CISON DI VALMARINO (TV), frazione Tòvena. Chiesa parrocchiale di San Simone, con dipinto di s. Antonio abate

Attestata fin dal Medioevo come dotata di beneficio, cimitero e hospitale (1243), la chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo apostoli è filiale della pieve matrice di Cison, da cui si staccò ricevendo prima l’autorizzazione a erigere il fonte battesimale (1423) e successivamente il titolo di curazia (1484) e poi di parrocchia (1693).

 

 

Al centro dell’aula, a sinistra, l’altare ligneo settecentesco di San Rocco con la pala della Madonna in gloria tra i santi Rocco, Giacomo, Sebastiano e Antonio abate di Francesco Matteazzi (XVII secolo).
Sant’Antonio è raffigurato a destra in basso, guarda verso la Vergine, tiene la mano destra sul cuore, la sinistra regge il fuoco.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/82569/Cison+di+Valmarino+%28TV%29+%7C+Chiesa+dei+Santi+Simone+e+Giuda+Apostoli

https://www.qdpconoscere.it/comuni/cison-di-valmarino/la-chiesa-parrocchiale-di-san-simone-di-tovena-

MORIAGO DELLA BATTAGLIA (TV). Chiesa parrocchiale di San Leonardo, statua e dipinto del Pordenone con s. Antonio abate

La chiesa, che risale al XII secolo, fu ricostruita nel XVI, poi nel XVIII.
Durante la prima guerra mondiale la chiesa fu distrutta e l’architetto bellunese Alberto Alpago-Novello fu incaricato di redigere il progetto della nuova chiesa. Nel 1922 fu posta la prima pietra e l’edificio fu terminato nel 1925 e consacrato nel 1928; ha pianta centrale con quattro cappelline laterali.

Sulla facciata principale vi sono cinque nicchie, dove campeggiano le statue di Sant’Antonio abate a sinistra, San Leonardo, la Madonna con il Bambino, San Marco e San Rocco, realizzate nel 1962 da Piero Morseletto (Vicenza, 1887 – 1974).
Il Santo è raffigurato con gli attributi tradizionali di campanello e bastone a stampella. Il muso di un maiale sbuca da sinistra ai suoi piedi.

Nella chiesa sono conservate varie opere d’arte. Sull’altare maggiore la pala della Madonna col Bambino in trono con i Santi Leonardo, Antonio abate, Caterina e Giovanni Battista, attribuita da Antonio Canova nel 1822 a Giovanni Antonio de’ Sacchis detto “Il Pordenone” (Pordenone, 1483/84 – Ferrara, 1539), che la dipinse nel 1528-30. L’opera fu sottoposta a restauro tra il 2012 e il 2014.
Gesù Bambino è raffigurato mentre si protende a destra verso Santa Caterina, al fianco della quale compare Giovanni Battista. A sinistra, San Leonardo, patrono della parrocchiale, e Sant’Antonio abate. Ai piedi del trono, due putti.
Sant’Antonio, all’estremità sinistra, guarda verso lo spettatore; indossa saio, mantello e copricapo. Appoggia la mano destra su un bastone a tau e con la sinistra tiene un rosario della tipologia usata nel Cinquecento. Il muso di un maiale spunta da sinistra.

Link:
https://www.diocesivittorioveneto.it/territorio/parrocchie.asp?for=3&parr=84

https://venetocultura.org/pordenone_pala_di_moriago.php

TAVAGNACCO (UD). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nell’abitato del capoluogo, Via Matteotti, 2
https://maps.app.goo.gl/cnKQajCqLGWoNR5V7

Il primo edificio risale 1370. Nel 1579 un fulmine la incendiò e la, distrusse. La chiesa fu riedificata tra il 1740 e il 1751, quando fu consacrata.
Il campanile fu eretto nel 1790, a nord, discosta dalla facciata.
Nel corso dei secoli subì numerose ristrutturazioni, fino al 1841, quando furono ultimati i lavori, iniziati nel 1835, resi possibili grazie al contributo economico della popolazione locale.

La facciata della chiesa è scandita da quattro semicolonne dotate di capitelli ionici, sorreggenti la trabeazione e il timpano, sopra il quale si imposta la quinta muraria caratterizzata dalla modanatura; nell’intercolumnio centrale si apre il portale, sovrastato da un mosaico.

Edificio ad aula, orientato ovest-est. L’interno neoclassico è ritmato da semicolonne ioniche e caratterizzato dalle due profonde cappelle laterali, affrontate, con arcone a tutto sesto modanato e rialzate di due gradini. Al di sopra delle colonne il cornicione modanato, al di sotto due dipinti per lato. L’aula è voltata a botte ribassata con dipinti e riceve l’illuminazione naturale dalle finestre termali presenti all’interno delle cappelle. Sulla parete a meridione, nella partizione fra la cappella laterale e l’altare si apre una nicchia devozionale vetrata. L’area dell’altare, rialzata di tre gradini, è delimitata da una semicolonna e una colonna ionica per lato sorreggenti l’alto arcosanto a tutto sesto con decorazioni in estradosso. L’area presbiterale è illuminata da due bifore contrapposte, voltata con finto cupolino e lanterna; la parete di fondo si apre, incorniciata da due paraste ioniche e arco a tutto sesto, sull’abside con lunetta decorata. A settentrione il coro si affaccia attraverso l’apertura scandita da due colonne doriche e alto architrave modanato; ad esso si contrappone la porta che immette alle sacrestie. In controfacciata, addossata alle due semicolonne ioniche laterali all’ingresso, la cantoria lignea è sorretta da colonnine ioniche; sulla parete meridionale la nicchia del fonte battesimale.
Il soffitto è a botte a pieno centro.

