USA – NEW YORK. Metropolitan Museum, tavola “Santi Rocco, Antonio abate e Lucia” di Cima da Conegliano, 1513

Olio su tela trasferito su tavola di 128,3 x 121,9 cm), databile al 1513.
Realizzato da Giovanni Battista Cima, più noto come Cima da Conegliano (1459 – 1517).
L’opera proviene da Parma, nella collezione Louis Varisco, Parigi, nel 1811; come opera di Giovanni Bellini; Giuseppina Bonaparte, imperatrice di Francia, Malmaison fino al  1814, (inv., 1814, n. 1162, come da Bellini); suo figlio, Eugène de Beauharnais, viceré d’Italia, poi Herzog von Leuchtenberg, Monaco e San Pietroburgo (1814–morto nel 1824; vendita, Augusta, 1819, n. 31, come da Bellini, non venduta; vendita, Augusta, 1820 , n.24, come da Bellini, non venduto; cat., 1825, n.63, come da Gian Francesco Caroto); Herzogen von Leuchtenberg, Monaco e San Pietroburgo (dal 1824; cat., 1851, n. 49, come da Caroto); George, Herzog von Leuchtenberg, Prince Romanovsky, San Pietroburgo (dal 1903 almeno fino al 1905); Sulley and Co., Londra, fino al 1907; venduto al Met, Rogers Found nel 1907.
Inventario numero 07.149 Non esposto.
La cornice è veneziana del 1620 circa.

Sant’Antonio abate in posizione centrale e su un piedistallo, è affiancato da san Rocco (protettore delle vittime della peste) e santa Lucia (patrona dei ciechi). Questa pala d’altare potrebbe essere stata dipinta per i fratelli di Sant’Antonio, che prestavano servizio agli appestati.

Sant’Antonio abate veste saio e mantello marroni, si appoggia al bastone a tau cui è appeso un campanello.

 

Link
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/435902

https://it.wikipedia.org/wiki/Santi_Rocco,_Antonio_Abate_e_Lucia

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesetta di Sant’Antonio abate

Il culto di sant’Antonio abate presenta a Castel Sant’Elia, paese eminentemente agricolo, tradizioni secolari e al Santo è stata dedicata la chiesa principale, vedi scheda, oltre alle ripetute immagini in affresco presso la basilica di Sant’Elia.
In tutte le stalle e nei locali di ricovero degli animali è presente il quadretto su carta della tradizionale effigie del Santo.
La religiosità degli abitanti, intorno agli anni ’60 del secolo scorso, ha eretto una piccola chiesetta in suo onore in via Sant’Elia, su un’area messa a disposizione dal Comune, nella quale si conserva il simulacro di Sant’Antonio abate contornato dagli animali.
La sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, la statua viene prelevata e in solenne processione condotta nella chiesa parrocchiale.
Il giorno successivo della festività sempre processionalmente viene ricondotta alla chiesetta, nel cui spiazzo antistante è stato acceso un grande fuoco “il focarone” che in precedenza, invece, veniva acceso sulla piazza davanti la parrocchiale, con enormi ciocchi di quercia trasportati sul biroccio dalla vetta di buoi maremmani, quasi in una gara tra butteri.
E’ scomparsa la mbenedizione degli animali, sostituita dalla benedizione delle macchine e dei mezzi agricoli.
Con la festività di Sant’Antonio si fa coincidere a Castel Sant’Elia l’inizio del carnevale.

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 113-114.

GORNO (BG). Chiesa parrocchiale di San Martino, tela con s. Antonio abate di F. Capella, 1767

All’inizio della navata di destra, accanto all’ingresso della sagrestia, sorge l’altare detto “dei quattro Santi” la cui pala è l’olio su tela di 200 x 133 cm, che raffigura i “Santi Sebastiano, Rocco, Carlo Borromeo e Antonio abate” del pittore Francesco Capella o Cappella, conosciuto anche come Francesco Daggiù,( Venezia, 1711 – Bergamo 1784).
Realizzata intorno al 1767, la tela fu acquistato dalla parrocchia nel 1780 da un distrutto convento ad Albino (BG).
Il dipinto è stato restaurato nel 2018

In alto la Trinità, circondata da angeli, emette una luce bianca cui si rivolgono le figure; a sinistra dall’alto san Sebastian e san Rocco; a destra san Carlo Borromeo e in basso sant’Antonio abate, seduto in atteggiamento pensoso, regge con il fuoco con la mano destra mentre la sinistra impugna il bastone a tau con il campanello, ai suoi piedi a destra spunta il muso di un maiale.

