MALBORGHETTO VALBRUNA (UD). Chiesa parrocchiale dedicata alla visitazione di Maria Ss. e sant’Antonio abate

L’edificio (parrocchia di Malborghetto) di stile gotico è stato ricostruito nel 1809, mentre il campanile è stato rifatto dopo la prima guerra mondiale.
La struttura attuale comprende sotto un unico tetto due chiese, quella più antica risalente al ‘500 ora adibita a cappella e quella settecentesca che costituisce il nucleo principale della chiesa stessa.
L’interno a navata unica è caratterizzato: dalla presenza di un altare settecentesco sul quale troneggia la quattrocentesca Madonna della mela, dagli affreschi risalenti al XV secolo raffiguranti l’Ultima Cena e figure di Santi (fra cui sant’Antonio abate), da un interessante coro recentemente restaurato, con pitture datate 1781 e dalle pietre tombali delle ricche famiglie di industriali del luogo, dalla Grotta e i Nagerschigg.
Interessante, all’esterno, sulla lunetta sovrastante il portale laterale, è l’affresco della Madonna del latte, risalente al XV secolo, raffigurante la Madonna che allatta il Bambino, attorniato da angeli graffiti in volo. In basso a sinistra è raffigurato il committente dell’opera.
A seguito del recente restauro della struttura, avvenuto nel 1985, diversi particolari sono venuti alla luce.
La struttura fu eretta su una chiesa preesistente costruita nel 1200. La forma attuale deriva dai rifacimenti del XV secolo e dai successivi restauri del Settecento.
Dietro la chiesa si può notare un edificio parzialmente affrescato; questo era la chiesetta trecentesca dedicata a San Michele. Essa fu adibita a funzioni di cappella mortuaria e di magazzino. Inizialmente l’edificio era su tre piani e ciò si può notare tutt’oggi dato che le pareti affrescate con un Cristo crocifisso e San Michele appaiono incomplete e rovinate a seguito delle successive modifiche apportate all’edificio.

Info:
Via Bamberga, 69
Telefono: 339 8955482
Email: parrocchiavalbruna63@gmail.com

VALTOURNENCHE (AO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa si affaccia su una silenziosa piazzetta nel cuore del capoluogo. Piazza delle Guide, 1
https://maps.app.goo.gl/PU6qEDHrYCmFMFkW9

 

La costruzione risale al 1420, anno in cui sostituì una precedente cappella del 1412.
L’edificio attuale è frutto del rifacimento del 1854. Gli interni furono rifatti e abbelliti a più riprese nel corso del XIX secolo.
La torre campanaria, intonacata, a pianta quadrata, con un doppio ordine di bifore e copertura a cuspide, sorge isolata: fu costruita, probabilmente nel sito del precedente campanile tardo gotico, tra il 1760 e il 1763 per volontà del parroco Jean-Jacques Perruquet che regalò anche la campana maggiore.
La facciata è coronata da un timpano e d è preceduta da un portico/pronao in forme neoclassiche.
La chiesa ha pianta rettangolare a tre navate.


Tranne per la pala dell’altare maggiore del pittore Stornone [Giuseppe (Ivrea,1816 – 1890) o il figlio Giovanni (Ivrea, 1848 – 1917)], tutte le pitture murali sono di Ettore Mazzini (1891 – 1960) realizzate a metà del Novecento.
Oltre all’altare maggiore in marmo policromo con tabernacolo e ciborio del 1825, si conservano altri due altari di fattezze quasi identiche. Sono entrambi in legno intagliato, dipinto ed in parte dorato, ed hanno quattro colonne tortili di diversa dimensione, separate da una cornice e oggi posti a lato del presbiterio, Oltre alla statua nella nicchia avevano una tela che veniva abbassata per le cerimonie delle confraternite. La tela della Vergine, dell’altare a destra, del pittore Vittorio Avondo (Torino, 1836 – 1910), è oggi conservata in sacrestia.
Pulpito e decorazioni lignee sono ottocenteschi.

 

Sul lato destro del presbiterio, si trova un piccolo Museo di Arte Sacra in cui sono conservati alcuni arredi provenienti anche dalle altre Cappelle della Parrocchia. Le due opere più notevoli sono le sculture lignee di dimensioni maggiori che raffigurano i due patroni della parrocchia, il vescovo san Grato e Antonio Abate, che possono risalire all’inizio del XVI secolo, di anonimo scultore di Basilea. Dismesse dalla parrocchiale, erano state riutilizzate nella cappella di Cheneil, benedetta nel 1899. Restaurate nel 2008-9.
S. Antonio tiene nella mano destra un bastone a stampella cui è appeso un campanello; nella sinistra un libro aperto.

La chiesa conserva anche una bella statua di Sant’Antonio abate del 1893.

