BELLAGIO (CO), frazione Casate. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio /  via Casate
https://goo.gl/maps/qUhq4Z3iGzx1kEho7

 

L’attuale costruzione risale ai secoli XVII e XVIII, ma sicuramente la struttura originaria era più antica di almeno un centinaio di anni. Infatti, gli atti della visita pastorale del 1593 ricordano questa chiesa e i suoi affreschi (oggi non più esistenti).
Il piccolo edificio religioso ha una facciata a capanna in cui si apre il portale d’ingresso, sormontato e fiancheggiato da due finestre. Il campanile è inserito sul lato sinistro del tetto.

L’interno, piuttosto danneggiato a causa delle infiltrazioni di umidità, è ad aula unica, con cappella laterale e presbiterio rettangolare. Lungo la parete destra si apre la cappella decorata con un dipinto seicentesco raffigurante la Trinità con alcuni Santi.
Il presbiterio è diviso da due balaustre e un arco a tutto sesto; presenta una decorazione in stucco: un baldacchino, sorretto superiormente da un putto, fa da cornice alle statue, anch’esse in stucco, di San Giuseppe e San Francesco, che fiancheggiano la pala con “Sant’Antonio abate tra i santi Lucio e Fermo. L’altare è decorato da un paliotto in scagliola.

Nell’aula, l’ultimo dei tre dipinti settecenteschi sulla parete sinistra, raffigura la “Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Giovanni Battista”.


Link:

http://www.triangololariano.it/it/sant-antonio-abate-bellagio-casate.aspx?cmn=bellagio

Data compilazione scheda
: 4-2-2022
Rilevatore: AC

 

MALGRATE (CO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazzetta Sant’Antonio / Vicolo Caligaggio, 20
https://goo.gl/maps/wkdtgdHovBVHUjte9

 

L’antica chiesa di Sant’Antonio abate sorge nel borgo di Malgrate a pochi passi dal lago di Como e fu eretta nel XV secolo grazie al contributo della famiglia Maggi e rimase di loro giuspatronato.
Nel 1746 si rese necessario un restauro radicale che mantenne, almeno all’esterno dei fianchi, la vecchia struttura; la facciata fu rifatta in stile rococò.

All’interno si trova una pala d’altare del XVIII secolo raffigurante i Santi Antonio abate e Antonio di Padova con la Madonna e il Bambino.
Un affresco raffigurante la Crocifissione risale al XV secolo.

 

Link:
https://www.comune.malgrate.lc.it/index.php/vivere-a-malgrate/edifici-e-opere-di-interesse-artistico?showall=1

https://www.comoeilsuolago.it/malgratechiese.htm

Data compilazione scheda: 4-2-2022
Rilevatore: AC

FAGGETO LARIO (CO), frazione Molina. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio / Via Felice Bargiola, 6
https://goo.gl/maps/QjFaEMfVDAU5pYrW8

 

Durante il medioevo, la parrocchiale di Molina era Santa Margherita; nei secoli seguenti, a causa dello spostamento degli abitanti verso monte, fu costruita un’altra chiesa, dedicata a Sant’Antonio abate e situata in una posizione più centrale rispetto al paese. Questo edificio non corrisponde all’attuale: nel corso del XVII secolo fu abbandonato, probabilmente perché divenuto insufficiente per ospitare tutti i fedeli, e sostituito da un altro, terminato nel 1703, dopo lavori durati alcuni decenni.
Nel 1619, Santa Margherita non era più la chiesa parrocchiale di Molina: ciò è testimoniato dal documento di divisione delle parrocchie di Lemna e Molina; il privilegio era stato spostato alla chiesa di Sant’Antonio.

La semplice facciata, conclusa da un timpano, è spartita da lesene e caratterizzata dalla presenza del portale, con timpano spezzato e affresco di fattura moderna raffigurante il Santo titolare, affiancato da due nicchie che ospitano recenti statue di san Giuseppe, a sinistra, e san Giovanni Battista, a destra. La fascia superiore è occupata, nella parte centrale, da una  serliana.

