QUARONA (Vc). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Quarona (altitudine m 420 circa) si trova sulla statale per Alagna, tra Borgosesia e Varallo.
La chiesa è situata sul corso P. Rolandi, 30 (la strada di attraversamento del centro di Quarona, sulla destra per chi giunge da Borgosesia).
https://goo.gl/maps/BZeAL4Q7gaZwwcR9A

 

Alla facciata è anteposto un pronao ad archi sostenuti da quattro colonne, al di sopra del quale si aprono una trifora centrale e due finestre laterali. Sopra il portale, che ha timpano spezzato e cornici in pietra, si trova una nicchia con una statua di S. Antonio Abate, rappresentato inginocchiato in un ambiente roccioso, mentre tiene nella mano sinistra il bastone con la campanella; ai due lati della nicchia è dipinta un’Annunciazione. Lateralmente al portale, in due nicchie dipinte, sono affrescati S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese valsesiane, e S. Antonio di Padova.
Nella parte posteriore sinistra della chiesa si innalza un campanile con orologi.
L’interno ha una sola navata, coperta con una volta a botte decorata con riquadri affrescati con figure di santi; il presbiterio è di forma quadrata, mentre nel transetto si aprono due cappelle per lato. Nella prima cappella del lato sinistro del transetto è collocata una bella Deposizione con statue lignee dipinte. Nella seconda cappella del lato destro, tra le altre, si trova una statua di S. Antonio da Padova. In un altarino è collocato un quadro che rappresenta la Madonna con il Bambino, della scuola di Gaudenzio Ferrari (Valduggia, forse 1477-1546).

Materiale informativo ed illustrativo:
– Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pagg. 579-580.
– AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 45.

Fase cronologica: la chiesa risale al XVII secolo ed è stata consacrata nel 1667

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pagg. I, 177-178.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli, pag. 172.
– Per Gaudenzio Ferrari si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 58-61.
– Per la compresenza di immagini di S. Antonio abate e di S. Antonio di Padova si veda V. Casini, Chi passa per questa via…itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi occidentali, Priuli e Verlucca, Aosta 2005, pag. 55.

Note: un cartello collocato all’esterno della chiesa attribuisce la costruzione al XVI secolo e la consacrazione al 9 ottobre 1617, ma fonti attendibili non concordano con queste date.

Fruibilità: la chiesa è normalmente aperta

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 02/10/2006

ALAGNA VALSESIA, Riva Valdobbia (VC), loc. S. Antonio. Oratorio S. Antonio abate

Il 1 gennaio 2019 il Comune di Riva Valdobbia è stato incorporato in quello di Alagna Valsesia.

La val Vogna si apre sulla destra idrografica della Valsesia, circa tre chilometri prima di Alagna, all’altezza del comune di Riva Valdobbia. Lasciata la statale, si percorre la carrozzabile fino al parcheggio sottostante la frazione Ca’di Janzo (m 1354), poi si imbocca una strada che ha cancellato l’antica mulattiera e che è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; in circa 15 minuti di cammino si giunge alla frazione S. Antonio (m 1381).
L’oratorio è situato in una piazzetta al centro dell’abitato, ed ha alla sua sinistra un edificio ora sede del posto tappa della GTA (Grande traversata delle Alpi), un tempo abitazione del cappellano e scuola elementare.
https://goo.gl/maps/vQECftwt4Vy4n1Fd9

L’oratorio, a pianta rettangolare e con tetto a capanna coperto di lose, ha un campanile sul lato sinistro ed è affrescato su tutta la facciata. Ai lati del portale, che ha un timpano a triangolo spezzato sovrastato da un lunotto, si aprono due finestre.
Al centro della facciata, all’interno di una nicchia affrescata, è rappresentato S. Antonio abate, che ha ai lati S. Michele e S. Bernardo; sotto il Santo vi è la scritta “DIVO ANTONIO”; sul frontone è affrescata la Madonna Immacolata. Quattro colone corinzie affrescate dividono in scomparti lo spazio della facciata.

