VARESE LIGURE (SP). Oratorio dei SS. Antonio abate e Rocco

Via della Chiesa, situato a fianco della parrocchiale di San Giovanni Battista.
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Edificato nel XVII secolo, in stile barocco, è ancor oggi sede della Confraternita omonima e fondata nel 1451.

Facciata a capanna decorata da paraste e con una cornice che separa la parte inferiore col portale da una finestra semicircolare. Nel timpano una apertura quadrata.

L’impianto barocco è ben visibile soprattutto all’interno nell’altare e nel sipario soprastante, entrambi in stucco, da cui compare il simbolo della Repubblica di Genova, segno dell’alleanza della Confraternita con il Senato Genovese.

La volta fu decorata tra 1750 e 17774 con affreschi da Giuseppe Galeotti (Firenze, 1709 – Genova, 1778) Uno di essi raffigura s. Antonio abate nel deserto.

 

Del Galeotti è anche un olio su tela di 110 x 80 cm, realizzato tra 1750 e 1774, raffigura s. Antonio abate con le braccia aperte, seduto in un paesaggio con rocce e alberi. Accanto a lui a destra la mitra.

 

La chiesa conserva una statua lignea di sant’Antonio abate, di 150 x 60 x 57 cm, datata al 1625-74. Il Santo è raffigurato a braccia aperte.

Nell’arredo si segnalano alle pareti tele dei Dodici Apostoli; sopra il portone di entrata, in controfacciata, una tela con Ultima Cena databile al 1575-1610.

 

Vi sono anche immagini processionali, fanali dorati con oro zecchino e due pastorali in legno dorato con le effigi dei Santi Antonio e Rocco, risalenti alla seconda metà del XVIII secolo.
Il pastorale / mazza processionale lignea, che misura 193 x 12 cm, è formata da un bastone azzurro con foglie bianche sormontato da una statuetta dorata raffigurate sant’Antonio abate su base a foglie stilizzate. Il Santo ha un mantello damascato con motivi floreali dorati su fondo color ruggine e saio liscio con cerchietti decorativi; ai piedi un maialino dorato.

 

Uno stendardo processionale, che misura 356 x 128 cm, formato da un bastone ligneo azzurro con asta orizzontale con pomi dorati a foglie d’acanto stilizzate, ovuli e palmette sormontato da vasetto dorato sul quale si innesta una croce.
Lo stendardo, in seta, raso e damasco, raffigura a sinistra s. Antonio abate con abito color ruggine occhi azzurri e un maialino appena visibile; a destra s. Rocco con mantello arancione, bastone, e sotto il cane.
Al di sotto dei Santi, cartigli con i loro nomi. Datato 1790-1810.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041514-2 (affresco s Antonio)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041531 (S. Antonio del Galeotti)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041480 (statua)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041453 (pastorale)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700041454 (stendardo)

VASIA (IM). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Adele Alfieri
https://maps.app.goo.gl/NZa2NejtyNeMG8Vk6

 

L’architrave originario dell’ingresso recava la data 28 settembre 1457, forse indicava la conclusione dei lavori di costruzione o di qualche importante modifica apportata all’edificio.
Nel 1485 la chiesa fu affrancata dalla chiesa matrice dei santi Giacomo e Nicolò di Prelà.
La chiesa nel 1585-6 ricevette la visita del sub-delegato Lelio Garuffo, che giudicò angusto l’altare dedicato alla Gloriosa Vergine e ordinò di ampliarlo.
Nel 1640 iniziò la costruzione della nuova chiesa sul sedime della precedente, con facciata esposta a nordovest.
Nel 16753 Filippo Marvaldi eseguì decorazioni a stucco nella cappella del Santo Rosario.
Il campanile fu eretto nel 1804-6. In pietra a base quadrata, è suddiviso in più registri da cornici marcapiano; la cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da semicolonne binate ed è coronata dalla lanterna.
Si svolsero lavori di restauro delle facciate nel 1994-5.

