SANTA MARIA DI SALA (Ve), fraz. Caltana. Chiesa di San Biagio, con statua e dipinto raffiguranti sant’Antonio abate

La chiesa di San Biagio è la parrocchiale di Caltana, frazione di Santa Maria di Sala.
La prima citazione dell’originaria chiesa, costruita verso la fine del X secolo, risale al 1077, anno in cui passò sotto la protezione imperiale.
Nel XIII secolo questa chiesa era soggetta alla pieve di Arino.
L’edificio venne ricostruito tra i secoli XVI e XVII e come parrocchiale riappare nei documenti solo nel 1780, quando venne sostanzialmente rifatta.
All’interno è presente una statua di Sant’Antonio abate di Francesco Rizzi, scultore originario di Veggiano che operò all’ombra della grande famiglia dei Bonazza e dei loro epigoni, senza sfigurare e lavorando intensamente soprattutto grazie alla stima di Jacopo Facciolati.
Nel 1759 riceve dalla Fabbriceria della parrocchia di Caltana l’ordine per la realizzazione dell’altar maggiore in marmo di Carrara con due angeli adoranti ed un bassorilievo con la Deposizione dalla croce. Opere a cui si aggiungeranno in seguito altre due statue per gli altari laterali, la Madonna di Loreto e Sant’Antonio abate.
Sempre all’interno è presente una tela con la rappresentazione di sant’Antonio abate.

 

Info:
Telefono: 041-5730511
Email: s.biagiocaltana@gmail.com
Sito web: http://www.parrocchiasanbiagiocaltana.it
Via Caltana 47, 30030 SANTA MARIA DI SALA VE

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, tavola con s. Antonio abate di J. Pontormo, 1519 circa

Nelle Sale rosse dei Nuovi Uffizi, la sala 61 è dedicata a Jacopo Carucci, conosciuto come Jacopo da Pontormo o semplicemente Pontormo (Empoli, frazione Pontorme, 1494 – Firenze, 1557), pittore di scuola fiorentina, allievo di Andrea del Sarto, ed esponente dei cosiddetti “eccentrici fiorentini”, i pionieri del manierismo.
Tra i suoi dipinti è esposto anche un olio su tavola di 78 x 66 cm.
Inventario numero 1890, 8379,
Il dipinto, di provenienza sconosciuta, è considerato dalla maggior parte dei critici opera del periodo giovanile. Una datazione intorno al 1519 è confermata dai confronti stilistici tra i volti del “San Antonio abate” e del “San Giovanni evangelista” e la forma del cartiglio simile a quello del ritratto di Cosimo il Vecchio degli Uffizi. Nel “Sant’Antonio abate” è stato inoltre osservato dal Berti (1973) l’influsso delle stampe del Dürer che si innesta su un evidente michelangiolismo ispirato alle figure della Cappella Sistina.

Sant’Antonio è raffigurato a mezzo busto, con il bastone nodoso a tau nella mano sinistra. Indossa un’ampia cappa marrone e un mantello scuro. La mano destra srotola un cartiglio la cui lettura è controversa perchè la frase latina è incompleta « (…) ES. DE (…) ESTO(…)LITATE  VICT(…)» che potrebbe significare «Es Dei esto militate victoria».

 


Bibliografia:

Conti A. Pontormo, Jaka book, Milano 2021

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900099570

https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Antonio_abate_(Pontormo)

BERGAMO. Accademia Carrara, polittico di s. Antonio abate di A. Previtali, 1513-20

Olio su tavola di 360 × 720 cm eseguito tra il 1513 e il 1520 da Andrea Previtali (Brembate di Sopra BG, 1480 circa – Bergamo, 1528).
Il “polittico di sant’Antonio abate”, raffigura: “Sant’Antonio abate, Cristo morto sorretto dalla Madonna e san Giovanni Evangelista, San Francesco d’Assisi, San Rocco, San Pietro, San Paolo, San Quirino, San Lorenzo”.

Il polittico fu originariamente commissionato per la chiesa di Sant’Antonio abate di Berbenno, vedi scheda , fu poi lasciato molto tempo in deposito nella sacrestia dopo la ricostruzione nella chiesa nel XVIII secolo, infine fu donato alla pinacoteca orobica nel 1880 da don Luigi Mapelli.

