VESPOLATE (NO). Chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni battista e Antonio abate

SP 211, 8
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All’inizio del XVI secolo in questo luogo sorgeva un antico oratorio dedicato a Sant’Antonio abate, eretto con ogni probabilità tra la seconda metà del XIV secolo e il corso del XV secolo; alle sue spalle, sul lato orientale, si trovava un cimitero.
L’oratorio era di proprietà della confraternita del Corpus Domini che nel 1535 si accordò con il parroco e con i consoli del paese per demolirlo e far sorgere al suo posto la nuova parrocchiale. La parrocchialità fu trasferita nel 1543, dalla pieve di San Giovanni battista, nella nuova chiesa, la cui consacrazione fu impartita il 25 giugno 1590 dal vescovo Cesare Speciano.
Nel 1772 il presbiterio ed il coro vennero ricostruiti con dimensioni maggiori andando a occupare parte dell’area in cui prima sorgeva il camposanto.
Nel 1827, su disegno del novarese Luigi Orelli, fu innalzata la nuova facciata in stile neoclassico.
Tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento l’edificio fu oggetto di vari interventi di restauro, abbellimento e ripristino; nel 1926 la chiesa fu ridipinta dal pittore cannobiese Mario Albertella, autore anche del grande affresco della cupola; fu dotata di nuove vetrate colorate raffiguranti emblemi e figure di santi. Altri interventi si realizzarono degli anni 1932-33 con l’applicazione di uno zoccolo marmoreo alle pareti per preservare i muri dall’umidità; fu eretto il nuovo fonte battesimale in fondo alla chiesa; nel 2011-12 anche il campanile fu ristrutturato.

La facciata della chiesa è a salienti e presenta lesene ioniche e, in due nicchie sotto il timpano, le statue raffiguranti i santi Giovanni battista ed Antonio abate (a destra).

Vi sono opere di pregio conservate all’interno della chiesa, che è a tre navate con cappelle laterali.
La più antica è un affresco della prima metà dal Cinquecento, staccato e posto ora sul secondo pilastro sinistro della navata, proveniente dall’antico oratorio, che rappresenta santa Liberata con due bambini in braccio.

Il grande dipinto a olio su tela della pala d’altare è datato 1572 e firmato dal milanese Gabriele Bossi (documentato tra il 1570 e il 1584, attivo a Milano entro la prima metà del Cinquecento).
Il quadro raffigura la Vergine col Bambino seduta in trono tra  sant’Antonio abate e san Giovanni battista, rivelando i nuovi modelli figurativi del Cinquecento in cui i personaggi non appaiono più appiattiti sullo sfondo ma presentano un notevole volume. Le figure, inoltre, sono disposte ai lati della Madonna con semplicità e lo sfondo è un panneggio verde. S. Antonio abate, a sinistra, tiene un libro con la mano sinistra e un bastone pastorale con la destra; un maiale scuro è ai suoi piedi a destra.

La maggior parte degli elementi e degli arredi della chiesa risalgono ai secoli XVII e XVIII, tra cui spiccano gli altari collocati nella zona del presbiterio, uniti fra loro da una gradinata in marmo, chiusa da una balaustra a colonnine che segue la forma dei gradini. Al centro si trova l’altare maggiore le cui slanciate fogge settecentesche si concludono nel tempietto sorretto da colonne in marmo rosa e decorato dalle figure dei putti e del Salvatore.
L’altare di destra è dedicato alla Madonna del Rosario mentre quello di sinistra al Santissimo Salvatore; all’interno della nicchia chiusa da una vetrata oggi è collocata la statua del Sacro Cuore.
Pregevoli sono i settecenteschi stalli del coro e la pala di Santa Eurosia, eseguita da un anonimo pittore novarese nel 1753.

 

Link:
https://vespolate.altervista.org/paese.php?page=parrocchiale

CONFEDERAZIONE ELVETICA – MEZZOVICO-VIRA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

In Canton Ticino, nell’abitato di Vira
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La chiesa, come ha dimostrato una ricerca archeologica del 1997, sorse nel XIV secolo.
Nel XVI secolo all’edificio fu aggiunto il coro, di forma quadrata.

Nel XVII secolo la chiesa fu abbattuta e, nel 1684, ricostruita con le forme attuali.
Nel XIX secolo la chiesa ottenne l’autonomia da quella di Mezzovico (1838), fu modificata in facciata (intorno alla metà del secolo) e fu dotata, sul lato destro, di campanile con terminazione a cipolla (1863).

