavour-to-chiesa-parrocchiale-di-san-lorenzo-martire-madonna-del-consorzio/

MONDOVI’ (CN). Dai restauri emerge un tesoro di cui non si sapeva nulla: affreschi del Trecento nel Vescovado, con scene della vita di sant’Antonio abate.

Gli importanti interventi che hanno interessato in questi ultimi anni il vescovado di Mondovì stanno, in questo momento, affrontando una tappa davvero importante in ragione del ritrovamento degli affreschi trecenteschi un tempo nella prima cappella dell’edificio, oggi trasformata in un corridoio al piano terreno, lungo il lato destro del cortile. Su impulso del vescovo, mons. Egidio Miragoli, si è avviata la rimozione degli intonaci che, nel corso dei secoli, si sono sovrapposti sul muro.
Il lavoro, condotto dalla ditta “Chiara Restauri” di Collegno (operatori: Chiara Giani, Chiara Bozzini e Massimiliano Boassa), sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Alessandria, ha consentito di ritrovare gran parte del ciclo affrescato che ornava la parete laterale della cappella: troviamo qui una grande scena con la Natività, di cui è sopravvissuto il lato destro con San Giuseppe, la grotta del bue e dell’asinello e, in alto, gli angeli adoranti; accanto a questo riquadro, i frammenti di altri due episodi della vita di Sant’Antonio abate ed una porta tamponata: questa, ornata all’interno dell’arco con un finto paramento lapideo di pietre bianche e nere, è sormontata dall’immagine del Cristo di Pietà con la Madonna e San Giovanni.
La cappella, intitolata a Sant’Antonio abate, è detta “appena costruita” nel 1393, in un documento relativo al primo vescovo di Mondovì, il domenicano ligure Damiano Zoagli. La decorazione doveva essere già finita, dal momento che i dipinti ritrovati presentano chiari rapporti di stile con altri cicli pittorici, databili agli stessi anni e presenti nella Liguria di Ponente.
La scoperta è di eccezionale interesse non solo perché documenta questi scambi figurativi che sono alla base della scuola pittorica monregalese del Quattrocento, ma anche perché, tra Piemonte e Liguria, sono davvero molto rare le cappelle private che abbiano conservato la decorazione medievale – sottolinea il dottor Massimiliano Caldera.
In queste settimane, i lavori stanno proseguendo ed i restauratori, dopo aver completato il recupero dei dipinti murali, stanno procedendo a perfezionarne la pulitura che in parte è condotta con l’innovativa tecnica laser, così da poter assicurare il miglior risultato possibile per affreschi di alta qualità esecutiva, rispettandone le dorature ed i colori delicati e preziosi.
Il palazzo vescovile conferma così il proprio ruolo di edificio-chiave per la storia, l’arte e la fede della città: una volta conclusa anche questa tranche di lavori, sarà possibile per il visitatore di ripercorrere i secoli con uno sguardo che va dagli affreschi medievali alle grottesche settecentesche, dagli arazzi su cartoni di Rubens ai gabinetti con le lacche e le carte cinesi, fino alle decorazioni neoclassiche della “sala delle lauree”.

 

Autore: Marco Volpe

Fonte: www.unionemonregalese.it 6 agosto 2025