 

Bibliografia e foto statua:
Vallet Viviana Maria; Papone Paolo, Il restauro delle sculture lignee del Museo d’Arte Sacra di Valtournenche, Bollettino n° 6 – 2009 ©2010, Regione Valle d’Aosta, pp. 182-3

Link:
https://www.lovevda.it/it/banca-dati/8/chiese-e-santuari/valtournenche/chiesa-parrocchiale-di-sant-antonio-abate/1015

https://www.youtube.com/watch?v=Hy8bK3XdYPE&ab_channel=CervinoSkiParadise

VALLE CANNOBINA (VCO), frazione Cursolo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Cursolo-Orasso è stato un comune sparso che dal 1º gennaio 2019 si è fuso con i comuni di Falmenta e Cavaglio-Spoccia per dare vita al nuovo comune di Valle Cannobina.
La chiesa sorge nell’abitato.
https://maps.app.goo.gl/eonBVx9CgLscYEqK8

 

L’attuale chiesa, dedicata al patrono del paese, fu costruita tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento dal parroco Lucchinetti, per dare alla comunità di Cursolo un edificio capiente e decoroso, demolendo la struttura precedente: ne dà testimonianza la data 1899 dipinta sull’affresco del Sacro Cuore in facciata.
L’antico tempio, secondo le fonti documentarie, era a sua volta frutto dell’ingrandimento progressivo di un’originaria chiesetta dedicata a Sant’Antonio abate, esistente almeno dal 1421. Intorno al 1450 fu ampliata e munita di portico. Recepite le prescrizioni del cardinal Federico Borromeo in visita nel 1605, divenne parrocchia autonoma da Orasso nel 1620. A inizio ‘700 vi furono fondate le Confraternite del SS. Sacramento e del Crocifisso. Nel 1756 con il contributo del card. Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, e della popolazione, fu costruito l’attuale campanile, come ricorda l’iscrizione sopra il cornicione del basamento.

La facciata presenta un portichetto pensile sollo l’affresco del Sacro Cuore e in alto una vetrata con Cristo risorto.

L’interno è a navata unica presenta con abside poligonale, in cui, dietro l’altare maggiore, in legno ricoperto d’ebano con intarsi d’argento, del 1645, sono collocate le nicchie con statue di sant’Antonio abate a sinistra e s. Antonio di Padova a destra.

Il paliotto dell’altare maggiore presenta la figura di sant’Antonio abate con la tau sul mantello e le braccia aperte; dietro di lui a sinistra un diavolo e a destra un maiale. Ai suoi piedi, a terra, un libro, un bastone a croce e un teschio.

Lungo le pareti laterali si aprono sei cappelle: la prima a sinistra presso il presbiterio è dedicata al Crocifisso con un crocifisso ligneo di fine XVII-inizi XVIII secolo; la donazione del simulacro nel 1721 è ricordata da un affresco visibile sopra la porta della sacrestia.

Sotto l’altare, entro una teca in vetro, si conserva una scultura di Cristo Morto, eseguita dal laboratorio Bottelli di Novara, mentre ai lati si trovano le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni del 1926.
Sempre a sinistra si trovano le cappelle dell’Immacolata, con statua di inizio Novecento entro una nicchia, e delle Anime Purganti, affrescata nel 1903 dal pittore Francesco Baronio di Torino. Presso l’ingresso si trova la cappella del Battistero.
Lungo la navata di destra si apre la cappella della Madonna del Rosario con una pala del 1705 e la statua lignea seicentesca della Madonna del Rosario. Segue la cappella di San Luigi Gonzaga, con la statua del Santo entro una nicchia, nella volta e nelle lunette affreschi con episodi della sua vita. Infine la cappella dedicata all’Angelo Custode, dipinta nel 1907 dal pittore Rodolfo Gambini (1855-1928) di Alessandria.
La chiesa conserva inoltre una statua del Sacro Cuore in legno e una della SS. Maria del Rosario.

 

 

Parte del testo e immagini da:
https://circuitodeisanti.it/cannobina-66.html

https://culturedinsieme.it/index.php/libreria/17-chiesa-di-cursolo

PREMIA (VCO), frazione Rivasco. Oratorio di Sant’Antonio abate

L’Oratorio sorge nella frazione Rivasco del comune di Premia.
https://maps.app.goo.gl/Q9wKwXMF47H1WYUR8

L’edificio attuale risale al 1592.
La facciata a capanna presenta sopra il portale, affiancato da due finestrelle, un dipinto raffigurante sant’Antonio abate. Un piccolo campanile e sul tetto a destra.

La L’oratorio conserva al suo interno una pregevole acquasantiera, essenziale nell’esecuzione in pietra, che riporta sul basamento la data 1546.
Dietro l’altare un affresco della seconda metà del ‘500 raffigurante la Madonna con il Bambino, in alto e in basso s. Antonio abate con a sinistra san Rocco e a destra san Sebastiano. S. Antonio ha nella mano sinistra un bastone pastorale.

Il paliotto dell’altare è una formella lignea che raffigura s. Antonio abate: il piccolo maiale sporge dal saio, nella mano sinistra tiene il bastone cui è appesa una campanella.

 

Sulla volta della navata campeggia un bell’affresco devozionale che ritrae la gloria di S. Antonio abate, datato 1857.
Per approfondire:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100174519

 

Vi è anche una statua lignea della Madonna di Loreto; un reliquiario in argento con reliquia di s. Antonio abate e la scritta “La Compagnia di Roma Fecit Anno Domini 1710” (molti erano gli Ossolani che al tempo si erano trasferiti a Roma).

 

Link e immagini:
https://iraccontidelviandante.wordpress.com/2019/12/15/intorno-alla-stube/

VALLE CANNOBINA (VCO). Frazione Cavaglio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Valle Cannobina è un comune italiano sparso situato nell’omonima valle. È stato istituito il 1º gennaio 2019 dalla fusione dei comuni di Cavaglio-Spoccia, Cursolo-Orasso e Falmenta.
L’oratorio si trova Nella parte alta, a nord dell’abitato.
https://maps.app.goo.gl/UhvbGMbCzqQXEUbZ8

Oratorio campestre, in non buone condizioni di conservazione.
Facciata con grande apertura a lunetta nella parte alta; a fianco del portale, due finestrelle.

Chi avesse notizie sulla storia della chiesa e fotografie dell’interno, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it
Grazie