La facciata a salienti della chiesa, scandita da lesene angolari, presenta al centro il portale d’ingresso, a cui s’accede percorrendo una breve scalinata, sopra vi è una  serliana murata.

L’edificio, con l’abside orientata a sud est, è composto da una serie di corpi di fabbrica disposto attorno alla pianta a croce latina della chiesa. La chiesa presenta i prospetti esterni in pietra a vista, ad eccezione delle due facciate, intonacate e tinteggiate.

Lo spazioso interno è organizzato in tre navate, separate da due file di colonne collegate da arcate a tutto sesto, con il presbiterio separato dall’aula da una balaustra marmorea e da due gradini. L’apparato decorativo tardo-barocco è parzialmente occultato da fitti interventi di ridecorazione di età contemporanea.

Conserva tre polittici tutti riproducenti la Madonna col Bambino e Santi: quello nel coro a destra dell’altar maggiore risale al secolo XV e proviene dalla chiesa di Sant’Anna; lo fronteggia quello del tardo Quattrocento, qui trasferito dalla chiesa di San Martino (edificio di origine benedettina risalente al XII secolo).

 

 

Uno dei polittici (immagine da https://leterredelponenteligure.it/it) presenta anche, in basso, a destra della Vergine, la figura di s. Antonio abate che tiene con la destra una campanella e con la sinistra un bastone a tau. Cfr. immagine a sinistra.

 

 

 

Il terzo polittico, più piccolo, conservato oggi in sacrestia, è del 1580-1585, opera di Giulio De Rossi (1580-85), già nell’Oratorio di Sant’Anna e che presenta al centro la Madonna assisa in trono col Bambino benedicente stante sulle sue ginocchia affiancata da San Giovanni battista, da una parte, e Sant’Anna, dall’altra; Dio Padre nella cimasa e i Santi Rocco e Sebastiano nelle volute. Tempera su tavola di 148 x 113 cm. (1)

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Vasia)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21235/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Vasia

https://leterredelponenteligure.it/it/cultura/itinerari-culturali/58-itinerario-culturale-n-7/114-vasia.html

Bibliografia:
(1)  Casamurata Marco, Una dinastia di artisti “de Florentia” in Liguria: Raffaello, Giulio e Orazio De Rossi (1510-1626), Corso di Dottorato in Studio e valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale, Storia e conservazione dei Beni Culturali artistici e architettonici XXXII ciclo, AA. 2018-19

VESPOLATE (NO). Chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni battista e Antonio abate

SP 211, 8
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All’inizio del XVI secolo in questo luogo sorgeva un antico oratorio dedicato a Sant’Antonio abate, eretto con ogni probabilità tra la seconda metà del XIV secolo e il corso del XV secolo; alle sue spalle, sul lato orientale, si trovava un cimitero.
L’oratorio era di proprietà della confraternita del Corpus Domini che nel 1535 si accordò con il parroco e con i consoli del paese per demolirlo e far sorgere al suo posto la nuova parrocchiale. La parrocchialità fu trasferita nel 1543, dalla pieve di San Giovanni battista, nella nuova chiesa, la cui consacrazione fu impartita il 25 giugno 1590 dal vescovo Cesare Speciano.
Nel 1772 il presbiterio ed il coro vennero ricostruiti con dimensioni maggiori andando a occupare parte dell’area in cui prima sorgeva il camposanto.
Nel 1827, su disegno del novarese Luigi Orelli, fu innalzata la nuova facciata in stile neoclassico.
Tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento l’edificio fu oggetto di vari interventi di restauro, abbellimento e ripristino; nel 1926 la chiesa fu ridipinta dal pittore cannobiese Mario Albertella, autore anche del grande affresco della cupola; fu dotata di nuove vetrate colorate raffiguranti emblemi e figure di santi. Altri interventi si realizzarono degli anni 1932-33 con l’applicazione di uno zoccolo marmoreo alle pareti per preservare i muri dall’umidità; fu eretto il nuovo fonte battesimale in fondo alla chiesa; nel 2011-12 anche il campanile fu ristrutturato.

