CASTELLARQUATO (PC). Museo della Collegiata, polittico con s. Antonio abate, XV secolo

Nel Museo è conservato un bel polittico di autore ignoto, che evidenzia ricchezza della decorazione e alta qualità pittorica. Databile ai primi decenni del XV secolo.
Il dibattito sull’attribuzione è ancora aperto: gli studiosi ipotizzano un legame con l’arte ligure o bolognese.
Lo stemma di Castell’Arquato nei tondi sopra le cuspidi suggerisce che la pala fosse destinata a uno degli altari della Collegiata, sebbene non se ne trovi menzione nei documenti fino al XIX secolo.
L’ipotesi di una committenza legata al monastero cistercense femminile di Castell’Arquato, filiazione di quello di Santa Franca, apre ulteriori scenari sulla provenienza e la storia di questo polittico.

Al centro in alto la Crocifisione e al lati busti di Santi. Nelle cuspidi e nella predella ci sono tondi con altre figure sacre.
In basso al centro la Vergine col Bambino e al lati figure intere di vari Santi. Si riconosce, nel secondo da sinistra, sant’Antonio abate, che ha la mano destra nel gesto di benedizione e tiene con la sinistra un bastone a stampella cui è appesa una campanella

Il Museo, che ha accesso dallo splendididio chiostro della basilica, raccoglie opere d’arte dal XIII al XVI secolo: croce astile in argento dorato cesellato sec. XV, paliotto bizantino sec. X, pala d’altare sec. XV, mantellina di papa Paolo III Farnese, affreschi, dipinti, paramenti e tessuti, oggetti artistici in bronzo, oro, argento e ferro.

Links:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/39409/
https://www.instagram.com/p/DHDuVukou4F/?img_index=3
https://castellarquatoturismo.it/museo-chiostro-collegiata-castellarquato/

CERTALDO (FI). Museo d’Arte Sacra: polittico di Puccio di Simone con s. Antonio abate, 1357; olio con Madonna, s. Antonio abate e s. Francesco, XVII secolo

Per notizie sul Museo, collocato nelll’antico Convento degli Agostiniani, vedi scheda https://www.santantonioabate.afom.it/certaldo-fi-museo-darte-sacra-madonna-in-trono-col-bambino-san-francesco-dassisi-e-santantonio-abate.

 

 

Il Museo, oltre all’opera sopra citata, conserva nella Prima Sala  un’altra immagine di sant’Antonio abate in una tavola a tempera su fondo oro di Puccio di Simone (attivo 1346 – 1358), un pentittico di Madonna e Santi. Datato al 1357 circa.
Il polittico proviene dalla chiesa di San Pietro a Petrognano, frazione del comune di Barberino Val d’Elsa. Prima di passare alla collezione permanente del Museo, l’opera era già stata ricoverata nella pieve di San Giovanni Battista in Jerusalem a San Donnino.

Sant’Antonio abate è raffigurato all’estrema sinistra, con barba bianca, saio e mantello: tiene la mano sinistra aperta e con la destra regge un bastone con terminazione a “Y”. Ai suoi piedi, a sinistra, spunta un piccolo maiale scuro.


Nella VI Sala, un olio su tela opera di ignoto Pittore fiorentino (forse della bottega di Matteo Rosselli), Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Francesco, prima metà del XVII secolo, proveniente dalla chiesa di San Martino a Maiano, Compagnia di Sant’Antonio

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900189027
scheda priva di fotografia dell’opera.

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_arte_sacra_(Certaldo)

Segnalazione di Valter Bonello

LONGARE (VI), frazione Costozza. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via delle Grotte – Costozza, Longare (VI) . Edifici di proprietà privata. https://maps.app.goo.gl/ZnBQa99zexuVsyFfA

 

Costruito dai Frati minori di S. Lorenzo di Vicenza. Accanto c’è un piccolo convento che fu dismesso in epoca veneziana, presenta porte e finestre sagomate, in parte originali, ed è collegato al paese da una scalinata incavata nella roccia; oggi è abitazione privata.
.L’Oratorio è storicamente celebre perché il 13 giugno 1292, sul suo sagrato, fu approvato l’antico Statuto Comunale.

