SCAGNELLO (CN). Chiesa di Sant’Antonio abate

E’ situata nella frazione Valbuona, sulla strada che da Scagnello porta a Battifollo, angolo Via Aldo Moro e si dice appartenente ad un antico convento.
https://goo.gl/maps/zcgwvZ298KVww2teA

 

Sprovvista di portico, ha l’interno molto semplice, quasi spoglio, a pianta rettangolare, che presenta varie figure affrescate e ricoperte parzialmente da intonaco e risalenti al XV – XVI secolo;  il presbiterio ha la volta a vela.
Il convento femminile, al quale sembra appartenesse la Cappella, da alcuni viene indicato come benedettino, ma S. Benedetto non è raffigurato, né in detta Cappella, né in altro edificio sacro scagnellese. E’ presente invece tra le figure affrescate, San Giacomo di Compostela ed alla base dell’altare vi è il disegno di una conchiglia simbolo del Santo: lo stesso decoro, a forma di conchiglia, è presente in due parti del vicino edificio che si suppone facesse parte di tutto il complesso conventuale.
Uno degli affreschi raffigura sant’Antonio abate, con bastone.

 

Il 17 gennaio, festa del Santo, gli animali domestici venivano portati dinanzi alla Cappella per la benedizione.
Anche il falò, acceso la sera della vigilia (così come lo è tuttora), era un’ invocazione al Santo per la liberazione dal “fuoco di s. Antonio”: i nostri avi raccoglievano tizzoni e cenere di detto falò con la fiducia di venir preservati da tale malanno.
Vi si celebravano solennemente anche le feste dei due compatroni della Cappella: Santa Maria Maddalena e San Ludovico, Re di Francia, santi ormai sconosciuti in questi luoghi.

 

Immagini e info da:
http://www.comune.scagnello.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=28696

Data compilazione scheda: 30/12/2021
Rilevatore: AC

VENASCA (CN). Cappella di Sant’Antonio

La cappella sorge in posizione isolata a poche centinaia di metri da borgata Lussia, lungo una strada che collegava il capoluogo comunale con alcune frazioni della regione Opaco di Venasca.
Via Sant’Antonio.  https://goo.gl/maps/DVYsMPVxJqt7rhVo8

 

Si ignora la data di edificazione; si inizia a trascrivere le spese nel Libro dei Conti nell’anno 1684
Lavori di ristrutturazione nel 1880.

L’affresco della facciata, che mostra la Madonna tra sant’Antonio abate (a sinistra) e sant’Antonio di Padova (a destra), è opera di Netu Borgna di Martiniana (attivo tra il 1880 ed il 1901, n.d.c.) (Ponso, 2004, p. 138)
Nel 1927 furono fatti restauri ed un certo ampliamento della cappella.
Consta di un unico ambiente (ad eccezione della sacrestia sul retro dell’altare) e di un campanile addossato alla parete Est.

“Le feste sono: S. Antonio abate, il terzo sabato di gennaio; S. Antonio da Padova, il secondo sabato di giugno” (Ponso, 2004, p. 139)

 

Bibliografia:
Ponso Aldo, Venasca: un paese da riscoprire, s.n.,  Base Grafica, Cuneo  2004

Info e immagini da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=46837

Data compilazione scheda: 30/12/2021
Rilevatore: AC

RIFREDDO (CN). Cappella di Sant’Antonio abate (e San Grato)

La cappella si trova in via Ruata Canali – angolo via Parrocchia
https://goo.gl/maps/JmeGzYLxsHqiwL7J7

 

Nel 1629 la Cappella campestre di S. Antonio risulta chiusa da cancelli, con volta, il pavimento in terra battuta e l’altare spoglio.
Alcuni elementi – dalla decorazione del portone al rosone quadrilobato in facciata – concorrono, con la pala all’altare maggiore, a fissare al primo quarto del XVIII secolo una importante fase di riplasmazione dell’edificio, sulle vestigia della preesistenza del 1629.

