VENEZIA. Pinacoteca del Palazzo Querini Stampalia, “Le tentazioni di sant’Antonio” di P. Longhi, ante 1761

Olio su tela, realizzato prima del 1761 da Pietro Longhi (Venezia 1701-1786)
Esposto nella Sala Pietro Longhi, parete A

 

Al centro il Santo, accasciato con due diavoli nudi in alto e in basso a destra un altro demone e il muso di un animale mostruoso. A destra in alto una diavolessa tentatrice.

 

Immagine da Wikimedia.

CASTELNUOVO BOCCA D’ADDA (LO), frazione Sant’Antonio Falcone. Chiesa di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale 27 – Via G. Falcone
https://goo.gl/maps/pRQ68tqQCafFToMy9

 

Nel territorio di Castelnuovo Bocca d’Adda esisteva una cappella campestre dedicata a S. Antonio abate, questo edificio fu distrutto da un’alluvione del Po insieme alla Cascina Costa, così venne ricostruito in un luogo più sicuro nel XVII secolo, nel 1675 circa.

Facciata a capanna, portale con timpano spezzato su cui è una statua di s. Antonio. In alto la scritta “DIVO ANTONIO”.
Interno a navata unica con aula di forma rettangolare.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO410-00023/

BASSANO DEL GRAPPA (Vi). Chiesa di San Francesco, con immagine di Sant’Antonio abate.

Secondo una tradizione risalente alla fine del sedicesimo secolo o inizi del secolo successivo, la Chiesa di San Francesco, posta al lato sud della Piazza Garibaldi, venne costruita tra il 1158 e il 1183 da Ezzelino il Balbo, al ritorno dalla Terrasanta, a compimento di un voto e dedicata alla Vergine Maria. Questa tradizione viene riportata anche dal Brentari nella sua Storia di Bassano del 1884.

All’interno, a destra dell’altare della Immacolata Concezione, un affresco recuperato ed attribuito a Battista da Vicenza, con una Madonna in trono con Sant’Antonio abate e santa Caterina.

Fonte:
https://www.bassanodelgrappaedintorni.it/bassano-del-grappa-chiesa-di-san-francesco/

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CHIUSI DELLA VERNA (Ar), Santuario La Verna. Terracotta invetriata raffigurante Sant’Antonio abate.

Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è famoso per essere il luogo in cui san Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224.
Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.

All’interno della Basilica maggiore, sui due lati del presbiterio vi sono le due figure di San Francesco e Sant’Antonio abate (1475-80 circa) di Andrea della Robbia (cm 170×46).
In basso il classico maialino sempre presente nell’iconografia del Santo perché protettore degli animali del mondo contadino.

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

ALTA VAL TIDONE (PC), frazione Cicogni. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Il Comune è stato istituito il 1° gennaio 2018 a seguito della fusione dei comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara. La Chiesa faceva parte dell’ex comune di Pecorara. Via della Chiesa.
https://goo.gl/maps/Txd8TyKuaJwtFreDA

 

Citata per la prima volta alla fine del XVI secolo nei resoconti della visita episcopale condotta dal vescovo di Piacenza Rangoni, come alle dipendenze della pieve di Roccapulzana, la chiesa parrocchiale venne ricostruita completamente nel 1813.
La facciata è realizzata in pietra a vista in stile neogotico ed è preceduta da un sagrato lastricato di limitate dimensioni. Ai lati della facciata sono presenti due lesene che si estendono per tutta l’altezza dell’edificio, mentre una cornice decorata con archetti pensili è presente lungo i rampanti del tetto.
L’accesso all’interno avviene tramite un singolo portale, posto in posizione centrale, sormontato da un bassorilievo marmoreo in cui è rappresentato Sant’Antonio abate, al quale l’edificio è dedicato, e chiuso ai due lati dalla presenza di due lesene di ordine corinzio. Al di sopra del portale è presente un rosone di forma circolare.

L’interno presenta uno schema basilicale a navata singola la quale si divide in due campate con volta a botte. La navata presenta delle lesene di ordine dorico sormontate da una trabeazione. Ai lati della navata si aprono due nicchie generate da archi a tutto sesto all’interno delle quali si trovano degli altari. Il presbiterio, realizzato in marmo rosso di Verona, è sopraelevato rispetto alla navata ed è accessibile tramite due gradini. L’altare maggiore, anch’esso in marmo rosso, presenta un paliotto in scagliola. L’edificio termina nell’abside, dalla caratteristica forma semicircolare, che è tripartito da lesene di ordine dorico e coperto da una volta a vele. Esso venne decorato negli anni ’50 del XX secolo da parte dell’artista Paolo Novara.

 

A destra dell’altare, una statua lignea di s. Antonio abate, prodotto della prima metà del XX secolo dell’artigianato di Ortisei, di 130 x 40 x 22 cm.
La statua del Santo lo rappresenta con barba grigia e lunga, saio con mantello marrone. Nella mano destra regge la croce del pellegrino con campanella e nella sinistra il libro. La corona del Rosario è appesa al cordone. Un maialino è posto ai suoi piedi. Spiccano i caratteri, variati rispetto alla tradizionale iconografia, del volto, dei particolari degli oggetti e dell’animale.

 

Link e immagini:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cicogni

https://www.facebook.com/p/Parrocchia-di-SantAntonio-abate-di-Cicogni-diocesi-di-Piacenza-Bobbio-100064538627812/

https://www.tourer.it/scheda?chiesa-di-santantonio-abate-cicogni-pecorara-alta-val-tidone

Nei seguenti siti è ancora indicato come comune di Pecorara:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/61600/Pecorara+%28PC%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800236358