VIETRI SUL MARE (Sa). Sant’Antonio abate, ceramica di Vietri

Quadro in “ceramica di Vietri”, a firma Carotenuto, esposto nella bottega “L’Eclissi” e rappresentante l’immagine di Sant’Antonio abate.

 

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 06/06/2007

 

MATTIE (TO), borgata Giordani. Cappella dei Santi Antonio abate e Antonio di Padova

Giordani (altitudine m 685) è la prima borgata del comune di Mattie che si incontra dopo aver lasciato la statale 24 del Monginevro all’altezza del comune di Bussoleno.

La cappella si trova lungo la strada comunale che attraversa la borgata Giordani.
https://goo.gl/maps/oYKiLD8wJisH1tyLA/
 

La cappella, di pianta rettangolare, è coperta con lose ed ha una struttura muraria costituita da pietrame e ciottoli provenienti dal vicino rio Gerardo; il campanile è collocato sulla parte anteriore destra del tetto.
Ai lati del portale, con cornici e architrave in pietra locale, si aprono due finestre, sotto alle quali si trovano due sedili in pietra.

Sulla parte superiore della facciata, ai lati di una finestra, sono affrescati entro cornici a sinistra S. Antonio abate e a destra S. Antonio di Padova.
S. Antonio abate, che indossa un mantello blu con cappuccio e con impressa in rosso la lettera tau, tiene appoggiato al braccio sinistro il bastone con la campanella e regge con la mano un libro; ai suoi piedi si vede un maialino.

Sul timpano, entro una cornice di gesso decorato, è affrescato Dio Padre in atto benedicente.

L’interno ha una pavimentazione in lose ed è coperto da una volta a botte con aperture lunettate.

L’altare attuale in marmo sostituisce l’altare originale.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
La cappella è inserita in un percorso didattico ed è illustrata da un cartellone collocato sul retro di una casa, poco oltre l’edificio religioso.

Note storiche:
La cappella era già stata rilevata nella seconda metà del XVIII secolo nella sesta parte della “Carta geografica della Valle di Susa”.

Fase cronologica:
L’impianto della cappella è presumibilmente tardo seicentesco; la torre campanaria è stata costruita tra il 1825 ed il 1861 (sul campanile è scritta la data 1859). L’architrave e le cornici sono datati al 1928 (data incisa sull’architrave); l’altare attuale risale agli anni 1900-1901. Le due date scritte sulla facciata poco sopra l’architrave (1885 e 1951) testimoniano probabilmente interventi di restauro. Gli affreschi esterni risalgono al 1882.

L’impianto della cappella è del XVII secolo; gli affreschi sulla facciata risalgono al XIX secolo.

 

Fruibilità:
La cappella è aperta il 13 giugno, ricorrenza di S. Antonio da Padova, quando vi è celebrata la messa.

Rilevatore: Rosanna Fenoglio e Maria Gabriella Longhetti

GIAGLIONE (TO), borgata S. Antonio (bourdzâ dla Vilò). Cappella di S. Antonio abate

La borgata S. Antonio (altitudine m 800 circa) è situata nel centro dell’abitato di Giaglione; per raggiungerla occorre lasciare la statale 25 del Moncenisio pochi chilometri oltre Susa e imboccare una strada sulla sinistra (alla seconda indicazione Giaglione).
La cappella è situata al fondo di una piazzetta lastricata, in mezzo alle case. Frazione Sant’Andrea, 14.
https://goo.gl/maps/5ah4nNvAJyHaxAm68

La cappella, di forma rettangolare, è coperta con beole ed ha un piccolo campanile sullo spiovente sinistro del tetto. Il portale, con decorazioni a forma di stella, ha cornici ed architrave in pietra; ai lati si aprono due finestre, sotto alle quali sono situati due sedili in pietra.
Sopra il portale c’è un’apertura a forma di conchiglia con cornice in stucco; sotto gli spioventi del tetto, in una nicchia protetta da una rete metallica, è collocata una statua di S. Antonio abate. Il Santo, che indossa un saio marrone ed un mantello bianco con cappuccio, tiene nella mano destra il bastone con la campanella e regge con la sinistra un libro; ai suoi piedi si trova un maialino dipinto di bianco.

La copertura dell’interno è a botte ed il pavimento è di beole; al di sopra dell’altare ligneo, dotato di candelieri in legno dorato, è visibile una statua di S. Antonio abate collocata entro una nicchia. Alle pareti sono appesi numerosi ex voto.

Materiale informativo ed illustrativo:
Alcuni tabelloni collocati nell’abitato di Giaglione mostrano la collocazione della cappella.