La facciata della chiesa è a salienti e presenta lesene ioniche e, in due nicchie sotto il timpano, le statue raffiguranti i santi Giovanni battista ed Antonio abate (a destra).

Vi sono opere di pregio conservate all’interno della chiesa, che è a tre navate con cappelle laterali.
La più antica è un affresco della prima metà dal Cinquecento, staccato e posto ora sul secondo pilastro sinistro della navata, proveniente dall’antico oratorio, che rappresenta santa Liberata con due bambini in braccio.

Il grande dipinto a olio su tela della pala d’altare è datato 1572 e firmato dal milanese Gabriele Bossi (documentato tra il 1570 e il 1584, attivo a Milano entro la prima metà del Cinquecento).
Il quadro raffigura la Vergine col Bambino seduta in trono tra  sant’Antonio abate e san Giovanni battista, rivelando i nuovi modelli figurativi del Cinquecento in cui i personaggi non appaiono più appiattiti sullo sfondo ma presentano un notevole volume. Le figure, inoltre, sono disposte ai lati della Madonna con semplicità e lo sfondo è un panneggio verde. S. Antonio abate, a sinistra, tiene un libro con la mano sinistra e un bastone pastorale con la destra; un maiale scuro è ai suoi piedi a destra.

La maggior parte degli elementi e degli arredi della chiesa risalgono ai secoli XVII e XVIII, tra cui spiccano gli altari collocati nella zona del presbiterio, uniti fra loro da una gradinata in marmo, chiusa da una balaustra a colonnine che segue la forma dei gradini. Al centro si trova l’altare maggiore le cui slanciate fogge settecentesche si concludono nel tempietto sorretto da colonne in marmo rosa e decorato dalle figure dei putti e del Salvatore.
L’altare di destra è dedicato alla Madonna del Rosario mentre quello di sinistra al Santissimo Salvatore; all’interno della nicchia chiusa da una vetrata oggi è collocata la statua del Sacro Cuore.
Pregevoli sono i settecenteschi stalli del coro e la pala di Santa Eurosia, eseguita da un anonimo pittore novarese nel 1753.

 

Link:
https://vespolate.altervista.org/paese.php?page=parrocchiale

CONFEDERAZIONE ELVETICA – MEZZOVICO-VIRA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

In Canton Ticino, nell’abitato di Vira
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La chiesa, come ha dimostrato una ricerca archeologica del 1997, sorse nel XIV secolo.
Nel XVI secolo all’edificio fu aggiunto il coro, di forma quadrata.

Nel XVII secolo la chiesa fu abbattuta e, nel 1684, ricostruita con le forme attuali.
Nel XIX secolo la chiesa ottenne l’autonomia da quella di Mezzovico (1838), fu modificata in facciata (intorno alla metà del secolo) e fu dotata, sul lato destro, di campanile con terminazione a cipolla (1863).

Facciata a capanna decorata da quattro lesene. Sopra il portale una finestra rettangolare e un oculo nel frontone.

 

Link:
https://www4.ti.ch/dt/dstm/sst/ubc/temi/inventario-dei-beni-culturali

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Mezzovico-Vira)

