ALAGNA VALSESIA (VC), loc. Kreas. Oratorio di S. Antonio abate

L’oratorio è situato lungo la strada che va da Alagna alla località Acqua Bianca (così chiamata per la presenza di una cascata) e si trova all’inizio del sentiero che conduce al rifugio Pastore ed agli alpeggi dell’alta valle del Sesia.
Per raggiungere l’oratorio (altitudine m 1385), che dista circa tre chilometri da Alagna, occorre lasciare l’auto al parcheggio della frazione Merletti (m 1271, due chilometri da Alagna, zona delle miniere), oltre cui la strada è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; si può proseguire a piedi lungo la carrozzabile oppure servirsi della navetta, che funziona quotidianamente solo nel mese di agosto.

 

L’oratorio è coperto con lose ed ha un’abside a pianta quadrata; è caratterizzato da un ampio porticato, la cui copertura è costituita dal prolungamento del tetto dell’oratorio ed è sostenuta da un muro terminale.
Sopra la porta d’ingresso, all’interno di una cornice dipinta, è affrescato S. Antonio abate, ai cui piedi si trovano a sinistra il maiale ed a destra il fuoco.

Note storiche:
Prima che fosse costruita la strada carrozzabile, la mulattiera che conduceva agli alpeggi passava sotto il porticato, ora chiuso lateralmente da un muro. L’oratorio era un luogo di transito sulla via degli alpeggi, e il porticato offriva possibilità di sosta e di riparo dalle intemperie.

Fase cronologica:
In un registro d’archivio stilato da don Gnifetti, per l’edificazione di quest’ Oratorio è riportata la data del 1646, mentre sul muro antistante la facciata è incisa la data 1783, probabilmente l’anno di un primo restauro.
All’interno era testimoniata la presenza di una tela su Sant’Antonio realizzata da Tanzio da Varallo, pittore caravaggesco (Varallo 1575-1635).

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 292.
– Per Tanzio da Varallo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 45-47.

Note: una targa apposta sul muro laterale ricorda il restauro avvenuto nel 1993

Fruibilità: l’oratorio è aperto nelle occasioni in cui è celebrata la messa; una di queste è la seconda domenica d’ottobre, quando si svolge la processione walser del Rosario Fiorito, istituita nel 1683, che rappresenta il ringraziamento alla Madonna per la protezione accordata alle mandrie durante l’estate.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 22/08/2006

SCOPELLO (VC). Cappella di S. Antonio abate

La cappella si trova sulla destra della strada sottomonte parallela alla statale, che s’imbocca all’inizio dell’abitato, ed è situata alle spalle dell’ultimo grosso condominio di Scopello; è parzialmente coperta dalla vegetazione. Via Degli Alpini
https://maps.app.goo.gl/MjVNuH9Cz7qqNEtr6
Scopello (altitudine m 659) si trova sulla statale per Alagna e dista circa 17 km da Varallo.


La cappella, che è coperta con lose, è di forma absidale ed è chiusa da una grata con un cancello; ad essa conduce una breve scalinata. Vi sono resti di affreschi su tutto l’interno e sull’arcata esterna: restano tracce di elementi decorativi e parzialmente le figure di due santi, di cui uno è identificabile con S. Antonio abate.

 

Note storiche:
La cappella attualmente è nota come dedicata a S. Giovanni Battista, perché sulla parete di fondo è stato appeso un quadro che rappresenta questo Santo
.

Fase cronologica:
Gli affreschi sembrano risalire al XV secolo o al più tardi al XVI.
L’iconografia di S. Antonio abate, con la mano destra alzata e tre dita tese in atteggiamento benedicente, è paragonabile all’atteggiamento del Santo in affreschi quattrocenteschi; invece in opere successive S. Antonio è più frequentemente rappresentato mentre tiene nelle mani il bastone e il fuoco o il libro della Regola.

 

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 30/08/2006

PILA (VC). Oratorio di S. Antonio abate

L’oratorio si trova in un piazzetta su cui termina via S. Antonio, una strada breve e ripida, che ha inizio a destra della statale appena fuori del centro abitato.
Pila (altitudine m 686) si trova sulla statale per Alagna e dista circa 18 km da Varallo.


L’oratorio è coperto con lose ed è preceduto da un portico  con tetto a capriata, probabilmente un’aggiunta posteriore. Ai lati della porta si aprono due finestre, ed una finestra si trova anche al di sopra del portico; un piccolo campanile si innalza sul lato sinistro. Sulla parete esterna sinistra vi sono affreschi, alcuni di difficile lettura, mentre altri rappresentano santi, tra cui all’estremità destra è riconoscibile S. Cristoforo.

Fase cronologica:
Probabilmente gli affreschi risalgono al XV secolo, mentre l’architettura sembra aver subito rimaneggiamenti successivi.

 

Bibliografia:
L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 182.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 30/08/2006

VARALLO SESIA (VC), fraz. Morondo. Chiesa di S. Antonio abate

La frazione Morondo (altitudine m 790) è situata a circa 6 km da Varallo e la si raggiunge seguendo la strada diretta alla frazione Camasco, che percorre la valletta del torrente Nono; il primo tratto è in comune con la strada che conduce al Sacro Monte di Varallo. Dopo circa 5 km della strada per Camasco, una deviazione conduce a Morondo.
La chiesa si trova su una piazza, al termine della Via Crucis che unisce il cimitero alla parrocchiale. https://goo.gl/maps/o9XGyuCdsMVANap26


La chiesa ha tre navate ed un pronao, sorretto da due coppie di colonne, al di sopra del quale si apre una finestra, sormontata da un rosone. In una nicchia  sopra il portale d’ingresso della chiesa è collocata una statua di S. Antonio abate; il Santo, che è rappresentato frontalmente, nella mano sinistra tiene il fuoco, mentre ai suoi piedi si trova un maialino.
Una seconda statua di S. Antonio, situata nella prima cappella della navata destra, presenta il medesimo schema iconografico della statua sul portale.

