AQUILEIA (UD), fraz. Belvedere. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Via Martin Luther King, 6
https://goo.gl/maps/aCKnLGCjAn4Tx63e6

Nel 1387 il territorio di Belvedere fu concesso dal Patriarca di Aquileia Bertrando ai signori Savorgnan del Torre. La parrocchia di Belvedere di Aquileia nacque nel XVII secolo per interessamento di questo casato, che rimase proprietario dei terreni fino al 1805 quando furono venduti alla famiglia dei Colloredo e, nel 1882, alla famiglia Fior.
La nobile famiglia Savorgnan fece ricostruire l’antica chiesa dedicata a Sant’Antonio abate circondata da un piccolo cimitero. Nella prima metà del XVIII secolo questo edificio si rivelò insufficiente a soddisfare le esigenze dei fedeli e, così, fu edificata nel 1746 l’attuale parrocchiale, voluta anche da Francesco Savorgnan. Essa fu consacrata nel 1749 da Daniele Dolfin, l’ultimo patriarca di Aquileia. La struttura fu poi ampliata nel 1850 con due cappelle laterali.

La facciata principale è esposta ad ovest e la torre campanaria è addossata al prospetto laterale sud. Sul sagrato, presso la porta d’ingresso, si trova un mosaico raffigurante un pavone, simbolo per i primi cristiani della risurrezione e della vita eterna.

La chiesa, ad aula unica, fu riccamente decorata per volontà dei Savorgnan con opere d’arte di grande pregio di artisti veneziani, tra cui le statue degli angeli dell’altar maggiore opera dello scultore veneziano Giovanni Maria Morlaiter  (1699 –  1781); una tela raffigurante l’Assunta di sapore veneto e la Sacra Famiglia del Feruglio.

 

Il conte Francesco Savorgnan, commissionò al pittore Gianantonio Guardi la pala d’altare della “Madonna del Rosario con i santi Domenico, Giovanni Nepomuceno, Antonio abate, Sebastiano e Marco”. Il dipinto, realizzato dopo che l’artista ebbe visitato la località, fu collocato nella chiesa di Belvedere nella metà del 1700. L’originale, asportato negli anni ottanta del Novecento, è oggi conservato nella Pinacoteca dei musei provinciali presso palazzo Attems-Petzenstein a Gorizia, VEDI SCHEDA. Nella chiesa vi è una copia di questa pala d’altare.

A sinistra dell’entrata, una statua raffigurante Sant’Antonio abate, firmata Sclauzero F., anno 2007.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600042333

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Aquileia,_Belvedere)

BOLOGNA. Basilica di San Petronio – Cappella Garganelli, “Pietà” con s. Antonio abate di A. Aspertini, 1519

Tempera su tela, 181 x 266 cm, “Pietà e Santi” o “Compianto

Il dipinto si trova nella XVIII cappella della navata destra, intitolata a San Lorenzo, già Garganelli, Ratta e Pallotti.

Opera del 1519 di Amico (Amerigo) Aspertini (Bologna, 1474 circa – Bologna, 1552) .

Raffigura “Cristo in pietà sorretto dalla Madonna; san Marco, sant’Ambrogio (a sinistra); san Giovanni Evangelista e sant’Antonio abate (a destra)”.

Recentemente restaurato.

Sant’Antonio, in secondo piano a destra, tiene in mano il bastone a stampella cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/30387/Aspertini%20Amico%2C%20Cristo%20in%20piet%C3%A0%2C%20san%20Marco%2C%20sant%27Ambrogio%2C%20san%20Giovanni%20Evangelista%20e%20sant%27Antonio%20Abate

https://www.basilicadisanpetronio.org/iniziative-ed-eventi/il-compianto-di-amico-aspertini/

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Petronio

SAN GIOVANNI VALDARNO (AR). Museo della basilica di Santa Maria delle Grazie, polittico con s. Antonio abate di Mariotto di Nardo, 1400-10

Trinità tra la Vergine e Maria Maddalena e Santi
Tempera su tavola, dimensioni totali del trittico: 152 x 326 cm.

Opera di Mariotto di Nardo, (1365 circa – 1424) del 1400-1410.

Proveniente dalla Pieve di San Giovanni Battista.
Assieme ad alcuni frammenti di affresco nella chiesa di San Lorenzo in San Giovanni Valdarno, il trittico, è stato attribuito a Mariotto di Nardo, valente pittore fiorentino che attuò il recupero della tradizione giottesca.
Nella tavola centrale la figura dell’Eterno Padre sorregge la croce dove il corpo del Figlio, ormai inerme, ricade pesante su se stesso; Maria e Maddalena, inginocchiate ai lati della croce, esprimono il loro dolore. Sopra la croce, la colomba dello Spirito Santo.
Nella tavola sinistra, nel tondo posto al centro della cuspide san Giuseppe sorregge la verga fiorita; in basso, san Giovanni Battista e san Giacomo.
Nella tavola destra, al centro della cuspide, il profeta Zaccaria sostiene il cartiglio con l’iscrizione latina “ET VOCABIT NOMEN EIUS IOHANNES”, mentre in basso sono raffigurati san Giovanni Evangelista e sant’Antonio abate.

Sant’Antonio è raffigurato all’estrema destra con barba biforcata, saio nero e mantello marrone-verde; tiene nella mano destra un lungo bastone a tau e nella sinistra un libro rosso. Muso e zampe anteriori di un maiale spuntano dalla cornice.

 

Link:
https://www.museobasilica.it/project/trinita-tra-la-vergine-e-maria-maddalena-con-santi/

FIRENZE. Basilica di Santa Trìnita, polittico con s. Antonio abate di Mariotto di Nardo

Polittico, posto sull’altare della Cappella Maggiore, proviene dai depositi della Galleria dell’Accademia.
Opera di Mariotto di Nardo (1365 circa – 1424).

Raffigura nel pannello centrale: Trinità con Cristo Crocifisso.
Pannello sinistro: Sant’Antonio abate e san Michele Arcangelo, in alto, Angelo annunciante.
Pannello destro: San Francesco d’Assisi e san Giuliano l’Ospedaliere; in alto Maria Vergine annunciata.

Sant’Antonio abate, all’estremità sinistra del pannello, è dipinto con barba biforcata, saio nero e mantello marrone; tiene nella mano destra un bastone a stampella e nella sinistra un libro rosso.

 

La Basilica è in Piazza di Santa Trìnita.

Immagini da Wikimedia.

Info sulla Basilica:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Trinita

FIRENZE. Chiesa di Santa Croce, Cappella del Noviziato, polittico con s. Antonio abate di Lorenzo di Niccolò

Il polittico è conosciuto come: “Madonna con Bambino e dieci Santi”.
Opera di Lorenzo di Niccolò (Firenze, 1373 circa – 1412 circa), attivo in Toscana tra il 1392 al 1412. Considerato in passato come figlio di Niccolò Gerini, gli studiosi ritengono ormai che questa identificazione sia erronea, dal momento che la sua registrazione nel registro delle tasse di Firenze del 1398 riporta il nome di “Lorenzo di Niccolò di Martino”.

L’opera si trova nella Cappella del Noviziato o Cappella Medici, parete destra.

 

Nel polittico, il secondo Santo da sinistra, può essere identificato con sant’Antonio abate per l’iconografia: saio, mantello, libro rosso e bastone a tau.

 

Immagine da:
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