CINGOLI (MC). Chiesa di Sant’Antonio abate.

Via dello Spineto, 7
https://goo.gl/maps/F65gPSQmCH89UUQr8

 

Nel luogo sorgeva la chiesa di San Sebastiano, che fu demolita nel 1720, e nello stesso sito fu edificata la nuova chiesa intitolata a S. Antonio abate.
D. Giovanni Finizi restaurò la Chiesetta nel 1836 e rifuse la campana dove volle inciso:
“D · D · D · JOANNES · FINIZI · RECTOR · MDCCCXXXVI”

Attualmente la chiesa è di proprietà della famiglia Puccetti.

La semplice facciata a capanna è in conci di pietra a vista.
Sopra il portale una finestra rettangolare. Ai lati due nicchie vuote.

 

Bibliografia:
S. Matellicani (a cura di); M. Maran, Cingoli scomparsa, Cingoli 2000, p. 75

Immagine da:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/santonio.htm

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Cancelleria Vecchia, 3
https://goo.gl/maps/QgZAssgNgrtKbPyt7

La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio abate fu costruita tra 1720 e 1737 per volere del Papa Clemente XII, in sostituzione di una precedente chiesa cinquecentesca. Il 7 Maggio del 1742 fu inaugurata la Chiesa con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo, anno che compare nell’iscrizione in facciata.
Nel 1746 nella volta del presbiterio fu dipinto un affresco rappresentante i protettori del Paese, Sant’Anastasio e San Nonnoso, in ginocchio dinanzi al Salvatore venuto sulle nubi con ai lati S. Pietro e S. Paolo. Le opere terminarono nel 1747.
Nell’altare principale fu installato, nel 1750, il tabernacolo marmoreo per la custodia delle ostie sacre.
Il 27 aprile 1769 fu organizzata una solenne processione durante la quale furono trasportate nella Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate le reliquie di S. Anastasio che erano state poco tempo prima rinvenute dal Canonico don Enrico Saetta.
Nel 1902 il tabernacolo fu spostato nella parete di sinistra per via della sua mutata funzione da custodia dell’Eucarestia a custodia dell’Olio Santo. Contestualmente fu ricavato un nuovo tabernacolo nell’altare maggiore.
Nel 1950 ebbero inizio i lavori di revisione del manto di copertura della Chiesa.
Nel 1983 fu realizzato e posto nel presbiterio un nuovo ambone in legno.
Nel 2006 furono aggiunte quattro sedute in legno per i concelebranti e ministranti.
Nel 2016 – 17 furono restaurate le coperture con consolidamento delle murature in sommità ed effettuato il restauro della facciata principale.

La Chiesa è caratterizzata da forme ed elementi dell’architettura neoclassica quali abachi, echini, collari, cornici e sima visibili in facciata principale ed internamente sulle pareti perimetrali. L’esterno è contraddistinto da una grande facciata di stampo neoclassico a due ordini con quattro paraste con capitelli dorici al livello inferiore e ionici a quello superiore; al centro del livello inferiore, sopra il portale, vi è lo stemma di Clemente XII mentre al centro del livello superiore vi è un grande finestrone.

La pianta è pressoché rettangolare con navata unica e due cappelle per lato; quattro vani che conducono ai superiori pulpiti lignei, campanile quadrangolare e abside quadrilatera con sagrestia posteriore e ufficio parrocchiale a sinistra del presbiterio.
Le strutture portanti verticali dell’edificio sono in muratura di tufo locale; le strutture di orizzontamento sono costituite da volta a botte sulla navata centrale, da volte a botte sulle nicchie laterali e da volta a botte sul presbiterio decorata con affreschi raffiguranti scene di Santi. Nella parte superiore della navata vi sono tre finestre per lato mentre ai lati del presbiterio sono presenti due finestre circolari.
Il tetto della Chiesa è formato da capriate lignee, travature principali e secondarie in legno, tavelloni in laterizio, massetto armato e manto di tegole e coppi alla romana in laterizio; il presbiterio e gli altri vani sono invece coperti da falde inclinate composte da travature lignee, tavolato, tegole e coppi alla romana in laterizio. La pavimentazione dell’aula, sagrestia e ufficio parrocchiale è realizzata con mattonelle in cotto toscano.

