CHIOMONTE (To), fraz. Ramats. Parrocchia dell’Immacolata Concezione, già chiesa di S. Antonio abate, con immagini del Santo

In Valle di Susa, per raggiungere la frazione Ramats occorre seguire la statale 25 del Monginevro e, a circa 3 km da Chiomonte, appena superato il ponte sul fiume Dora Riparia, imboccare sulla destra una strada che in pochi chilometri conduce alle borgate della Ramats.
Zona: la chiesa è situata nel centro della borgata S. Antonio (altitudine m 970 circa).


Al di sopra del portale, con arco a tutto sesto, si apre una finestra circolare, mentre sotto gli spioventi del tetto corre una fascia decorata con un fregio vegetale, sotto la quale si trova una piccola finestra. Al fianco sinistro della facciata è addossato il campanile, che ha sulla parete di facciata due monofore, un orologio e una bifora; il campanile termina con una cuspide piramidale. L’interno è formata da un’unica navata, a pianta rettangolare e con copertura a volte, in cui sul lato sinistro si apre la cappella di S. Biagio. La pala d’altare ha una cornice lignea arricchita da un  rétable con una complessa decorazione, nella quale spiccano le due colonne laterali ornate con fregi vegetali; tutti gli elementi decorativi sono stati sottoposti a doratura. Il soggetto della tela è S. Antonio abate, che indossa un saio marrone ed un mantello scuro, ed è inginocchiato davanti ad un roccia su cui è posato un libro; la figura del Santo è circondata da un ambiente naturale descritto con ricchezza di notazioni.
Nella cappella di S. Biagio è appeso un quadro che rappresenta il Santo in atteggiamento di preghiera, inserito in un paesaggio montano. Nella medesima cappella si trovano anche un a tela con la conversione di Sant’Uberto ed un quadro con la Visitazione di Maria; vi è inoltre collocata un statua in gesso dipinto e legno, che rappresenta S. Antonio abate, vestito di un saio marrone e di un corto mantello. Il Santo tiene con la mano sinistra il bastone con la campanella, e con la destra regge il libro con la Regola dell’Ordine Antoniano; ai suoi piedi si trovano il maiale ed il fuoco.
Alla parete destra della navata è accostato un fonte battesimale dotato di un coprifonte ligneo a piramide, in origine privo di decorazione; sui lati una restauratrice ha recentemente dipinto figure di Santi, tra cui S. Antonio abate. Presso la medesima parete è collocata una statua lignea dell’Immacolata Concezione.

 

Note storiche:
La chiesa attuale è citata nella visita pastorale del 1673 come dedicata a S. Antonio abate e “de novo constructam”, in sostituzione di un piccolo oratorio già documentato nel 1586. In aggiunta all’altare di S. Antonio abate, nel 1698, in occasione della benedizione dell’edificio, è testimoniata la presenza dell’altare dedicato a S. Biagio. Nel 1883 la chiesa, prima dipendente dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Chiomonte, divenne parrocchia autonoma, intitolata all’Immacolata Concezione.

Fase cronologica:
La chiesa è stata completamente ricostruita negli anni immediatamente precedenti il 1673 (visita pastorale) e venne arredata tra il 1673 e la fine del secolo. Il rétable della pala d’altare, opera della bottega di Chaffrey Faure, risale all’ultimo quarto del XVII secolo, così come la tela con l’immagine di S. Antonio abate, eseguita da un pittore di ambito franco-piemontese. Nel dipinto di S. Biagio, opera di un autore della Francia sudorientale, compare, in basso a destra, una scritta “St Blaise [lacuna] 83”, che permette di datare la tela al 1683. Il quadro con la Visitazione è seicentesco, mentre l’immagine di Sant’Uberto è stata eseguita nel 1884. Nel 1882 è stata acquistata la statua lignea dell’Immacolata Concezione, lavoro della bottega torinese di Giovanni Minoia.

La statua di S. Antonio abate nella cappella di S. Biagio è del primo quarto del XX secolo, mentre a pochi anni fa risale l’esecuzione dell’immagine di S. Antonio abate sul coprifonte del XVII secolo.
Il campanile è stato edificato nel 1888.

 

Bibliografia:
Barbara Debernardi, Una diocesi alpina, Susa libri, Savigliano 1991, pag. 114
Luca Patria – Paolo Nesta – Valerio Coletto, Storia della parrocchia di Chiomonte dal Medioevo al trattato di Utrecht, Borgone di Susa 1998, pagg. 263-268; per la visita pastorale del 1673 ibidem pagg. 303-306, VII; per la benedizione della campane e della chiesa nel 1698 ibidem pag. 373, LXII-LXIII.

