SAN SEVERINO MARCHE (MC), frazione Pitino. ex Chiesa di Sant’Antonio abate
Frazione Pitino, presso la torre.
https://goo.gl/maps/Et8ivaU6Yz47GXiVA
All’interno del perimetro murario del castello di Pitino vi sono due chiese: la primitiva chiesa di S. Maria della Pietà edificata nel 1292 e ricostruita alla fine del ‘700, col caratteristico campanile che termina con un cupolino; l’altra, dedicata a Sant’Antonio abate e ubicata nei pressi della torre fu realizzata alla fine del XV secolo e conserva strutture orizzontali voltate e verticali di epoca medievale. Nel corso del XVI secolo già iniziava il crollo di parte delle mura e dei torrioni di cinta del castello, il resto fu opera del tempo e soprattutto dell’incuria.
Il complesso è stato sede della parrocchia fino agli anni Quaranta del Novecento e a ciò si deve attribuire la conservazione dei caratteri storici-tipologici. Ma nel 1969 la parrocchia si trasferì ai piedi del castello, nella nuova chiesa edificata nella decade 1970 in località Cappella, sul crinale occidentale del colle di Pitino che riprese l’intitolazione di Santa Maria della Pietà, e il ruolo dell’antica chiesa principale del Castello di Pitino, che fu abbandonata presumibilmente insieme alla chiesa di Sant’Antonio.
Nel 1974 la curia diocesana decise di alienare il complesso non essendo più in grado di mantenerlo e fu acquistato da una società di Pitino che si impegnava alla conservazione.
La zona di Pitino fu dichiarata con decreto ministeriale del 2 ottobre 1974 di notevole interesse storico artistico e sottoposta a vincolo.
Nel tempo si sono susseguiti diversi restauri, nel 1958 la sovrintendenza riparò la torre, negli anni Settanta si occupò del rifacimento della porta del castello, crollata già nel 1957 per forti venti.
Il 7 gennaio del 1988 fu stipulato il contratto di compra-vendita del castello, acquistato dal Comune. Nel 1989 iniziavano i lavori di restauro dell’ex chiesa parrocchiale a cura della Soprintendenza.
Il terremoto del 1997 danneggiò ulteriormente le strutture.
L’attuale «stato di abbandono ha provocato il rapido degradarsi dell’ambiente della chiesa di Sant’Antonio sia per cause fisiche sia per atti di vandalismo, dovuti alle frequenti incursioni, saccheggi e incendi dolosi. Tutta la suppellettile e gli elementi architettonici decorativi sono stati trafugati, i pavimenti scavati, le iscrizioni e le lapidi tombali estirpate, i sepolcri profanati, l’organo abbattuto. Pareti e affreschi del secolo XVI e di scuola locale sono stati deturpati da scritte e sfregi1.»
Immagini e notizie (1) da:
http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/06_chiese/03_macerata/00001/index.htm
























