PAVIA. Musei Civici, stampa con s. Antonio abate di A. Dürer, 1519

“Sant’Antonio abate che legge”
Eseguita a bulino dopo il 1519, stampata con in chiostro nero.
Misura 14,1 x 9,7 cm

Esistono molte copie dell’incisione, in vari musei italiani ed esteri.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/F0130-00147/

MILANO. Civiche raccolte grafiche e fotografiche, stampa con s. Antonio abate di A. Dürer, 1503-4

Nella “Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli”, è conservata una stampa di Albrecht Dürer(Norimberga, 1471 – 1528) raffigurante: “Sant’Antonio visita san Paolo in un luogo selvaggio”

Xilografia realizzata a 1503 e 1504
Misura 14,3 x 21,6 cm

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/H0110-06810/

GERMANIA – DRESDA. Gemäldegalerie Alte Meister, “Altare di Dresda” con s. Antonio abate di A. Dürer, 1496-1504 circa

l’Altare di Dresda è un dipinto a tempera su tela (pannello centrale 117 x 96,5 cm, pannelli laterali 114 x 45 cm ciascuno), databile al 1496-1497 e forse ripreso nel 1503-1504.
L’opera fu commissionata ad Albrecht Dürer (Norimberga, 1471 – 1528) dall’elettore di Sassonia Federico III il Saggio ed era destinata alla cappella del castello di Wittenberg; inizialmente consisteva nella sola pala centrale raffigurante la Vergine col Bambino. La scelta del supporto della tela dovette essere dettata dall’esigenza di facilitare il trasporto, mentre i colori a tempera, inusuali in un’area dove era già diffusa la pittura a olio, sono legati probabilmente alla necessità di velocizzare l’esecuzione del dipinto.
Negli anni 1503-1504, forse in seguito a una pestilenza, furono aggiunti i due pannelli laterali, con i protettori dalle malattie, i santi Sebastiano e Antonio abate.
L’altare rimase nella Cappella fino al 1687, anno in cui venne trasferita alla Gemäldegalerie di Dresda.

Il pannello di sinistra raffigura sant’Antonio abate, con barba nera, che tiene un libro dritto e aperto; sullo sfondo una miariade di angioletti.
La critica ha ipotizzato nei pannelli laterali l’opera di allievi della bottega.

 

Immagine da Wikimedia

TALEGGIO (BG). Chiesa di San Giacomo a Peghera, polittico con s. Antonio abate di Palma il Vecchio, 1515

Il coro è ornato dal polittico detto “pala di San Giacomo”, opera realizzata nel 1515 da Jacopo Negretti, più noto come Palma il Vecchio (Serina, Bergamo, 1480 ca.- Venezia 1528), illustre pittore di scuola veneziana, allievo di Giovanni Bellini.

In una cornice del XXX secolo, il polittico, olio su legno, è formato da sette tavole e si sviluppa su due ordini con una cimasa lunettata raffigurante Dio Padre.
L’ordine superiore presenta al centro Cristo morto sorretto da un angelo e a sinistra l’immagine di sant’Ambrogio e a destra sant’Antonio abate, raffigurati a mezzo busto.
Nell’ordine inferiore vi sono a sinistra san Sebastiano, al centro san Giacomo maggiore e a destra san Rocco dipinti a figura intera.

Il polittico è stato restaurato tra 2001 e 2009.

 

 

La chiesa fu ricostruita dal 1868 al 1871.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Pala_di_San_Giacomo

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giacomo_Maggiore_(Taleggio)

VILLAFRANCA (Vr). Duomo di san Pietro e Paolo, con statua dedicata a sant’Antonio abate e pala d’altare con sant’Antonio abate.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, conosciuta anche come Duomo di Villafranca, iniziata nel 1786 e conclusa nel 1882, si trova in mezzo al corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese.
L’edificio è pressoché identico alla basilica del Santissimo Redentore alla Giudecca di Venezia.

 

L’interno conserva, fra l’altro, una pala d’altare con Sant’Antonio abate tra i santi Bovo e Martino da Tours di Felice Brusasorzi (XVI secolo).

Inoltre vi è una statua dedicata a sant’Antonio abate.

 

 

 

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com