LEVONE (TO), frazione Fornaci. Cappella di Sant’Antonio abate e di San Michele

La Frazione Fornaci è attraversata da una strada stretta che finisce con un bivio, al cui centro sorge la cappella.
Via della Libertà, 110
https://maps.app.goo.gl/HeAWFw2iFG5xskE47

 

La piccola cappella, di proprietà di una famiglia levonese, è posta all’imbocco della “Ponta dë L’von” ossia “Cima di Levone”, la parte più elevata dell’abitato.
Secondo l’archivio Beweb è intitolata a Sant’Antonio abate.

È una delle chiese in Piemonte che mostrino un affresco, recentemente restaurato, avente come soggetto la Sacra Sindone: lo stesso affresco rende possibile la datazione della cappella intorno all’inizio del ‘500, in quanto l’anonimo autore raffigurò il lenzuolo ancora privo delle bruciature conseguenti all’incendio di Chambery del 1532.

La facciata a capanna presenta in alto, sotto l’affresco, un oculo; in basso a fianco della porta due ampie finestre centinate il cui perimetro è decorato da mattoni, come l’oculo.

 

 

Link:
https://www.comune.levone.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/la-cappella-dei-santi-antonio-e-michele-31826-1-9059a8451fa8feeca838da58cf4071e5

IVREA (TO). Museo Garda, affresco con s. Antonio abate, 1430-40

Il Museo, riaperto nel 2014, conserva le collezioni archeologica e orientale; i quadri della collezione Croff e la sezione dedicata al periodo compreso tra il Gotico e il Rinascimento.

Conserva anche un affresco staccato da una casa in Via Quilico, 30 a Pavone Canavese che raffigura sant’Antonio abate.
Oggi attribuito a Giacomino d’Ivrea (attivo tra il 1426 e il 1469 nel Canavese e in Valle d’Aosta) e datato 1430-40.

Il Santo, con barba bianca biforcata, tiene nella mano sinistra un libro con la copertina rossa e nella destra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Info e fotografia da:
BONICATTO Simone, Il Maestro del chirurgo Domenico della Marca d’Ancona e il contesto pittorico del Canavese, Editris, Torino 2022, pp. 99-100

Info sul Museo
https://www.museogardaivrea.it/il-museo

FONTANETTO PO (VC). Chiesa di San Sebastiano, due affreschi con s. Antonio abate, metà XV secolo

La piccola chiesa fu eretta forse nel IX secolo, quando i monaci di San Genuario, dopo la distruzione della Cestis Romana a causa delle incursioni barbariche, edificano qui intorno i primi casolari per la coltivazione e la bonifica dei terreni di questa zona. La chiesa funzionò da prima parrocchiale, quando il nucleo abitativo era verosimilmente collocato intorno ad essa. Interventi successivi, in particolare quello del XV secolo, hanno portato alla struttura attuale che misura 10 x 20 m ed è considerata uno dei gioielli dell’architettura romanico-gotica del Vercellese.
In origine fu intitolata al vescovo s. Martino di Tours, ma nel ‘400, fu consacrata a san Sebastiano, protettore, insieme a S. Rocco, contro le pestilenze.
La chiesa, salvatasi miracolosamente dal bombardamento del 1944 che aveva colpito il quartiere, fu restaurata nel 1951.

Disposta lungo l’asse nord-sud con accesso da nord, presenta paramento in laterizio a vista. Un basso setto murario con monofora e campana, coperto da due file di coppi, emerge dal retro della struttura della navata e funge da campanile.
La facciata a capanna è tripartita da due lesene che incorniciano l’attuale sobria porta di ingresso, che ha sostituito la precedente più elegante porta di forma ogivale, i cui segni sono ancora visibili.
Corre tutt’intorno alla chiesa – sulla facciata, sui lati e sul tamburo dell’abside – un grazioso coronamento ad archetti ogivali pensili intrecciati e sovrastati da billettes. Anche la bell’abside semicircolare testimonia l’origine pienamente medievale della chiesa. L’interno è a navata unica culminante in un abside semicircolare con semicupola che include il presbiterio; il soffitto è a capriate.

Sulle pareti laterali, numerosi affreschi, purtroppo in cattivo stato di conservazione, databili tra la metà del 1400 e tutto il 1500. Essi compongono una variegata teoria di santi e Madonne col Bambino che fa pensare a degli “ex voto” giustapposti casualmente, piuttosto che ad una decorazione ispirata ad un qualche programma iconografico. Sotto un’icona figura la scritta “Berrinus F.F. 1440”.

«La bottega del “Maestro di Domenico della Marca di Ancona” fu chiamata da più committenti per realizzare una serie di affreschi, buona parte dei quali reca la data 1455 e i nomi dei rispettivi donatori, molti dei quali di difficile trascrizione.»(1)
Sulla parete sinistra, nel primo riquadro, commissionato da “Nicollinis Ceri[…]” sono le figure di sant’Antonio abate con in mano il bastone e il libro e di san Gottardo. (Vedi foto a destra.)