Fase cronologica:
La cappella risale al XVI secolo.

Giaglione S. Stefano.
Facciata con apertura a conchiglia.

Note:
L’apertura a forma di conchiglia è simile per forma a quella della chiesa di S. Stefano, situata nella omonima frazione di Giaglione, che risale al XIII secolo ed è decorata sul muro esterno con affreschi datati al XV secolo.

Fruibilità:
La cappella è aperta il 17 gennaio, ricorrenza di S. Antonio Abate, quando vi viene celebrata la messa.

Rilevatore: Rosanna Fenoglio e Maria Gabriella Longhetti

 

Giaglione S. Stefano.
Facciata con apertura a conchiglia.

RIVALTA DI TORINO (To). Chiesa di Santa Croce, statua di s. Antonio abate.

Piazza Santa Croce, Confraternita.

Situata all’incrocio tra le vie Umberto I e Griva, leggermente arretrata rispetto alla via; si affaccia su una piazzetta alberata che la rende ancora più caratteristica, nel sito della precedente chiesa dedicata a San Rocco.

Della storia di Santa Croce non si sa molto perché l’archivio della chiesa è andato distrutto.
Sorse su  una chiesa preesistente, dedicata a San Rocco. Venne progettata dall’architetto Giovanni Antonio Sevalle e costruita nel 1718 come Confraternita.
I confratelli e le consorelle erano volgarmente detti in piemontese “i batù”, perché anticamente si flagellavano in spirito di penitenza.
Durante i funerali avevano l’incarico di portare il feretro e per questo compito era stata donata loro una carrozza, ancora oggi esistente.
La chiesa, pur essendo di dimensioni ridotte, possiede tutti i canoni dell’architettura barocca.

Al suo interno spicca l’altare maggiore in marmo policromo, dono degli Orsinik nel 1805.
Accanto al pulpito, una statua di Sant’Antonio abate accompagnato dal consueto maialino e con il bastone.

 

Note:
Fino alla metà del 1900 era usanza benedire gli animali in occasione della festa di Sant’Antonio abate il 17 gennaio.

Fruibilità:
Aperta la domenica per la Santa Messa dalle ore 8 alle ore 8,45 ed in occasione della celebrazione di matrimoni.

Rilevatore: Franca Benvenuto

Data ultima verifica sul campo: 20/03/2007

RIVALTA DI TORINO (To). Affresco su edificio civile in Via Umberto I, 11, con s. Antonio abate.

Edificio di civile abitazione al centro del paese, in via Umberto I, al numero civico 11.

Foglio catastale 20, data foglio 1985, particella 236; proprietà privata.

Edificio a pianta rettangolare in muratura mista intonacata con solai in legno (travi a vista) al piano terra e solai in legno, voltini in ferro e laterizi, solaio in c.a. al piano superiore; copertura a due falde in coppi su struttura lignea.
L’edificio fa parte di una casa in linea lungo una delle principali vie di adduzione urbana. Il frazionamento per motivi ereditari della struttura originaria ha alterato l’unitarietà della costruzione sul fronte stradale e nella corte interna. Un recente intervento di ristrutturazione, pur trasformare la distribuzione interna degli spazi, ha valorizzato i caratteri strutturali dell’impianto di base mantenendo inalterato il percorso tipologicamente consolidato: androne carraio – scala esterna – ballatoio.

L’edificio risulta registrato nel catasto di fine ‘700, ma si presume che la sua costruzione sia anteriore a tale periodo: già nel ‘500 la via Umberto I, denoiminata via Villanova, ospitava una serie di edifici con il corpo principale disposto linearmente lungo l’asse di transito da e verso il centro delimitato dalle mura, e con il retro a diretto contatto con il terreno agricolo.

Note storiche:
Affresco policromo del XVIII secolo, con rappresentazione della Madonna di Oropa verso cui si volge la figura di Sant’Antonio abate con la caratteristica croce tau sul petto e con davanti un fuoco ardente.
L’insieme è posto all’interno di un leggero sfondato riquadrato da cornice dipinta su tre lati e conclusa nel quarto da mensola sagomata in pietra.
All’esterno dello sfondato ripresa della cornice con decorazioni floreali e volute e con la rappresentazione di un falco o aquila nella parte centrale sottostante.

L’inserimento non recente di una finestra nello spazio affrescato ha alterato irrimediabilmente la composizione dell’insieme.

Note:
Fino alla metà del ‘900, la sera, in caso di siccità, veniva recitato il Santo Rosario alla Madonna di Oropa per invocare la pioggia.

Rilevatore: Franca Benvenuto

Data ultima verifica sul campo: 13/04/2007