All’interno il paliotto in tela dell’altare raffigura S. Antonio abate
La tela che era la pala d’altare, con la Madonna con Bambino tra S. Antonio abate e S. Michele è stata ritirata.
L’altare, con tre nicchie fiancheggiate da colonne tortili, ha al centro una statua di S. Antonio abate.

Note storiche:
L’oratorio, uno dei più antichi della val Vogna, è citato in occasione di una visita pastorale del 1618; l’ampliamento è stato benedetto nel 1851.

Fase cronologica:
Il corpo centrale dell’oratorio risale agli inizi del XVII secolo; l’abside, la facciata e gli affreschi, frutto di un ampliamento posteriore, sono stati terminati nel 1851.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 247.
– A cura di A. Ferla, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia. Val Vogna Alta Via dei Walser (a quota 1500 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo.

Note:
Lungo il percorso da Ca’ di Janzo a S. Antonio si trovano le frazioni di Ca’ Piacentino, Ca’ Morca e Ca’ Verno, con costruzioni tipiche dei Walser.
Altre info sule frazioni: RIVA VALDOBBIA-Valvogna-Sentiero-dell’arte.pdf

Fruibilità:
L’oratorio è aperto nel periodo estivo; la festa è celebrata il 17 gennaio. Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate  con partenza da Ca’ di Janzo, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 13/08/2006 – aggiornam. 19/12/2021

BOCCIOLETO (VC), frazione Fervento. Chiesa di S. Antonio abate

La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia. Fervento dista circa 18 km da Varallo e si trova ad un’altitudine di m 791.
La chiesa parrocchiale intitolata a S. Antonio Abate sorge nella frazione Fervento del comune di Boccioleto in val Sermenza, in Valsesia. La chiesa è situata nel centro abitato, lungo la strada della val Sermenza, Via G.B Zali, 37
https://goo.gl/maps/pbQa3pUgoDUqY7bv6

La chiesa ha tre navate con un portico sulla facciata e un imponente campanile. Sul fianco sinistro, parete nord, portico, vi sono due affreschi: il primo  rappresenta  S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese in Valsesia, tra S. Antonio abate e una Crocifissione; nel secondo è raffigurato S. Antonio abate, al di sotto del quale vi è la scritta “protector noster”.

Note storiche:
La chiesa, fondata probabilmente nel XIV secolo, è stata poi ampliata tra la fine del XVI secolo e il 1617; nell’anno 1600, come è testimoniato da una lapide, è stato elevato il  campanile.
Un secondo intervento è stato iniziato nel 1685, e a questo risale l’aspetto attuale della chiesa.

Della costruzione primitiva restano gli affreschi della seconda metà del Quattrocento con S. Cristoforo, S. Antonio abate e una Crocifissione, attribuiti ad un pittore dell’ambito di Johannes de’ Campo, un artista novarese; gli affreschi sono vicini stilisticamente a quelli della cappella della Madonna del Ponte presso la località Cunaccia di Fervento.


Dimensione: 186,5 x 86 cm (senza cornice); 192,5 x 97 cm (con cornice)
Lo stato di conservazione del dipinto rende difficile una lettura stilistica; sono comunque ravvisabili caratteri che lo riconducono all’ambito della cultura di Johannes De Campo, elementi utilizzati anche per la datazione.
Questo affresco presenta strette affinità iconografiche e stilistiche conquello, di analogo soggetto, presente nell’anti-sagrestia della Basilica di San Giulio, Orta, Isola di San Giulio.
Bibliografia: Amerio, 1962, p. 20 ; Minonzio, 2005, p. 111.