In facciata è presente un’epigrafe che riporta le seguenti parole: «Virgini Deiparae Divisque Antonio et Grato dicatum – 1873». A tale fase storica potrebbe essere ricondotto l’apparato decorativo delle volte. L’altare è addossato alla parete di fondo; è in muratura con stucchi e decorazioni a finto marmo. La pala d’altare rappresenta la Vergine con il Bambino, sant’Antonio abate (a sinistra) e san Grato.

 

Durante la messa per la celebrazione di Sant’Antonio abate (19 gennaio o la domenica più vicina) vi è la tradizione della benedizione dei “caritun/caritôn”, pani a forma di stella. Secondo le regole di trascrizione classica codificata della lingua piemontese, il nome di questo dolce si dovrebbe scrivere “cariton”, ma è pronunciato in ogni caso “caritun”.
Un tempo, nella giornata dedicata a Sant’Antonio abate, era usuale offrire ai poveri questo pane, gesto di carità che nel corso degli anni ha fatto assumere al pane donato tale nome.

 

Immagini e info da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=45557

Data compilazione scheda: 30/12/2021
Rilevatore: AC

PIASCO (CN), frazione Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

In Frazione Sant’Antonio, Via Rossana 2 / Via Pareyson, 47 presso la Via Provinciale Busca
https://goo.gl/maps/SVLDvyjhJKCgHrGC9

 

Costruita nel 1962; è totalmente recintata con unico ingresso sulla rotonda che si trova al bivio tra la vecchia strada per la vallata e la diramazione verso Rossana. Il sagrato è ampio e precede una grande scalinata che porta all’ingresso.


Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=59200

 

Data compilazione scheda: 30/12/2021
Rilevatore: AC

PIASCO (CN). Cappella di Sant’Antonio

L’edificio si trova all’incrocio fra via Isola Superiore e il proseguimento di via Venasca e lungo il “Bedale dei Molini” che scorre parallelamente alla facciata sud.
https://goo.gl/maps/2bHqtUVPhmimvwya9

Altre denominazioni: Chiesa di Sant’Antonio Abate e Chiesa di Sant’Antonio da Padova
Secondo la tradizione che verso il 1500 sorgeva in quei pressi un pilone o una cappelletta, sopra un costone della montagna, a pochi metri dalla strada, sul lato destro, per chi sale, al riparo da un possibile straripamento del Varaita (…) (Ponso, 1984, p. 99)

“Con ogni probabilità la cappelletta era già dedicata a S. Antonio abate fin dal suo inizio, ma in seguito, forse anche per omonimia, nella nuova chiesetta, precedente all’attuale parrocchiale, si cominciò a venerare pure S. Antonio da Padova; a lui si diede addirittura il posto d’onore nell’icona dell’altare maggiore. (…) la festa esterna di S. Antonio da Padova, che divenne festa patronale, si cominciò a celebrare la terza domenica di giugno solo dall’anno 1902″ e “in questa cappella fin dal secolo scorso le singole categorie di lavoratori facevano celebrare le loro messe: i contadini in onore di S. Antonio abate, specie in occasione delle epidemie (come avvenne nel 1902)”. (Ponso, 1984, p. 99)

“All’altare maggiore una pala rappresentante la Madonna col Bambino e S. Antonio da Padova (del 1600-1700)” (Ponso, 1984, p. 99). Il dipinto, ancora oggi conservato è assegnabile al pittore Lelio Scaffa (documentato dal 1644 al 1682) e attesta che ormai, a metà Seicento, la devozione prevalente è quella per Sant’Antonio da Padova (nota di compilazione dell’Ufficio BCE).
La facciata principale presenta un ingresso collocato tra due basse finestre di forma rettangolare, sormontato da una nicchia ovale in cui è affrescato S. Antonio da Padova e da una finestra polilobata, della stessa fattura di quelle che si aprono sulle facciate sud e nord. Il portale di ingresso è contornato da una cornice decorativa e protetto da una tettoietta.

Immagini e info da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=44275

Data compilazione scheda: 30/12/2021
Rilevatore: AC