VARALLO SESIA (VC), fraz. Morondo. Chiesa di S. Antonio abate

La frazione Morondo (altitudine m 790) è situata a circa 6 km da Varallo e la si raggiunge seguendo la strada diretta alla frazione Camasco, che percorre la valletta del torrente Nono; il primo tratto è in comune con la strada che conduce al Sacro Monte di Varallo. Dopo circa 5 km della strada per Camasco, una deviazione conduce a Morondo.
La chiesa si trova su una piazza, al termine della Via Crucis che unisce il cimitero alla parrocchiale. https://goo.gl/maps/o9XGyuCdsMVANap26


La chiesa ha tre navate ed un pronao, sorretto da due coppie di colonne, al di sopra del quale si apre una finestra, sormontata da un rosone. In una nicchia  sopra il portale d’ingresso della chiesa è collocata una statua di S. Antonio abate; il Santo, che è rappresentato frontalmente, nella mano sinistra tiene il fuoco, mentre ai suoi piedi si trova un maialino.
Una seconda statua di S. Antonio, situata nella prima cappella della navata destra, presenta il medesimo schema iconografico della statua sul portale.

Sulla cupola del presbiterio è affrescata la Trinità con la Gloria di S. Antonio abate circondato da angeli e santi, datata al 1780, opera del pittore valsesiano Antonio Orgiazzi il Vecchio (Varallo 1725-1790 circa). Sulla parete di fondo dell’abside è collocata una tela di grandi dimensioni, che rappresenta la Madonna in trono con il Bambino e alcuni santi, eseguita dal pittore Tarquinio Grassi (Romagnano 1656- dopo il 1733), e risalente ai primi  decenni del ’700.

Note storiche:
la chiesa fu costruita grazie ai contributi degli artigiani emigrati da Morondo a Roma. Nell’inventario del 1717 è citata sopra il portale “in pittura l’immagine di S. Antonio Abate”. La statua è quindi posteriore a questo anno e potrebbe risalire al 1776, data presente sulla cornice al di sotto della statua.

Fase cronologica:
la chiesa, che ne sostituì una più antica, venne iniziata probabilmente nel 1636, data che compare sul pronao, mentre l’anno della consacrazione è il 1779, come risulta dai verbali ed è testimoniato dalla data presente sulla facciata al di sopra del rosone.

Cronologia: XVII-XVIII secolo

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. I^ 267
– E. Manni, I campanili della Valsesia. Note di storia locale. Fascicolo II. Dieci parrocchie del contorno di Varallo, Varallo 1974, pag. 189, pagg. 196-197
– Per T. Grassi e A. Orgiazzi  si veda: C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 87-89, 127-128
– AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, Istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 60

Note:
attualmente alla statua sul portale manca la mano sinistra, asportata recentemente da una pallonata, mentre da tempo la mano destra è priva del bastone.

Fruibilità:
la chiesa è aperta durante la celebrazione delle messe

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 09/08/2006

BOCCIOLETO (VC), Alpe Seccio. Oratorio di S. Lorenzo con affresco di s. Antonio abate

La chiesa si trova in una radura originariamente riservata a pascolo ed è raggiungibile in circa un’ora e mezzo di cammino su di una  mulattiera ben tracciata, partendo da Boccioleto o da Ronchi, una frazione di Boccioleto, situata poco a monte del capoluogo.
Boccioleto dista circa 14 chilometri da Varallo.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia.

L’alpeggio (altitudine  m 1388) è situato nella val Cavaione, valletta laterale della val Sermenza.

La chiesa, costruita con pietre a vista e coperta di lose, ha una sola navata. Parte della parete destra venne abbattuta per costruire una cappella dedicata a S. Grato, che contiene una pala d’altare con Madonna e Santi.

Le pareti interne sono decorate con affreschi: nell’abside Cristo ed episodi della vita di S. Lorenzo, sulla parete sinistra una Crocifissione, una Madonna con Bambino ed alcuni Santi, tra cui spicca S. Antonio abate, ai piedi del quale, si trova il solito maialino; sull’arco trionfale un’Annunciazione e ai due lati S. Giovanni Battista e S. Gregorio Magno; nella parete destra l’apertura della cappella di S. Grato ha mutilato un’Ultima Cena, di cui restano poche figure.

All’esterno sono affrescati una ruota della fortuna  e S. Cristoforo.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 597
AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, Istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pagg. 75,  94-97.
Opuscolo Valsesia, sentieri dell’arte, a cura della provincia di Vercelli e del CAI di Varallo, pagg. 4-5.

Note storiche:
L’abitato del Seccio, che fu uno dei più alti villaggi abitati stabilmente in Valsesia e divenne alpeggio estivo alla fine del Seicento, nacque come insediamento permanente e fu forse fondato da valligiani che volevano sfuggire alla peste che infuriò intorno alla metà del Trecento.

Un documento risalente al 1420 testimonia che a quell’epoca l’insediamento era ormai strutturato e consolidato.

Gli affreschi sono attribuiti a Johannes Andreas, un pittore proveniente forse dal Piemonte o dalla Valle d’Aosta.

Fase cronologica:
La chiesa è stata costruita nella seconda metà del Trecento e consacrata nel 1446; gli affreschi risalgono alla prima metà del Quattrocento, la cappella di S. Grato alla fine del Seicento.

 

Bibliografia:
 – L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pagg. 90-91.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– (a cura di) R. Fantoni, L. e P. Carrara, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Boccioleto (667 m) – Alpe Seccio (1388 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pagg. 10-12 .
Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 3^, pag. 84.
– D. Minonzio, Valsermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel Medioevo, Società valsesiana di cultura, Borgosesia 2005, pagg. 89-101.