Internamente, sul lato destro, vi è la cappella con il quadro della Sacra Famiglia, e la cappella con il quadro della Santissima Trinità; sul lato sinistro vi è la prima cappella della Madonna del Rosario con il Bambino fra Santi e la seconda con la tela di S. Isidoro agricoltore e S. Filippo Neri.
Altari secondari sono situati nelle nicchie laterali con raffigurazioni scultoree e pittoriche di Santi.  Quattro pulpiti lignei, due per parte, sulle pareti longitudinali.
Le pitture e la tinteggiatura delle cappelle sono opera del pittore spagnolo novecentesco Palma Burgos.
La pala dell’altare maggiore (XVIII secolo?) raffigura la Madonna col Bambino e in basso sant’Antonio abate (che tiene con la mano destra bastone e libro con sopra il fuoco) a sinistra e a destra un altro Santo.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21451/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Castel_Sant’Elia

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 100-107.

POLLENZA (MC). Ex Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Roma, 45
https://goo.gl/maps/RQx3VhrYBAXwEf3d6

 

La chiesa è del XV secolo. I primi documenti, del 1467, ci dicono che era annessa all’ospedale vecchio; la strada parallela a Via Roma, dietro la chiesa, ha appunto questa denominazione.
Amministrata dalla Compagnia di Gesù dal XVI secolo (?).

Dopo la chiusura dell’ospedale avvenuta tra il 1808 e il 1820, nella chiesa di S. Antonio fu eretto un oratorio in onore del Preziosissimo Sangue di Gesù e della Beatissima Vergine Maria.

Negli anni Sessanta del Novecento la chiesa fu adibita a sala per conferenze dell’Amministrazione Comunale. Una destinazione d’uso che si vorrebbe ripristinare in questa chiesa.

Link:
https://www.halleyweb.com/c043041/zf/index.php/musei-monumenti/index/dettaglio-museo/museo/7

SAN SEVERINO MARCHE (MC), frazione Pitino. ex Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Pitino, presso la torre.
https://goo.gl/maps/Et8ivaU6Yz47GXiVA

 

All’interno del perimetro murario del castello di Pitino vi sono due chiese: la primitiva chiesa di S. Maria della Pietà edificata nel 1292 e ricostruita alla fine del ‘700, col caratteristico campanile che termina con un cupolino; l’altra, dedicata a Sant’Antonio abate e ubicata nei pressi della torre fu realizzata alla fine del XV secolo e conserva strutture orizzontali voltate e verticali di epoca medievale. Nel corso del XVI secolo già iniziava il crollo di parte delle mura e dei torrioni di cinta del castello, il resto fu opera del tempo e soprattutto dell’incuria.

Il complesso è stato sede della parrocchia fino agli anni Quaranta del Novecento e a ciò si deve attribuire la conservazione dei caratteri storici-tipologici. Ma nel 1969 la parrocchia si trasferì ai piedi del castello, nella nuova chiesa edificata nella decade 1970 in località Cappella, sul crinale occidentale del colle di Pitino che riprese l’intitolazione di Santa Maria della Pietà, e il ruolo dell’antica chiesa principale del Castello di Pitino, che fu abbandonata presumibilmente insieme alla chiesa di Sant’Antonio.
Nel 1974 la curia diocesana decise di alienare il complesso non essendo più in grado di mantenerlo e fu acquistato da una società di Pitino che si impegnava alla conservazione.
La zona di Pitino fu dichiarata con decreto ministeriale del 2 ottobre 1974 di notevole interesse storico artistico e sottoposta a vincolo.
Nel tempo si sono susseguiti diversi restauri, nel 1958 la sovrintendenza riparò la torre, negli anni Settanta si occupò del rifacimento della porta del castello, crollata già nel 1957 per forti venti.
Il 7 gennaio del 1988 fu stipulato il contratto di compra-vendita del castello, acquistato dal Comune. Nel 1989 iniziavano i lavori di restauro dell’ex chiesa parrocchiale a cura della Soprintendenza.
Il terremoto del 1997 danneggiò ulteriormente le strutture.

