MOENA (Tn), Passo San Pellegrino. Chiesa di sant’Antonio abate del deserto.
La chiesetta si trova presso il Passo.
https://goo.gl/maps/Pq9vLtYEW7B1HssEA
Vedi: https://chiesedifiemme.org/parrocchie/moena/san-pellegrino/

La chiesetta si trova presso il Passo.
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Via Campomolino, 15
https://goo.gl/maps/cL6hjfhz7WHP2Jm39
L’Oratorio è una piccola costruzione con l’esterno intonacato di colore rosa.
Sul lato sinistro vi è un piccolo campanile con una cella campanaria. Quest’ultima ha delle monofore su ogni lato, la struttura è rettangolare ed è incorporata nell’edificio sacro. Sul lato a sud vi è una finestra che, assieme alla lunetta sul lato a nord e alle aperture sul fronte dell’oratorio danno luce all’edificio.
L’interno presenta due vani separati da una parete ad arco.
Sopra l’altare una pala raffigura la “Madonna con il Bambino, Sant’Antonio di Padova e San Giuseppe.”
Ai lati trovano spazio due dipinti novecenteschi. All’esterno dell’oratorio troviamo una cassetta per le offerte datata 1862.
L’edificio religioso viene aperto solo nei giorni delle messe per la festa di s. Antonio, il 17 gennaio ed il 21 novembre per quella della Beata Vergine.
La chiesa, iniziata nel 1764 in sostituzione delle due precedenti parrocchiali di San Michele (in castello) e San Solutore in rovina (e più tardi abbattuta), sorge in Corso Duca degli Abruzzi, 4/ P.zza don Luigi Vesco.
L’altare della Beata Vergine del Carmine è in marmo realizzato da Stefano Albuzzi e Giacomo Marchese su disegno di Carlo Andrea Rana, 1781-1784.
La pala è un olio su tela dipinto da Giovanni Domenico Molinari nel 1783-84 e raffigura “La Madonna del Carmine, Sant’Alberto da Vercelli e Sant’Antonio abate. Il Santo, in piedi a destra, si appoggia al bastone cui è legata una campanella.
L’abbazia di Sant’Albino è stata fondata nel V secolo e si trova sul percorso della via Francigena.
La storia dell’abbazia è legata alla battaglia, detta di Pulchra Silva, combattuta nelle più immediate vicinanze del complesso nel 773 tra i Longobardi e l’esercito di Carlo Magno.
Il sedime dell’abbazia sorge su un terreno ricco di tombe; il complesso venne ricostruito nell’XI secolo. Il monastero andò in decadenza a partire dal 1290.
Nel 1540 la chiesa venne ricostruita. Nel cortile del cascinale annesso alla chiesa (un tempo “ospitale” per i pellegrini che numerosi transitavano lungo la via Francigena) troviamo una finestra ogivale trecentesca decorata con formelle di cotto.
Posta accanto ad un cascinale e dotata di poderoso campanile romanico, la chiesa si presenta come un piccolo edificio, introdotto da una facciata dotata di frontone e preceduta da un porticato del 1540.
Internamente, la chiesa ha un’unica navata e un solo altare ed è stata completamente restaurata negli anni a cavallo tra il XX e il XXI secolo, in occasione del Giubileo del 2000.
La parete sud del presbiterio e parte del muro absidale ospitano affreschi raffiguranti un Sant’Antonio abate, il Battesimo di Gesù e una Vergine in trono coi SS. Albino, Iacopo, Agostino e il Committente, databili 1410 e firmati da Giovanni da Milano. Sotto ad essi si trova un affresco anonimo raffigurante San Lorenzo.
Autore: Feliciano Della Mora
La chiesa è costruita a navata unica con ottima acustica che ben si adatta ai concerti.
Eretta nel 1597, subì una radicale ristrutturazione nel 1742. Il portale in pietra, opera dei Gerardini di Lago, risale al 1860.
La facciata, che imita quella della cattedrale di Vittorio Veneto, venne inaugurata il 5 aprile 1926.
Accanto alla chiesa vi è il caratteristico campanile pendente risalente al 1540 e sopraelevato nel 1722.
All’interno della chiesa si possono ammirare la Pala di Cesare Vecellio sull’altare maggiore, il soffitto affrescato da Sebastiano de Boni, una pregevole “Via Crucis” con cornici dorate in legno ed altre opere d’arte.
Il coro in legno reca sulle pareti due affreschi incompiuti di Giovanni De Min.
Gli altari sono costituiti da preziosi marmi policromi recuperati dalla chiesa di San Francesco di Conegliano, demolita nel 1810.
Uno degli altari laterali è dedicato a Sant’Antonio abate, con una pala di anonimo di ambito veneto, olio su tela di 220 x 110 cm, raffigurante: San Francesco d’ Assisi (in alto), San Carlo Borromeo (a sinistra) e Sant’Antonio abate, del XVII secolo. Restaurato nel 1973-74.
Sant’Antonio è a destra in basso, col maiale. Sta leggendo un libro e tiene nella mano destra una campanella.

Info:
Via Roma, 19, 31020 Tarzo TV
Tel. 0438 587189 – e-mail: parrocchiatarzo@libero.it
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500037219
https://www.parrocchiaditarzo.it/www/?page_id=166
Il testo in bibliografia segnala che in sacrestia sono conservati il dipinto raffigurante Madonna col Bambino tra San Benedetto e San Rocco e San Francesco tra San Carlo e Sant’Antonio abate del cenedese Silvestro Arnosti (1560 – 1625) e il quadro Madonna col Bambino, San Pietro, San Francesco tra San Carlo e Sant’Antonio abate dipinto nel 1744 da Egidio Dall’Oglio (Cison di VAlmarino, 1705 – 1784) per la chiesetta di San Pietro alla Rive.
Bibliografia:
– -, L’alta Marca Trevigiana, con il patrocinio di Provincia di Treviso, Comunità Montana, Unpli, Cierre Edizioni,Caselle di Sommacampagna VR, 2000, p. 261
