NOVOLI (LE). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://maps.app.goo.gl/pYF6aHQ7MDvY56ue8

Il corpo originario della chiesa è anteriore al 1640, anno in cui fu demolita l’angusta fabbrica precedente, per erigerne una nuova grazie alle offerte dei fedeli novolesi. Nella prima visita pastorale di mons. Luigi Pappacoda, del 18 maggio 1640 si registra la chiesa dedicata al santo Patrono di Novoli come un “olim sacellum, nunc ampliatum”.
La nuova chiesa, l’attuale, soggetta poi a modifiche ed ingrandimenti, oltre che a opere di restauro recenti, fu aperta al pubblico culto nel 1662. Lo stato attuale risale ad un periodo compreso a fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX.
La facciata della chiesa, preceduta da una scalinata con annesso piazzale, presenta uno stile neoclassico scandito da quattro paraste con capitelli dorici sovrastate da un timpano triangolare nel mezzo del quale è presente un orologio donato nel 1930 dal rettore Don Carlo Pellegrino. La porta d’ingresso mostra i battenti in bronzo istoriati dai Fratelli Lani, così come gli ingressi delle due navate laterali che sono più basse ed arretrate. Sul lato sinistro, in posizione arretrata rispetto alla facciata, infine, vi è l’alto campanile edificato nel 1937 dall’architetto Cino Mazzotta che riprendere le linee architettoniche della facciata.

L’impianto interno è a tre navate a croce latina, illuminato da una cupola con lanternino finale, posta all’incrocio del transetto; ai lati sono posti sei altari in marmo.
Il coro innalzato su disegno di Vincenzo Politi, l’altare del Crocefisso, l’altare maggiore in marmo (fatto arrivare da Napoli dal duca Felice Carignani) e la statua in cartapesta di Sant’Antonio abate (collocata nell’omonima nicchia all’interno del cappellone in fondo alla navata sinistra) sono frutto dei lavori di modifica conclusi nel 1885.
La chiesa divenne parrocchiale il 26 febbraio 1931.
Il presbiterio è decorato con un affresco raffigurate il Cristo, di recente fattura.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/5343/Novoli+%28LE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://novolistoricotrasp.svic.it/www.comune.novoli.le.it/vivere-il-comune/territorio/da-visitare/item/chiesa-di-sant-antonio-abate.html

CALVELLO (PZ). Chiesa e convento di Santa Maria de Plano con statua di s. Antonio abate, 1774

La prima attestazione della chiesa e del monastero benedettino risalgono al 1145. Dopo un lungo periodo di decadenza, papa Sisto V con bolla del 1587, assegnò il Convento ai Francescani che restaurarono o ricostruirono il convento con annesso chiostro.
Nel chiostro sono presenti affreschi risalenti ai secoli XVII e XVIII.
All’esterno del complesso due pregevoli portali romanici della chiesa, uno sulla facciata principale e l’altro sulla quella laterale nord.

L’edificio della chiesa ha un impianto a tre navate con pilastri a sezione quadrata, rielaborato in epoca barocca, e conserva all’interno una statua lignea che raffigura sant’Antonio abate che tiene con la mano destra un bastone a tau cui è appesa una campanella e con la sinistra un libro su cui è una fiamma.
Accucciato ai piedi del Santo, a sinistra, il consueto porcellino.

La statua, come dice l’iscrizione alla base, è stata ridipinta nel 1906, per volontà dei fedeli che realizzarono anche il basamento.
Proveniva probabilmente dal secondo altare nella navata sinistra e, come dimostra anche la sua data 1774, realizzata nello stesso periodo dell’altare. Opera, certamente votiva, che mostra una cura particolare soprattutto nella resa del volto, nel trattamento dell’epidermide; la mano sinistra è scolpita con attenzione e lo scultore ne delinea le vene; la barba è resa modo elegante: elementi che fanno pensare che l’opera sia d’importazione, probabilmente proveniente dalla Campania.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1700135435

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72408/Calvello+%28PZ%29+%7C+Chiesa+di+Santa+Maria+%27De+Plano%27

https://www.lucania.one/a0page1g.php?cit0=CALVELLO&mini=20240509124250_93149132211&cit2=calvello&contatc=785

CALVELLO (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate / Sant’Antuono

Largo Sant’Antuono
https://maps.app.goo.gl/TQfwqhH43gBRR5d1A

La chiesa dedicata a Sant’Antonio abate è dagli abitanti del luogo detta di Sant’Antuono ed è situata nel rione omonimo, l’unico quartiere del paese di Calvello che si trova al di là del fiume La Terra. Il rione è collegato al resto del paese con un ponte romano in pietrame con arco a sesto ribassato.

Sulla base di considerazioni storico-stilistiche è ragionevole pensare che sia stata costruita nella seconda metà del XII secolo
A seguito del terremoto del 1980, nel decennio successivo la chiesa fu restaurata. In particolare degno di nota sono il rifacimento del pavimento con lastre di marmo grigio e dell’impianto elettrico.

La facciata è a due spioventi, intonacata; al di sopra si erge la cella campanaria con arco a tutto sesto e croce apicale.

All’interno della chiesa, a pianta rettangolare, si accede attraverso due ingressi, si presenta con un arco ribassato al centro dell’unica navata e si conclude con una parete absidale che ospita l’altare centrale barocco dentro cui è custodita la statua lignea di S. Antonio abate della seconda metà del 1700.
Una iscrizione sulla base dell’edicola che contiene la statua ricorda il committente: “A DIV(OZIONE) DI ANTONIO AMBRUSO”, dipinta a pennello in lettere capitali.
Il Santo ha nella mano destra un bastone con terminazione a “L” e nella sinistra una campanella e un libro da cui escono le fiamme.
Ai piedi del Santo si trova un maiale in stagno.

