ONCINO, borgata Arlongo in Valle Po (provincia di Cuneo) – pilone votivo affrescato denominato La Croce di Arlongo.

Localizzazione e recapiti:
IGC 6 Monviso (1:50000) Valle Pellice Valle Po Valle Varaita. Oncino (altitudine m 1220) si raggiunge percorrendo per circa 5 km una strada secondaria che ha inizio sulla sinistra della strada provinciale della valle Po, nel tratto tra Paesana e Crissolo.

Strada Bigorie.

Descrizione:
Sui lati del pilone sono affrescati la Sacra Famiglia, , S. Bernardo da Chiaravalle, la Croce, lo Spirito Santo (colomba), S. Antonio Abate, che indossa un saio marrone ed un mantello chiaro, e regge la croce con la mano sinistra.

Tipologia monumento: Pilone

Tipologia immagine: Affresco

Note storiche:
La denominazione del pilone deriva probabilmente dalla presenza di una croce votiva. Probabilmente gli affreschi sono stati eseguiti da Tommaso Margaria, che in quegli anni aveva affrescato un pilone in una borgata vicina. Tommaso Margaria, nato a Paesana (1864-1930) svolse inizialmente l’attività di pittore, decorando piloni e gli interni di numerose chiese e cappelle in Valle Po; poi il calo di committenze conseguente alla prima guerra mondiale lo indusse a dedicarsi soprattutto all’attività di fotografo.

Fase cronologica:
Essendo ormai illeggibili le scritte sulla parte alta del pilone, gli affreschi sono difficilmente databili; sembra probabile che possano risalire agli anni tra il XIX e il XX secolo.

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo, 2005, pag. 229; per Tommaso Margaria ibidem pagg. 35-38.

Note:
Tommaso Margaria era noto come Toumà d’le Madone per la sua attività di pittore di immagini sacre.

Rilevatore: Gianni Aimar

 

PAESANA (CN), frazione Calcinere. Affresco sul muro di una casa privata con s. Antonio abate

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; Calcinere (altitudine m 700) si trova a circa 3 km a Ovest del capoluogo sulla provinciale della Valle Po in direzione di Crissolo.
Borgata Ca’ Peccioni.


L’affresco raffigura al centro la Madonna con il Bambino seduta su di una nuvola, a destra S. Antonio abate, che indossa un saio marrone e un mantello blu e tiene nella mano sinistra il bastone con la campanella; a sinistra S. Michele Arcangelo che regge una spada e una bilancia; sullo sfondo si vedono elementi di paesaggio.

 

Note storiche:
L’affresco è attribuito a Giors Boneto, pittore itinerante nato nel 1746 a Pratoguglielmo di Paesana, e di cui è documentata l’attività tra il 1777 e il 1828. A lui sono attribuite circa trecento opere presenti in varie località delle valli cuneesi.

Fase cronologica:
La data indicata a destra in alto è il 1795.

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 140; per Giors Boneto ibidem pagg. 16-24.

Rilevatore: Gianni Aimar

PAESANA (CN), frazione Ghisola. Affresco sul muro di una casa privata, con s. Antonio abate -1

Paesana è raggiungibile imboccando la strada provinciale della Valle Po a Saluzzo, da cui dista circa 20 km; Ghisola (altitudine m 660 circa) si trova a meno di 2 km a Ovest del capoluogo, sulla provinciale della Valle Po in direzione di Crissolo.
Edificio in Via Pian Lavarino 12 S.


La figura centrale dell’affresco è Santa Margherita, a fianco della quale è rappresentato un serpente, simbolo del diavolo tentatore; ai lati sono raffigurati a sinistra S. Filippo Neri, a destra S. Antonio abate, che indossa un saio marrone e un mantello blu e tiene nella mano sinistra il libro della Regola dell’Ordine Antoniano, mentre con il braccio regge il bastone con la campanella; ai suoi piedi si intravvedono il maialino ed il fuoco. Sullo sfondo sono visibili una casa e una grande chiesa, in alto sono rappresentati angeli stilizzati.

Materiale informativo ed illustrativo:
L’affresco è opera di Giors Boneto, un pittore itinerante nato nel 1746 a Pratoguglielmo di Paesana e di cui è documentata l’attività tra il 1777 e il 1828; a lui vengono attribuite circa trecento opere presenti in varie località delle valli cuneesi.

Fase cronologica:
Non vi è alcuna indicazione di data; se l’attribuzione a Giors Boneto è attendibile, l’affresco può essere datato tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.