Sulla cupola del presbiterio è affrescata la Trinità con la Gloria di S. Antonio abate circondato da angeli e santi, datata al 1780, opera del pittore valsesiano Antonio Orgiazzi il Vecchio (Varallo 1725-1790 circa). Sulla parete di fondo dell’abside è collocata una tela di grandi dimensioni, che rappresenta la Madonna in trono con il Bambino e alcuni santi, eseguita dal pittore Tarquinio Grassi (Romagnano 1656- dopo il 1733), e risalente ai primi  decenni del ’700.

Note storiche:
la chiesa fu costruita grazie ai contributi degli artigiani emigrati da Morondo a Roma. Nell’inventario del 1717 è citata sopra il portale “in pittura l’immagine di S. Antonio Abate”. La statua è quindi posteriore a questo anno e potrebbe risalire al 1776, data presente sulla cornice al di sotto della statua.

Fase cronologica:
la chiesa, che ne sostituì una più antica, venne iniziata probabilmente nel 1636, data che compare sul pronao, mentre l’anno della consacrazione è il 1779, come risulta dai verbali ed è testimoniato dalla data presente sulla facciata al di sopra del rosone.

Cronologia: XVII-XVIII secolo

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. I^ 267
– E. Manni, I campanili della Valsesia. Note di storia locale. Fascicolo II. Dieci parrocchie del contorno di Varallo, Varallo 1974, pag. 189, pagg. 196-197
– Per T. Grassi e A. Orgiazzi  si veda: C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 87-89, 127-128
– AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, Istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 60

Note:
attualmente alla statua sul portale manca la mano sinistra, asportata recentemente da una pallonata, mentre da tempo la mano destra è priva del bastone.

Fruibilità:
la chiesa è aperta durante la celebrazione delle messe

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 09/08/2006

BOCCIOLETO (VC), Alpe Seccio. Oratorio di S. Lorenzo con affresco di s. Antonio abate

La chiesa si trova in una radura originariamente riservata a pascolo ed è raggiungibile in circa un’ora e mezzo di cammino su di una  mulattiera ben tracciata, partendo da Boccioleto o da Ronchi, una frazione di Boccioleto, situata poco a monte del capoluogo.
Boccioleto dista circa 14 chilometri da Varallo.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia.

L’alpeggio (altitudine  m 1388) è situato nella val Cavaione, valletta laterale della val Sermenza.

La chiesa, costruita con pietre a vista e coperta di lose, ha una sola navata. Parte della parete destra venne abbattuta per costruire una cappella dedicata a S. Grato, che contiene una pala d’altare con Madonna e Santi.

Le pareti interne sono decorate con affreschi: nell’abside Cristo ed episodi della vita di S. Lorenzo, sulla parete sinistra una Crocifissione, una Madonna con Bambino ed alcuni Santi, tra cui spicca S. Antonio abate, ai piedi del quale, si trova il solito maialino; sull’arco trionfale un’Annunciazione e ai due lati S. Giovanni Battista e S. Gregorio Magno; nella parete destra l’apertura della cappella di S. Grato ha mutilato un’Ultima Cena, di cui restano poche figure.

All’esterno sono affrescati una ruota della fortuna  e S. Cristoforo.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 597
AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, Istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pagg. 75,  94-97.
Opuscolo Valsesia, sentieri dell’arte, a cura della provincia di Vercelli e del CAI di Varallo, pagg. 4-5.

Note storiche:
L’abitato del Seccio, che fu uno dei più alti villaggi abitati stabilmente in Valsesia e divenne alpeggio estivo alla fine del Seicento, nacque come insediamento permanente e fu forse fondato da valligiani che volevano sfuggire alla peste che infuriò intorno alla metà del Trecento.

Un documento risalente al 1420 testimonia che a quell’epoca l’insediamento era ormai strutturato e consolidato.

Gli affreschi sono attribuiti a Johannes Andreas, un pittore proveniente forse dal Piemonte o dalla Valle d’Aosta.

Fase cronologica:
La chiesa è stata costruita nella seconda metà del Trecento e consacrata nel 1446; gli affreschi risalgono alla prima metà del Quattrocento, la cappella di S. Grato alla fine del Seicento.

 

Bibliografia:
 – L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pagg. 90-91.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– (a cura di) R. Fantoni, L. e P. Carrara, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Boccioleto (667 m) – Alpe Seccio (1388 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pagg. 10-12 .
Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 3^, pag. 84.
– D. Minonzio, Valsermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel Medioevo, Società valsesiana di cultura, Borgosesia 2005, pagg. 89-101.

Note:
la cappella è stata restaurata nell’anno 2000.

Fruibilità:
La chiesa solitamente è aperta solo la domenica più vicina al 10 agosto, ricorrenza di S. Lorenzo, quando vi viene celebrata la messa; è visitabile ritirando le chiavi dal parroco di Boccioleto (tel. 0163 75136).
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Boccioleto all’alpe Seccio, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”.

Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2005