Facciata a capanna decorata da quattro lesene. Sopra il portale una finestra rettangolare e un oculo nel frontone.

 

Link:
https://www4.ti.ch/dt/dstm/sst/ubc/temi/inventario-dei-beni-culturali

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Mezzovico-Vira)

SEDRINA (BG), frazione Botta. Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edificio è posto sulla parte più elevata dell’abitato, sul lato destro del fiume Brembo, che chiude la val Brembana. Via Camosso, 1
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La chiesa di Sant’Antonio abate “de la Botta, comunis Sedrine”, fu fondata dal vescovo Ludovico Donato nel 1483, e ottenne autonomia parrocchiale separandosi dalla chiesa matrice di Sedrina nel 1506.
Nel Sommario delle chiese di Bergamo e della sua diocesi, redatto dal cancelliere Marenzi nel 1666, la parrocchia di Sant’Antonio, di giuspatronato della vicinìa, risultava nullius plebis (non subordinata a una pieve). Vi erano erette le scuole/confraternite del Santissimo Sacramento, del Rosario e della Dottrina cristiana.
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, avvenuta nel 1780 presso la parrocchiale risultavano erette la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore; la scuola del Rosario, presso l’altare della Maria Vergine del Rosario, entrambe amministrate da sindaci.
La chiesa, rifatta una prima volta nel XV secolo e successivamente ricostruita nel XVII, fu consacrata nel 1780 dal vescovo Gian Paolo Dolfin.

Nel 1933 fu costruita la nuova chiesa parrocchiale su progetto dell’ing. Franco Mazzoleni, consacrata nel 1936 dal vescovo Adriano Bernareggi, che confermò l’antico titolo sigillando nell’altare maggiore le reliquie dei santi Antonio abate, Alessandro e Faustino
Nel 1945 furono realizzati gli affreschi del presbiterio e del battistero e nel 1954 si eseguì il sopralzo e completamento del campanile.
Restaurati gli interni e posato nuovo pavimento nel 2014.

La chiesa, con l’abside a est, è preceduta dal sagrato delimitato da barriere in ferro. La facciata è preceduta da un alto portico aperto frontalmente in tre arcate, delle quali la centrale più alta, e lateralmente in due arcate della stessa altezza degli archi minori frontali. Il portico si conclude con una cornice aperta in corrispondenza dell’arco centrale e un timpano triangolare. Sulla parte superiore della facciata vi è una grande finestra a tutto sesto atta a illuminare l’aula.

Sul fronte Sud, a ridosso del portico, è addossato il campanile, che per buona parte è incorporato nel volume del complesso architettonico. Dal portico si accede all’interno della chiesa tramite una porta centrale con bussola, sormontata da un’alta finestra oppure tramite una piccola porta laterale che conduce alla cappella battesimale.

L’interno della chiesa a unica navata con volta a botte, preceduta dalla bussola, con sei campate divise da cinque lesene. Le lesene sono complete di alto basamento in marmo venato, reggono la trabeazione completa di fregio e il cornicione.
Vi è una strozzatura iniziale della navata dovuta alla presenza a sud del campanile di poco più arretrato del portico e a nord della cappella del fonte battesimale a pianta quadrata. . Nella prima campata sono collocati due confessionali. La terza campata ospita i due ingressi laterali con le relative bussole. La quarta campata presenta a destra il pulpito in marmo. La sesta campata presenta due aperture ad arco molto alte che mettono in due cappelle: quella di sinistra dedicata a S. Antonio abate e quella di destra alla Madonna del Rosario. Il presbiterio presenta un arco trionfale ristretto rispetto alle pareti della navata così da ospitare gli ingressi alla sagrestia posta a sud ed alla cappella a nord. Il presbiterio a pianta rettangolare è coperto da volta a vela, ha due cantorie, delle quali quella di sinistra ospita l’organo. Il coro semicircolare conclude il presbiterio.

Nell‘abside un grande affresco del 1945, opera del bresciano Eliodoro Coccoli (1880 – 1974), raffigura Santi e angeli e, al centro, Cristo in trono affiancato da due santi: a destra è riconoscibile sant’Antonio abate con lunga barba bianca e bastone pastorale.

La chiesa conserva una statua di S. Antonio abate.

