CROAZIA – BARBAN / BARBANA. Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi

Di fronte alla Porta Grande del borgo.
https://goo.gl/maps/ucn331Cd8tPadeeeA

La chiesa di Sant’Antonio, con il campanile a vela, costruita in pietra, è un esempio di stile romanico popolare del XIV secolo.
All’interno si conservano ancora gli affreschi murari medievali risalenti all’inizio del XV secolo, purtroppo molto deteriorati e profusamente decorati da graffiti glagolitici (scritti nel più arcaico alfabeto slavo), il più antico del 1420.
Questi affreschi sono un esempio dell’influenza della pittura bolognese. Anche se sono piuttosto deteriorati, in essi si possono scorgere numerosi personaggi di straordinaria plasticità, che testimoniano l’antico splendore degli affreschi. L’analisi storico-artistica di questi dipinti murari è stata curata da Branka Fučić, che li ha categorizzati come dipinti della pittura dell’Italia settentrionale del primo Quattrocento, con influenze del Trecento.
Sulle pareti meridionale e settentrionale sono raffigurate su due registri, scene della vita di sant’Antonio, sulla parete orientale è rappresentata la Vergine Maria sul trono, mentre le immagini dei Santi trovano spazio nella zona sottostante: santa Orsola, san Biagio, san Dionisio, sant’Elena, santa Barbara, san Giacomo.
Sono caratteristici i nastri e gli elementi ornamentali che collegano questo ciclo a quello della chiesetta di Santa Caterina a Sanvincenti. Entrambi i lavori sono stati eseguiti dalla bottega durante il periodo di ispirazione ai dipinti murari del Tirolo meridionale.

Il ciclo dedicato a s. Antonio comprende le scene della morte, della scoperta della tomba, del trasferimento delle spoglie a Istanbul e un miracolo. Gli episodi derivano dalle leggende della traslazione del Santo, vedi scheda:
https://www.santantonioabate.afom.it/leggende-del-trasferimento-delle-spoglie-di-s-antonio-abate-dallegitto-a-costantinopoli-e-poi-nel-delfinato/

 

Link:
https://www.istria-culture.com/it/chiesa-di-sant-antonio-i7

RIESE PIO X (Tv), fraz. di Spineda. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate, con pala d’altare

L’edificio è sito Via Monte Santo, 1.
https://goo.gl/maps/RQmYFRaCgnipVX9K8

La chiesa fu costruita agli inizi del Cinquecento. Nel 1790 la sacrestia fue ampliata con due corpi laterali lungo tutta la navata centrale. Nel 1804 fu restaurata.
La  chiesa della piccola frazione di Spineda ospita dipinti dei secoli XVI-XVIII:
– la pala dell’altare maggiore (con S. Antonio abate e S.ta Lucia) del XVII secolo,
– un affresco dipinto nel 1802 da Giovanni Battista Canal raffigurante l’Assunzione della Vergine con i Santi Antonio, Gerolamo e Lucia,
 – un quadro che viene esposto in occasione della festa del santo,
– un quadretto a punto croce che si trova in sacrestia.

 

Fonte: Albertino Martignon

 

Storia e descrizione della chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64097/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CAVATORE (AL). Resti della chiesa di Sant’Antonio abate

A fianco della chiesa di San Lorenzo
https://goo.gl/maps/3xaWCyC2QwZisifu5

 

Costruita in stile romanico, su tre navate era unita al vicino oratorio detto dei SS. Giovanni e Rocco, o dei fratelli disciplinanti, possedeva un campanile, staccato dalla chiesa.

Nel XIX subì lesioni gravissime a causa di un terremoto. Di essa rimane una navata laterale con colonne di pietra murate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link e immagini:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/1535-Cavatore-Sant-Antonio-Abate.htm

http://archeocarta.org/cavatore-al-chiesa-di-san-lorenzo-e-altri-edifici-medievali/

AQUILEIA (UD), fraz. Belvedere. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Via Martin Luther King, 6
https://goo.gl/maps/aCKnLGCjAn4Tx63e6

Nel 1387 il territorio di Belvedere fu concesso dal Patriarca di Aquileia Bertrando ai signori Savorgnan del Torre. La parrocchia di Belvedere di Aquileia nacque nel XVII secolo per interessamento di questo casato, che rimase proprietario dei terreni fino al 1805 quando furono venduti alla famiglia dei Colloredo e, nel 1882, alla famiglia Fior.
La nobile famiglia Savorgnan fece ricostruire l’antica chiesa dedicata a Sant’Antonio abate circondata da un piccolo cimitero. Nella prima metà del XVIII secolo questo edificio si rivelò insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli e, così, fu edificata nel 1746 l’attuale parrocchiale, voluta anche da Francesco Savorgnan. Essa fu consacrata nel 1749 da Daniele Dolfin, l’ultimo patriarca di Aquileia. La struttura fu poi ampliata nel 1850 con due cappelle laterali.