SEDRINA (BG), frazione Botta. Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edificio è posto sulla parte più elevata dell’abitato, sul lato destro del fiume Brembo, che chiude la val Brembana. Via Camosso, 1
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La chiesa di Sant’Antonio abate “de la Botta, comunis Sedrine”, fu fondata dal vescovo Ludovico Donato nel 1483, e ottenne autonomia parrocchiale separandosi dalla chiesa matrice di Sedrina nel 1506.
Nel Sommario delle chiese di Bergamo e della sua diocesi, redatto dal cancelliere Marenzi nel 1666, la parrocchia di Sant’Antonio, di giuspatronato della vicinìa, risultava nullius plebis (non subordinata a una pieve). Vi erano erette le scuole/confraternite del Santissimo Sacramento, del Rosario e della Dottrina cristiana.
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, avvenuta nel 1780 presso la parrocchiale risultavano erette la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore; la scuola del Rosario, presso l’altare della Maria Vergine del Rosario, entrambe amministrate da sindaci.
La chiesa, rifatta una prima volta nel XV secolo e successivamente ricostruita nel XVII, fu consacrata nel 1780 dal vescovo Gian Paolo Dolfin.

Nel 1933 fu costruita la nuova chiesa parrocchiale su progetto dell’ing. Franco Mazzoleni, consacrata nel 1936 dal vescovo Adriano Bernareggi, che confermò l’antico titolo sigillando nell’altare maggiore le reliquie dei santi Antonio abate, Alessandro e Faustino
Nel 1945 furono realizzati gli affreschi del presbiterio e del battistero e nel 1954 si eseguì il sopralzo e completamento del campanile.
Restaurati gli interni e posato nuovo pavimento nel 2014.

La chiesa, con l’abside a est, è preceduta dal sagrato delimitato da barriere in ferro. La facciata è preceduta da un alto portico aperto frontalmente in tre arcate, delle quali la centrale più alta, e lateralmente in due arcate della stessa altezza degli archi minori frontali. Il portico si conclude con una cornice aperta in corrispondenza dell’arco centrale e un timpano triangolare. Sulla parte superiore della facciata vi è una grande finestra a tutto sesto atta a illuminare l’aula.

Sul fronte Sud, a ridosso del portico, è addossato il campanile, che per buona parte è incorporato nel volume del complesso architettonico. Dal portico si accede all’interno della chiesa tramite una porta centrale con bussola, sormontata da un’alta finestra oppure tramite una piccola porta laterale che conduce alla cappella battesimale.

L’interno della chiesa a unica navata con volta a botte, preceduta dalla bussola, con sei campate divise da cinque lesene. Le lesene sono complete di alto basamento in marmo venato, reggono la trabeazione completa di fregio e il cornicione.
Vi è una strozzatura iniziale della navata dovuta alla presenza a sud del campanile di poco più arretrato del portico e a nord della cappella del fonte battesimale a pianta quadrata. . Nella prima campata sono collocati due confessionali. La terza campata ospita i due ingressi laterali con le relative bussole. La quarta campata presenta a destra il pulpito in marmo. La sesta campata presenta due aperture ad arco molto alte che mettono in due cappelle: quella di sinistra dedicata a S. Antonio abate e quella di destra alla Madonna del Rosario. Il presbiterio presenta un arco trionfale ristretto rispetto alle pareti della navata così da ospitare gli ingressi alla sagrestia posta a sud ed alla cappella a nord. Il presbiterio a pianta rettangolare è coperto da volta a vela, ha due cantorie, delle quali quella di sinistra ospita l’organo. Il coro semicircolare conclude il presbiterio.

Nell‘abside un grande affresco del 1945, opera del bresciano Eliodoro Coccoli (1880 – 1974), raffigura Santi e angeli e, al centro, Cristo in trono affiancato da due santi: a destra è riconoscibile sant’Antonio abate con lunga barba bianca e bastone pastorale.

La chiesa conserva una statua di S. Antonio abate.

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La domenica più vicina la 17 gennaio si celebra la S. Messa  e la benedizione degli animali e dei veicoli.
Nel pomeriggio la celebrazione dei vespri e la processione.
La festa prosegue con la sagra in oratorio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32059/

https://cn10.it/saba-church

https://www.facebook.com/comune.sedrina.bg.it/photos/santantonio-abate-a-bottadomenica-19-gennaio-2025nella-parrocchia-di-botta-di-se/914116287557700/