Nell’edificio sono presenti anche le statue di San Francesco Saverio (opera di Bernardo Valentino, 1751), Santa Teresa d’Avila (autore ignoto di epoca barocca, primo Seicento), San Gerardo Maiella (opera di Giuseppe Manzo, 1906), Vergine Immacolata (autore ignoto, inizi del 1900) e Sant’Antonio di Padova (autore ignoto, seconda metà del 1700).

La copertura della chiesa è a capanna presenta un solaio misto legno-laterizio, sostenuto da capriate lignee a vista.

 


Il 17 gennaio viene festeggiato il Santo con un rito religioso con grande partecipazione. Nell’occasione viene acceso un falò, alimentato da un ciocco di legno che ogni famiglia porta nella piccola piazza antistante la chiesa. Segue poi la benedizione del fuoco e degli animali.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72415/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Calvello+%28PZ%29

https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-calvello/

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1700135507

UDINE. Ex chiesa di Sant’Antonio abate, con statua del Santo

La Chiesa si trova nella Piazza Patriarcato di fianco al Palazzo Arcivescovile ed è stata fondata nel 1354.
https://maps.app.goo.gl/gZbeZJze1X7npXV57

Faceva parte di un ampio complesso comprendente un ospedale ed un cimitero. Della struttura originaria conserva resti della costruzione gotica nella parte esterna dell’abside.
Venne assunta al grado di chiesa patriarcale nel secolo XVI, quando i patriarchi dovettero abbandonare il castello al luogotenente veneto e recarsi ad abitare nell’ospizio degli spedalieri di Sant’Antonio di Vienna, che era unito a questa chiesa.
Venne ridotta nella forma attuale dal patriarca Barbaro e trasformata nel 1731 per volontà del patriarca Dionisio Dolfin. La facciata, fatta costruire dal patriarca Daniele Delfino, è di Giorgio Massari (1733): il prospetto è caratterizzato da quattro possenti colonne con capitello composito ed alto basamento sormontate da un timpano di gusto classicheggiante.

L’interno, a navata unica, conserva a destra i mausolei dei patriarchi Francesco ed Ermolao Barbaro, oltre a quelli di Daniele e Dionisio Dolfin, come pure numerosi frammenti di affreschi trecenteschi.

All’altar maggiore, la statua di S. Antonio abate, di Giovanni Maria Morlaiter (1737). 

Fruibilità:
Attualmente la chiesa, sconsacrata, viene utilizzata per mostre temporanee e quindi soltanto in quelle circostanze è visitabile.

Vedi anche: SANT’ANTONIO ABATE riapre dopo il restauro

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 15/11/2008 – 26/04/2025

MONTALDEO (AL). Chiesa di San Michele, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

La data di fondazione dell’oratorio non è supportata da documentazione. Al XII secolo, secondo alcune fonti, potrebbe risalire la data di ampliamento di un preesistente edificio di culto del X secolo. Fu la prima parrocchiale.
Nel XV secolo furono realizzati gli affreschi sulla parete di sinistra; nei secoli successivi vi fu la sopraelevazione dei muri perimetrali della fabbrica con inserimento di nuove aperture e modifica di alcune esistenti
Nel 1960-70 furono restaurati gli affreschi.

Nella facciata a capanna sono visibili alcuni elementi architettonici attestanti i lavori di ampliamento realizzati sull’edificio originario. Un porta di ingresso con serramento in legno massiccio e due piccole finestre rettangolari sono le aperture inferiori. Superiormente, nella zona di ampliamento, è collocata una trifora riconducibile allo schema a serliana. Sempre sulla facciata è collocata, nella porzione di sinistra, una piccola campana.

All’interno, caratterizzato da una unica navata a pianta rettangolare, sono riconoscibili alcuni elementi architettonici realizzati nel corso degli ampliamenti. La pavimentazione è in laterizio, con un gradino di separazione della zona del presbiterio. La copertura, a vista dall’interno, è realizzata con coppi posati su tavelle su orditura in legno.
L’altare, di forme barocche, è posto contro la parete piana dell’abside ed è sormontato da un affresco trompe-l’oeil, raffigurante, fra due colonne, una pala con al centro l’Arcangelo Michele, che calpesta il demonio, e i santi Rita da Cascia, Antonio di Padova e Vincenzo Ferreri.

Sulla parete sinistra della navata si conservano i resti di due riquadri ad affresco: una Madonna con Bambino, san Lorenzo, una figurina su di un carro trascinato da due cavalli, un frammento di figura a cavallo (probabilmente s. Martino); il secondo riquadro raffigura Sant’Antonio abate e Madonna in trono con il Bambino in piedi. Le figure sono abrase e non facilmente leggibili; nel complesso tutta la composizione pare eseguita nello stesso periodo, che può risalire alla fine del XV secolo.

Sant’Antonio ha una lunga barba bianca, tiene con la mano sinistra una campanella e con la destra un lungo bastone alla cui sommità sembra essere una fiamma: iconografia inconsueta perché in genere l’attributo del fuoco è raffigurato o ai piedi o sul libro che tiene in mano.

 

Immagine tratta dalla guida edita dall’Accademia Urbense di Ovada www.accademiaurbense.it e reperibile su: https://www.archiviostorico.net/guide/pdf/Montaldeo.pdf

Info sulla chiesa oratorio:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72112/Oratorio+di+San+Michele