CINGOLI (MC). Collegiata di Sant’Esuperanzio, affresco con s. Antonio abate di Arcangelo di Cola, inizi XV secolo

L’antica chiesa ( XII secolo) ricostruita nel 1250, con un bel portale del 1295, conserva resti importanti del grande ciclo pittorico eseguito fra XIV e XVI secolo e riportato alla luce durante il restauro del 1920.
Tra essi un riquadro in controfacciata che raffigura “Pietà (in alto) con i santi Antonio abate, Giovanni battista e Cristoforo”, del XV secolo, e attribuito ad Arcangelo di Cola, uno dei protagonisti della pittura dell’Italia centrale dei primi decenni del XV secolo (vedi scheda).

Sant’Antonio è al centro, con la tau sul mantello, tiene in mano campana e bastone. Purtroppo l’affresco è rovinato.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/sesuperanzio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Sant%27Esuperanzio

https://www.treccani.it/enciclopedia/arcangelo-di-cola-da-camerino_%28Dizionario-Biografico%29/

LOREGGIA (Pd), fraz. Loreggiola. Oratorio di Sant’Antonio abate al Carpane.

La chiesetta del Carpane, così chiamata perchè sorta quando la zona era popolata di foreste di carpini e di altri alberi tipici, in una natura dove i corsi d’acqua privi di argini esondavano di frequente creando vaste aree paludose, non ha mai cessato di rappresentare un luogo religioso, frequentato con costanza dagli abitanti, anche se non con continuità.
https://goo.gl/maps/vcsv8bk9uwuG4DzB8

Le origini della prima costruzione sono incerte, ma la chiesetta viene nominata nel 1192 nel testamento di Speronella Delesmanini.
La chiesetta è semplice, quasi austera, ma armoniosa nelle proporzioni e costituisce con i suoi affreschi di autore ignoto una delle testimonianze storico-artistiche più significative del territorio circostante.
La facciata è molto semplice, completamente intonacata, delimitata da due lesene sprovviste di basamento e culminante in una vela campanaria senza campane. Il portale d’ingresso è incastonato in una piccola edicola rinascimentale composta da due lesene su basamento, trabeazione e timpano. Il rosone, sottolineato dalla decorazione interna, è sostituito da nove semplici fori sulla muratura.
La pianta è rettangolare, orientata in direzione est-ovest con l’ingresso a est e altare a ovest. L’inversione di ingresso e altare non appartiene all’edificio originario ma è esito dei lavori di restauro succedutisi nei secoli. All’interno dell’aula gli ultimi lavori di restauro hanno portato alla luce numerosi affreschi.
La controfacciata risulta essere interamente affrescata e mostra un partito architettonico cinquecentesco con grande arco centrale, che un tempo incorniciava l’altare nella sua posizione originaria. Su tutto il perimetro dell’aula è inoltre presente una cornice interamente affrescata in corrispondenza dell’attacco della copertura, che riporta simboli di S. Paolo, di S. Giacomo Maggiore, di S. Giovanni e di S. Matteo. Sopra l’altare, sul timpano ricavato tra le falde del tetto e la fascia affrescata è presente uno stemma nobiliare, forse attribuibile alla famiglia Robbobelli.
Il campanile a pianta quadrata è integrato all’interno della chiesa, alla destra dell’altare maggiore. Strutturalmente poggia sui muri perimetrali della chiesa e su un pilastro in calcestruzzo armato a vista all’interno dell’aula.
Sull’altare maggiore una tela ed una piccola statua rappresentano Sant’Antonio abate.

Info:
Via Carpane, 59 – Loreggiola, Loreggia (PD)

 

URBINO. Galleria Nazionale delle Marche, tavola “Madonna in trono col Bambino, stigmate di san Francesco, s. Antonio abate e san Bartolomeo, Crocifissione, s. Cristoforo”, 1423-25

Tempera e fondo oro su tavola di 62,5 x 60 cm
Opera di Arcangelo di Cola, realizzata nel 1423-25.
Proviene dalla Collezione Vittorio Cini di Venezia e successivamente collezione della contessa Ylda Guglielmi Cini di Roma. Nelle collezioni della Galleria Nazionale delle Marche dal 1987.
Inventario numero 1990 D 29 Restaurato nel 1988.

Arcangelo di Cola è uno dei protagonisti della pittura dell’Italia centrale dei primi decenni del XV secolo.
In quest’opera mostra riferimenti a diverse lezioni stilistiche, presentandosi quindi come un’artista eclettico. La Madonna col Bambino, di linea semplice e severa, si caratterizza per la saldezza d’impostazione e rivela riferimenti a Gentile da Fabriano e a Masaccio. Negli scomparti laterali, con quattro scene non propriamente legate tra loro, prevale il goticismo. La derivazione fabrianese è evidente nelle stigmate di san Francesco; ricordi camerti, in particolare di Olivuccio di Ciccarello, si possono notare nei santi Antonio abate e Bartolomeo; semplice e lineare arcaicismo di stampo riminese è riscontrabile nella Crocifissione; il naturalismo tipicamente gotico prevale nel san Cristoforo.

Sant’Antonio è rappresentato nella consueta iconografia, con libro rosso e bastone.

 

Link:
https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Catalogo-beni-culturali/RicercaCatalogoBeni/ids/23148/Madonna-in-trono-con-il-Bambino-San-Francesco-dAssisi-riceve-le-stimmate-Crocifissione-di-Cristo-con-la-Madonna-e-San-Giovanni-evangelista-SantAntonio-abate-e-San-Bartolomeo-San-Cristoforo

https://www.movio.beniculturali.it/pmmar/eccellenzegallerianazionaledellemarche/it/24/arcangelo-di-cola-madonna-col-bambino-in-trono-stigmate-di-san-francesco-santantonio-abate-e-san-bartolomeo-crocifissione-san-cristoforo

https://www.treccani.it/enciclopedia/arcangelo-di-cola-da-camerino_%28Dizionario-Biografico%29/</>

VICENZA. Museo Civico di Palazzo Chiericati, tavola “Madonna in trono con il Bambino tra i santi Ansano, Antonio abate, Girolamo e Francesco” di B. Montagna, 1475-80

Olio su tavola, 182 x 160 cm.
Attribuita al pittore vicentino Bartolomeo Montagna (1449 circa – 1523). Datata tra il 1490 circa e prima del 1536.
La tavola ebbe in passato diverse attribuzioni: a Vittore Carpaccio, a Benedetto Montagna, a Bernardino da Murano, a Giovanni Speranza e infine a Bartolomeo Montagna.
Inventario numero A 44 Esposta al primo piano

 

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra in secondo piano, con saio scuro e mantello chiaro, tiene in mano un bastone.

 

Immagine:
https://www.photo12.com/en/image/ghr22a02_364

Link:
https://www.museicivicivicenza.it/it/mcp/collezione.php?autore=&titolo=&inventario=A+44&cerca=t

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/24455/Speranza%20Giovanni%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20sant%27Ansano%2C%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20san%20Girolamo%20e%20san%20Francesco%20d%27Assisi