La facciata principale è esposta ad ovest e la torre campanaria è addossata al prospetto laterale sud. Sul sagrato, presso la porta d’ingresso, si trova un mosaico raffigurante un pavone, simbolo per i primi cristiani della risurrezione e della vita eterna.

La chiesa, ad aula unica, fu riccamente decorata per volontà dei Savorgnan con opere d’arte di grande pregio di artisti veneziani, tra cui le statue degli angeli dell’altar maggiore opera dello scultore veneziano Giovanni Maria Morlaiter  (1699 –  1781); una tela raffigurante l’Assunta di sapore veneto e la Sacra Famiglia del Feruglio.

 

Il conte Francesco Savorgnan, commissionò al pittore Gianantonio Guardi la pala d’altare della “Madonna del Rosario con i santi Domenico, Giovanni Nepomuceno, Antonio abate, Sebastiano e Marco”. Il dipinto, realizzato dopo che l’artista ebbe visitato la località, fu collocato nella chiesa di Belvedere nella metà del 1700. L’originale, asportato negli anni ottanta del Novecento, è oggi conservato nella Pinacoteca dei musei provinciali presso palazzo Attems-Petzenstein a Gorizia, VEDI SCHEDA. Nella chiesa vi è una copia di questa pala d’altare.

A sinistra dell’entrata, una statua raffigurante Sant’Antonio abate, firmata Sclauzero F., anno 2007.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600042333

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Aquileia,_Belvedere)

TRAVESIO (Pn). Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo

La chiesetta dedicata a S. Antonio abate si trova ai piedi dei resti del nucleo fortificato principale del castello, a ridosso di quello che rimane della cosiddetta “seconda cinta muraria”.
https://maps.app.goo.gl/fMzv6NdrNE3Yj12V6

L’aula liturgica nasce molto probabilmente con il complesso castellano anche se Marchetti la colloca nel più tardo XIII secolo. L’edificio presenta evidenti interventi, che si sono succeduti nel corso del tempo, e si trova ora in stato di abbandono, completamente spoglia degli arredi interni. Era probabilmente funzionante al tempo del lascito Francesco di Toppo (1876)… Alla fine degli anni Sessanta, come testimonia Andrea Benedetti in un articolo riguardante il complesso castellano, la chiesa era dotata di un altare con una piccola statua di S. Antonio. L’aula, in quegli anni, era ancora utilizzata per le funzioni religiose con la celebrazione della messa nella giornata delle rogazioni, che si facevano prima dell’Ascensione.
La chiesa, nella configurazione attuale, è a navata unica con una pianta piuttosto irregolare. Non è dotata di un portico nè di sacrestia.
La facciata, dall’impianto semplice e lineare, presenta le tracce di una sopraelevazione dell’aula. A tale fase appartiene anche la monofora campanaria a oggi piuttosto compromessa. La porta d’ingresso presenta un arco a tutto sesto ed è caratterizzata da conci in pietra…
L’interno dell’aula si caratterizza per un impianto lineare e per l’assenza di arredi. La piccola acquasantiera lapidea collocata all’interno a destra della porta d’ingresso è stata da poco asportata. La zona presbiteriale presenta una minuscola abside semicircolare con volta a catino molto bassa, all’interno i resti dell’altare, in gran parte demolito, e una piccola nicchia, di recente costruzione, che forse conteneva la statua di S. Antonio abate…

La scoperta dei lacerti di affreschi, il 18 aprile 2009 in occasione della Settimana della Cultura del 2009, grazie al dott. Paolo Casadio, e i lavori di messa in luce e restauro che sono ora previsti per giungere al recupero dell’edificio, in grave stato di degrado, forniranno certamente maggiori conoscenze della storia della chiesetta… Allo stato attuale si può solo cautamente avanzare per la decorazione dell’abside, una proposta di datazione alla fine del XIV secolo ipotizzando l’attività di uno o due pittori di formazione veneta.
Gli affreschi si estendevano anche sulle pareti dell’aula del primitivo sacello. I sondaggi hanno messo in luce, all’innesto della parete sud con l’abside parte di una figura di santo vescovo in gran parte mutilata dall’apertura della finestra rettangolare. Il santo non presenta specifici attributi: regge il pastorale con la sinistra e con la destra guantata benedice. Anche il volto è in gran parte perduto e questo rende arduo il riconoscimento del personaggio. Non si può escludere che sia raffigurato Sant’Antonio abate che, viene a volte rappresentato, in quanto abate, in abiti vescovili… Il santo vescovo è raffigurato in piedi, coperto da piviale e con la mitria sul capo… Tali caratteristiche evidenziano la cultura arcaizzante del pittore e inducono a proporre una datazione del frammento tra la fine del Trecento e l’inizio del secolo successivo…

 

Fonte:
Dalla Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo di Bruno Repezza e Cristina Vescul, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.
Nota sugli affreschi della chiesetta di S. Antonio abate in castello a Toppo di Travesio, di Paolo Casadio, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.