Nella parte centrale e sui muri della navata vi sono affreschi di Lorenzo Bianchini (Udine, 1825 – 1892). Ai fianchi della navata si aprono due cappelle a forma semielilittica con il soffitto a conchiglia e con altari di marmo in stile barocco. Sull’arco del coro vi è un affresco di Giuseppe Barazzutti (Gemona del Friuli, 1890 -1940). Tutti gli affreschi del coro sono invece di Francesco Barazzuti (Gemona del Friuli, 1847 – 1918).
L’altare maggiore, di stile barocco, si dice portato a Tavagnacco da Venezia (reca la data del 1717). La pala raffigura l’Ascensione ed è del Bianchini. A fianco della pala, due statue rappresentano due santi, di cui è sant’Antonio abate.

 

Sulla destra dell’altare uno stendardo con un’immagine di sant’Antonio abate, cui è dedicata la chiesa parrocchiale.

 

 


A metà della via Matteotti, all’interno di una aiuola, un pilone con quattro figure di santi ai quattro lati, di cui il lato che guarda verso la chiesa è occupato da un’immagine di sant’Antonio abate, dipinto da artista popolare.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/68954/Tavagnacco+%28UD%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Tavagnacco,_capoluogo)

BRUGNATO (SP). Concattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano, affresco con s. Antonio abate XV secolo

La chiesa più antica è di età longobarda, VI secolo; fu riedificata tra XI e il XII secolo passando ai monaci benedettini di San Colombano e divenendo sede dal 1133 della diocesi di Brugnato (suffraganea dell’arcidiocesi di Genova) che ebbe potere spirituale su quasi tutta la media e alta val di Vara.
Nel 1820 la diocesi fu unita alle altre due comunità della Spezia e di Sarzana-Luni in un’unica diocesi, con sede alla Spezia, lasciando all’antica abbazia di Brugnato il titolo di concattedrale.
Negli anni cinquanta del Novecento alcuni lavori di restauro hanno portato al ritrovamento dei resti dell’originaria chiesa romanica. I resti sono stati oggetto di studio nel 1994 quando gli scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza archeologica della Liguria, hanno riportato alla luce gli antichi muri perimetrali, la pavimentazione in cotto ed un fonte battesimale sotto la navata centrale.

Brugnato. Concattedrale, piantina

La chiesa a doppia navata presenta, sulla seconda colonna a destra, un affresco, risalente al XV secolo che raffigura Sant’Antonio abate inquadrato da una fascia decorativa con motivi vegetali e rosette.
Il Santo, con barba bianca biforcata, indossa il mantello, tiene nella mano sinistra un bastone con terminazione a riccio cui è appesa una campanella e un libro. La mano destra è nel gesto di benedizione.

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_dei_Santi_Pietro,_Lorenzo_e_Colombano

https://www.beweb.chiesacattolica.it/cattedrali/cattedrale/FVH/Chiesa+dei+Santi+Pietro%2C+Lorenzo+e+Colombano

 

NOTA. All’inizio del borgo, si trova l’oratorio di San Bernardo, originariamente intitolato a Santa Maria Annunziata e nato come luogo di preghiera per i viandanti che trovavano ospitalità nel vicino ospizio per i pellegrini, dedicato a Sant’Antonio abate, anticamente collocato all’ultimo piano della casa adiacente.

VALDOBBIADENE (TV). Duomo di S. Maria Assunta con dipinto di s. Antonio abate di Palma il Giovane

L’altare di San Giovanni battista, il primo a destra all’interno della chiesa, è ornato da un pregevole dipinto olio su tela di  230 x 130 cm, realizzato tra 1585 e 1599 e firmato da Palma il Giovane (Venezia, 1544 – 1628), raffigurante i Santi Giovanni battista, Girolamo e Antonio abate.
S. Antonio abate è a destra, seduto, si appoggia con la mano destra al bastone cui è appesa una campanella.

 

 

La prima citazione della pieve di Valdobbiadene è del 1259. Dalla relazione della visita pastorale del 1488 s’apprende che questa chiesa era a tre navate e possedeva otto altari, ma che necessitava un restauro. La pieve fu riedificata ad un’unica navata e consacrata nel 1529. Tra il 1743 ed il 1767 fu costruito il campanile, alto 70 metri, la cui cuspide fu realizzata nel 1810.
L’attuale duomo fu edificato tra il 1790 ed il 1799 e consacrato nel 1816 dal vescovo Francesco Scipione Dondi dall’Orologio. L’atrio fu aggiunto tra il 1825 ed il 1840.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500130057

Info sulla Chiesa:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/stampaapprofondimento.jsp?guest=true&sercd=3038