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La domenica più vicina la 17 gennaio si celebra la S. Messa  e la benedizione degli animali e dei veicoli.
Nel pomeriggio la celebrazione dei vespri e la processione.
La festa prosegue con la sagra in oratorio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32059/

https://cn10.it/saba-church

https://www.facebook.com/comune.sedrina.bg.it/photos/santantonio-abate-a-bottadomenica-19-gennaio-2025nella-parrocchia-di-botta-di-se/914116287557700/

VEDESETA (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Nel centro storico.
https://maps.app.goo.gl/1U9mNeepAmjpgjkDA

 

Nel 1566 la funzione di parrocchiale passò dalla chiesa di San Bartolomeo alla nuova chiesa di Sant’Antonio abate, in occasione della visita pastorale dell’arcivescovo Carlo Borromeo, come risultava da un atto rogato da Giovanni Pietro Scotti, notaio della curia arcivescovile di Milano.
Nel 1585 fu costruito il campanile con il tetto a piramide coperto di rame e nel 1751 vi fu inserito un orologio.
Nel 1794 vi fu la posa della prima pietra della nuova chiesa, aperta al culto nel 1803.
Nel 1809 fu sostituito il tetto in rame del campanile con piode e il rame tolto fu venduto per reperire i fondi per il completamento della nuova chiesa.
La demolizione dell’antica chiesa avvenne nel 1810.
Nel corso del XIX secolo furono eseguiti diversi lavori di migliorie e decorazioni all’interno.
Nel 1896 l’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari consacra la nuova chiesa con l’antico titolo di S. Antonio abate. Prescrive che il pavimento dell’intera chiesa in mattoni sia sostituito con mattonelle.
Costruzione del nuovo campanile nel 1912, previa demolizione di quello del 1585.

La facciata, incompiuta nella parte superiore, è ad ordine unico, con alto basamento e quattro paraste in pietra di Berbenno e settori intonacati. Il settore centrale ospita il portale d’ingresso sormontato da un bassorilievo  tondo raffigurante la  Madonna col Bambino e una finestra rettangolare.

L’interno è a pianta ellittica con copertura a cupola. Nella controfacciata si trova l’organo con cantoria. L’aula è scandita da lesene con capitelli corinzi, poggianti su una zoccolatura in verde serpentino. Sulla sinistra si trovano il battistero, un confessionale, l’ingresso laterale, la cappella dedicata a Sant’Antonio abate con in  una nicchia la statua del Santo, e anche l’affresco incorniciato raffigurante s. Sebastiano, e la porta d’ingresso per il campanile. Sulla destra si trova un confessionale, l’ingresso laterale e la cappella della Madonna del Rosario. I Misteri del Rosario nella cappella omonima sono di Antonio Morali di S. Giovanni Bianco. Sempre sulla destra si trova la porta che dà accesso alla sagrestia che è sormontata da pulpito.
Il presbiterio è rialzato di due gradini protetto da balaustrata in marmo; è a pianta rettangolare e si conclude con il coro coperto da catino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32166/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Vedeseta

CAMPIGLIA CERVO (BI), frazione Piario. Oratorio di Sant’Antonio abate

SS 232, 58
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L’edificio originario venne edificato nel XV secolo.
Ricordato per la prima volta nella visita pastorale del 1664 dalla quale risulta che l’oratorio era amministrato dai frazionisti (circa 80 famiglie) e in esso si celebrava solo per devozione. L’oratorio fu ricostruito verso la fine del XVII secolo, come documentato dalla visita pastorale del 1692. Ne risultò l’oratorio attuale con coro quadrato e la navata con pianta esagonale. L’oratorio ha anche una piccola sacrestia. Il campanile risale al XVIII secolo.

Ha facciata a capanna con piccolo oculo, sopra il portale c’è un’immagine di sant’Antonio abate.

Sulla parete dietro l’altare maggiore, un dipinto raffigura la Madonna col bambino, s. Antonio abate (a sinistra, nella consueta iconografia), s. Pietro; attribuita al pittore Anselmo Allasina (1585 – 1651 post), artista operante a Biella nella prima metà del XVII secolo. Intorno vi è una finta architettura, probabilmente eseguita nei primi decenni del XVIII secolo, come si evince da una data.

All’interno ci sono due tele degne di nota rappresentanti l‘Angelo Custode e la Natività.

 

Il 17 gennaio viene festeggiato nell’oratorio S. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/36711/Oratorio_di_Sant’Antonio_Abate_Piaro,_Campiglia_Cervo