CROAZIA – SVETVINČENAT / SANVINVCENTI. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa è sita lungo la strada che attraversa il paese.
https://goo.gl/maps/WoBCAKv2N1aREufw6?coh=178571&entry=tt

 

L’edificio risale al 14° secolo e rispecchia lo stile gotico rurale.
A pianta irregolare, la chiesa ha un campanile a vela sul colmo della facciata e l’abside è ristretta e coperta.
All’interno domina la statua di sant’Antonio, risalente al 14° secolo, opera probabilmente di un artista locale.

 

Link:
https://www.istra.hr/it/esperienze/cultura/chiese/1305

GRAN BRETAGNA – BIRMINGHAM. Biblioteca storica Reynolds-Finley, xilografia con sant’Antonio abate

Xilografia colorata, del “Feldtbuch der Wundartzney” di H.V. Gersdorff, 1517, realizzata nella regione dell’ Alto Reno, fine del XV secolo

La xilografia è nel libro del chirurgo Hans Von Gersdorff (1455 circa – Strasburgo, 1529 ) esperto in traumatologia di guerra e autore nel 1517 del Feldtbuch der Wundartzney (Libro da campo/manuale di medicina delle ferite). Il testo fu pubblicato otto volte a Strasburgo tra il 1517 e il 1542, vi fu una traduzione in latino e tre in olandese. Egli operò anche nell’ospedale antoniano di Strasburgo che dipendeva dalla precettoria di Isenheim.

La stampa presenta sant’Antonio in piedi mentre sta leggendo un libro che tiene con la mano destra; con la sinistra regge un lungo bastone a tau cui sono appese due campanelle. Dietro di lui spunta il muso di un maiale. A sinistra la piccola figura di un amputato del piede destro e sofferente del fuoco di sant’Antonio alla mano sinistra, raffigurato simbolicamente come una fiamma.

Altre copie del libro si trovano in diverse biblioteche europeee.

Immagine da:
https://library.uab.edu/locations/reynolds/collections/from-the-collections/hans-von-gersdorff-s-renaissance-surgery-manual

FIRENZE. Convento di Santa Maria Novella, tavola con s. Antonio abate (Madonna della peste), 1435-35

Tempera su tavola di 81 x 45 cm: “Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Giovanni Battista” (detta Madonna della peste), opera di un Artista fiorentino vicino a Bicci di Lorenzo e Francesco d’Antonio (Maestro del Trittico Johnson?), 1430-1435 circa.
Conservata oggi nell’appartamento del Padre Provinciale nel convento domenicano di Maria Novella.

La tavola è corredata in basso da un cartiglio che rievoca come – portata in processione – l’immagine salvò miracolosamente la citta dalla peste del 1527, da cui il suo nome convenzionale di Madonna della Peste: «TEMPORE MAXIMAE PESTIS HAEC IMAGO B(EATAE) V(IRGINIS) MAR(IAE)/ P(RO)CESSIONALIT(ER) A FR(ATR)IB(US) E CONVENTUM DEFEREBAT(UR) SUPP/ LI(CI)B(US) DEIAUXILIU(M) ITAQUE MERITIS B(EATAE) V(IRGINIS) MA (RIA)E PESTIS P(RO)PULSATA FUIT/ MDXXVIII».
La tavola fu portata in processione col medesimo intento ancora durante la peste del 1630 e in occasione del colera del 1855.

II Biliotti nel Cinquecento la vide sull’altare della cappella di Leone X, che oggi infatti appare curiosamente disadorno al di sotto dell’affresco con l’Incoronazione della Vergine di Ridolfo del Ghirlandaio: evidentemente la piccola icona, descritta come chiusa all’interno di un’altra tavola, forse un tabernacolo, era ritenuta già allora miracolosa, tanto da trovare posto al centro di un piccolo gioiello del Manierismo fiorentino.
Nel Settecento l’opera si trovava sulla porta della navata sinistra, fu poi spostata in una nicchia sotto l’organo, da dove veniva tolta solo per le solenni celebrazioni o processioni. In occasione dell’esposizione fatta nel 1855, dal dipinto i frati di Santa Maria Novella, fecero trarre una stampa, la matrice della quale è conservata nel convento.

La tavola era quasi completamente ridipinta: una verniciatura nera copre  il fondo oro, che appariva qua e là sotto le cadute di colore.
Sant’Antonio è raffigurato a sinistra con bastone a tau e libro chiuso.

 

Bibliografia:
Giura G., La seconda età della pittura in Santa Maria Novella, in: “Santa Maria Novella. La chiesa e il convento...”. Mandragora, Firenze 2016, pp. 113-14

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900448417

GERMANIA – FRANCOFORTE SUL MENO. Chiesa di S. Giustino, scultura di s. Antonio abate, XV secolo circa

La scultura misura circa 166 cm senza la base. In legno di tiglio, ridipinto; la versione originale è stata restaurata in nero e oro nel 1930; prima del restauro, Antonio teneva in mano solo la metà superiore del bastone a tau; questo è stato sostituito dall’attuale; in quel periodo fu eretto anche un piedistallo in arenaria, sul quale oggi si trova la scultura. Quando la scultura fu ripulita e restaurata nel 1986, fu anche accertato “che il primer per la cornice nelle parti principali era steso sottilissimo e direttamente sul legno, mentre le parti della veste erano completamente ricoperte di tela prima che il primer fosse applicato”. Altro restauro nel 2015.