L’attuale «stato di abbandono ha provocato il rapido degradarsi dell’ambiente della chiesa di Sant’Antonio sia per cause fisiche sia per atti di vandalismo, dovuti alle frequenti incursioni, saccheggi e incendi dolosi. Tutta la suppellettile e gli elementi architettonici decorativi sono stati trafugati, i pavimenti scavati, le iscrizioni e le lapidi tombali estirpate, i sepolcri profanati, l’organo abbattuto. Pareti e affreschi del secolo XVI e di scuola locale sono stati deturpati da scritte e sfregi1

 

Immagini e notizie (1) da:
http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/06_chiese/03_macerata/00001/index.htm

SAN SEVERINO MARCHE (MC), frazione Castel San Pietro. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa fu eretta lungo la direttrice sud ovest – nord est sul margine occidentale del borgo di Castel San Pietro, frazione a circa km 18 a nord del comune di San Severino Marche.
https://goo.gl/maps/mentzTJ7bMaLPCkt6

 

L’impianto originale risale al 1500-1510, quando la chiesa fu costruita sui resti del bastione difensivo del borgo. Tracce di questa prima fase sono tuttora visibili in alcuni punti della base del campanile.
Nel 1769 il priore di San Severino, Nicola Collio, si fece promotore della ricostruzione della chiesa poiché l’antica costruzione risultava umida e fatiscente. Ne dà testimonianza una lapide murata in sacrestia.
La chiesa fu dipendenza dell’abbazia di San Clemente di Elcito (nel medesimo comune a circa km 24 a nord), fino al 1817. In seguito il vescovo di San Severino, mons. Rangiaschi, trasferì a questa chiesa il titolo di parrocchiale ed ordinò che i nuovi nati venissero battezzati in questa sede.
La facciata in stile neoclassico fu realizzata nel 1845.
Il primo restauro di cui si possiede documentazione fu operato nel decennio 1960. La chiesa fu danneggiata dal sisma del 1997, quindi restaurata nei primi anni del 2000. Gli interventi riguardarono in particolar modo le volte in canniccio.
La chiesa è stata danneggiata dal sisma del 2016 e dai successivi ed è purtroppo chiusa.

Il prospetto principale sud ovest, a capanna, in laterizio, segue lo schema compositivo di un tempio classico: un pregevole portale con cornice modanata in laterizio, raccordato al livello del sagrato da una scalinata e sormontato da ampio timpano curvo modanato sopra cui si apre un grande oculo, è posto al centro del prospetto ed è inscritto tra due coppie di paraste che poggiano su alti plinti che insistono su un alto basamento e che sorreggono una spessa trabeazione su cui poggia un profondo timpano con cornice modanata. Alla sinistra del prospetto emerge in secondo piano il volume della cappella laterale, a destra il modesto volume della nicchia dell’altare laterale.
In secondo piano è, inoltre, visibile la casa canonica con loggiato a due campate delineate da altrettanti archi a sesto acuto, che è costruita in adiacenza alla chiesa: è la testimonianza tangibile dell’antico insediamento del priorato benedettino che dipendeva dall’abbazia di Elcito.

Il prospetto laterale nord ovest è segnato al centro dal volume della cappella laterale sinistra e poco oltre, in alto in corrispondenza del presbiterio, da un’ampia finestra lunettata e più in basso all’estrema sinistra da una finestra rettangolare che illumina la sagrestia. Il prospetto nord est è caratterizzato al centro dalla superficie cieca dal profilo a capanna della sagrestia e a sinistra dall’elevato campanile a base quadrata, in pietre irregolari e laterizi, con cella campanaria segnata da quattro fornici a tutto sesto coperta con tetto a padiglione rivestito in coppi. Oltre il campanile prosegue a sinistra il prospetto di altra costruzione adiacente.
Il prospetto laterale sud est, intonacato, è caratterizzato da sinistra a destra da una lapide commemorativa, dal volume corrispondente alla nicchia dell’altare laterale destro sopra cui insistono due finestre rettangolari e dal volume della costruzione adiacente sopra alla cui copertura si apre un’ampia lunetta finestrata, simmetrica a quella posta sul fronte opposto.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/70634/San+Severino+Marche+%28MC%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate