PELAGO (FI), frazione Borselli. Chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Tòsina, trittico con s. Antonio abate di Mariotto di Nardo, 1389

La prima notizia di una pieve sotto il titolo di Santa Margherita in località Tòsina, risale al 1038. Citata fra le ‘dipendenze’ della Pieve di San Bartolomeo a Pomino, in seguito fu ceduta dai Da Quona, patroni della chiesa, ai monaci di Camaldoli.
Ampliata nel XIII-XIV secolo, come sembra dalla muratura esterna della facciata, a piccoli conci disposti regolarmente. Subì altre modifiche nel XVII secolo, epoca a cui risale anche il portale d’ingresso della chiesa, e più tardi nel 1916. Recentemente restaurata.

Al suo interno, sopra l’altare, conserva un prezioso trittico di Mariotto di Nardo (1365 circa – 1424), raffigurante la Madonna in trono col Bambino e santi. Tempera su tavola, misura di 190 x 203 cm.
Datato 1389 dall’iscrizione “A. D. MCCCLXXXVIIII HANC CAPPELLAM FECIT FIERI DOMINA GEMMA OLIM UXOR MANETTI DE FILICARIA”.
Dopo un restauro durato un ventennio, fu ricollocato nella chiesa nel 1989.
Nello scomparto centrale vi è la Madonna in trono col Bambino sulle ginocchia e quattro angeli con strumenti musicali sono ai suoi piedi.

Nello scomparto di sinistra vi è sant’Antonio abate e un santo Vescovo.
S. Antonio, in saio e barba scuri, tiene con la mano sinistra un grande libro rosso chiuso; con la destra un bastone con terminazione a “L”

 

Link:
http://www.borselli.net/tosina.html

https://www.comune.pelago.fi.it/la-chiesa-del-convento-camaldonese-di-santa-margherita-a-tosina-sentiero-34

SESTINO (AR), frazione Colcellalto. Chiesa dei SS. Tommaso e Leone, terracotta di S. Buglioni con s. Antonio abate, XVI secolo

Nel 1568 è documentata come chiesa semplice. Nel 1574 il visitatore apostolico ordina che venga collocato in chiesa il fonte battesimale con ciborio; inoltre dispone che vengano sistemati pavimento, pareti. I lavori furono eseguiti nel 1577.

All’interno si conserva una terracotta invetriata policroma di 222 x 200 cm, attribuita al fiorentino Santi Buglioni (1494 – 1576) che raffigura “Trinità e i santi Sebastiano e Antonio abate” del XVI secolo.
La pala rappresenta nella parte superiore la Santissima Trinità con Dio Padre, figura intera, che sorregge la croce su cui è Cristo che ha la Colomba sopra il capo. Quattro teste di cherubino nel cielo e una alla base della croce.
In basso, a figura intera, a sinistra s. Sebastiano e a destra sant’Antonio in veste giallo-verdastra e mantello nero, tiene con la mano sinistra un libro, con la destra un bastone; il muso di un maiale spunta dietro il Santo a sinistra.
La base è fresata. La cornice ha i pilastri con grappoli di frutta appesi ad anelli e l’archivolto con frutta e una testa di cherubino.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900638758

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/51087/Chiesa_dei_Santi_Tommaso_e_Leone_Colcellalto,_Sestino

 


Il Catalogo dei Beni Culturali indica che a Sestino – ma senza la collocazione precisa – vi è una statua in gesso alta 135 cm e raffigurante sant’Antonio abate datata al 1900-24.

Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra è priva del bastone. Un maiale è ai suoi piedi.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900638648

SAN MARCELLO PITEGLIO (PT), frazione Gavinana. Pieve di Santa Maria Assunta terracotta di S. Buglioni con s Antonio abate, prima metà XVI secolo

Il Comune è nato il 1º gennaio 2017 dalla fusione dei comuni di San Marcello Pistoiese e Piteglio.

La Pieve di Gavinana fu fondata nel secolo XI; menzionata la prima volta in una bolla pontificia di papa Innocenzo II, del 21 dicembre 1133. La chiesa fu ampliata nel XIII secolo e nel XVII fu oggetto di restauri interni che la trasformarono in stile barocco. Nel 1818 fu edificato il portico della facciata e la torre campanaria seicentesca fu rifatta. Tra il 1940 e il 1941, la chiesa fu restaurata radicalmente all’esterno rimettendo in luce le antiche strutture.

Conserva nel presbiterio due pale in terracotta invetriata policroma, opere del fiorentino Santi Buglioni (1494 – 1576), datate ai primi decenni del XVI secolo raffiguranti CrocifissioneAdorazione del Santissimo Sacramento.
Quest’ultima misura 206 x 170 cm; al centro è rappresentato un Ciborio posto su una base poligonale, ornato in basso da grandi foglie d’acanto e adorato da sei Santi.
Attorno alla cupola poligonale vi sono angeli con ali policrome, che portano gli emblemi della passione: chiodi, corona di spine, lancia, spugna. Nella base del Ciborio sono raffigurati san Pietro, la Risurrezione di Cristo e san Paolo.
Ai lati, a sinistra si trovano s. Giovanni battista; un giovane santo che tiene in mano un libro e una spada; e in primo piano è inginocchiato sant’Antonio abate in saio nero, che tiene con la mano sinistra un bastone a stampella, con al destra un libro blu e una campanella gialla, un maiale nero è ai suoi piedi.
A destra altri tre Santi. Parti di questa pala d’altare furono rubate, ma nel 1911 tornarono da Parigi al Tribunale di Pistoia.

 

Link:
https://tuttatoscana.net/itinerari-2/gavinana-nella-montagna-pistoiese/

https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/la-pieve-di-santa-maria-assunta-di-gavinana/

PELAGO (FI), frazione Diacceto. Pieve di San Lorenzo, terracotta della bottega di G. Della Robbia con s. Antonio abate, 1500-24

Ricordata come pieve già dal 1073 con il titolo di San Jerusalem, fu chiesa madre dell’importante piviere di Diacceto. Possesso dei vescovi di Fiesole già dal 1103, ebbe anche il patronato della famiglia Cattani da Diacceto e successivamente quello dei Moresi. Nel XII secolo la chiesa poteva contare su ben nove suffraganee. Successivamente, però, la pieve perse rilevanza e cadde in rovina, fino a quando, nel 1413, dovette cedere il titolo di pieve alla chiesa di San Clemente, nel quale fu spostato anche il fonte battesimale. Successivamente, dopo un restauro realizzato a metà del Cinquecento, il fonte battesimale fu tuttavia riportato a San Lorenzo.
Il vecchio edificio fu completamente demolito e ricostruito fra il 1858 e il 1872 con la trasformazione dell’originario impianto a due navate in un un’unica ampia aula. In quell’occasione la volta fu affrescata da Ferdinando Folchi e Antonio Noferi. La facciata a due spioventi fu rifatta in seguito ad un intervento di restauro del 1950 durante il quale furono aperte le monofore della parete destra e rimossi gli altari ottocenteschi.

 

All’interno, sulla parete sinistra, conserva una terracotta invetriata policromata di 175 x 150 x 65 cm che raffigura “Maria in trono col Bambino contornata da angeli e i santi Giovanni Gualberto e Antonio abate”, attribuita alla bottega di Giovanni della Robbia  (Firenze, 1469 – 1529). Restaurata nel 1917.
Ad angolo retto rispetto al rilievo della Vergine, sulle pareti laterali, ci sono le figure dei Santi. A destra, è s. Antonio abate, in saio marrone, con bastone e libro gialli e un maiale ai suoi piedi.

 

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900329740

FIGLINE VALDARNO (FI). Palazzo Pretorio, terracotta di B. Buglioni con s. Antonio abate, 1515-20

Il Palazzo risale, nelle sue parti originarie, al XIV secolo e in seguito, rimaneggiato più volte, fu trasformato in carcere fra il 1866 e il 1867. L’attività penitenziale si concluse nel 1924 e poi fu ristrutturato e restaurato dall’architetto Enzo Cerpi.
Fino al 1963 è stato sede degli organi istituzionali e dell’apparato amministrativo. Dal 2003 ospita l’archivio comunale preunitario, con documenti dal 1365 al 1865, e l’Ufficio informazioni turistiche.

Ai piedi della torre, vi è la cappella dedicata ai Caduti della Grande Guerra nella quale è collocata dal 1931 una pala d’altare in terracotta invetriata policromata, del 1515-1520, attribuita al fiorentino Benedetto Buglioni (1461 – 1521), e raffigurante la “Madonna con il Bambino incoronata da due angeli e i santi Sebastiano e Antonio abate“. Proviene dalla Cappella Passalacqua, Castel San Niccolò (AR), frazione Caiano.

Sant’Antonio abate è a destra, tiene con la mano sinistra un libro chiuso e con la destra un bastone a tau cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi un maiale scuro.

 

Immagine da Wikimedia
Link:
https://www.comunefiv.it/vivere-il-comune/luoghi/palazzo-pretorio/

https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/76379/Della%20Robbia%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%2C%20san%20Sebastiano%2C%20sant%27Antonio%20Abate%20e%20angeli