Nel 1959 Rauch scrisse: “Questa figura di Antonio era posta sull’altare maggiore del coro ed era ancora lì nel 1724″ (Rauch 1959, p. 103; l’opinione prevalente nella ricerca odierna è che la monumentale scultura fosse originariamente nel santuario di un retablo dell’altare maggiore tardo gotico, simile all’altare di Isenheim creato successivamente, di cui è l’unico frammento sopravvissuto (Schäfer 1973, p. 20; Schäfer 1979, p. 19; Metternich 1980, p. 13; Schäfer 1981,e altri); Metternich lo contraddisse (1987, p. 60) ed espresse il sospetto che il resto del retablo dell’altare maggiore non fosse stato distrutto, ma rimasto incompiuto.
L’effettiva realizzazione di un contesto di lavoro più ampio sotto forma di una pala d’altare non può essere provata, ma la scultura è appiattita posteriormente; se si fosse voluto allestire la scultura isolata nell’aula della chiesa, anche provvisoriamente, sarebbe stata certamente completata.
L’altare maggiore della chiesa fu dedicato nel 1448 alla Beata Vergine Maria, a Sant’Antonio, a Sant’Agostino e all’eremita Paolo.
Controversa tra gli studiosi la datazione: inizi del XVI secolo; seconda metà del XV secolo; tardo XV secolo; intorno al 1430; XV secolo; inizio del XV secolo; intorno al 1440; intorno al 1460; intorno al 1450-60; 1440-50; tra 1441 e 1485.

Sant’Antonio è raffigurato seduto in trono con l’abito dell’Ordine Antoniano: una cappa nera foderata d’oro sopra un camice con cintura e una berretta marrone scuro. Tiene nelle mani un alto bastone a tau e un libro chiuso, ritto sulle ginocchia.

La figura seduta di sant’Antonio ricorda quella dell’altare della Pala di Isenheim e i primi precettori Höchst erano già stati a Isenheim, come Hugo von Belmonte, Johannes Gutgelt e Johannes Collik, anche se l’influenza deve essersi verificata in ordine inverso a causa della successiva creazione della statua di Isenheim; in ogni caso, in entrambe le case religiose, una scultura monumentale di Sant’Antonio si trovava al centro del coro, perché «[…] rientrava nell’usanza degli Antoniti di far sedere il proprio santo sull’altare maggiore al centro della comunità religiosa» (Metternich 1987, p. 15).
La figura ricorda la statua lignea nella Cattedrale di Narni, realizzata dal Vecchietta nel 1475, vedi scheda.

Chiesa parrocchiale cattolica di San Giustino (Kath. Pfarrkirche St. Justinus). L’edificio originario fu eretto intorno all’826-47; nel 1090 si menziona il patrono s. Giustino; a quel tempo già chiesa parrocchiale, ritirata dall’arcidiaconato dagli arcivescovi di Magonza e donata al monastero di St. Alban a Magonza; restituito dal monastero all’arcivescovo di Magonza nel 1419; trasferito da questo nel 1441 all’Ordine Antoniano e diventò la chiesa del monastero dell’ordine Antoniano .

 

Link:
http://archiv.ub.uni-heidelberg.de/artdok/4839/

CERVIA (Ra), fraz. Castiglione. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Castiglione di Cervia. P.za Tre Martiri, 24
https://goo.gl/maps/3vd47n1GGEqr9qJ26

Da un elenco settecentesco di cui si ha notizia in un inventario redatto nel 1910 dal parroco Monti, si apprende il nome dei sacerdoti preposti alla chiesa di Sant’Antonio a partire dall’anno 1581. La chiesa sino al 1880 dipese direttamente dall’arcidiacono-parroco di Cervia e solo in quell’anno divenne parrocchiale a pieno diritto totalmente indipendente da Cervia.
Nel 1883 la chiesa e la canonica furono interamente distrutte da un incendio e il parroco passò ad officiare presso l’oratorio di San Lorenzo, costruito nel 1734 sulla strada Salara; solo dopo venti anni si ebbe una nuova chiesa, che fu inaugurata il 17 agosto 1902. La facciata della chiesa fu in seguito distrutta dai bombardamenti del secondo conflitto bellico.

La facciata è contrassegnata da lesene a separarla in tre moduli, di cui i due laterali, più ristretti, offrono collocazione a nicchie completamente spoglie. Un frontone di foggia triangolare orna l’intera larghezza dell’edificio ed identico motivo è ripreso a rimarcare l’ingresso, posizionato in maniera contrapposta ai dettami canonici che vogliono la parte più sacra rivolta a ponente e a oriente.
La chiesa, ad una sola navata di notevole luminosità, grazie a sei finestre a lunetta per lato, è segnata da lesene in mattoni a vista e si apre, nella parte mediana, in due cappelle con altare, dedicate rispettivamente alla Vergine e a S. Giuseppe con Bambino. Più oltre, in posizione quasi prospiciente il presbiterio, una cappelletta del S.S. Sacramento, seperata però da una porta dal corpo dell’aula ove è possibile ammirare un crocifisso del XVI secolo.
L’abside di forma semicircolare, completamente in mattoni a vista, ospita sullo sfondo la nicchia con la statua del Santo cui la chiesa è dedicata e trae ampia luce da due finestre rettangolari.

La controfacciata è impreziosita, nella parte superiore da un organo di pregevole fattura datato 1640 proveniente dalla chiesa di S. Maria in Vado di Ferrara, con coro a balcone, cui si accede attraverso una minuscola scala a chiocciola nascosta da una bussola.
La torre campanaria, di modesta altezza, nel corpo della quale spicca un’ampia apertura circolare, è in mattoni a vista e alla sommità di essa svetta un terminale a cupola.
Nel vano di un altare laterale si trova una statua dedicata a Sant’Antonio abate.

 

Info:
Telefono: 0544.952004 – 328.1793520
Email: diacanton@libero.it
Indirizzo: Piazza Tre Martiri, 24 – 48015 Castiglione di Cervia RA

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Castiglione_di_Cervia)

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com