ZOGNO (BG), frazione Grumello de’ Zanchi. Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, polittico con s. Antonio abate di V. Carpaccio, 1496

Realizzato nel 1496 da Vittore Carpaccio (1460/1465 -1526 circa).

L’opera originariamente era completata dalla statua raffigurante la Madonna Assunta posta al centro, e ospitato come pala dell’altare maggiore. Nei secoli le tavole furono divise e ricomposte in differente posizione.

Attualmente il polittico è posto su un altare della prete sinistra, ed è formato da cinque tavole che raffigurano nella lunetta superiore “Dio Padre” (tavola considerata copia) affiancato ai lati da s. Giovanni evangelista e s. Giacomo Maggiore che spiccano per la particolare attenzione rivolta ai panneggi e ai colori. Raffigurati l’uno con accanto l’aquila e i Vangeli, l’altro intento a leggere le Sacre Scritture; i due apostoli pongono entrambe il proprio sguardo verso destra, dettaglio che farebbe pensare a una modifica nella composizione originaria del polittico.

A completare l’opera vi sono le due tavole centrali che raffigurano due santi eremiti: in alto san Girolamo con il leone e il teschio e, in basso, sant’Antonio abate con il bastone a tau e un maialino della cinta senese. Il Santo è seduto in meditazione presso un rustico altare.

 


Nel coro sono conservate due piccole tavole attribuite alla bottega di Palma il Vecchio (Jacopo Negretti, Serina BG, 1480 ca. – Venezia 1528) raffiguranti sant’Antonio abate che tiene in mano il fuoco e sant’Antonio di Padova.

 

La chiesa è di origine quattrocentesca e fu più volte rimaneggiata.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_di_Grumello_de%27_Zanchi

www.pesentigiuseppe.it/una-terra-da-scoprire.html

ORNICA (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio, “polittico di sant’Ambrogio”, Cima da Conegliano

Olio su tavola, opera di Giovanni Battista Cima, più noto come Cima da Conegliano (1459 – 1517) e bottega.

Il polittico, racchiuso nella sua cornice originale, pregevolmente intagliata e dorata, si suddivide in tre registri coronati dalla cimasa e comprende quattordici tavole.
La cimasa raffigura Dio padre benedicente; è la sola tavola non dorata ma su fondo azzurro proprio per indicare la sua presenza nell’Empireo.
Il registro superiore presenta centrale l’immagine di Cristo in pietà, con ai lati l’Angelo annunziante e la Vergine annunciata.
Il registro mediano ospita centralmente l’immagine della Madonna col Bambino benedicente. A sinistra le figure a mezzo busto di santa Caterina d’Alessandria con la ruota e san Gerolamo negli abiti da eremita; sul lato destro san Giacomo Maggiore con la croce e santa Chiara d’Assisi.
Il registro inferiore presenta immagini a figura intera: al centro sant’Ambrogio con il pastorale e il flagello simbolo della opera castigatrice dell’eresia, sul lato sinistro sant’Antonio abate e a fianco san Giovanni Battista con la pelle di pecora; sul lato destro vi sono i santi Pietro con le chiavi e Paolo con un libro.

Sant’Antonio indossa il saio marrone, lo scapolare nero, il mantello grigio e un copricapo rosso. Tiene nella mano sinistra il bastone e nella destra la campanella.

 

Chiesa di origine quattrocentesca, la sua dedicazione a sant’Ambrogio ricorda che era anticamente inserita nell’Arcidiocesi di Milano. Vedi:
https://www.altobrembo.it/tema/chiesa-parrocchiale-di-santambrogio-vescovo/

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_di_Ornica

PADOVA. Musei civici, “Polittico de Lazara” con s. Antonio abate di F. Squarcione, 1449-52

Il Polittico de (di) Lazara è una tempera su tavola (175 x 220 cm), firmato dal padovano Francesco Squarcione (1397 – 1468), nella cui bottega passarono vari artisti anche importanti come Andrea Mantegna.
Il dipinto, iniziato nel 1449 per la cappella della famiglia di Leone de Lazara nella chiesa di Santa Maria del Carmine, fu terminato nel 1452.

Lo scomparto centrale del polittico mostra san Girolamo nello studio con ai lati, a sinistra i santi Lucia e Giovanni Battista; a destra Antonio abate e Giustina.
La matrice dell’opera è tardogotica, con il ricorso al fondo oro punzonato, ma mostra influssi della scultura di Donatello: vi è intensa espressività dei santi, forza poderosa della figura centrale di Girolamo e alcuni accenni di prospettiva nei piedistalli su cui poggiano i santi laterali.
I colori sono intensi e smaltati, le linee elaborate e taglienti, che sbalzano le figure come fossero statue.

