ALPAGO (BL), frazione Garna. Chiesa di Sant’Antonio abate. Altre chiese con immagini di s. Antonio abate

Frazione Garna. Via Carrera, 22
https://goo.gl/maps/oyu8WJrmqiuHTa5C9

 

La chiesa di Garna è documentata a partire almeno dal 1508 e nel 1627 risulta da poco restaurata e ampliata per poter meglio ospitare la numerosa comunità.
Il sisma del 1873 inflisse alcuni danni all’edificio che fu però prontamente ristrutturato dagli abitanti.

L’aula, impreziosita dal notevole e raro soffitto a cassettoni di legno, è un magnifico scrigno di tesori, come i tre monumentali altari seicenteschi, probabilmente realizzati dalla bottega degli Auregne. Il maggiore ha il dossale con due colonne dal capitello corinzio, gattoni non molto espansi, pennacchi soprastanti il fornice, un timpano spezzato sorreggente due speculari figure sedute e un secondo timpano chiuso recante due statue di angeli cimieri disposte ai lati di quella del Risorto con in mano il vittorioso vessillo. Sull’intera struttura si snoda un insistito, flessuoso ed elegante decoro vegetofloreale eseguito ad intaglio che rende l’arredo davvero imponente. Grazie alla presenza dello stemma del vescovo Lollino – posizionato al centro del timpano di chiusura – si può collocare l’opera tra il 1618, data di inizio dei lavori di rifacimento dell’edificio, ed il 1625 anno in cui il prelato conclude la sua attività di servizio diocesano.
La pala, di anonimo autore veneto del Settecento, si segnala per la garbata conduzione cromatica e per l’equilibrio compositivo.

L’altare minore di destra, dal dossale strutturalmente assimilabile a quello dell’altare principale, include un dipinto raffigurante sant’Osvaldo della Northumbria in mezzo a san Tiziano e a san Leonardo di Noblac che tiene in mano e al braccio le catene dei prigionieri a ricordo della caritatevole opera svolta in favore di questi ultimi.
La tela, di assai modesta levatura, è stata plausibilmente ricondotta al pittore seicentesco bellunese Nicolò de Barpi (detto Cela) il quale pare fosse stato operoso nel contesto della bottega di Francesco Frigimelica “il Vecchio”.

Nella nicchia dell’altare minore di sinistra – stilisticamente analogo al precedente – si custodisce la statua seicentesca della Madonna di Loreto, ritenuta la più antica immagine lauretana presente in Alpago (W. De Min, 2006, p. 127).
Contro la parete di destra dell‟aula un’alzata datata 1569 e decorata con motivi a grottesche (forse spettanti al pittore Lorenzo Paulitti) include un piccolo ed elegante dossale con una tela proveniente dall’antica chiesa. Il soggetto – la Pietà – quasi completamente mutuato da quello affrescato sopra la mensa dell’altare descritto nei documenti del 1598, è stato iterato ad olio su tela presumibilmente entro i primi anni del Seicento. La paletta – dalla figurazione di intensa carica spirituale – viene ascritta a Francesco Frigimelica, autore che stilisticamente conviene al manufatto nel quale, però, sono del tutto scontati anche alcuni interventi di bottega. A quest’ultima è poi riconducibile la coeva tela – contenuta in un’identica alzata di sobria linearità – custodita nella sagrestia. Il dipinto dal carattere esplicitamente devozionale (raffigura la Vergine col Bambino in gloria e quattro Santi), si segnala per l’atmosfera quasi domestica, impregnata di confidenza spirituale.

 

Testo in parte estratto da:
Mazza M. (a cura di), Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese. Alpago e Ponte nelle Alpi, Provincia di Belluno, 2010.

