FIRENZE. Gallerie dell’Accademia, tavola “Sant’Antonio abate e san Giuliano”, di Mariotto di Nardo, 1420

Sant’Antonio abate e san Giuliano”, 1420 circa
Tempera su tavola di 60 x 30 cm.
Opera di Mariotto di Nardo di Cione (Firenze, 1365 circa – 1424 circa).
Insieme al pannello gemello raffigurante i Santi Giovanni Battista e Nicola di Bari, sono stati collocati all’ultimo periodo di attività del pittore da Miklós Boskovits.
Acquistati dalla Galleria dell’Accademia nel 2017 dall’antiquario Salamon.
Le due opere sul finire degli anni venti del secolo scorso si trovavano ancora nella Collezione Corsini a Firenze. Le due coppie di santi sono descritte nel catalogo di Ulderigo Medici della Galleria Corsini.

 

Link e immagine:
https://artslife.com/2017/10/02/mariotto-di-nardo-alle-gallerie-dellaccademia-di-firenze/

FIRENZE. Gallerie dell’Accademia, “trittico di san Procolo o dell’Annunciazione e Santi”, con s. Antonio abate, di Lorenzo Monaco, inizi XV secolo

“Trittico di san Procolo”, o “trittico dell’Annunciazione e Santi”.

Tempera e doratura su tavola di 210 x 230 cm.
Opera di Lorenzo Monaco, realizzata nel 1406-18 circa.
Quest’opera, commissionata per la chiesa di S. Procolo a Firenze, è probabilmente la stessa che il Vasari annoverò tra le opere di Giotto e che venne poi inserita dal Milanesi (1878) nel corpus di Lorenzo Monaco, al secolo Piero di Giovanni (Siena o Firenze, 1370 circa – Firenze, 1425 circa).

Attualmente l’opera si presenta con l’Annunciazione nella tavola centrale; il pannello laterale sinistro raffigura santa Caterina d’Alessandria e sant’Antonio abate, quest’ultimo nella consueta iconografia: saio nero, mantello marrone, bastone e un piccolo maiale ai piedi, sul gradino della base.
Il pannello destro ha le figure dei santi Procolo e Francesco d’Assisi.

Il primo riferimento al monaco camaldolese spetta a Crowe e Cavalcaselle (1864); attribuzione accettata da Sirén (1905), che la datava agli anni 1408-1409 vedendovi influenze senesi e tentava una ricostruzione della predella; e poi da Venturi (1911), Van Marle (1924), Toesca (1929), Golzio (1931), Procacci (1936), Berenson (1936), Pudelko (1938), Bellosi (1965), Boskovits (1975), Eisenberg (1989).
La datazione proposta va dal 1406 ca. indicato da Pudelko (1938), al 1418 ca. indicato da Eisenberg (1989) ed oggi in genere accettato. Il trittico originariamente doveva essere stato progettato in modo diverso da come si presenta attualmente. A questo proposito Sirén ipotizza che l’opera avesse anche una predella della quale facevano parte la “Natività'” della collezione Kaufman (Berlino), l'”Adorazione dei Magi” e la “Visitazione” della collezione Parry (Hignam Court) e la “Fuga in Egitto” del Museo di Altenburg. Al posto dei due attuali dischi dorati delle cuspidi laterali c’erano due teste di profeti che furono poi sostituiti da due angeli rimossi in tempi non molto lontani . Eisenberg (1956) ha identificato il perduto profeta dello scomparto destro, con l'”Isaia ” già nella collezione parigina de Montor (1843) con l’ attribuzione a Cimabue. Successivamente il tondo, recentemente riapparso sul mercarto antiquario, fu ascritto ad Antonio Veneziano dallo Schmarsow (1898) e a Lorenzo Monaco dal Sirén.

