TERRE ROVERESCHE (PU), municipio di San Giorgio di Pesaro. Chiesa parrocchiale di San Giorgio, tela con sant’Antonio abate, XVIII secolo

Dal 1° gennaio 2017, l’ex comune di San Giorgio di Pesaro, insieme a Barchi, Piagge e Orciano di Pesaro, forma il comune sparso di Terre Roveresche.

Olio su tela di 175 x 130 cm. Autore ignoto del Settecento

La pala fu commissionata dalla famiglia Leonelli, come testimonia lo stemma in basso a destra.
L’ opera appare eseguita da un pittore locale che unisce ad una struttura compositiva arcaica un gusto settecentesco visibile in particolare nella resa della fisionomia del Santo e nella definizione degli Angeli.

L’ arrivo degli Angeli ha distratto il Santo, vestito della tonaca da frate col cappuccio, intento nella scrittura e circondato dai simboli a lui pertinenti. Fra questi si notano il bastone a tau portato da un Angelo e la campanella.
Il teschio e la clessidra sono disposti fra i libri a significare un sapere sempre consapevole della caducità umana, in modo da non cadere in un vuoto orgoglio.

 

 

La Chiesa Parrocchiale sorge ove era la pieve (della quale, nell’Archivio di Stato di Fano, si conserva un documento del 1300 e un inventario del 1433). La chiesa attuale è stata riedificata tra il 1841 ed il 1843 su disegno dell’architetto di Senigallia Giuseppe Ferroni e conserva della precedente, di cui è nota una pianta del 1770, all’esterno il finestrone centrale e, all’interno, varie tele e arredi, mentre l’unica navata è stata allargata e suddivisa in tre parti tramite colonne architravate di ordine ionico, con quella centrale più alta di quelle laterali.

 

Link:
https://comune.terreroveresche.pu.it/contenuti/37442/chiesa-parrocchiale-castello-san-giorgio#lg=1&slide=2

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/5145.html

PIOBBICO (PU). Chiesa di Sant’Antonio abate

La Chiesa di Sant’Antonio, si trova ai piedi del borgo, sull’omonima piazzetta nel centro storico.
https://goo.gl/maps/8FmYBkHL8p31K2Y58

 

 

Fu eretta da Antonio I di Monaldo Brancaleoni intorno al 1375, come ex voto, ma nulla resta dell’antico assetto dopo il terremoto del 1781. Piobbico, dal 1000 per cinque secoli, fu feudo della famiglia Brancaleoni. Il Torelli, segretario degli ultimi discendenti della famiglia, annotò che ad un lato della porta erano incise in caratteri semigotici:” MAAALXXV T.D. GG. PP XI A.M.” (1375, tempore Dni Gregori Papae XI Antonius (filius) MOnaldi). E’ la conferma della sua costruzione. Era in stile gotico ed era posizionata con l’abside che “prolungavasi fin quasi a toccare il monte” (Montiego) e l’ingresso rivolto verso il fiume.
Scrisse Mons. Antonio Tarducci: “La vecchiezza, lo scarico delle macerie precipitate in occasione delle piogge, il tremuoto del 1781 la resero deforme e cadente”. Quindi il rovinoso terremoto rese del tutto inagibile una struttura già fortemente compromessa dall’usura del tempo.
Nel 1784 don Ulderico Brancaleoni, arciprete di Santo Stefano e Conte, la fece demolire e la riedificò, dandole la sistemazione attuale, offrendo così l’opportunità di prolungare quella che oggi è Via Fontanelle, a sinistra della chiesa. La nuova chiesa venne aperta al pubblico nel 1788.
Nel 1841 l’Arciprete di Santo Stefano, Don Luigi Rovelli, fece eseguire i lavori di innalzamento delle pareti perimetrali.

La facciata della chiesa attuale è in stile neoclassico e, a seguito dei danni riportati durante la seconda guerra mondiale, è stata completamente restaurata negli anni Sessanta del Novecento.

L’interno è in unica navata rettangolare con una piccola abside al centro della quale si trova l’altare. La pala è una tela, di autore ignoto, raffigurante il Crocifisso con ai piedi Sant’Antonio abate e Santa Caterina di Alessandria.
Pregevoli sono le stampe spagnole alle stazioni della Via Crucis.

 

Link:
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/5097.html

FOSSOMBRONE (PU), frazione Isola di Fano. Chiesa parrocchiale di S. Giovanni battista, quadro con sant’Antonio abate di G.F. Guerrieri, XVII secolo

L’olio su tela raffigurante la “Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Antonio abate, Francesco d’Assisi, Andrea e Vitale martire” è posta nel primo altare di destra della Chiesa Parrocchiale.

Risale, con ogni probabilità, alla quarta decade del XVII secolo ed è stata realizzata da Giovanni Francesco Guerrieri (Fossombrone, 1589 – Pesaro, 1657), su committenza dei fratelli Pietro, Antonio ed Andrea Boldrini di Isola di Fano, i quali vollero che fossero inclusi anche i santi di cui loro stessi portavano il nome. Oltre a questi furono rappresentati San Francesco d’Assisi e San Vitale martire.
I cinque Santi occupano la parte bassa del quadro, invece, sopra di loro, vi è la figura della Madonna con il Bambino sulle ginocchia e appena dietro, più in ombra, compare la figura di Sant’Anna.
Sant’Antonio abate, seduto a sinistra, sta leggendo un libro. Lo identificano la campanella ai suoi piedi e il Tau sulla veste.