Link:

https://www.infodolomiti.it/dolomiti-da-vedere/chiese-e-santuari/alpago-e-ponte-nelle-alpi/nel-territorio-di-pieve-dalpago/chiesa-di-santantonio-abate-garna/7854-l1.html

https://www.facebook.com/Alpagonia/photos/a.156830731007806.28845.155514011139478/156833357674210

 


ALPAGO, frazione Tignes. Chiesa parrocchiale di San Martino, con immagine di s. Antonio abate

Menzionata in un documento del 1517 anche se l’edificio risale probabilmente al XV secolo. Nel corso del Seicento fu ampliata; danneggiata dai terremoti del 1873 e del 1936 però subito restaurata. Il 6 aprile 1960 fu eretta a parrocchiale.
La chiesa ospita una pala dipinta intorno al 1609 da un ignoto autore che raffigura la Madonna con il Bambino assisi su di un alto trono tra san Martino in abito vescovili e sant’Antonio abate recante il fuoco in mano.
L’opera godibile nell’intonazione cromatica, grazie al recente restauro, appare stilisticamente identica a quelle delle parrocchiali di Gosaldo e di Cencenighe.

Link:
https://www.facebook.com/Alpagonia/photos/tignes-chiesa-parrocchiale-di-san-martinoil-primitivo-edificio-probabilmente-del/156833067674239/

 


ALPAGO, frazione Farra. Chiesa i Sant’Apollonia, con immagine di s. Antonio abate

La chiesina – già intitolata alla Madonna – edificata dalla famiglia Livinali probabilmente tra il 1625-1630, al posto di un’edicola viatoria di cui si hanno notizie dal 1614. Il piccolo luogo di culto nella seconda metà dell’Ottocento fu donato alla parrocchia di Farra e tra il 1995 ed il 1998 fu sottoposto a radicali, minuziosi, interventi di restauro. Interventi che successivamente riguardano sia il dossale ligneo scolpito (stilisticamente prossimo ai modi degli altaristi Ghirlanduzzi da Ceneda) sia gli inclusi dipinti. Quello centrale – di apprezzabile autore tardo-cinquecentesco – raffigura la Madonna del Carmine in gloria tra i santi Antonio abate e Apollonia mentre i due piccoli laterali, del seicentesco Francesco Frigimelica, visualizzano rispettivamente i profili di san Carlo Borromeo e di san Francesco d’Assisi con le mani incrociate sul petto.

Link:

https://www.facebook.com/Alpagonia/photos/a.156830731007806.28845.155514011139478/156832931007586


ALPAGO, frazione Plois. Chiesa di San Floriano con immagine di s. Antonio abate

Si può ipotizzare la fondazione della chiesina nel XV secolo. Fu ricostruita nel 1609.
La pala dell’altare, giustamente ricondotta a Francesco Frigimelica “il Vecchio” (M. Lucco, 1984, p. 178), grazie al recente restauro dispiega tutta la sua apprezzabilità estetico- stilistica. La piccola tela, impostata su di un essenziale schema figurativo triangolare assai caro all’artista, raffigura la Vergine con il Bimbo benedicente (nella manina sorregge il globo terracqueo simbolo della sua universale sovranità) attorniata da sei glorificanti testine angeliche che trapuntano le nubi. In basso, a destra, campeggia l’ascetico sant’Antonio abate con il fuoco in mano e il  maialino ai suoi piedi.

BORGO VALLEBELLUNA (BL), frazione Bardies. Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi, XVI secolo

Il comune è nato il 30 gennaio 2019 in seguito alla fusione degli ex comuni di Trichiana, Mel e Lentiai.  La chiesa sorge nella frazione Bardies che apparteneva all’ex comune di Mel.
Via Bardies
https://goo.gl/maps/qTgJ6uPBCnR8cWh68

 

Documentata fin dal 1515, è situata vicino al torrente Rimonta, nell’antichità doveva essere più piccola e più bassa ma già decorata.
La facciata a capanna presenta due grandi finestre ai lati dell’ingresso e un oculo sul timpano. Il campanile è  posto a sinistra dell’abside.
Durante la guerra 1915-18 le pitture dell’aula furono coperte da tinta a calce. Gli affreschi sono stati restaurati nel 1965 e poi nel 2017-18.
Nel 2014 è stato portato a termine l’intervento di riqualificazione del sagrato della chiesa utilizzando i ciottoli dell’antico sagrato venuti alla luce in seguito a lavori intrapresi nella piazza antistante la chiesa.

