VALDUGGIA (Vc), fraz. Rasco. Chiesa di Santa Maria Assunta, con immagine di sant’Antonio abate.

rascoSituata a 745 m. slm. La piccola chiesa sorge a circa 2,5 km da Valduggia, posta al di sopra del villaggio di Rasco, lungo una strada che conduce a Castagnola.

L’atelier attivo nella chiesa è lo stesso che lavorò nella piccola cappella di San Rocco a Barengo nel 1501 nell’ambito dei figli di Tommaso Cagnola.
La famiglia feudale dei Tornielli fece costruire l’edificio per proteggere la comunità dalle numerose epidemie di peste che colpirono il territorio di Novara in quel periodo.
Affinità stilistiche sono evidenti fra le due figure di Sant’Antonio Abate, dell’angelo di Barengo e del San Rocco di Rasco.


Bibliografia:

Bianchi, Portaluppi, 2000,
Giacobino, 1991, p. 122; p. 165, n. 72

PREMIA (VCO). Cappella della Motta con immagine di sant’Antonio abate

Cappella a 750 m. slm,  larga c. 2 m e profonda c. 3 m.
Piccola cappella aperta a base rettangolare, chiusa da un muretto con cancello di ferro, volta a botte e tetto di piode, orientata verso est. Un piccolo altare è eretto contro la parete di fondo decorata da un affresco. Non c’è dedicazione conosciuta. La cappella è designata col nome della frazione presso la quale è situata.
La cappella della Motta è in tutto simile alla cappella della Brenza di Premia tanto per la struttura e le dimensioni quanto per la decorazione che offre un’immagine analoga della Vergine con Gesù Bambino e di san Rocco.
Si può dedurre che le due cappelle siano coeve, anche se mancano le fonti per rintracciare la storia della cappella della Motta, i santi rappresentati (S. Rocco e S. Antonio) e la similitudine con la cappella della Brenza con affresco datato 1515, lasciano pochi dubbi che si tratti di una cappella votiva dopo la peste del 1513 che infestò la valle Antigorio. All’inizio del Seicento lo storico Giovanni Capis scriveva: ” … l’Ossola superiore è stata più volte infetta dal contagio di peste e … per il più l’infettione è stata introdotta dalli huomini di Croveo e Baceno della Valle Antigorio… la prima fu dell’anno 1513 … fino al primo di Dicembre dell’istesso anno 1513…… in tutte le terre circonvicine [a Domodossola] furono fabricati oratorij a SS . Rocco e Sebastiano… ” (Capis, 2a ed, 1968, p.115-116).
Alla stessa categoria d’immagini votive appartiene anche l’affresco della cappella di san Giovanni Battista di Crodo, datato 1515, con i santi Antonio da Padova e Sebastiano.

Decorazione pittorica: L’affresco è attribuibile alla bottega novarese dei fratelli Cagnola sulla base di considerazioni stilistiche e sulla ricorrenza di modelli che si ritrovano nella vicinanza della cappella della Motta (a Premia: cappella della Brenza, oratorio di santa Lucia di Uriezzo; a Baceno: decorazione del presbiterio e della cappella del Rosario nella Parrocchiale di san Gaudenzio; a Crodo: canonica, oratorio di san Giovanni Battista con affresco datato 1515; a Montecrestese: oratorio di Viganale con affresco datato 1516 e firmato Francesco Cagnola) e in molte chiese del novarese.

 

Bibliografia:
De Maurizi, 1927, p. 122 ; Bertamini, 1977, p. 65-67
Capis, 1968, p.115-116 (1a ed. 1673); Bertamini, 1986, p. 155-156

VALDUGGIA (Vc), fraz. Colma. Chiesa di Sant’Antonio abate

Chiesa cimiteriale a 696 m. slm., lungo la strada per il Monte Fenera.
https://maps.app.goo.gl/NJnqcRZYagZzH4KX8

 È stata la prima Parrocchiale della Colma, costruita nel ‘40; l’attuale facciata è del ‘700. In questa chiesa riposano le spoglie di Nicolao Sottile, che nacque a Lione nel 1751 da emigranti Valsesiani originari di Rossa, scrisse numerosi libri, nel 1823 fece costruire l’Ospizio Sottile al colle Valdobbia (il rifugio fu di grande importanza economica per tutta l’alta Valsesia, per secoli strada di commercio e emigranti verso Valle d’Aosta, Svizzera e Francia). Morì nel 1832 ad Ara frazione di Grignasco (Novara).

L’immagine fotografica di qualche anno fa mostra il degrado della facciata; attualmente la situazione si è ulteriormente deteriorata e gli affreschi sono quasi illeggibili: a destra della porta d’ingresso sono rappresentati i santi Bernardo d’Aosta e Sant’Antonio abate, sormontati da resti di un Ultimo Giudizio e dall’altra parte da un grande San Cristoforo. Sopra la porta una nicchia in cui è affrescata una Crocifissione.

