BAGNOLO PIEMONTE (CN). Collocazione ignota, dipinto con s. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni Culturali indica a Bagnolo, ma senza specificare la chiesa, la presenza di un  dipinto a olio su tela di 194 x 155 cm, raffigurante “Madonna con il Bambino, (a sinistra) santa Lucia, più in basso ai lati sono santa Barbara, sant’Antonio abate e un angelo“.

«Il dipinto seicentesco, di modesta fattura, ornava presumibilmente l’antico altare della cappella di Sant’Antonio abate. L’altare fu demolito e ricostruito durante i lavori di ristrutturazione della chiesa (?) negli anni 1921-24 e nuovamente demolito nel corso dei restauri del 1987-89 progettati dall’architetto Aimaro Isola.»

Sant’Antonio, a destra, stante, indossa saio e mantello; tiene la mano sinistra aperta e la destra sul cuore: il braccio destro regge un bastone a tau cui è appesa una campanella. Un maiale scuro e ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100108015

BAGNOLO PIEMONTE (CN), frazione Villaretto. Chiesa di San Giovanni evangelista con dipinto di s. Antonio abate di G. Borgna, XIX secolo

Chiesa di antica origine, più volte ristrutturata. Conserva all’interno numerosi dipinti del pittore Giovanni “Netu” Borgna (Martiniana Po, 1854 – 1902) che ha affrescato praticamente tutta la volta con la Gloria di S. Giovanni Evangelista, le pareti laterali con momenti della vita di Gesù, tra i quali l’Ultima Cena.
Borgna fu coadiuvato dal quadraturista e ornatista Pietro Marchino negli anni 1885-1886. Il registro con le “Spese per la nuova chiesa” (edificata a partire dal 1874) riporta i pagamenti ai due pittori per gli anni 1885 (da maggio a dicembre) e 1886 (da febbraio a giugno).-1902).

La chiesa conserva anche, sempre del Borgna, un dipinto a olio su tela di 250 x 148 cm raffigurante sant’Antonio abate.
Il Santo indossa il saio, è inginocchiato in una grotta davanti a un altare roccioso. Lo sguardo è rivolto al cielo, dove sono due angioletti. In basso il bastone da pellegrino con la campanella. Cornice modanata in legno dorato

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100108058

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58710/Bagnolo+Piemonte+%28CN%29+%7C+Chiesa+di+San+Giovanni+Evangelista

VALPERGA CANAVESE (TO). Chiesa di San Giorgio con immagine di S. Antonio abate

Per la storia e l’arte dell’importante chiesa romanica, si rimanda a:
https://archeocarta.org/valperga-canavese-to-chiesa-san-giorgio/

 

Tra i moltissimi Santi ritratti, vi è anche la figura di sant’Antonio abate nella navata destra, terza cappella. Opera quattrocentesca.

Il Santo  indossa mantello con cappuccio; tiene con la mano sinistra un libro rosso e con la destra una campanella rivolta verso l’alto

 

Immagine da:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/370-Valperga-San-Giorgio.htm

Segnalazione di Valter Bonello

MILANO. Pinacoteca Ambrosiana, “S. Antonio abate” di Giovanni di F. di G. del Cervelleria, metà XV secolo

Tempera su tavola di 40 x 117 cm. Scomparto di polittico raffigurante Sant’Antonio abate.

Opera di Giovanni di Francesco di Giovanni del Cervelleria (notizie 1439 post-1459), databile al 1455-59 circa.

Sant’Antonio, stante, con la mano sinistra regge il bordo del mantello e tiene con la destra un bastone a tau.

 

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/L0050-00001/

https://www.ambrosiana.it/ambrosiana-info/pinacoteca/

GALATINA (LE). Basilica di Santa Caterina, affresco di s. Antonio abate, 1435

Secondo la tradizione, tra il 1369 e il 1391 fu costruita su una preesistente chiesa bizantina del IX-X secolo a due navate, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo che aveva portato a Galatina una reliquia di santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua morte, la moglie Maria d’Enghien affidò a maestranze provenienti da diverse scuole italiane la realizzazione del vasto ciclo di affreschi che ancora oggi ricopre pareti, archi e volte della chiesa con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, episodi della vita e passione di Cristo, dell’Apocalisse e figure di Santi. Le opere furono realizzate tra la prima metà del Trecento fino agli anni Quaranta del Quattrocento.

Tra questi, l’unico affresco recante la firma “Franciscus De Arecio” è ubicato nell’ambulacro destro e riporta un’immagine di sant’Antonio abate con donatore, forse Raimondello Orsini. Col nome dell’artista viene riportata la data ‘MCDXXXV’ (1435).
Sant’Antonio, stante, con barba bianca biforcata, indossa saio, scapolare e mantello. Tiene con la mano sinistra un libro chiuso e una campanella; la destra è appoggiata a un corto bastone a tau. In basso a sinistra, sotto la piccola figura del committente inginocchiato, spunta il muso di un maiale scuro.

 

 

LA BASILICA è in stile romanico-gotico; la facciata presenta tre cuspidi e un grande rosone finemente decorato. Il portale maggiore ha il protiro sorretto da due colonne poggianti su leoni stilofori, mentre sull’architrave reca un bassorilievo raffigurante Cristo tra i dodici apostoli.
L’interno è articolato in tre navate principali affiancate da due navatelle laterali. In fondo al coro si erge la tribuna ottagonale realizzata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Del Balzo Orsini entro il 1459. Nella terza campata Scene della vita di Cristo con Ultima Cena

Accanto alla basilica si sviluppa il convento dei frati minori francescani, ricostruito tra XVI e XVII secolo. Il chiostro quadrangolare è decorato da un ciclo di affreschi del 1696 realizzato da fra’ Giuseppe da Gravina, dedicato alla storia dell’ordine.

Il Tesoro della Basilica è visitabile solo in occasioni particolari, conserva preziosi reliquiari e oggetti liturgici. Tra i pezzi più importanti spiccano il reliquiario del dito di Santa Caterina, quello della mammella di Sant’Agata e un raro mosaico portatile bizantino del XII secolo, composto da minuscole tessere di circa un millimetro.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Caterina_d%27Alessandria

Immagine da:
https://www.galatina.it/franciscus-de-arecio-tra-galatina-e-soleto