CAVATORE (AL). Resti della chiesa di Sant’Antonio abate

A fianco della chiesa di San Lorenzo
https://goo.gl/maps/3xaWCyC2QwZisifu5

 

Costruita in stile romanico, su tre navate era unita al vicino oratorio detto dei SS. Giovanni e Rocco, o dei fratelli disciplinanti, possedeva un campanile, staccato dalla chiesa.

Nel XIX subì lesioni gravissime a causa di un terremoto. Di essa rimane una navata laterale con colonne di pietra murate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link e immagini:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1535-Cavatore-Sant-Antonio-Abate.htm

http://archeocarta.org/cavatore-al-chiesa-di-san-lorenzo-e-altri-edifici-medievali/

AQUILEIA (UD), fraz. Belvedere. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Via Martin Luther King, 6
https://goo.gl/maps/aCKnLGCjAn4Tx63e6

Nel 1387 il territorio di Belvedere fu concesso dal Patriarca di Aquileia Bertrando ai signori Savorgnan del Torre. La parrocchia di Belvedere di Aquileia nacque nel XVII secolo per interessamento di questo casato, che rimase proprietario dei terreni fino al 1805 quando furono venduti alla famiglia dei Colloredo e, nel 1882, alla famiglia Fior.
La nobile famiglia Savorgnan fece ricostruire l’antica chiesa dedicata a Sant’Antonio abate circondata da un piccolo cimitero. Nella prima metà del XVIII secolo questo edificio si rivelò insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli e, così, fu edificata nel 1746 l’attuale parrocchiale, voluta anche da Francesco Savorgnan. Essa fu consacrata nel 1749 da Daniele Dolfin, l’ultimo patriarca di Aquileia. La struttura fu poi ampliata nel 1850 con due cappelle laterali.

La facciata principale è esposta ad ovest e la torre campanaria è addossata al prospetto laterale sud. Sul sagrato, presso la porta d’ingresso, si trova un mosaico raffigurante un pavone, simbolo per i primi cristiani della risurrezione e della vita eterna.

La chiesa, ad aula unica, fu riccamente decorata per volontà dei Savorgnan con opere d’arte di grande pregio di artisti veneziani, tra cui le statue degli angeli dell’altar maggiore opera dello scultore veneziano Giovanni Maria Morlaiter  (1699 –  1781); una tela raffigurante l’Assunta di sapore veneto e la Sacra Famiglia del Feruglio.

 

Il conte Francesco Savorgnan, commissionò al pittore Gianantonio Guardi la pala d’altare della “Madonna del Rosario con i santi Domenico, Giovanni Nepomuceno, Antonio abate, Sebastiano e Marco”. Il dipinto, realizzato dopo che l’artista ebbe visitato la località, fu collocato nella chiesa di Belvedere nella metà del 1700. L’originale, asportato negli anni ottanta del Novecento, è oggi conservato nella Pinacoteca dei musei provinciali presso palazzo Attems-Petzenstein a Gorizia, VEDI SCHEDA. Nella chiesa vi è una copia di questa pala d’altare.

A sinistra dell’entrata, una statua raffigurante Sant’Antonio abate, firmata Sclauzero F., anno 2007.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600042333

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Aquileia,_Belvedere)

TRAVESIO (Pn). Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo

La chiesetta dedicata a S. Antonio abate si trova ai piedi dei resti del nucleo fortificato principale del castello, a ridosso di quello che rimane della cosiddetta “seconda cinta muraria”.
https://maps.app.goo.gl/fMzv6NdrNE3Yj12V6

L’aula liturgica nasce molto probabilmente con il complesso castellano anche se Marchetti la colloca nel più tardo XIII secolo. L’edificio presenta evidenti interventi, che si sono succeduti nel corso del tempo, e si trova ora in stato di abbandono, completamente spoglia degli arredi interni. Era probabilmente funzionante al tempo del lascito Francesco di Toppo (1876)… Alla fine degli anni Sessanta, come testimonia Andrea Benedetti in un articolo riguardante il complesso castellano, la chiesa era dotata di un altare con una piccola statua di S. Antonio. L’aula, in quegli anni, era ancora utilizzata per le funzioni religiose con la celebrazione della messa nella giornata delle rogazioni, che si facevano prima dell’Ascensione.
La chiesa, nella configurazione attuale, è a navata unica con una pianta piuttosto irregolare. Non è dotata di un portico nè di sacrestia.
La facciata, dall’impianto semplice e lineare, presenta le tracce di una sopraelevazione dell’aula. A tale fase appartiene anche la monofora campanaria a oggi piuttosto compromessa. La porta d’ingresso presenta un arco a tutto sesto ed è caratterizzata da conci in pietra…
L’interno dell’aula si caratterizza per un impianto lineare e per l’assenza di arredi. La piccola acquasantiera lapidea collocata all’interno a destra della porta d’ingresso è stata da poco asportata. La zona presbiteriale presenta una minuscola abside semicircolare con volta a catino molto bassa, all’interno i resti dell’altare, in gran parte demolito, e una piccola nicchia, di recente costruzione, che forse conteneva la statua di S. Antonio abate…