L’opera non ha subito restauri, ma solo modifiche sulla cornice tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo. Le due sezioni laterali del trittico risultano ritagliate al di sopra delle teste con asportazione delle due cuspidi rifatte ex novo seguendo lo stile di quella centrale. La cornice è sprovvista anche dei pilastri dei pinnacoli e delle sue cornicine alle ogive e ai tondi delle cuspidi. Fu tagliata anche la base di tutto il trittico e al suo posto vi è una predellina con una iscrizione.
Sullo zoccolo della cornice sotto s. Antonio vi è scritto: “S[AN]C[TU]S ANTONIUS”.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900187146

http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/scheda.asp?nctn=00187146&value=1

https://www.treccani.it/enciclopedia/lorenzo-monaco_%28Dizionario-Biografico%29/

SIENA. Pinacoteca Nazionale, “Madonna col Bambino e Santi” con s. Antonio abate, di Taddeo di Bartolo

Trittico richiudibile raffigurante “Madonna con Bambino e Santi” tra cui s. Antonio abate.
Tempera su tavola di Taddeo di Bartolo (circa 1363-1422).

Nel pannello centrale la Madonna col Bambino e ai lati san Francesco e santa Caterina d’Alessandria; nella cuspide Crocefissione.
Nel pannello destro san Cristoforo e nella cuspide Vergine annunciata.

Nel pannello sinistro sant’Antonio abate che veste saio scuro e mantello; reca il bastone a tau e un libro rosso. Nella cuspide angelo annunciante.

 

 

Immagine da:
https://www.meisterdrucke.it/stampe-d-arte/Taddeo-di-Bartolo/972451/Vergine-con-bambino-e-santi—tempera-su-legno.html

PISA. Palazzo Blu, collezione Fondazione CariPisa, tavole con s. Antonio abate, di Taddeo di Bartolo e di Agnolo Gaddi

Tempera su tavola di 66 x 60 cm. Altarolo portatile a trittico che raffigura: “Madonna con Bambino tra san Giovanni Battista e sant’Antonio abate, in alto Cristo in pietà (o deposto)”; pannello laterale sinistro: “sant’Andrea e san Benedetto; in alto angelo annunciante”; pannello destro: “santa Bona e san Ranieri, in alto Maria Vergine annunciata”.

Opera di Taddeo di Bartolo (Siena, documentato dal 1386 al 1422).

Proviene dal mercato antiquario, Lugano (Svizzera), segnalato nel 1995; Asta Ader Tajan, Parigi (Francia), 14 dicembre 1992, n. 3

 

Sant’Antonio abate è a sinistra della Madonna, nella iconografia consueta: barba bianca, saio e mantello, tiene nella mano destra il bastone a tau e nella sinistra il libro.

 

Link:
https://palazzoblu.it/artwork/madonna-con-bambino-e-santi-tempera-su-tavola/

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900532157 La fotografia di questo sito è invertita destra/sinistra rispetto all’originale.

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/9046/Taddeo%20di%20Bartolo%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20tra%20san%20Giovanni%20Battista%20e%20sant%27Antonio%20Abate%

 


“Madonna in trono col Bambino tra Angeli e Santi”

La collezione conserva un’opera del pittore fiorentino Agnolo Gaddi (1369-96).-

A destra in secondo piano la figura barbuta, con saio scuro e cocolla chiara, con in mano il bastone a tau è identificabile con sant’Antonio abate.

 

Immagine da:
https://palazzoblu.it/le-collezioni-2/

PISA. Museo Nazionale di San Matteo, due tavole con s. Antonio abate, di Taddeo Gaddi e di Vanni Turino

 “Sant’Antonio abate e san Bartolomeo”.

Tempera su tavola di 197 x 54 cm.
Opera di Agnolo Gaddi (1350 circa/notizie dal 1369 – 1396) figlio di Taddeo Gaddi
Inventario numero 1692

Sant’Antonio, all’estremità sinistra, tiene il bastone.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900405735


 “S. Antonio abate e un Santo Evangelista (s. Marco?)

 

Tempera e oro su tavola di 164 x 71,5 cm.
(Con una tavola gemella raffigurante i Santi Bartolomeo e Cristoforo).
Opera di Vanni Turino o Turino di Vanni (Rigoli, 1348 circa – Pisa, post 1438), datata al  1390-1410.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900405694

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/8749/Turino%20di%20Vanni%2C%20San%20Bartolomeo%20e%20san%20Cristoforo%2C%20San%20Marco%20Evangelista%20e%20sant%27Antonio%20Abate

https://www.treccani.it/enciclopedia/turino-di-vanni_%28Dizionario-Biografico%29/