BERTIOLO (Ud). Chiesa di San Martino, con immagine di Sant’Antonio abate.

La chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo è ubicata lungo la strada che porta alla piazza principale del paese, è una costruzione a navata unica che risale al XVII secolo.
Disposta con la facciata principale a nord e il campanile appoggiato all’angolo sud-ovest, è stata eretta sul medesimo luogo in cui sorgeva un precedente edificio sacro, di cui resta ancora la piccola abside (con frammenti di affreschi cinquecenteschi); venne consacrata nel 1702 dal patriarca Delfino (occasione ricordata dall’iscrizione latina accanto al vecchio battistero). Una grande croce in ferro battuto, artisticamente sviluppata a forma di albero, domina la sommità della facciata.

È pregevole, all’interno l’altare barocco di marmo proveniente da Venezia, fiancheggiato dalle statue di San Pietro e San Paolo; all’altare un dipinto con Sant’Antonio abate ed altri santi.
Tra le altre opere d’arte spiccano: sul soffitto del coro un affresco del pittore francese Loche e alle pareti un quadro del Politi raffigurante il patrono del paese nell’atto di donare parte del suo mantello ad un povero (si pensa sia un dono votivo fatto da un abitante di Bertiolo per uno scampato pericolo), ed una pala del Rosario di Francesco Pavona.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

 

VENEZIA. Pinacoteca del Palazzo Querini Stampalia, “Le tentazioni di sant’Antonio” di P. Longhi, ante 1761

Olio su tela, realizzato prima del 1761 da Pietro Longhi (Venezia 1701-1786)
Esposto nella Sala Pietro Longhi, parete A

 

Al centro il Santo, accasciato con due diavoli nudi in alto e in basso a destra un altro demone e il muso di un animale mostruoso. A destra in alto una diavolessa tentatrice.

 

Immagine da Wikimedia.

CASTELNUOVO BOCCA D’ADDA (LO), frazione Sant’Antonio Falcone. Chiesa di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale 27 – Via G. Falcone
https://goo.gl/maps/pRQ68tqQCafFToMy9

 

Nel territorio di Castelnuovo Bocca d’Adda esisteva una cappella campestre dedicata a S. Antonio abate, questo edificio fu distrutto da un’alluvione del Po insieme alla Cascina Costa, così venne ricostruito in un luogo più sicuro nel XVII secolo, nel 1675 circa.

Facciata a capanna, portale con timpano spezzato su cui è una statua di s. Antonio. In alto la scritta “DIVO ANTONIO”.
Interno a navata unica con aula di forma rettangolare.

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO410-00023/

BASSANO DEL GRAPPA (Vi). Chiesa di San Francesco, con immagine di Sant’Antonio abate.

Secondo una tradizione risalente alla fine del sedicesimo secolo o inizi del secolo successivo, la Chiesa di San Francesco, posta al lato sud della Piazza Garibaldi, venne costruita tra il 1158 e il 1183 da Ezzelino il Balbo, al ritorno dalla Terrasanta, a compimento di un voto e dedicata alla Vergine Maria. Questa tradizione viene riportata anche dal Brentari nella sua Storia di Bassano del 1884.

All’interno, a destra dell’altare della Immacolata Concezione, un affresco recuperato ed attribuito a Battista da Vicenza, con una Madonna in trono con Sant’Antonio abate e santa Caterina.

Fonte:
https://www.bassanodelgrappaedintorni.it/bassano-del-grappa-chiesa-di-san-francesco/

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CHIUSI DELLA VERNA (Ar), Santuario La Verna. Terracotta invetriata raffigurante Sant’Antonio abate.

Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è famoso per essere il luogo in cui san Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224.
Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.

All’interno della Basilica maggiore, sui due lati del presbiterio vi sono le due figure di San Francesco e Sant’Antonio abate (1475-80 circa) di Andrea della Robbia (cm 170×46).
In basso il classico maialino sempre presente nell’iconografia del Santo perché protettore degli animali del mondo contadino.

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com