 

Parrocchia risalente al XIV secolo, l’edificio della chiesa, pericolante, fu ricostruito nel XX secolo.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santi_Sebastiano,_Rocco,_Antonio_abate_e_Carlo_Borromeo

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Martino_di_Tours_(Gorno)

 

BRESCIA. Pinacoteca Tosio Martinengo, tela con s. Antonio abate di A. Bonvicino detto il Moretto, 1530

 

Olio su tela di 315 × 203 cm, che raffigura: “Sant’Antonio da Padova tra i santi Antonio abate e Nicola da Tolentino”, databile al 1530 circa. Opera di Alessandro Bonvicino detto il Moretto (Brescia, 1492 / 1495 – 1554).
La tela, proveniente dalla chiesa bresciana di Santa Maria delle Grazie, rientra nella prima maturità artistica del Moretto. All’inizio dell’Ottocento, dopo la soppressione annesso alla chiesa, diventata temporaneamente di proprietà del comune cittadino, che alla fine del secolo trasferisce la tela alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Sull’altarev errà invece posizionata una copia ottocentesca del pittore Bortolo Schermini, ancora presente. Il dipinto è ricordato nella sua collocazione originale fino alla guida di Federico Odorici del 1882, mentre nella monografia di Pietro Da Ponte del 1898 è già indicato in pinacoteca.
Esposto nella Sala 8.

L’opera raffigura, seduto su un alto trono al centro, sant’Antonio da Padova, affiancato ai suoi piedi da sant’Antonio abate a sinistra e da san Nicola da Tolentino a destra. Dal trono del santo padovano scende, fino al pavimento, un lungo drappo lineare nero, decorato lungo i bordi da una spessa fascia dorata con ricami floreali. Le tre figure recano i simboli tradizionali della propria iconografia. La figurazione si svolge all’interno di una grande abside decorata da un mosaico a tessere dorate, inquadrata ai margini da due lesene la cui trabeazione fa da imposta alla semicupola. Al di sopra dell’abside l’architettura degrada in una semplice decorazione, data da due elementi triangolari neri entro una semplice cornice grigia che fa da perimetro alla semicupola e ai due angoli superiori della tela.

Sant’Antonio abate, con saio e copricapo rosso, indossa un mantello nero, tiene il braccio sinistro sull’alto piedistallo del trono, tiene in mano la campanella e guarda verso l’osservatore. La mano destra tiene un nodoso bastone.

 

La Pinacoteca è a Brescia in Piazza Moretto, 4

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Antonio_da_Padova_tra_i_santi_Antonio_Abate_e_Nicola_da_Tolentino

https://www.bresciamusei.com/musei-e-luoghi/pinacoteca-tosio-martinengo/

MIRANO (Ve), fraz. Scaltenigo. Chiesa dedicata ai Ss Pietro e Paolo con pala d’altare “La Madonna dei Santi” con sant’Antonio abate.

La Chiesa, dedicata ai S.S. Pietro e Paolo è stata fondata nel 1170 e doveva probabilmente essere una cappella dipendente dall’abbazia dei Santi Ilario e Benedetto, che fu un importante monastero benedettino costruito nel 819 su di un ramo del fiume Brenta denominato Una, ai margini occidentali della laguna di Venezia, tra le attuali Malcontenta e Gambarare in località Dogaletto.
Tra la fine del 1300 e la fine del 1400 l’edificio viene ricostruito nella forma attuale, conservando la facciata con mattoni a vista e la struttura interna ad unica navata, chiusa da una semplice abside quadrata, della costruzione precedente. Al periodo rinascimentale è attribuito l’elegante protiro addossato alla porta d’ingresso e sorretto da due sottili colonne.
Uleriori interventi di ristrutturazione si sono susseguiti tra la fine del 1500 e il 1700 ed hanno comportato l’ampiamento e la trasformazione dell’abside da quadrata a semicircolare e la realizzazione di due altari per ogni lato, con relative cappelle sporgenti all’esterno.

All’interno dell’edificio numerose sono le opere degne di nota, tra le quali si ricordano l’affresco con la Madonna e S.S. Caterina e Lucia, della prima metà del 1400, le due sculture raffiguranti i S.S. Pietro e Paolo, realizzate da Antonio Gai, artista contemporaneo dei Tiepolo, e infine il soffitto decorato dall’affresco in cui è rappresentata la La gloria dei S.S. Pietro e Paolo, ritenuta un’opera molto tarda di Giandomenico Tiepolo.
Sull’altare di destra una tela con La Madonna dei Santi, fra cui sant’Antonio abate, di minore padovano del Seicento.

Fonte:
http://www2.comune.mirano.ve.it/Sito_Tiepolo/tiepolo/chi_sca.htm

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com