La scultura misura circa 166 cm senza la base. In legno di tiglio, ridipinto; la versione originale è stata restaurata in nero e oro nel 1930; prima del restauro, Antonio teneva in mano solo la metà superiore del bastone a tau; questo è stato sostituito dall’attuale; in quel periodo fu eretto anche un piedistallo in arenaria, sul quale oggi si trova la scultura. Quando la scultura fu ripulita e restaurata nel 1986, fu anche accertato “che il primer per la cornice nelle parti principali era steso sottilissimo e direttamente sul legno, mentre le parti della veste erano completamente ricoperte di tela prima che il primer fosse applicato”. Altro restauro nel 2015.
Nel 1959 Rauch scrisse: “Questa figura di Antonio era posta sull’altare maggiore del coro ed era ancora lì nel 1724″ (Rauch 1959, p. 103; l’opinione prevalente nella ricerca odierna è che la monumentale scultura fosse originariamente nel santuario di un retablo dell’altare maggiore tardo gotico, simile all’altare di Isenheim creato successivamente, di cui è l’unico frammento sopravvissuto (Schäfer 1973, p. 20; Schäfer 1979, p. 19; Metternich 1980, p. 13; Schäfer 1981,e altri); Metternich lo contraddisse (1987, p. 60) ed espresse il sospetto che il resto del retablo dell’altare maggiore non fosse stato distrutto, ma rimasto incompiuto.
L’effettiva realizzazione di un contesto di lavoro più ampio sotto forma di una pala d’altare non può essere provata, ma la scultura è appiattita posteriormente; se si fosse voluto allestire la scultura isolata nell’aula della chiesa, anche provvisoriamente, sarebbe stata certamente completata.
L’altare maggiore della chiesa fu dedicato nel 1448 alla Beata Vergine Maria, a Sant’Antonio, a Sant’Agostino e all’eremita Paolo.
Controversa tra gli studiosi la datazione: inizi del XVI secolo; seconda metà del XV secolo; tardo XV secolo; intorno al 1430; XV secolo; inizio del XV secolo; intorno al 1440; intorno al 1460; intorno al 1450-60; 1440-50; tra 1441 e 1485.
Sant’Antonio è raffigurato seduto in trono con l’abito dell’Ordine Antoniano: una cappa nera foderata d’oro sopra un camice con cintura e una berretta marrone scuro. Tiene nelle mani un alto bastone a tau e un libro chiuso, ritto sulle ginocchia.
La figura seduta di sant’Antonio ricorda quella dell’altare della Pala di Isenheim e i primi precettori Höchst erano già stati a Isenheim, come Hugo von Belmonte, Johannes Gutgelt e Johannes Collik, anche se l’influenza deve essersi verificata in ordine inverso a causa della successiva creazione della statua di Isenheim; in ogni caso, in entrambe le case religiose, una scultura monumentale di Sant’Antonio si trovava al centro del coro, perché «[…] rientrava nell’usanza degli Antoniti di far sedere il proprio santo sull’altare maggiore al centro della comunità religiosa» (Metternich 1987, p. 15).
La figura ricorda la statua lignea nella Cattedrale di Narni, realizzata dal Vecchietta nel 1475, vedi scheda.
Chiesa parrocchiale cattolica di San Giustino (Kath. Pfarrkirche St. Justinus). L’edificio originario fu eretto intorno all’826-47; nel 1090 si menziona il patrono s. Giustino; a quel tempo già chiesa parrocchiale, ritirata dall’arcidiaconato dagli arcivescovi di Magonza e donata al monastero di St. Alban a Magonza; restituito dal monastero all’arcivescovo di Magonza nel 1419; trasferito da questo nel 1441 all’Ordine Antoniano e diventò la chiesa del monastero dell’ordine Antoniano .
Link:
http://archiv.ub.uni-heidelberg.de/artdok/4839/