Il polittico, composto da otto scomparti divisi su due livelli presenta al centro in un riquadro centinato di 224 × 88 cm, che raffigura seduto in trono l’anziano Antonio abate con gli abiti vescovili, talare bianco e mantello rosso pallido. La destra è benedicente, mentre la sinistra regge il pastorale cui sono legati due campanelli; ai suoi piedi un angioletto che sta dando delle ghiande a un maialino della cinta senese.

Nei due scomparti laterali inferiori sono raffigurati san Quirino e san Lorenzo a figura intera, in quelli superiore san Pietro (con le chiavi) e san Paolo (con la spada) a tre quarti. Nei due medaglioni laterali vi sono i busti di san Rocco e san Francesco d’Assisi.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_di_sant%27Antonio_abate,_angeli_e_santi

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300643298-1

SPAGNA – VALENCIA. Museo delle Belle Arti, retablo con s. Antonio abate di G. Pérez, 1450

Tempera, olio e oro su tavola di 314 x 260 cm.
Il “Retablo dei santi Orsola, Martino e Antonio abate” è opera realizzata nel 1450 circa dal pittore spagnolo Gonzalo Pérez, o in valenciano Gonçal Peris Sarrià (Valencia?, 1380 circa – 1451),
La pala d’altare fu commissionata da Berenguer Martí de Torres, sposato con Úrsula de Aguilar, per la cappella di San Martín nella certosa di Santa Maria de Porta Coeli, Serra (Valencia) ed è una delle poche opere certe dell’autore che, nella scarsità della documentazione scritta, ha permesso di ricostruirne un corpus di opere.

Capolavoro del gotico internazionale, unisce il linguaggio elegante e raffinato tipico di questo stile con le prime arie di rinnovamento della scuola fiamminga.
Il corpo centrale della pala è costituito da tre grandi tavole di identiche dimensioni che rappresentano, da sinistra, sant’Orsola con le frecce, san Martino che divide il mantello con il mendicante e sant’Antonio abate.
Le tre tavole superiori accolgono episodi della vita di San Martino vescovo di Tours, narrati nella Legenda Aurea: il Sogno di san Martino, il Miracolo della risurrezione di un morto e, a destra, la Messa miracolosa del Santo.
La predella presenta nove scomparti con santi seduti: da sinistra i santi Girolamo, Onofrio, Gregorio e la Vergine; al centro il Cristo morto; a destra i santi Giovanni evangelista, Ambrogio, Ugo de Lincoln e Agostino. Tutte le figure hanno lo sguardo rivolto verso il Cristo.

Si sono conservati quattro frammenti dell’originale parapolvere, due tavole con la Maddalena e un certosino, oltre a uno scudo a losanga con il monogramma di Cristo IHS, e un frammento corrispondente all’attico centrale che presenta un angelo con filatterio e una losanga con il monogramma di Cristo.

Sant’Antonio con saio, mantello e copricapo, tiene nella mano sinistra un bastone e un libro rosso chiuso, nella destra, attributo eccezionale, un rotolo (?).

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://museobellasartesvalencia.gva.es/es/pintura/-/asset_publisher/KFeOnCE1wa8i/content/retablo-de-san-martin-santa-ursula-y-san-antonio-abad

SOMMACAMPAGNA (Vr). Chiesa di Sant’Andrea apostolo, con statua dedicata a sant’Antonio abate.

La prima citazione di una chiesa nel centro di Sommacampagna risale al 1415, anno in cui fu terminata la sua costruzione. Nel XVI secolo la parrocchialità fu trasferita dall’antica pieve di Sant’Andrea, posta presso il cimitero, alla chiesa di Santa Maria, situata al centro del paese.
L’attuale parrocchiale, dedicata a Sant’Andrea in ricordo dell’antica pieve, venne edificata tra il 1750 ed il 1762.
Tra il 1916 ed il 1917 fu costruita l’abside; nel 1921 venne realizzata la cappella dei Caduti, nel 1935 il pittore Agostino Pegrassi decorò la chiesa e, nei primi anni 2000, l’edificio venne restaurato.
All’interno una statua rappresenta sant’Antonio abate.

Info:
Piazza Roma 31, 37066 Sommacampagna
Telefono: 045 510022
E-mail: parrocchiadisommacampagna@gmail.com

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com