L’edificio, il cui nucleo originario risale al primo Quattrocento, ingloba preesistenze tardo medievali, anch’esse affrescate: nell’attuale abside, dalle scalette dietro l’altare, si scende all’antico livello del pavimento e tra gli affreschi tardo medioevali spicca per ricchezza cromatica la “Madonna che allatta” del secolo XV.

La pianta attuale della chiesa è a navata unica di metri 7 x 17, e ha struttura muraria in pietra. La volta interna è ribassata con controsoffitto in arelle.
L’aula presenta uno dei più completi ed interessanti cicli di affreschi del bellunese che narrano episodi della vita di S. Antonio abate in 18 riquadri.
– 12 riquadri sono attribuiti, per le figure, a Giovanni da Mel o Giovanni Rosso (Tai di Cadore, circa 1480 – Belluno, 1549), con l’apporto del fratello Marco (la natura che fa da sfondo) dipinti negli anni 1520-30. Questi sono leggibili su più piani perché ciascuno narra molteplici episodi della vita del Santo.
– 6 riquadri, aggiunti forse in seguito all’allungamento della chiesa, sono opera di Cesare Vecellio (Pieve di Cadore, 1521 – Venezia, 1601, cugino di Tiziano; sigla su un riquadro C.V.P.). Si distinguono perché trattano di un solo episodio su un unico piano.
Partendo a dx dell’altare, affreschi attribuiti a Giovanni e Marco da Mel
1° riquadro: “Elemosina di Antonio ai poveri ” (percorso della scelta di vita del Santo)
2° riquadro: (dopo la finestra) “Romitaggio di S. Antonio
3° riquadro: “Tentazione del demonio” (il Santo è trasportato esanime)
4° riquadro: “Tentazione del demonio  – Vittoria del gallo” (simbolo cristologico) sul drago (simbolo demoniaco)
Inizio parete aggiunta, affreschi di Cesare Vecellio
5° riquadro: “Miracolo dell’assassinato” che, resuscitato dal Santo, indica il vero colpevole
6° riquadro: “Viaggio di S. Antonio verso Alessandria d’Egitto” con cammelli
7° riquadro: “Incontro di S. Antonio con un giovane nobile
Porta principale di ingresso
Sulla parete nord a partire dal fondo (dopo la porta di ingresso)
8° riquadro: “Meditazione nell’eremo
9° riquadro: “Tentazioni del demonio” (sul leggio: C.V.P)
10° riquadro: “Miracolo dell’acqua” sullo sfondo la città di Alessandria
Riprende l’opera dei fratelli Giovanni e Marco da Mel
11° riquadro: “Incontro con Sant’Ilarione” tre episodi. Compare la campanella sopra la porta
12° riquadro: “Guarigione di un indemoniato” tre episodi. Miracolo del pellegrino sull’acqua
13° riquadro: “S. Antonio e gli Ariani
14° riquadro: “Visione di S. Antonio dello scisma ariano“.
Parete di fondo dietro all’altare
15° riquadro: “Visita di S. Antonio a S. Paolo eremita
16° riquadro: “Morte di S. Antonio
17° riquadro: “Esequie di S. Antonio
18° riquadro: “San Antonio benedicente” con i simboli tradizionali: bastone e campanella
Tutt’intorno, sopra i riquadri, scorre un fregio decorato con motivi floreali (attribuiti a Marco) e clipei con figure di Santi (attribuiti a Giovanni).

 


Testo e immagini da:

http://www.chiesettebellunesi.it/chiesette/san-antonio

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/76085/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Bardies,_Lentiai














ROVEREDO DI GUA (VR). ex Chiesa di Sant’Antonio

Frazione Pressana. Via Varisella Vecchia, 1
https://goo.gl/maps/JXwekRhnxf4pNdu89

 

La chiesa fu costruita nel 1894.

