CROAZIA – VODNJAN / DIGNANO. Chiesa di Sant’Antonio abate

https://goo.gl/maps/f3M7YW6DTpcWfaND9

L’edificio sorge all’inizio della strada che collega Dignano a Fasana e risale al XIII secolo.
Presenta una facciata a capanna con campaniletto a vela al colmo.
All’epoca era d’obbligo per un’economia come quella dignanese basata sull’allevamento del bestiame, erigere una chiesa consacrata al protettore degli animali domestici. Per la festa del Santo (17 gennaio) nel suo ampio cortile si portava il bestiame alla benedizione.
Nel 1894 la chiesa fu ristrutturata ad opera del benefattore Angelo Cecon, che vi costruì davanti un ospizio per anziani.

Le pareti della chiesa conservano tracce di affreschi del XIII e XIV secolo.

 

Link:
https://www.istra.hr/it/destinazioni/vodnjan/da-non-perdere/cultura/chiese/chiesa-s-antonio-abate-vodnjan

CROAZIA – BARBAN / BARBANA. Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi

Di fronte alla Porta Grande del borgo.
https://goo.gl/maps/ucn331Cd8tPadeeeA

La chiesa di Sant’Antonio, con il campanile a vela, costruita in pietra, è un esempio di stile romanico popolare del XIV secolo.
All’interno si conservano ancora gli affreschi murari medievali risalenti all’inizio del XV secolo, purtroppo molto deteriorati e profusamente decorati da graffiti glagolitici (scritti nel più arcaico alfabeto slavo), il più antico del 1420.
Questi affreschi sono un esempio dell’influenza della pittura bolognese. Anche se sono piuttosto deteriorati, in essi si possono scorgere numerosi personaggi di straordinaria plasticità, che testimoniano l’antico splendore degli affreschi. L’analisi storico-artistica di questi dipinti murari è stata curata da Branka Fučić, che li ha categorizzati come dipinti della pittura dell’Italia settentrionale del primo Quattrocento, con influenze del Trecento.
Sulle pareti meridionale e settentrionale sono raffigurate su due registri, scene della vita di sant’Antonio, sulla parete orientale è rappresentata la Vergine Maria sul trono, mentre le immagini dei Santi trovano spazio nella zona sottostante: santa Orsola, san Biagio, san Dionisio, sant’Elena, santa Barbara, san Giacomo.
Sono caratteristici i nastri e gli elementi ornamentali che collegano questo ciclo a quello della chiesetta di Santa Caterina a Sanvincenti. Entrambi i lavori sono stati eseguiti dalla bottega durante il periodo di ispirazione ai dipinti murari del Tirolo meridionale.

Il ciclo dedicato a s. Antonio comprende le scene della morte, della scoperta della tomba, del trasferimento delle spoglie a Istanbul e un miracolo. Gli episodi derivano dalle leggende della traslazione del Santo, vedi scheda:
https://www.santantonioabate.afom.it/leggende-del-trasferimento-delle-spoglie-di-s-antonio-abate-dallegitto-a-costantinopoli-e-poi-nel-delfinato/

 

Link:
https://www.istria-culture.com/it/chiesa-di-sant-antonio-i7

RIESE PIO X (Tv), fraz. di Spineda. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate, con pala d’altare

L’edificio è sito Via Monte Santo, 1.
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La chiesa fu costruita agli inizi del Cinquecento. Nel 1790 la sacrestia fue ampliata con due corpi laterali lungo tutta la navata centrale. Nel 1804 fu restaurata.
La  chiesa della piccola frazione di Spineda ospita dipinti dei secoli XVI-XVIII:
– la pala dell’altare maggiore (con S. Antonio abate e S.ta Lucia) del XVII secolo,
– un affresco dipinto nel 1802 da Giovanni Battista Canal raffigurante l’Assunzione della Vergine con i Santi Antonio, Gerolamo e Lucia,
 – un quadro che viene esposto in occasione della festa del santo,
– un quadretto a punto croce che si trova in sacrestia.

 

Fonte: Albertino Martignon

 

Storia e descrizione della chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64097/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CAVATORE (AL). Resti della chiesa di Sant’Antonio abate

A fianco della chiesa di San Lorenzo
https://goo.gl/maps/3xaWCyC2QwZisifu5

 

Costruita in stile romanico, su tre navate era unita al vicino oratorio detto dei SS. Giovanni e Rocco, o dei fratelli disciplinanti, possedeva un campanile, staccato dalla chiesa.

Nel XIX subì lesioni gravissime a causa di un terremoto. Di essa rimane una navata laterale con colonne di pietra murate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link e immagini:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1535-Cavatore-Sant-Antonio-Abate.htm

http://archeocarta.org/cavatore-al-chiesa-di-san-lorenzo-e-altri-edifici-medievali/

AQUILEIA (UD), fraz. Belvedere. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Via Martin Luther King, 6
https://goo.gl/maps/aCKnLGCjAn4Tx63e6

Nel 1387 il territorio di Belvedere fu concesso dal Patriarca di Aquileia Bertrando ai signori Savorgnan del Torre. La parrocchia di Belvedere di Aquileia nacque nel XVII secolo per interessamento di questo casato, che rimase proprietario dei terreni fino al 1805 quando furono venduti alla famiglia dei Colloredo e, nel 1882, alla famiglia Fior.
La nobile famiglia Savorgnan fece ricostruire l’antica chiesa dedicata a Sant’Antonio abate circondata da un piccolo cimitero. Nella prima metà del XVIII secolo questo edificio si rivelò insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli e, così, fu edificata nel 1746 l’attuale parrocchiale, voluta anche da Francesco Savorgnan. Essa fu consacrata nel 1749 da Daniele Dolfin, l’ultimo patriarca di Aquileia. La struttura fu poi ampliata nel 1850 con due cappelle laterali.

La facciata principale è esposta ad ovest e la torre campanaria è addossata al prospetto laterale sud. Sul sagrato, presso la porta d’ingresso, si trova un mosaico raffigurante un pavone, simbolo per i primi cristiani della risurrezione e della vita eterna.

La chiesa, ad aula unica, fu riccamente decorata per volontà dei Savorgnan con opere d’arte di grande pregio di artisti veneziani, tra cui le statue degli angeli dell’altar maggiore opera dello scultore veneziano Giovanni Maria Morlaiter  (1699 –  1781); una tela raffigurante l’Assunta di sapore veneto e la Sacra Famiglia del Feruglio.

 

Il conte Francesco Savorgnan, commissionò al pittore Gianantonio Guardi la pala d’altare della “Madonna del Rosario con i santi Domenico, Giovanni Nepomuceno, Antonio abate, Sebastiano e Marco”. Il dipinto, realizzato dopo che l’artista ebbe visitato la località, fu collocato nella chiesa di Belvedere nella metà del 1700. L’originale, asportato negli anni ottanta del Novecento, è oggi conservato nella Pinacoteca dei musei provinciali presso palazzo Attems-Petzenstein a Gorizia, VEDI SCHEDA. Nella chiesa vi è una copia di questa pala d’altare.

A sinistra dell’entrata, una statua raffigurante Sant’Antonio abate, firmata Sclauzero F., anno 2007.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600042333

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Aquileia,_Belvedere)