Fruibilità:
La chiesa è aperta nelle festività religiose, quando vi viene celebrata la messa.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 12 novembre 2006

CHIOMONTE (TO), fraz. Ramats. Cappella di S. Andrea con immagine di s. Antonio abate

In Valle di Susa, per raggiungere la cappella (altitudine m 920 circa) occorre seguire la statale 25 del Monginevro e, a circa 3 km da Chiomonte, appena superato il ponte sul fiume Dora Riparia, imboccare sulla destra una strada in direzione delle borgate della Ramats, che in pochi chilometri conduce alla cappella.

Zona: la cappella è situata sulla destra della strada, poco prima della borgata S. Giuseppe.


La cappella è coperta con lose ed ha un campanile addossato alla parte posteriore. Sulla facciata anteriore si apre un portale in pietra con arco a tutto sesto, sopra il quale si trova un’iscrizione che ricorda un intervento di restauro avvenuto nel 1760. Sotto gli spioventi del tetto un affresco rappresenta S. Andrea, e al di sotto si apre una finestra circolare. L’interno presenta una sola navata formata da tre campate con volte a crociera, che un arco a tutto sesto separa dall’abside, a pianta quadrata e con copertura a botte, e di altezza inferiore a quella della navata. Il basamento dell’altare, che ha una mensa in pietra, è affrescato nella parte anteriore. A destra dell’entrata sono collocate due acquasantiere in pietra. La balaustra lignea della cantoria, che è situata al di sopra dell’entrata, è stata rifatta nel 1988 sul modello di quella originale, rubata anni fa; parimenti è stato oggetto di un furto un quadro che era collocato sulla parete di fondo dell’abside.

Ai due lati dell’arco di ingresso all’abside sono affrescati a destra Sant’Agata, a sinistra un Santo di cui restano poche tracce e che, per la presenza di un libro e di un bastone, è stato identificato con S. Antonio abate.
Sull’arco è rappresentata un’Annunciazione, in cui l’Angelo e Maria sono dominati dalla figura del Padre Eterno, raffigurato in alto al centro. Sulle pareti e sulla volta dell’abside sono affrescate scene della vita di S. Andrea, che vanno dall’arresto alla crocifissione; parte degli affreschi del lato destro sono stati cancellati in seguito all’ampliamento di una finestra.

 

Note storiche:
La cappella, inizialmente intitolata a S. Antonio abate, sorge su di un ripiano già precedentemente luogo di culto per i Celti e i Romani. Era stata commissionata dai frati Cordeliers di Briançon e in origine era costituita solo dall’attuale abside, chiusa anteriormente da una cancellata in legno e protetta da una tettoia; nel corso del XVII e del XVIII secolo, in seguito ad una serie di ampliamenti, ha raggiunto le dimensioni attuali.
Gli affreschi sono stati eseguiti in momenti diversi nel corso del XV secolo, a partire dai primi decenni con Sant’Agata (attribuita ad un pittore vicino a Giacomo Pitterio, già attivo a S. Antonio di Ranverso) e S. Antonio aAbate, fino all’intervento del cosiddetto “Maestro di Ramats”, riconducibile alla bottega dei fratelli Serra di Pinerolo, che ha affrescato l’Annunciazione e le storie di S. Andrea.

Fase cronologica:
Risale al 1371 la prima citazione documentaria della cappella, che è stata completata entro il 1420-1430. Già nel 1673 era stata aggiunta la navata con due campate; un ulteriore ingrandimento, con l’aggiunta di un’altra campata, è avvenuto nel XVIII secolo, probabilmente intorno al 1760.

L’immagine di Sant’Agata risale al terzo decennio del XV secolo, quella di S. Antonio è del quarto decennio del XV secolo; gli affreschi con l’Annunciazione e le storie di S. Andrea sono stati eseguiti in due momenti diversi, probabilmente tra il 1480 (l’Annunciazione) e il 1485 (le storie di S. Andrea). Il dipinto sulla facciata con S. Andrea risale alla metà del XVIII secolo.

 

Bibliografia:
– Elena Rossetti Brezzi, La pittura in valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in AA.VV. Valle di Susa arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Torino 1977, pagg. 187-189
– Barbara Debernardi, Una diocesi alpina, Susa libri, Savigliano 1991, pag. 114
– Luca Patria – Paolo Nesta – Valerio Coletto, Storia della parrocchia di Chiomonte dal Medioevo al trattato di Utrecht, Borgone di Susa 1998, pagg. 243-260; per la visita pastorale del 1673 ibidem pagg. 303-306, VII
– Elena Stano – Roberto Perol, Sant’Andrea delle Ramats – Chiomonte (cronaca di un restauro), Alzani editore, Pinerolo 2001, pagg. 40-42, 81-99, 102-105

Note:
La cappella è stata sottoposta ad un restauro, iniziato nell’autunno del 1996 e terminato nell’agosto del 1997, che ha riguardato sia la struttura architettonica sia gli affreschi; nel corso di questo intervento è stato scoperto l’affresco dell’arco con l’Annunciazione, precedentemente coperto da intonaco. La cappella è protetta da un sistema di allarme.