Nel 1921 sono documentati interventi di riparazione del tetto, rifatto poi in parte nel 1961 e nel 1973. Nel 958 furono restaurati gli esterni dell’intero complesso, rifacendo gli intonaci sia del campanile che della chiesa, alla quale inoltre fu sostituito il portale.

L’interno è formato da un’unica navata, con volta a botte, sulla quale si aprono due cappelli laterali ed il presbiterio.
Le principali decorazioni interne vennero realizzate nel 1922 ad opera del pittore Virgilio Mascioni della Valcuvia e rifatte poi nel 1980 da Mario Bogani

Lungo la parete destra, nella seconda campata, è situata una tela secentesca con il beato Stanislao vescovo, accompagnato da tre angioletti (uno dei quali ritratto mentre incorona il vescovo).
Il presbiterio è preceduto da un arco decorato da scene della Passione di Cristo (affreschi di fattura recente).
La pala dell’altar maggiore, realizzata nel corso del Seicento, raffigura la Trinità che appare a sant’Antonio abate e a san Filippo Neri.
La cappella del Crocifisso, sul fianco sinistro della navata, di fronte a quella dedicata alla Madonna del Rosario, ospita un olio su tela che raffigura Cristo crocifisso tra san Carlo Borromeo e san Filippo Neri. Nella seconda campata sinistra si può notare la raffigurazione del beato Riccardo vescovo, altra opera risalente al XVII secolo.

 

Link:
http://www.triangololariano.it/it/chiesa-di-sant-antonio-abate-faggeto-lario-molina.aspx

Data compilazione scheda: 4-2-2022
Rilevatore: AC

FONTAINEMORE (AO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Località Capoluogo, 120
https://goo.gl/maps/s9pxMre6GZ3BdLBN7

 

Racconta una leggenda che, nel 543, il monaco san Mauro, discepolo di san Benedetto, raggiunse un piccolo villaggio della Valle del Lys provenendo da Oropa attraverso il Col de la Balme. Dalla pietra su cui si sedette sulla piazzetta dell’abitato sgorgò dell’acqua. Egli esortò allora la popolazione a costruire una cappella da dedicare a sant’Antonio abate, che fu terminata nel VII secolo. In ricordo di questo evento, il paese fu chiamato “Fontaine-Maure/ de Saint-Maur ” (francese, “Fontana Maura/ di san Mauro”).

Una chiesa fu edificata nel 1494 al posto di una vecchia cappella. Un’iscrizione latina, scolpita a caratteri gotici sulla pietra di una finestra, un tempo facente parte della Chiesa e ora inserita in un muro davanti alla curia, attribuisce la costruzione dell’edificio al capomastro Antonio Goyet di Issime.
Nel 1679, dopo che l’edificio era stato distrutto da una frana, fu ricostruito.
Nel 1756, in seguito a un’alluvione, si dovette riedificare un’altra volta la chiesa: è di quest’epoca l’altar maggiore ligneo.
La base del campanile risale alla stessa data della costruzione della chiesa, ma la torre fu sopraelevata successivamente nel 1679 e nel 1756. Il portale è in pietra in stile rinascimentale e reca una scritta sull’architrave: “réédifiée IHS 1679”.
La chiesa divenne parrocchiale solo nel 1693.

La chiesa conserva elementi interessanti:
– il secentesco portale di legno intagliato, costituito da quattro pannelli rappresentanti le figure di san Grato, san Giocondo, sant’Antonio e sant’Orso e da sei pannelli con foglie e fiori;
statuetta del Santo in una nicchia sopra il portale;
– il presbiterio con abside rotonda risalente al XV secolo;
– la volta a vela con nervature di pietra ricoperta da calce ed un rosone al centro, recante lo stemma della famiglia Vallaise;
– cinque altari in stile barocco e rococò.