L’edificio è in stile romanico, la cui costruzione risale al XIII secolo, è stato ben conservato all’esterno che presenta il campanile a vela e testimonia, nell’asimmetria della facciata, le varie fasi costruttive.

All’interno si vedono i segni dei numerosi restauri, a cui è stato sottoposto nel corso del tempo. Ha un unico altare in pietra la cui pala, attribuita a Giovanni Speranza (Vicenza, 1470 circa – dopo il 1540), ha subito un pesante restauro e raffigura al centro la Vergine con Santi tra i quali è riconoscibile e a destra sant’Antonio abate.

 

 

Interessante l’affresco della sacrestia che risale probabilmente al 1400 e una vetrata proveniente da S. Giovanni in Monte a Bologna datata 1467.

 

 

 

Probabilmente appartiene al XVI secolo un altro affresco raffigurante S. Valentino venerato da una devota, cfr. immagine a destra.


Ogni anno, il lunedì successivo alla festa di Sant’Antonio abate (17 gennaio) si celebra la messa “degli scalpellini”, a ricordo dell’usanza di questi ultimi di raccomandarsi al Santo prima di iniziare il lavoro.

 

Immagini in parte da:
https://www.facebook.com/photo?fbid=27540763708861357&set=pcb.1276928561096978

Link:
https://colliberici.it/it/longare

Segnalazione di Valter Bonello

CASCIA (PG). Chiesa di San Francesco con immagine di s. Antonio abate, 1442

La prima chiesa in Cascia dedicata al Santo d’Assisi fu fondata nel 1247, ventuno anni dopo la sua morte.
Nel 1291, Papa Nicolò IV concesse indulgenze alla primitiva Chiesa romanica di S. Francesco, della quale restano solo laceri di mura, un’elegante bifora e il portale.
La chiesa attuale fu costruita da Antonio Elemosina di Cascia, francescano, vescovo di Nebia in Corsica. I lavori, iniziati nel 1339, terminarono nei 1424.
Il violento terremoto del 1703 distrusse il timpano. Nel 1738, Papa Clemente XII provvide a restaurare il tempio e restituirlo al culto.

Sulla facciata, opera di maestri comacini, spicca il bel rosone, scandito da 18 archetti trilobati e 18 colonnine che s’irraggiano dal quadrilobo centrale, in cui appare Maria in gloria col Bambino.
All’interno conserva pregevoli dipinti del Quattrocento e Cinquecento.

 

A destra dell’entrata, tre affreschi del 1442 raffiguranti (da sinistra): S. Antonio da Padova; al centro S. Antonio abate; a destra S. Caterina d’Alessandria con la ruota dentata. Sul pavimento, la lapide tombale del vescovo Elemosina.
Sant’Antonio abate mostra un ‘espressione severa, ha barba biforcata, saio e mantello con la tau. Tiene con la mano destra un libro rosso e con la sinistra un nodoso bastone. Ai suoi piedi, a destra, un piccolissimo maiale.

 

Info e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-francesco-cascia/

Segnalazione di Valter Bonello

PRIVERNO (LT). Chiesa di S. Benedetto con immagine di s. Antonio abate

La chiesa di San Benedetto risale al IX-X secolo, il modellino presentato da S. Bernardo alla Vergine nell’affresco dell’abside dà un’idea abbastanza precisa della forma originale dell’edificio.
Del XIII secolo rimangono alcuni pregevoli affreschi.

L’abside fu ridipinta nel XVI secolo da Pomponio Palombo (Castro Santo Stefano, 1549 – Priverno, 1592).

Nel cilindro absidale, a sinistra della Vergine, compare la figura di sant’Antonio abate con lunga barba bianca, saio e bastone.

 

Link:
https://www.privernocittadarte.it/benedetto.html