 

Seguono una Trinità; una Madonna col Bambino e santa Caterina d’Alessandria; santa Liberata con i santi Gervasio e Protasio(?); una Madonna col Bambino e san Giovanni battista; a destra sant’ Antonio abate, con in mano libro e bastone;  san Sebastiano. (Vedi fotografia in alto e particolare sotto a sinistra).

Sulla parete destra sono una Madonna del latte; san Giacomo maggiore e san Cristoforo.

Assai più recente è la rappresentazione di un pregevole volto di Madonna visibile in capo alla parete laterale destra: fu disegnato durante la guerra del ‘15-’18 da un militare che trovò alloggio, insieme ad un gruppo di commilitoni, all’interno della piccola chiesa.

 

Links:
https://www.comune.fontanettopo.vc.it/ita/pagine/dettaglio_pagina.aspx?id=2

https://it.wikipedia.org/wiki/Fontanetto_Po

https://archeocarta.org/fontanetto-po-vc-chiesa-di-san-sebastiano/

Bibliografia e citazione:
BONICATTO Simone, Il Maestro del chirurgo Domenico della Marca d’Ancona e il contesto pittorico del Canavese, Editris, Torino 2022, pp. 61-3

Immagini da Wikimedia e, per gli affreschi, dal citato testo di Bonicatto.

SONICO (BS), frazione Rino. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

All’interno della frazione Rino
https://maps.app.goo.gl/XohyQ3iA38fcdySD9

La chiesa fu ricostruita agli inizi del ‘700 sulle vestigia di una chiesa del XVI secolo. La costruzione del campanile in granito risalirebbe al XVII secolo.
Il fabbricato è orientato seguendo l’asse est – ovest, con il prospetto avente l’ingresso principale rivolto verso ponente. La facciata, di linee barocche con frontone mistilineo completo di acroteri in corrispondenza delle linee di colmo e di gronda, è composta da doppio registro scandito da lesene stilizzate: nell’ordine inferiore inquadrano in mezzeria il portale lapideo riccamente ornato e che riporta la data 1750; nel registro superiore fiancheggiano il finestrone collocato in corrispondenza del sottostante ingresso. Il campanile è collocato sul lato sud dell’edificio.

L’interno, avente superfici ornate a rilievo e pitture murali, è a navata unica, accompagnata da cappelle laterali, culminante nel presbiterio a pianta rettangolare. Lo spazio è scandito da lesene composite e da cornicione, leggermente aggettante, che segna il punto di innesto delle strutture di copertura.

Nella chiesa si trova la pala dell’altare maggiore opera del Corbellini, di grandi dimensioni, datato 1700. Alle pareti sono appese tre tele di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 – 1767): quella sulla parete di sinistra entrando, è stata la prima pala dell’altare maggiore e raffigura la Vergine con il Bambino e dietro di lei appoggiato ad un gomito S. Giuseppe. In primo piano i santi Lorenzo (patrono della parrocchia di Sonico dalla quale si è resa autonoma quella di Rino il 20 luglio 1639) che, rivolto ai fedeli, sembra indicare alla loro attenzione l’altra figura, Sant’Antonio il patrono della chiesa a lui dedicata.

Madonna con SS. Giuseppe, Lorenzo e Antonio – Giacomo Ceruti. Foto Luca Giarelli

La tela sulla destra della chiesa raffigura il SS. Sacramento adorato da S. Lucia, S. Carlo, S. Apollonia e S. Rocco. L’altra pala posta sulla parete di fondo, sopra la porta d’entrata, rappresenta la Madonna del rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena e attorno sono dipinti i 15 misteri del Rosario.
Oltre queste tele, sono stati attribuiti al Cerutti anche quattro affreschi: sulla volta del presbiterio: la Resurrezione di Cristo; sul soffitto della navata: Madonna Assunta; la Gloria di S. Antonio abate; S. Michele Arcangelo che precipita nell’inferno gli angeli ribelli.

Sulla parete sinistra della chiesa una statua di sant’Antonio abate nella consueta iconografia con libro, campanella e maialino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59307/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Rino,_Sonico

https://it.wikipedia.org/wiki/Rino_(Sonico)

FRANCIA. Luoghi antoniani

Segnaliamo il bel sito
https://www.les-amis-des-antonins.com/
che riporta molte notizie sull’Ordine Antoniano.

Nella pagina
https://www.les-amis-des-antonins.com/les-lieux-antonins/
sono reperibili le schede riguardanti alcuni siti e precettorie antoniane in Francia:

Saint Antoine de Pondaurat (Gironde) Nella cartina in alto n° 1

Saint Antoine de Pont d’Arratz (Gers)   n° 2

Saint Antoine d’Artiguelongue (Gironde)  n° 3

Saint Antoine de Ficalba (Lot et Garonne) n° 4

Saint Antoine de Goloni (Landes) n° 5

Commanderie antonine d’Avignon (Vaucluse)  n° 6

Prieuré de Marnans (Isère) n° 7

Saint Marc la Lande  (Deux-Sèvres) n° 8

Maison des Loives (Isère) n° 9

La Commanderie de Sainte Croix (Drôme) n° 12

La Commanderie de Saint Antoine de la Foucaudière (Vienne)  n° 13