Sant’Antonio abate, raffigurato di profilo con saio nero e scapolare o cappuccio chiaro, tiene in mano bastone e campanella.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_de_Lazara

MIRANO (Ve), fraz. Scaltenigo. Chiesa della Cattedra di San Pietro.

Nel 1170 viene costruita una piccola cappella probabilmente sui resti di un precedente edificio.
Nel 1371 l’edificio viene ricostruito nelle forme attuali, conservando la facciata e la pianta ad unica navata con una semplice abside quadrata.
Nel 1550 vengono effettuate grandi trasformazioni a seguito delle norme tridentine. Oltre al rifacimento dell’interno vengono apportate modifiche agli ornamenti interni quali statue e dipinti, che vengono tolti o sostituiti; gli altari in legno vengono sostituiti con altari in marmo in stile barocco e il ciborio ligneo viene sostituito con uno in marmo.
Si tratta di una chiesa (pieve) in stile romanico ad unica navata ed a doppio abside, ampliata solo in epoca moderna con quattro piccoli altari nelle esistenti nicchie di sporgenza laterali.
La facciata principale, esterna, a campana, presenta le originarie insenature a trifora, secondariamente ridotte e ricoperte di pietra, due piccole vetrate originali e decorate artisticamente, il foro dell’originario rosone (ad oggi tappato), tre guglie (stile romanico) con croce in ferro battuto sulla sommità e un piccolo porticato (riprodotto identico alle prospettive originali), a protezione dell’originaria porta in legno.
Internamente, è stata nei secoli curata e migliorata. Ricca di rilievi marmorei in travertino rosso e carrara bianco, con pavimentazione a mosaico (rosso e bianco), presenta quattro altari laterali, dedicati a Maria, Sacro cuore di Gesù, San Pietro e Madonna del carmine e un altare frontale principale, rialzato con tre gradini protetto da un colonnato in marmo e un antico cancelletto in ottone (esemplare quasi unico e perfettamente conservato). Nel lato sud, invece, un’altra appendice identica funge oggi da sacrestia, anticamente ridotta solo al cerchio esterno creato dal primo abside.
L’abside, corredato di altare in ferro lavorato e bronzo e circondato da sedie e panche “monasteriali” in legno scuro, ha per sfondo un grande trono, ove si trova il tabernacolo, con sovrastante struttura di pietra e marmo, ove è affrescata la santissima trinità e la consacrazione della Cattedra di San Pietro.
La grandezza di questa struttura crea, nel suo retro, come un secondo abside che fungeva anticamente da sacrestia, oggi collegato con la sacrestia dal lato sud. Il fondo della chiesa è soppalcato con una struttura in legno, sorretta da quattro colonne in legno. Questo soppalco ospita l’originario organo a canne, ancora oggi in funzione, mentre nella parte sottostante vi sono due confessionali e la porta d’ingresso.

Info:
Via Caltana, 184, 30035 Scaltenigo Mirano,Ve
Telefono: 041 436004

SPAGNA – CORDOVA. Museo delle Belle Arti, “Retablo della Flagellazione” con s. Antonio abate, XV – XVI secolo

La pala d’altare è un polittico di 116 x 59 cm, composto da cinque pannelli lignei; fu attribuito a Juan de Zamora e in seguito ad Alonso Aguilar, opzioni attualmente scartate; l’autore è detto “Maestro del retablo della Flagellazione”.
Datato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.
Proviene dal vecchio ospedale di Antón Cabrera e successivamente conservato nel Museo de Bellas Artes di Cordova.

Il pannello al centro raffigura la Flagellazione di Cristo, ai lati quattro santi: a sinistra in alto s. Antonio abate e in basso san Francesco d’Assisi che riceve le stimmate.
Il pannello in alto a destra rappresenta san Giovanni evangelista e quello in basso sant’Antonio di Padova.

Sant’Antonio abate, posto in un paesaggio aperto all’orizzonte, fiancheggiato alle estremità laterali da alberi e monti, ha una lunga barba, veste saio bianco e mantello nero; una borsa pende dalla cintura. Nella mano destra ha un libro aperto, sul quale fissa lo sguardo in atteggiamento di lettura, e nella sinistra un bastone, sul quale si appoggia.
Alle sue spalle, a sinistra, compare un leone sdraiato – quello che, secondo la tradizione, lo aiutò a scavare con gli artigli la tomba di san Paolo l’Eremita nel deserto della Tebaide. Alle loro spalle un sentiero tortuoso conduce a un monastero che appare sullo sfondo, di fronte a una montagna.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://ceres.mcu.es/pages/ResultSearch?txtSimpleSearch=Cuerpo%20de%20retablo&simpleSearch=0&hipertextSearch=1&search=simple&MuseumsSearch=&MuseumsRolSearch=1&listaMuseos=null