 

Il 17 gennaio si svolge a Fontainemore la tradizionale festa di sant’Antonio con benedizione degli animali.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Fontainemore

https://www.comune.fontainemore.ao.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-parrocchiale-di-sant-antonio-abate-31652-1-b6ac2cf5596bf4498306e5c76ac71c20

Data compilazione scheda:
2-2-2022
Rilevatore: AC

L’AQUILA. Complesso di Sant’Antonio abate fuori le mura (fuori Porta Barete)

Nella frazione Pile, già abitato sparso nel XII secolo, oggi inglobato nella città.
Piazzale Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/KaEPbJi56EMCL6hv7

 

“Sant’Antonio fuori le mura”  sorge in corrispondenza dell’inserzione della strada statale 80 (per Amatrice e Teramo, «via dell’Amatrice») nella strada statale 17 (per Rieti e Roma, «via di Rieti»); a circa 1,5 km in direzione sud-est dall’antico accesso cittadino di Porta Barete.

Il complesso di Sant’Antonio nacque, secondo alcuni storici, prima della fondazione dell’Aquila (1254), forse nel 1128 (Signorini Angelo, La diocesi dell’Aquila descritta e illustrata, vol. I, Stab. tipogr. Grossi, l’Aquila 1868; e successive ristampe), come convento e ospedale per i viandanti che percorrevano la via Claudia Nova (dal Medioevo detta via degli Abruzzi).
La costruzione fu promossa dai canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne.
La Chiesa propriamente detta è invece datata al XII secolo, venendo così catalogata come una delle più antiche chiese cittadine. Nella sua conformazione originaria la chiesa costituiva un unico aggregato con il convento e l’ospedale adiacente; la facciata non era quella attuale. ma corrispondeva al prospetto occidentale, essendo rivolta direttamente al chiostro del convento. Come riportato dallo storico Anton Ludovico Antinori, l’odierno portale principale venne realizzato nel 1308-1309 quale accesso laterale alla chiesa.
Probabilmente il complesso cadde in disuso con l’apertura di un’analoga costruzione all’interno di Porta Barete; il convento fu soppresso nel 1409, mentre l’ospedale cessò di essere funzionante alla fine del XVI secolo.
Il complesso dell’ospedale fu riconvertito in abitazione rurale. Oggi noto anche come “Casale Sant’Antonio di Pile”, è un immobile privato interamente vincolato che ospita anche l’omonima chiesa parrocchiale.
La chiesa continuò ad esistere, ma rimase gravemente danneggiata dal terremoto dell’Aquila del 1703, venendo poi ricostruita nel nuovo stile barocco.
Della chiesa originaria rimane oggi solo l’attuale facciata con l’apparecchio aquilano (muratura in pietra) del XII secolo — che in antichità costituiva il prospetto laterale, come anche intuibile dalle falde del tetto — e l’elegante portale in stile romanico ad essa aggiunto agli inizi del XIV secolo. Si tratta di un portale con arco a tutto sesto, caratterizzato da una coppia di colonnine semplici ed una di colonnine tortili, con capitelli ed architrave riccamente decorati su cui campeggia la data del 1308.
Danneggiata dal sisma del 2009, fu ristrutturata dal 2013 e oggi è regolarmente officiata.

All‘interno la chiesa presenta un impianto ad unica aula rettangolare coperta da soffittatura piana, con pareti disegnate da paraste e arcate al centro, quella di fronte all’ingresso si apre in una profonda tribuna absidale rettangolare coperta da una volta a botte; le arcate laterali sono cieche ma, a giudicare dagli attacchi, avrebbero dovuto dilatarsi a croce greca mediante due cellule cappellari. L’impianto, rinnovato nel XVIII secolo, presenta analogie con le concittadine chiese di Santa Maria degli Angeli e Santa Maria del Guasto.
Le nicchie delle arcate laterali ospitano le statue di Sant’Antonio e quella di Cristo.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=1358

http://www.sangiovannibattista.eu/la-chiesa-di-santantonio-fuori-376

https://news-town.it/cultura-e-societa/19084-l-aquila-alla-riscoperta-di-casale-sant-antonio-le-foto.html

Data compilazione scheda: 1-2-2022
Rilevatore: AC