La scoperta dei lacerti di affreschi, il 18 aprile 2009 in occasione della Settimana della Cultura del 2009, grazie al dott. Paolo Casadio, e i lavori di messa in luce e restauro che sono ora previsti per giungere al recupero dell’edificio, in grave stato di degrado, forniranno certamente maggiori conoscenze della storia della chiesetta… Allo stato attuale si può solo cautamente avanzare per la decorazione dell’abside, una proposta di datazione alla fine del XIV secolo ipotizzando l’attività di uno o due pittori di formazione veneta.
Gli affreschi si estendevano anche sulle pareti dell’aula del primitivo sacello. I sondaggi hanno messo in luce, all’innesto della parete sud con l’abside parte di una figura di santo vescovo in gran parte mutilata dall’apertura della finestra rettangolare. Il santo non presenta specifici attributi: regge il pastorale con la sinistra e con la destra guantata benedice. Anche il volto è in gran parte perduto e questo rende arduo il riconoscimento del personaggio. Non si può escludere che sia raffigurato Sant’Antonio abate che, viene a volte rappresentato, in quanto abate, in abiti vescovili… Il santo vescovo è raffigurato in piedi, coperto da piviale e con la mitria sul capo… Tali caratteristiche evidenziano la cultura arcaizzante del pittore e inducono a proporre una datazione del frammento tra la fine del Trecento e l’inizio del secolo successivo…

 

Fonte:
Dalla Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo di Bruno Repezza e Cristina Vescul, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.
Nota sugli affreschi della chiesetta di S. Antonio abate in castello a Toppo di Travesio, di Paolo Casadio, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.

LOREGGIA (Pd), fraz. Loreggiola. Oratorio di Sant’Antonio abate al Carpane.

La chiesetta del Carpane, così chiamata perchè sorta quando la zona era popolata di foreste di carpini e di altri alberi tipici, in una natura dove i corsi d’acqua privi di argini esondavano di frequente creando vaste aree paludose, non ha mai cessato di rappresentare un luogo religioso, frequentato con costanza dagli abitanti, anche se non con continuità.
https://goo.gl/maps/vcsv8bk9uwuG4DzB8

Le origini della prima costruzione sono incerte, ma la chiesetta viene nominata nel 1192 nel testamento di Speronella Delesmanini.
La chiesetta è semplice, quasi austera, ma armoniosa nelle proporzioni e costituisce con i suoi affreschi di autore ignoto una delle testimonianze storico-artistiche più significative del territorio circostante.
La facciata è molto semplice, completamente intonacata, delimitata da due lesene sprovviste di basamento e culminante in una vela campanaria senza campane. Il portale d’ingresso è incastonato in una piccola edicola rinascimentale composta da due lesene su basamento, trabeazione e timpano. Il rosone, sottolineato dalla decorazione interna, è sostituito da nove semplici fori sulla muratura.
La pianta è rettangolare, orientata in direzione est-ovest con l’ingresso a est e altare a ovest. L’inversione di ingresso e altare non appartiene all’edificio originario ma è esito dei lavori di restauro succedutisi nei secoli. All’interno dell’aula gli ultimi lavori di restauro hanno portato alla luce numerosi affreschi.
La controfacciata risulta essere interamente affrescata e mostra un partito architettonico cinquecentesco con grande arco centrale, che un tempo incorniciava l’altare nella sua posizione originaria. Su tutto il perimetro dell’aula è inoltre presente una cornice interamente affrescata in corrispondenza dell’attacco della copertura, che riporta simboli di S. Paolo, di S. Giacomo Maggiore, di S. Giovanni e di S. Matteo. Sopra l’altare, sul timpano ricavato tra le falde del tetto e la fascia affrescata è presente uno stemma nobiliare, forse attribuibile alla famiglia Robbobelli.
Il campanile a pianta quadrata è integrato all’interno della chiesa, alla destra dell’altare maggiore. Strutturalmente poggia sui muri perimetrali della chiesa e su un pilastro in calcestruzzo armato a vista all’interno dell’aula.
Sull’altare maggiore una tela ed una piccola statua rappresentano Sant’Antonio abate.

Info:
Via Carpane, 59 – Loreggiola, Loreggia (PD)

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/63967/Oratorio_di_Sant’Antonio_Abate_al_Carpane_Loreggiola,_Loreggia

TREBASELEGHE (Pd), fraz. Fossalta Padovana. Oratorio / Capitello di Sant’Antonio abate.

L’oratorio di Sant’Antonio abate è un luogo di culto di Fossalta, situato in via Bigolo, lungo la strada che da Fossalta conduce a Trebaseleghe.
https://goo.gl/maps/es5HrtjuShK592bm9

Si presume sia la più antica costruzione presente a Fossalta. Lo storico C. Agnoletti in “Treviso e le sue pievi” ricorda questo Oratorio / Capitello dicendo che vi si celebrava già prima del Concilio di Trento.
Notizie del suo restauro si hanno nel 1855, anno in cui Giacomo Candian fabbricò l’atrio ben adattandolo alla precedente costruzione così da ottenere un tempietto dalla struttura sobria ed armoniosa ispirata ai canoni dell’arte neoclassica.
Importanti lavori di restauro della facciata furono eseguiti nel 1995 con l’intervento della Soprintendenza e con il risultato di portare alla luce degli affreschi che anticamente ornavano la facciata.
Il dipinto posto sull’altare, un trittico ad affresco con la rappresentazione di sant’Antonio abate al centro, san Rocco a destra e san Giacomo Maggiore a sinistra, denuncia un grave stato di alterazione della primitiva superficie pittorica dovuta anche a maldestre ridipinture.

 

Bibliografia:
– Alberto Fortuni, Annotazioni storiche sulla parrocchiadi Fossalta (PD), Villa del Conte, Edizioni Bertato, 2004.
– Alberto Fortuni, Capitelli e tradizioni popolari nel territorio di Fossalta, Villa del Conte, Edizioni Bertato, 1999.

Segnalazione di Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com