COLLOCAZIONE IGNOTA. “Madonna col Bambino e Santi”, tra cui s. Antonio abate del “Maestro della Madonna Lazzaroni”, ultimo terzo del XIV secolo

Tempera su fondo oro su tavola, a punta, cornice integrata, pannello centrale  34,5 x 19 cm, portelli laterali 34,5 x 9,5 cm.

Nel pannello centrale la Madonna col Bambino san Nicola di Bari e san Pietro, un monaco santo, sant’Antonio abate, sant’Andrea (?), e san Giovanni Battista (?); portelli laterali: scena della Crocifissione con Maria e Giovanni a destra, san Cristoforo, san Benedetto, un vescovo santo a sinistra e in alto l’Annunciazione di Maria.

Opera del “Maestro della Madonna Lazzaroni” ,artista che prende il nome da una tavola conservata nella raccolta Lazzaroni di Parigi (attivo a Firenze nell’ultimo terzo del XIV secolo. Vedi scheda ).

Asta Dorotheum, Vienna, lotto No. 551. Veduto il 17 – 4 – 2013
Proviene da collezione privata europea.

Sant’Antonio, a destra, è nella consueta iconografia.

 

Link e immagine:
https://www.dorotheum.com/it/l/5440710/

SAN SEVERINO MARCHE (MC). Chiesa (vecchia) di Santa Maria della Pieve, affresco con s. Antonio abate, XIV-XV secolo

La chiesa (da non confondere con la nuova Parrocchiale), edificata nel X secolo, fu ricostruita nel 1228. Nel XV secolo la chiesa fu decorata con numerosi affreschi da Lorenzo e Iacopo Salimbeni, oggi conservati nella Pinacoteca Civica in seguito al distacco e successivo restauro del 1960. Quelli rimasti nell’abside, di mano anonima, ma ascrivibile all’ambito marchigiano, risalgono al periodo a cavallo tra XIV e XV secolo. Tra essi anche un sant’Antonio abate in trono.
Nella seconda metà del XVII secolo l’instabilità del fondo argilloso dell’area di sedime impose l’abbattimento delle due navate laterali al fine di preservare la statica del corpo principale. L’attuale facciata a capanna risale al 1832.

 

La figura di sant’Antonio abate, con la tau sul mantello, reca una fiamma tra le mani, col braccio destro tiene un bastone con appesa una campanella e un libro. Un piccolo donatore è inginocchiato a destra.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/33881/Chiesa+di+Santa+Maria+della+Pieve

http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/06_chiese/03_macerata/00137/index.htm

NORCIA (PG). Chiesa di Sant’Agostino, affresco con s. Antonio abate, 1497

L’affresco, nell’abside raffigura: “Madonna con Bambino in trono tra sant’Antonio abate, sant’Eligio e un donatore, (in alto) Incoronazione di Maria Vergine”.

Opera di Giovanni Battista da Norcia (notizie 1497-1511).
Sant’Antonio è dipinto a sinistra e regge il bastone cui è appesa una campanella.

La chiesa fu costruita nel XIV secolo. La facciata a capanna presenta un bel portale ogivale in stile gotico con sopra una lunetta affrescata nel 1368 e raffigurante la Madonna con Bambino tra Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino.
L’interno, a unica navata e con copertura a capriata, custodisce preziosi altari barocchi del 1600, un organo con cantoria in noce del XVII sec. ed affreschi votivi del XIV-XVII sec. posti nella controfacciata e alle paresti laterali, opera di numerosi artisti tra cui gli Sparapane di Norcia, Nicola da Siena, Giovan Battista e Giovannotto di Norcia.

Purtroppo molto danneggiata dal terremoto del 2016.

 

 

 

 


Link:

http://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/chiese/italia/umbria/norcia.html

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/29201/Giovanni%20Battista%20da%20Norcia%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20sant%27Eligio%20e%20un%20donatore%2C%20Incoronazione%20di%20Maria%20Vergine

https://web.valnerinaonline.it/cio-resta-della-chiesa-santagostino-norcia/

TRAVESIO (Pn). Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo

La chiesetta dedicata a S. Antonio abate si trova ai piedi dei resti del nucleo fortificato principale del castello, a ridosso di quello che rimane della cosiddetta “seconda cinta muraria”.
https://maps.app.goo.gl/fMzv6NdrNE3Yj12V6