Bibliografia:
Gianni Aimar, Un segno lassù, I libri del Corriere, Saluzzo 2005, pag. 127; per Giors Boneto ibidem pagg. 16-24.

Note:
Il dipinto, di notevoli dimensioni (larghezza cm 190, altezza cm 130), è in cattive condizioni di conservazione a causa soprattutto di una crepa sul lato destro, e delle scritte dei muratori che sono intervenuti per intonacare il muro.

Rilevatore: Gianni Aimar

 

CERVATTO (VC), fraz. Cadiano. Oratorio di Sant’Antonio abate

Cadiano è una frazione di Cervatto, nella val Mastallone, che si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia; la strada ha inizio verso il termine dell’abitato di Varallo.  Si seguono le indicazioni per Fobello (19 km da Varallo); qui sulla sinistra ha inizio la strada che in un km circa conduce a Cervatto. Dalla piazza centrale una carrozzabile molto stretta (scarse sono le possibilità di parcheggio) conduce alla frazione Cadiano (altitudine m 1007), a meno di un km dal capoluogo. In alternativa si può lasciar l’auto al parcheggio situato poco più in basso dell’abitato di Cervatto e proseguire a piedi sulla carrozzabile, giungendo all’oratorio in circa 20 minuti.
L’oratorio si trova in un piccolo spiazzo al termine della strada carrozzabile.   https://goo.gl/maps/yAkM22Gq1UkYkRbg8


L’oratorio ha proporzioni ridotte, dovute  alle dimensioni limitate del luogo su cui sorge; presenta sulla facciata una porta con architrave e cornici  in pietra, sopra la quale si apre una finestra; sotto lo spiovente del tetto si trova una finestrella.
Un piccolo campanile è impostato sull’angolo anteriore sinistro del tetto. Agli angoli sono dipinte finte pietre rettangolari, secondo un uso frequente nella zona.
Nell’interno la navata è coperta da una volta a crociera, mentre il presbiterio ha una copertura a botte; i pilastri laterali, le cornici aggettanti e gli archi sono decorati con profilature dipinte.

 

Bibliografia:
Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 4^, pag. 60.
– AA.VV., Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia. Cervatto – Madonna del Balmone, Club Alpino Italiano sezione di Varallo.

Note:
Nel 2006 l’interno era completamente spoglio (vedi foto 3); infatti gli arredi erano stati asportati, perché stava per essere rifatto il pavimento, mentre la copertura in beole era già stata completamente rinnovata. Il quadro con l’immagine della Madonna e del Santo titolare era in corso di restauro.
Nel 2021 l’oratorio si presenta restaurato anche esternamente.

 

Fruibilità:
L’oratorio è aperto in occasione della festa, che è celebrata nel mese di luglio, anziché a gennaio, per avere un maggior concorso di persone. Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Cervatto alla Madonna del Balmone, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”.
Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 29/09/2006 – aggiornamento 19/12/2021

ALAGNA VALSESIA (VC), fraz. Dosso. Cappella di Sant’Antonio abate

La frazione Dosso (altitudine m 1357) si trova a monte di Alagna ed è raggiungibile tramite una strada carrozzabile che ha inizio sulla sinistra della statale, verso il termine dell’abitato di Alagna, oppure in circa 45 minuti di cammino, su una mulattiera che parte dalla centrale piazza Grober e attraversa la frazione Bonda. Dosso è situata su di un ripiano erboso attraversato dal vecchio sentiero per il col d’Olen: la cappella si trova in una piazzetta in mezzo alle case ed ha di fronte una fontana (anno 1627) con una vasca in pietra.
https://goo.gl/maps/D8aHERYN1RAhDRjRA

 

La cappella è coperta con lose ed ha un piccolo campanile situato sul lato destro del tetto, ed un’abside con una piccola finestra circolare. Sui due lati, immediatamente sotto lo spiovente del tetto, sono dipinte due fasce decorative, di cui l’inferiore è a cancorrente. La cappella è chiusa da una porta lignea, con arco a sesto acuto, e da sbarre, anch’esse di legno.

La struttura interna è a botte. Sull’altare vi sono tre statue: al centro si trova la Madonna con il Bambino, che ha alla sua  destra S. Giovanni Battista, a sinistra S. Antonio abate. Il trittico può essere chiuso da due ante, su cui sono dipinti a sinistra S. Pietro e a destra forse S. Giorgio.

 

Materiale informativo ed illustrativo:
AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pag. 91.

Fase cronologica: sopra la porta è dipinta la data 1610

Note: la cappella è stata restaurata recentemente

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 23/09/2006