A pianta rettangolare, il piccolo edificio è di proprietà privata.
Attualmente sconsacrato.

Essendo sito in ambito campestre e collegato ad un fattoria, è probabile che l’intitolazione originaria fosse a s. Antonio abate.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0500227070

SAN DORLIGO DELLA VALLE – DOLINA (TS), frazione Prebenico. Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Prebenico. Strada Provinciale 11, 37
https://goo.gl/maps/jLLnGgdbJz71VQ5H6

Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo. È il comune più orientale della regione e dell’Italia settentrionale.

La chiesa di Sant’Antonio Abate è sita nella frazione Prebenico del comune di San Dorligo della Valle ed è filiale della parrocchiale di San Dorligo e fa parte del decanato di Opicina.

Non si hanno notizie certe sulla costruzione della struttura, ma una chiesa a Prebenico è attestata per la prima volta in un documento datato 11 giugno 1444 nel quale è menzionata “l’ecclesia S. Antonio de Prebenicho”.
Probabilmente l’edificio venne ricostruito o ristrutturato nella seconda metà XVII secolo, dato che fu consacrato il 24 luglio 1672.

L’edificio ha una struttura semplice; la facciata è preceduta nel mezzo da un massiccio campanile in pietra, che si erge su un portico a base quadrata aperto su tre lati attraverso ampie arcate a tutto sesto; in sommità la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso bifore, mentre a coronamento si eleva un tamburo a base esagonale a sostegno della guglia.

L’interno si sviluppa su un’unica navata; sul fondo del presbiterio si allunga l’abside a base poligonale. Opere di pregio qui conservate sono l’acquasantiera in pietra del 1695, la pala dei Santi Filippo e Giacomo, ascrivibile ad un periodo compreso tra i secoli XVIII e XIX, le statue che rappresentano l’Angelo custode, Santa Norburga e San Giuseppe con il Bambino.
L’altare maggiore in stile tardogotico, ornato da marmi policromi è probabilmente seicentesco; ha un’ancona con una nicchia all’interno della quale si trova la statua raffigurante Sant’Antonio abate.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Dorligo_della_Valle,_Prebenico)

SAN DORLIGO DELLA VALLE – DOLINA (TS), frazione Sant’Antonio in Bosco – Boršt. Chiesa di Sant’Antonio abate

Località Sant’Antonio in Bosco, 93 – tel. 040 2335127 – email: parrocchiaborsht@gmail.com
https://goo.gl/maps/UMWjXgiEFAzEzRgL8

Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo. È il comune più orientale della regione e dell’Italia settentrionale.
La chiesa di Sant’Antonio Abate è la parrocchiale della frazione di Sant’Antonio in Bosco (Boršt in sloveno).

Si sa che la prima chiesa nota di Sant’Antonio in Bosco, dedicata a Santa Maria, fu consacrata nel 1636. Questa cappella divenne nel XIX secolo chiesa cimiteriale.

Il 1° luglio 1841 cominciarono i lavori di costruzione della nuova chiesa situata al centro del paese. L’edificio venne portato a termine nel 1845. Dedicata a Sant’Antonio abate/Sv. Anton puščavnik, la chiesa è stata consacrata dal vescovo Bartolomeo Legat nel 1847.
È divenuta sede parrocchiale alla erezione canonica della parrocchia nel 1904. I primi registri risalgono al 1798 mentre per il tempo precedente – dal 1600 – documenti d’archivio sono conservati nell’Ufficio parrocchiale di Dolina.

La facciata a capanna della chiesa è tripartita da quattro lesene sorreggenti il timpano triangolare e presenta al centro il portale d’ingresso, sormontato da una finestra di forma semicircolare; ai lati s’aprono due nicchie.

All’altar maggiore, statua di Sant’Antonio abate, con i suoi attributi.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Dorligo_della_Valle,_Sant%27Antonio_in_Bosco)