L’aula liturgica nasce molto probabilmente con il complesso castellano anche se Marchetti la colloca nel più tardo XIII secolo. L’edificio presenta evidenti interventi, che si sono succeduti nel corso del tempo, e si trova ora in stato di abbandono, completamente spoglia degli arredi interni. Era probabilmente funzionante al tempo del lascito Francesco di Toppo (1876)… Alla fine degli anni Sessanta, come testimonia Andrea Benedetti in un articolo riguardante il complesso castellano, la chiesa era dotata di un altare con una piccola statua di S. Antonio. L’aula, in quegli anni, era ancora utilizzata per le funzioni religiose con la celebrazione della messa nella giornata delle rogazioni, che si facevano prima dell’Ascensione.
La chiesa, nella configurazione attuale, è a navata unica con una pianta piuttosto irregolare. Non è dotata di un portico nè di sacrestia.
La facciata, dall’impianto semplice e lineare, presenta le tracce di una sopraelevazione dell’aula. A tale fase appartiene anche la monofora campanaria a oggi piuttosto compromessa. La porta d’ingresso presenta un arco a tutto sesto ed è caratterizzata da conci in pietra…
L’interno dell’aula si caratterizza per un impianto lineare e per l’assenza di arredi. La piccola acquasantiera lapidea collocata all’interno a destra della porta d’ingresso è stata da poco asportata. La zona presbiteriale presenta una minuscola abside semicircolare con volta a catino molto bassa, all’interno i resti dell’altare, in gran parte demolito, e una piccola nicchia, di recente costruzione, che forse conteneva la statua di S. Antonio abate…

La scoperta dei lacerti di affreschi, il 18 aprile 2009 in occasione della Settimana della Cultura del 2009, grazie al dott. Paolo Casadio, e i lavori di messa in luce e restauro che sono ora previsti per giungere al recupero dell’edificio, in grave stato di degrado, forniranno certamente maggiori conoscenze della storia della chiesetta… Allo stato attuale si può solo cautamente avanzare per la decorazione dell’abside, una proposta di datazione alla fine del XIV secolo ipotizzando l’attività di uno o due pittori di formazione veneta.
Gli affreschi si estendevano anche sulle pareti dell’aula del primitivo sacello. I sondaggi hanno messo in luce, all’innesto della parete sud con l’abside parte di una figura di santo vescovo in gran parte mutilata dall’apertura della finestra rettangolare. Il santo non presenta specifici attributi: regge il pastorale con la sinistra e con la destra guantata benedice. Anche il volto è in gran parte perduto e questo rende arduo il riconoscimento del personaggio. Non si può escludere che sia raffigurato Sant’Antonio abate che, viene a volte rappresentato, in quanto abate, in abiti vescovili… Il santo vescovo è raffigurato in piedi, coperto da piviale e con la mitria sul capo… Tali caratteristiche evidenziano la cultura arcaizzante del pittore e inducono a proporre una datazione del frammento tra la fine del Trecento e l’inizio del secolo successivo…

 

Fonte:
Dalla Chiesa di S. Antonio abate presso il castello di Toppo di Bruno Repezza e Cristina Vescul, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.
Nota sugli affreschi della chiesetta di S. Antonio abate in castello a Toppo di Travesio, di Paolo Casadio, in Il castello di Toppo, a cura di Luca Villa, NordAdriatica, Studi e ricerche di archeologia della Sopr. FVG, Travesio 2010.

CINGOLI (MC). Collegiata di Sant’Esuperanzio, affresco con s. Antonio abate di Arcangelo di Cola, inizi XV secolo

L’antica chiesa ( XII secolo) ricostruita nel 1250, con un bel portale del 1295, conserva resti importanti del grande ciclo pittorico eseguito fra XIV e XVI secolo e riportato alla luce durante il restauro del 1920.
Tra essi un riquadro in controfacciata che raffigura “Pietà (in alto) con i santi Antonio abate, Giovanni battista e Cristoforo”, del XV secolo, e attribuito ad Arcangelo di Cola, uno dei protagonisti della pittura dell’Italia centrale dei primi decenni del XV secolo (vedi scheda).

Sant’Antonio è al centro, con la tau sul mantello, tiene in mano campana e bastone. Purtroppo l’affresco è rovinato.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/sesuperanzio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Sant%27Esuperanzio

https://www.treccani.it/enciclopedia/arcangelo-di-cola-da-camerino_%28Dizionario-Biografico%29/