 

 

Foto Crocifissione e parte del testo da:
https://www.facebook.com/photo?fbid=10229198859054665&set=pcb.300894008590941

Aggiornamento scheda: febbraio 2024

QUARONA (VC). Chiesa di S. Giovanni al Monte con immagine di sant’Antonio abate

La chiesa si trova in ambiente isolato in località Col a 552 m slm.
Affresco dalle dimensione di 190 cm x 210 cm, attribuito al Maestro della Passione di Quarona, risalente al XV secolo e raffigurante Sant’Antonio abate – con la tau sul mantello, fuoco nella mano destra e bastone a tau con appesa una campanella nella mano sinistra –  e pellegrini Antoniani.

Bibliografia:
Giacobino, 1991 , p. 141-144; p. 147; p. 164, n. 55-56

 

Link:
https://www.chieseromaniche.it/Schede/574-Quarona-San-Giovanni-al-Monte.htm

 

 

FRANCIA – CLANS. Cappella di Sant’Antonio abate, con affreschi della vita del Santo

Clans è un comune francese situato nel dipartimento delle Alpi Marittime (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra).
clans 1Si trova nella Vallée de la Tinée, m. 641 slm, sulla via proveniente da Nizza, all’ingresso del paese;  https://maps.app.goo.gl/PEybtHQpgGd4LfC46

La cappella è stata costruita durante la seconda metà del XV sec., per proteggere gli abitanti dalle numerose epidemie di peste che allora imperversavano nella zona. Al fine di assicurare protezione a tutti, vennero costruite cappelle ai quattro punti cardinali del paese dedicate ai santi difensori contro le malattie portate dai viandanti (Cappella di Sant’Antonio, San Giovanni, San Michele e San Rocco).
E’ dunque in una posizione strategica che si viene a trovare la cappella di Sant’Antonio abate, difensore contro le epidemie e protettore degli animali.
clans 2E’ di pianta rettangolare semplice a facciata con una porta e tre finestre.
Affrescata all’interno alla fine del Quattrocento, in aggiunta ai riquadri che raccontano la vita dell’eremita Antonio, una parete descrive la Cavalcata dei vizi.
I dipinti murali che coprono quasi tutto l’interno si possono datare al XV secolo o più precisamente al 1491.
Partendo dall’alto, si sviluppano lungo le pareti laterali, compresa la volta, su tre registri sovrapposti, composti da sei scomparti, con le scene della vita di Sant’Antonio, secondo la leggenda. Si compone di 42 scene, ma solo 29 sono ancora leggibili. Ogni scena è descritta in caratteri gotici, in lingua italiana modificata nella parlata locale.
Seguendo un modello iconografico largamente diffuso nelle regioni frontaliere delle Alpi Marittime, i sette vizi capitali sono simbolizzati da altrettanti personaggi maschili e femminili che cavalcano animali anch’essi simbolici; il corteo dei personaggi a cavallo, legati tra loro da una lunga catena, è trascinato da un diavolo nella gola del Leviatano infernale.
In alto, una Crocifissione che è stata ridipinta e restaurata. In basso Sant’Antonio attorniato da Santi.
La datazione può essere collocata fra il 1480 ed il 1510, grazie ai dettagli di certi costumi e decorazioni.
Un’atmosfera serena e raffinata emana dalla dolcezza dei colori, dalla semplicità dei decori e dalla sobrietà delle posture, permettendo di distinguere questi dipinti da altre produzioni contemporanee del territorio.
Anche se i dipinti sono ancora anonimi, si può supporre siano stati eseguiti da un artista di formazione lombarda, denominato “il Maestro di Clans“

 

Link:
https://monumentum.fr/chapelle-saint-antoine-pa00080706.html
https://visionialdila.wordpress.com/2020/02/22/clans-la-cavalcata-dei-vizi/https://paulsmit.smugmug.com/Features/Europe/France/Chapels-of-Southern-Alps/Chapelle-St-Antoine-Clans/

Bibliografia:
– Viviana Moretti, Storie di Sant’Antonio Abate nelle Alpi Marittime francesi: la Cappella di Sant’Antonio a Clans, in “Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, Nuova Serie LXV – LXVI – LXVII – LXVIII 2014 – 2017, pagg. 81 – 95, n. 8 imm.
– Imbert, 1948, p. 81-84 ; Roques, 1961, p. 328-329 ; Thevenon, 1983, p. 48 ; Beauchamp, 1990, p.72-74 ; Leclerc, 2003 , p. 36-41; Meiffret, 2004, p. 232-242.