La pala, predisposta per uno degli altari della chiesa precedente, fu riadatta in altezza ed in larghezza al primo altare di destra dell’attuale parrocchiale da Carlo Magini di Fano alla fine del Settecento.
Con il restauro della tela, avvenuto in occasione della mostra sul Guerrieri del 1997, la parte aggiunta in alto è stata messa in evidenza.

 

Link:
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/9620.html

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-francesco-guerrieri_%28Dizionario-Biografico%29/

FOSSOMBRONE (PU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Fratelli Kennedy, 26
https://goo.gl/maps/SqedQH3H72G2K2177

 

La chiesa e l’attigua canonica, furono costruite nel periodo 1373-75 e adoperate per quasi tre secoli dall’Ordine dei Celestini, prima di essere eretta a parrocchia.

La chiesa ha struttura muraria in conci irregolari di pietra del Furlo e tetto a capanna. Si articola in due volumi, quello principale corrispondente all’aula liturgica e quello dell’avancorpo d’ingresso, più stretto e basso. Il fianco destro è libero e presenta due finestre lunettate con centinatura in mattoni; al fianco sinistro si connette la lunga costruzione a due piani della ex casa parrocchiale e, sul retro, la costruzione a un piano della sacrestia. Tra i due volumi si erge il campanile a pianta quadrata; la torre è in pietra rosa e bianca e la cella campanaria in mattoni faccia a vista, con quattro fornici e tetto in coppi a padiglione.
Sul retro della fabbrica sporge il volume a pianta pentagonale dell’abside.

La facciata è in pietra faccia a vista, compresa tra lesene in mattoni a tutta altezza e coronata da un cornicione modanato e da un frontone con timpano cieco, più stretto rispetto alla larghezza del fronte. Una ripida scalinata conduce al ridotto sagrato e al portale con mostra in pietra modanata; sopra questo si trova una bifora con arco goticheggiante su esili pilastrini, che interrompe la cornice della trabeazione superiore. Sul lato destro del portale, inoltre, si apre una nicchia affrescata, traccia parziale di una preesistente nicchia centinata.
Nel 1633 l’ingresso, che rispondeva all’orto dei frati, venne spostato verso la via del Borgo, utilizzando l’antico cappellone, di cui restano i bei costoloni della volta; la vecchia entrata fu, invece, trasformata in abside.
Fa da filtro tra esterno e interno un atrio chiuso da un’ampia porta finestrata e affiancato sul lato destro da un piccolo battistero; al piano di sopra la controfacciata si apre in un locale che affaccia, con una grande arcata ogivale, sull’aula liturgica. La cantoria è coperta da volta a crociera costolonata e lascia filtrare la luce della bifora del fronte.

L’interno è a navata unica, coperta da una volta a sesto ribassato impostata sulla trabeazione a fregio liscio che corre lungo tutta l’aula; la trabeazione è sorretta da un ordine di lesene che spartisce ritmicamente le pareti della navata. Tra le lesene sono comprese tre arcate cieche per parte, di cui quelle centrali con nicchia. Nell’arcata di sinistra è presente un altare a sarcofago con mensa su pilastrini, addossato a muro, che reca un elaborato espositorio con l’immagine della Madonna immacolata. La navata è coronata in fondo dall’abside pentagonale coperta con catino a spicchi, nel quale si aprono due finestre lunettate. Il presbiterio, a cui ci introduce un arcone a sesto ribassato, è sopraelevato di un gradino rispetto al piano dei fedeli.
E’ dominato dal vecchio altare maggiore in marmi policromi con mostra architettonica frontonata e nicchia centrale che ospita la statua del santo titolare della chiesa.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43367/Fossombrone+%28PU%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/11209.html

Rilevatore: AC

LACONI (OR). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa di S. Antonio Abate si trova nella parte alta di Laconi, al termine di un ripida salita.
Via Sant’Antonio, 16
https://goo.gl/maps/m62d1wCurdph6NiW8

 

L’edificio, di fattura piuttosto semplice, venne edificato in stile romanico ma fu in seguito rimaneggiato o ricostruito nel 1704 per volere del rettore Cosma Bonaventura Manis, il fatto è documentato da un’epigrafe in facciata.
Durante i restauri del 1865 furono rifatti due archi, il tetto e il pavimento.
Nel 1964 fu ampliata la chiesa e costruito il nuovo presbiterio.

La facciata, molto semplice, intonacata con malta cementizia, è quasi priva di elementi decorativi. L’ampio portale ligneo, ad arco a tutto sesto con cornice, è sovrastato da un raffinato rosone con decorazioni a rilievo realizzate in pietra locale. Sul portale è murata l’epigrafe del 1704.
Sul semplice tetto a capanna spicca una piccola croce.

La chiesa è caratterizzata da una pianta rettangolare articolata in una sola navata separata dal presbiterio da un arco in mattoni a sesto acuto. Il presbiterio è sopraelevato da un gradino rispetto alla navata. Le pareti interne sono intonacate, tinteggiate di bianco e prive di elementi decorativi. La navata è divisa in quattro campate, delimitate da archi a tutto sesto su cui poggia la copertura e con relativi contrafforti esterni. Le murature sono realizzate in pietra locale.
All’interno della chiesa è conservata una bella statua di S. Antonio.

 

Il 17 gennaio, o la domenica più vicina, si svolge la tradizionale festa di sant’Antonio: al termine della consueta celebrazione liturgica, la statua del Santo viene portata in processione dalla Parrocchia alla Chiesa di Sant’Antonio ed effettua i tradizionali tre giri intorno al falò.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/83827/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate