IMPERIA, frazione Caramagnetta. Oratorio di Sant’Antonio abate

Frazione Caramagnetta
https://maps.app.goo.gl/TMgpaykWPPQwkxZX7

 

Edificato da Francesco Maria Marvoldi nel secondo quarto del XVIII secolo.

Campanile di struttura  molto particolare.
Facciata a capanna con due piccole finestra ai lati del portone.

In alto lunetta con immagine di sant’Antonio abate e al di sopra  finestra quadrata con cornice polilobata.

 

 

 

 

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0700108563

NASINO (SV), frazione Vignolo. Cappella di Sant’Antonio abate

La “contrada dei Vignoli” è una delle frazioni a quota superiore sulla sponda sinistra del torrente Pennavaire, oggi un “villaggio fantasma” in stato di abbandono quasi completo. La chiesa è costruita tra le case nella parte più alta del villaggio, in corrispondenza di uno slargo del vicolo centrale che si apre in una sorta di piazzetta allungata.
https://maps.app.goo.gl/TW8SyPRLwDzMQXW5A

Fondata tra fine ‘500 e primi anni del ‘600, la chiesa è citata nel 1624 -35 da Paneri nel Sacro e Vago Giardinello tra gli oratori che si mantengono di sole elemosine.
Si svolse tra 1858 e 1860 una “ristorazione della cappella”: i massari disposero per fare “pitture al volto, e fioraggi” e la “ristorazione dell’ancona”. Fu eseguita la manutenzione del tetto e sostituiti vetri alle finestre.
Nel 1985, nel villaggio ormai abbandonato, si svolsero lavori alla chiesa mantenuta consacrata: il rifacimento delle strutture del tetto e del manto di copertura, la messa in opera di una chiave di ferro e la manutenzione del campanile.

La facciata ha un disegno di gusto tardorinascimentale; intonacata, liscia, priva di decorazioni, con un considerevole sviluppo in altezza. Il portale è affiancato da due finestre grandi e rettangolari. Più in alto, in posizione centrale, è situata una serliana, che oggi ha le due aperture laterali tamponate: è parzialmente tamponata anche una nicchia da statua sopra il portale; al suo interno è stata ricavata in tempi recenti una nicchietta più piccola.
Il campanile a vela sul lato sinistro completa il disegno del prospetto.

L’interno della chiesa è composto da un’aula rettangolare. Il perimetro interno è ritmato da sottili lesene. Due coppie dividono la volta in tre campate, due delle quali coprono l’aula con una volta a botte lunettata. Le altre lesene segnano gli angoli del perimetro semi esagonale dell’abside.
Affreschi ottocenteschi raffiguranti motivi vegetali, marmorizzazioni, attributi iconografici decorano la volta dell’abside con un medaglione quasi illeggibile al centro. Un cornicione poco aggettante, modanato con dentellature, percorre tutto il perimetro interno alla base della volta. L’altare ha un pregevole tabernacolo decorato a stucchi e tre gradini portacandelieri.

La chiesa è solitamente chiusa.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21016/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

MOLINI DI TRIORA (IM), frazione GLORI. Cappella Di Sant’Antonio abate

Via Glori, 18
https://maps.app.goo.gl/zobRhshPMzGqZwKE9

La più antica testimonianza della chiesa è un antico portale in ardesia datato al 28 maggio 1632.

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La festa di Sant’Antonio abate, a gennaio, prevede altre ai riti sacri, la tradizionale benedizione delle Castagne e l’accensione dei Falò.

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Chi avesse notizie sulla cappella è pregato di comunicarle a: info @afom.it Grazie

DOLCEDO (IM). Cappella di Sant’Antonio abate

L’antica Cappella si erge isolata tra gli ulivi sul dorsale intermedio tra gli insediamenti di Castellazzo e Ripalta ai margini della strada mulattiera che da Dolcedo porta a S. Brigida. Località Montà di Longhi
https://maps.app.goo.gl/s4PUppmgnySiikY28

Costruita nel 1407 da Domenico Sasso e Domenico Aschieri come rifugio per i viandanti verso il monte Faudo.
Ricordata nella visita apostolica del 1585-86 di Nicolò Mascardi vescovo di Mariana e Accia (Corsica) e in documenti del Seicento.

La facciata ovest non presenta alcun motivo decorativo, a capanna, ha un semplice rosone circolare strombato in asse con il portone di ingresso ai lati del quale si aprono due finestre rettangolari di modeste dimensioni. A destra, un setto murario, che si alza fino all’altezza del rosone, fa supporre un inizio di portico simile ad altri presenti nella configurazione architettonica di monumenti coevi delle valli limitrofe.

La facciata sud presenta invece conci squadrati d’angolo di indubbia datazione tardo-romanica e un arco a sesto acuto tamponato con la presenza – al suo interno – di una piccola apertura anch’essa chiusa che lasciano intuire l’esistenza di un locale attiguo alla chiesa delimitato ad est dal contrafforte mediano o quanto mento di una porta di accesso laterale; sotto l’abbadino di ardesia che costituisce lo spiovente del tetto ci sono una serie di elementi decorativi sovrapposti e presenti anche sul lato nord: un cordolo in ardesia sgusciato a mensola che corre per tutta la lunghezza della gronda, uno spazio sottostante decorato a piastrelle di ceramica colorate poste a motivo romboidale di cui rimangono pochissimi elementi sullo spigolo di destra, una cornice di archetti pensili sbalzati in lastroni di ardesia sostenuti da peduncoli con funzione di mensole, lavorati con forma tondeggiante terminanti a goccia; la serie di archetti è sormontata da una cornice lavorata a treccia.
Un piccolo campanile a vela è posto sulla falda destra a margine della navata all’incrocio con l’abside.

 

L’interno è a navata unica rettangolare con abside a est divisa in due zone da un arco a tutto sesto, contraffortato esternamente da setti murari, che si diparte da due mensole poco aggettanti con peduncolo sottostante; ognuna delle due campate ha copertura a crociera con costoloni in rilievo semicircolari che in chiave di volta si uniscono in un anello. L’abside quadrangolare è coperta anch’essa a crociera lievemente asimmetrica con lo stesso motivo dei costoloni della navata centrale.

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=90267

MONTAGNA IN VALTELLINA (SO). Cappella di Sant’Antonio abate, ora di San Rocco

Via Sant’Antonio, 10, sulla strada per il Castel Grumello e nelle sue vicinanze.
https://maps.app.goo.gl/JramU7FYye8PM9N36

Tra la metà del XIII secolo e l’inizio del XIV fu edificata, sul luogo ove ora sorge la Cappella, una chiesa dedicata a S. Antonio abate, a tre navate con abside. L’edificio costituiva la cappella castellana del castello De Piro al Grumello, situato in prossimità, ed era incluso nella cerchia muraria.
La fortificazione, risalente al 1222, raro esempio di castello gemino, costituito da due corpi distinti (uno militare, ad est, e uno residenziale, ad ovest) circondati dalle mura. Costruito tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo dal ghibellino Corrado de Piro, è stato smantellato, come la maggior parte delle strutture fortificate, negli anni venti del Cinquecento.

Dal 1668 fu costruita nell’abitato un’altra chiesa dedicata a S. Antonio abate, mentre la chiesa castellana in seguito ad una pestilenza fu intitolata a S. Rocco, modificata e adibita a chiesa cimiteriale per i morti di peste.

La chiesetta presenta una semplice facciata a capanna col portone affiancato da due finestre rettangolari e con al di sopra un’altra apertura. L’aspetto attuale risale al Seicento. Un rustico campanile sorge sul fianco destro dell’edificio.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1n120-00060/