CASTELDELFINO (CN). Chiesa parrocchiale di Santa Margherita con affresco di s. Antonio abate

La Parrocchiale di Santa Margherita è un edificio romanico-gotico (XV secolo), recentemente restaurato, che domina il paese con l’alto campanile costruito nel 1690.
La chiesa presenta un bel portale, in pietra verde e marmo bianco, con pregevoli sculture dagli stilemi tipici occitani, arricchito da capitelli scolpiti con vari simboli e teste di uomini e animali. Ai suoi lati un grande dipinto con san Cristoforo e un affresco raffigurante santa Lucia e santa Chiara, attribuito a Tommaso Biazaci, fine XV secolo. Dello stesso autore è stato recentemente recuperato, all’interno della chiesa, un importante ciclo pittorico, datato 1504, forse l’ultima opera del pittore.

Tra le figure di santi affrescate, compare sulla parete sinistra anche un sant’Antonio abate, nella consueta iconografia: con saio e mantello nero, bastone a stampella cui è appeso un campanello; nella mano sinistra un libro rosso chiuso.

Immagini da:
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https://archeocarta.org/casteldelfino-cn-parrocchiale-di-santa-margherita/


Segnalazione di Valter Bonello

CASALE SUL SILE (Tv). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, con dipinto raffigurante anche sant’Antonio abate

Si tratta di una delle più antiche chiese della zona, eretta probabilmente dai vescovi di Altino nel V secolo.
Passò poi alla diocesi di Treviso e nella bolla Justis fratrum del 1152 viene citata tra le pievi della stessa. Da una documentazione più tarda (1297) sappiamo che le erano sottoposte otto cappelle.
La chiesa subì vari rifacimenti e sono documentate diverse riconsacrazioni tra i secoli XVI e XVII.
La nuova parrocchiale venne costruita nella prima metà del XVIII secolo in stile neoclassico veneziano; la consacrazione fu poi impartita il 13 ottobre 1726 dal vescovo di Treviso.
Il tempio, a tre navate, presenta particolare rilevanza artistica per il soffitto affrescato dal veneziano Giandomenico Tiepolo, nella seconda metà del XVIII secolo, dopo il periodo trascorso dall’artista in Baviera, con l’illustre padre Giambattista e il fratello Lorenzo, a decorare la residenza di un principe vescovo germanico. I preziosi affreschi nella volta dell’ampia navata centrale ritraggono nella gloria celeste i santi protettori della pieve: san Vincenzo Ferreri e san Ciriaco martire.
Pregevoli gli altari delle navate laterali, decorati con intarsi marmorei policromi. Su un altare del lato sinistro, un dipinto raffigura, fra altri santi, anche sant’Antonio abate, a sinistra, riconoscibile per la barba bianca e il bastone cui è appesa una campanella.

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

FREGONA (Tv), fraz. Ciser. Chiesetta di Sant’Antonio abate

Via Borgo Ciser, 52-70, 31010 Ciser TV.

https://maps.app.goo.gl/bzko8ivTrESBRpcr7

 

La Chiesetta  fu costruita nel 1910.

 

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

BASSANO DEL GRAPPA (Vi). Museo Civico, olio su tela di Jacopo Da Ponte detto il Bassano, “San Martino e il povero con Sant’Antonio abate”, 1580

Dipinto realizzato nel 1580 per la chiesa di Santa Caterina a Bassano da Jacopo Da Ponte, detto Jacopo Bassano (Bassano del Grappa, 1510 circa – Bassano del Grappa, 1592).

San Martino compare nell’iconografia tradizionale con il povero in primo piano con le spalle rivolte allo spettatore. Il Santo, raffigurato con la corazza e in sella ad un destriero dalla criniera imbiancata dalla luce, sta donando un mantello al povero.
Sul fondo della tela si apre in lontananza uno squarcio luminoso rossastro sopra il Golgota con le tre croci, mentre l’angolo a sinistra in basso è occupato dalla figura di sant’Antonio abate, con il grande libro della regola sulle ginocchia, un altro libro, delle fiamme e un maiale ai piedi.

 

Info sul Museo:
https://www.beniculturali.it/luogo/museo-civico-di-bassano-del-grappa

BOLZANO. Convento dei Domenicani – chiesa di San Domenico, affreschi con s. Antonio abate

Chiesa e convento risalgono al XIII secolo.

La Cappella di San Giovanni, edificata insieme al coro nel 1300-1313, fu affrescata nel XIV secolo da artisti provenienti dal Veneto seguaci della Scuola di Giotto. Sono raffigurate: Leggenda di San Giovanni, Storie di Maria, Leggenda di San Nicolò, Trionfo della Morte.
Vi è anche l’immagine di una “Madonna in trono col Bambino e i santi Giacomo e Antonio abate con i donatori”, datata al 1395–1400. Vedi fotografia in alto.


Sulla controfacciata della chiesa, dove era la Seconda cappella Botsch, distrutta nel 1820, attribuito al Primo Maestro di San Giovanni in Villa è rimasto un ciclo delle Storie di Sant’Antonio abate, danneggiato anche dal bombardamento del 1944, che si presenta molto frammentario.


Immagini da Wikimedia.

Immagine affreschi da:
Spada Pintarelli S.; Stampfer H., (a cura di), Domenicani a Bolzano, Archivio Storico della Città di Bolzano, “Quaderni di Storia cittadina”, n° 2, 2010, pp. 39, 164-5, 172

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Domenicani_(Bolzano)