Fruibilità:
La cappella è spesso aperta la domenica pomeriggio, a cura di volontari locali, e nelle occasioni in cui vi è celebrata la messa.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 12 novembre 2006

 

PAESANA (Cn), borgata S. Margherita. Affresco sul muro esterno di una casa privata con s. Antonio abate.

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; la borgata Santa Margherita (altitudine m 600) si trova a circa un km da Paesana, sulla sponda opposta del Po.

Zona: cascina Bordiga.


L’affresco si trova all’interno di una nicchia poco profonda; sono rappresentati: in alto la Madonna seduta con il Bambino, a destra S. Antonio abate, a sinistra S. Matteo Evangelista, nella parte bassa una figura femminile difficilmente identificabile (forse Santa Margherita) a causa del cattivo stato di conservazione.
S. Antonio abate, che è rappresentato in atteggiamento benedicente, indossa saio e mantello marroni e tiene nella mano sinistra il bastone con la campanella.

 

Note storiche:
L’affresco è attribuito a Paolo Panero (1905-1998) un pittore saluzzese che ha operato a Saluzzo, in Valle Po, Valle Varaita e altre località del Cuneese.

Fase cronologica:
Non vi sono indicazioni di data; in base a considerazioni di carattere stilistico, il dipinto è stato datato alla metà del XX secolo.

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 108; per Paolo Panero ibidem pagg. 45-47.

Rilevatore: Gianni Aimar

 

PAESANA (Cn), fraz. Calcinere. Pilone votivo con affresco di S. Antonio abate

Paesana (altitudine m 600) è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; Calcinere si trova a circa 3 km a Ovest del capoluogo, sulla provinciale della Valle Po in direzione di Crissolo.
Zona: borgata Piana; il pilone si trova su di un sentiero.

 

Descrizione:
Nella nicchia sono raffigurati sullo sfondo la Croce, in primo piano la Madonna di Cantogno (come è definita dall’iscrizione) con il Cristo morto tra le braccia; ai lati sono rappresentati a destra S. Antonio abate inginocchiato, a sinistra S. Chiaffredo. A sinistra della Madonna vi è la scritta “POSUIT ME DESOLATAM”. Sulle pareti esterne si trovano a sinistra S. Giovanni Battista, a destra S. Matteo, sul retro la Croce.

Note storiche:
Il pilone è stato realizzato dai fratelli Ghigonetto GB. e M. del fu Chiaffredo, come è scritto sulla parte alta della facciata. L’autore, come risulta dalla firma apposta sugli affreschi, è il pittore Azeglio di Barge, che ha affrescato altri piloni in alta Valle Po.

Fase cronologica:
La data indicata è il 1926.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 139.

Note:
Questa è una delle rare immagini di S. Antonio rappresentato in posizione inginocchiata anziché in piedi.

Rilevatore: Gianni Aimar

Provincia: CN

PAESANA (Cn), fraz. Santa Margherita. Affreschi del pilone di Lauria, con s. Antonio abate

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; la borgata Santa Margherita (altitudine m 600) si trova a circa un km da Paesana, sulla sponda opposta del Po.
Zona: antica strada di Sanfront angolo via Maccari, al bivio per Pratoguglielmo.


Il pilone votivo è affrescato all’interno con una Madonna con Bambino; alla sua destra è rappresentato S. Antonio abate, che indossa un saio marrone e un mantello blu, regge con la mano sinistra il bastone con la campanella e nella destra tiene il libro con la Regola dell’Ordine Antoniano; sulla parete destra della nicchia si trova S. Pietro, sulla parete sinistra S. Chiaffredo; sulla facciata a sinistra Santa Caterina.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono opera di un pittore itinerante, Giovanni Borgna (Martiniana 1854-1902), autore di oltre trecento affreschi in chiese e cappelle nelle province di Cuneo, Imperia, Savona, Torino ed Asti.

Fase cronologica:
Gli affreschi del pilone risalgono al 1894.

 

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I Libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 98; per Giovanni Borgna ibidem pagg. 31-34.

Note:
Il pilone è stato restaurato nel 2003.

Rilevatore: Gianni Aimar