Note:
la cappella è stata restaurata nell’anno 2000.

Fruibilità:
La chiesa solitamente è aperta solo la domenica più vicina al 10 agosto, ricorrenza di S. Lorenzo, quando vi viene celebrata la messa; è visitabile ritirando le chiavi dal parroco di Boccioleto (tel. 0163 75136).
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Boccioleto all’alpe Seccio, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”.

Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2005

 

ROSSA (VC), fraz. Giavinelle. Oratorio della Madonna della Neve con affresco di s. Antonio abate

Oratorio delle Giavinelle dedicato alla Madonna della Neve in val Cavaione, valletta laterale della val Sermenza, in Valsesia, provincia di Vercelli.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna  all’altezza del comune di Balmuccia. L’oratorio è situato nel territorio del comune di Rossa (distante circa 15 km da Varallo), che si raggiunge percorrendo una strada ripida e tortuosa, dopo aver lasciato la strada della val Sermenza poco a monte della frazione Cerva.
Altitudine m 850.


L’oratorio, ad una sola navata, presenta due finestre ai lati della porta, una nicchia affrescata ed un rosone di forma ovale; questo schema è molto frequente nelle chiese valsesiane. La facciata è affrescata su tre fasce: in quella superiore, sotto i due spioventi del tetto, è rappresentata l’Annunciazione; nella fascia mediana vi sono figure di Santi: S. Giovanni Battista, S. Antonio abate, S. Carlo e S. Pietro a sinistra, mentre a destra compaiono S. Paolo, S. Rocco, S. Bernardo da Mentone e S. Giovanni Evangelista; nella fascia inferiore è rappresentato in tre scene il Miracolo della Neve. All’interno si trova un altare ligneo e vi sono affreschi sulla volta e sulle pareti della navata.

Note storiche:
L’oratorio, costruito agli inizi del Seicento, sostituì una precedente cappella risalente al XV secolo, e viene citato per la prima volta in un verbale di visita del 1628. Gli affreschi della facciata sono attribuiti a Cristoforo Martinolio detto il Rocca e sono stati restaurati nel 1971, come si legge in una iscrizione sul lato destro della facciata.
Il termine “Giavinelle” deriva dalla voce dialettale “giavina”, che significa frana, pietraia.

Fase cronologica:
Gli affreschi della facciata sono  datati al 1616 e sono attribuiti a Cristoforo Martinolio (nato a Roccapietra verso la fine del XVI secolo), soprannominato  il Rocca dal paese di origine. Alcuni affreschi dell’interno, documentati tra il 1716 e il 1733, sono opera di Bartolomeo Carlo Borsetti (Boccioleto 1698-1759).

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 85
– A cura di R. Fantoni, P. Cucciola, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Rossa (813 m) – Alpe Sull’Oro(1263 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pagg. 10-11
– CAI Varallo, Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 3^, pag. 86
– Per C. B. Borsetti si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 23-24
– Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 596.

Note:
l’oratorio è protetto a monte da un paravalanghe.

Fruibilità:
L’oratorio, un tempo meta di processioni, è aperto in occasione della festa che viene celebrata la domenica più vicina al 5 agosto.
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Rossa, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: settembre 2005

FERVENTO (VC), local. Cunaccia. Cappella della Madonna del Ponte, con immagine di s. Antonio abate

Cappella dedicata alla Madonna del Ponte presso la località Cunaccia nel comune di Fervento in val Sermenza, in Valsesia.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia.
altitudine m 790 circa


La cappella, di modeste dimensioni, all’interno ha una struttura a botte e presenta sulla facciata una grande apertura ad arco, chiusa con sbarre di legno. La parete di fondo è affrescata con una Madonna in trono con il Bambino, che ha alla sua destra S. Antonio abate e alla sua sinistra S. Marco; sulla parete di destra sono affrescati S. Fabiano e S. Sebastiano accanto ad una Crocifissione. Una Maiestas Domini è rappresentata sulla parte inferiore della volta a botte, a sinistra della parete di fondo. All’esterno sono rappresentati S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese in Valsesia, e S. Giovanni Battista.

Note storiche:
La cappella è stata costruita presso la mulattiera della Val Sermenza, in prossimità del ponte sul torrente Sermenza, sul percorso che collega il fondo valle con gli alpeggi situati sulla destra idrografica della valle e che, attraverso alcuni valichi, porta in Val Grande (la parte alta della Valsesia). Era una cappella di sosta sulla via che percorrevano le mandrie per la monticazione e il ritorno a valle alla fine della stagione estiva.

Fase cronologica:
Gli affreschi sono datati al 1462 e sono attribuiti al pittore novarese Johannes de’ Campo o a Luca de’ Campo. Gli affreschi sono vicini stilisticamente a quelli della chiesa parrocchiale di Fervento intitolata a S. Antonio abate.
La cappella è stata ristrutturata entro il quarto decennio del XVIII secolo, periodo a cui risalgono gli affreschi sull’arcata d’ingresso.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 99
– D. Minonzio, Val Sermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel medioevo, Società valsesiana di cultura,  Borgosesia 2005, pagg. 113-118

Note:
La cappella è stata restaurata nel 1993 dai volontari della commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo, come ricorda la lapide posta sull’esterno della parete sinistra.

Fruibilità:
l’interno della cappella è visibile attraverso l’apertura della facciata.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo:  settembre 2005