 

Il secondo affresco, che rappresenta S. Antonio abate con la scritta “protector noster”, risale probabilmente all’ultima sistemazione della chiesa, avvenuta alla fine del XVII secolo.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 99.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– D. Minonzio, Val Sermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel medioevo, Società valsesiana di cultura,  Borgosesia 2005, pagg. 109-112.
-Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 597.
-AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pagg. 75

Fruibilità:
la chiesa è aperta durante la celebrazione delle messe

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2006

 

ALAGNA VALSESIA (Vc), val d’Otro. Pilone di S. Antonio abate

Il pilone (altitudine m 1630) si trova ai margini del sentiero, in un bosco di conifere e si raggiunge in circa novanta minuti di cammino sul sentiero che va da Alagna agli alpeggi di Otro; la val d’Otro si apre sul lato idrografico destro della Valsesia all’altezza di Alagna, ed è raggiungibile con un sentiero che parte dalla località Riale di Alagna oppure dalla frazione Resiga.

 

Il pilone è chiuso da una grata di ferro ed ha dimensioni ridotte; è appoggiato al pendio retrostante ed è costruito su di un muretto di pietre. Le pareti, il pavimento e la copertura sono costituiti da lastre di pietra.
All’interno si trova una statua lignea di S. Antonio abate, che ha il bastone a forma di tau da cui pendono due campanelli nella mano destra, il libro della regola su cui poggia il fuoco nella mano sinistra, mentre ai suoi piedi si trova il maialino, anch’esso di legno.

Note storiche:
Il fatto che il pilone sia di costruzione recente testimonia la persistenza del culto di S. Antonio abate nelle zone degli alpeggi, in quanto il Santo tradizionalmente è ritenuto il protettore degli animali domestici.

Fase cronologica:
non vi sono indicazioni di data; la costruzione risale a pochi anni addietro.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 20/08/2006

ALAGNA VALSESIA (VC), loc. Kreas. Oratorio di S. Antonio abate

L’oratorio è situato lungo la strada che va da Alagna alla località Acqua Bianca (così chiamata per la presenza di una cascata) e si trova all’inizio del sentiero che conduce al rifugio Pastore ed agli alpeggi dell’alta valle del Sesia.
Per raggiungere l’oratorio (altitudine m 1385), che dista circa tre chilometri da Alagna, occorre lasciare l’auto al parcheggio della frazione Merletti (m 1271, due chilometri da Alagna, zona delle miniere), oltre cui la strada è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; si può proseguire a piedi lungo la carrozzabile oppure servirsi della navetta, che funziona quotidianamente solo nel mese di agosto.

 

L’oratorio è coperto con lose ed ha un’abside a pianta quadrata; è caratterizzato da un ampio porticato, la cui copertura è costituita dal prolungamento del tetto dell’oratorio ed è sostenuta da un muro terminale.
Sopra la porta d’ingresso, all’interno di una cornice dipinta, è affrescato S. Antonio abate, ai cui piedi si trovano a sinistra il maiale ed a destra il fuoco.

Note storiche:
Prima che fosse costruita la strada carrozzabile, la mulattiera che conduceva agli alpeggi passava sotto il porticato, ora chiuso lateralmente da un muro. L’oratorio era un luogo di transito sulla via degli alpeggi, e il porticato offriva possibilità di sosta e di riparo dalle intemperie.

Fase cronologica:
In un registro d’archivio stilato da don Gnifetti, per l’edificazione di quest’ Oratorio è riportata la data del 1646, mentre sul muro antistante la facciata è incisa la data 1783, probabilmente l’anno di un primo restauro.
All’interno era testimoniata la presenza di una tela su Sant’Antonio realizzata da Tanzio da Varallo, pittore caravaggesco (Varallo 1575-1635).

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 292.
– Per Tanzio da Varallo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 45-47.

Note: una targa apposta sul muro laterale ricorda il restauro avvenuto nel 1993

Fruibilità: l’oratorio è aperto nelle occasioni in cui è celebrata la messa; una di queste è la seconda domenica d’ottobre, quando si svolge la processione walser del Rosario Fiorito, istituita nel 1683, che rappresenta il ringraziamento alla Madonna per la protezione accordata alle mandrie durante l’estate.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 22/08/2006