LETTOMANOPPELLO (PE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Maiella, 19
https://goo.gl/maps/83jXSg93aqM5rrJc8

 

La chiesa fu ricostruita tra 1945 e 1950 ad opera di maestranze locali sul sito della precedente chiesa di Sant’Antonio per volere della signora Antonia Di Renzo a memoria del marito

La chiesa è situata all’interno del centro abitato di Lettomanoppello al di fuori del centro storico.
La piccola facciata su Via Maiella presenta un rivestimento marmoreo con timpano triangolare addossato allo schermo rettangolare e un pilastro campanile a sezione cruciforme in cemento armato a sinistra del portale.

La chiesa, priva di ogni decorazione interna, ha un impianto ad aula ed è coperta con solai piani inclinati corrispondenti alla copertura a due falde con lastre in fibro-cemento.

Una statua di sant’Antonio abate è posta nella nicchia sopra l’altare.

 

Link:
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PRETORO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

Fuori dall’abitato, all’interno del cimitero comunale, del quale costituisce la chiesa cimiteriale.
https://goo.gl/maps/EKivnDiKKoJst9va6

 

Nel 1915 fu costruito il cimitero e la chiesa medievale fu trasformata in chiesa cimiteriale.
Tra 1945 e 1955, contemporaneamente alle opere di ristrutturazione, l’edificio viene frazionato e la parte absidale venduta a privati che l’hanno trasformata in cappella funeraria.

La facciata con tetto a capanna è inserita all’interno del piccolo portico e decorata esclusivamente dal bel portale medievale.
La chiesa ha un impianto ad aula con soffitto piano e non conserva più nulla delle originarie strutture di epoca medievale, contrariamente alla parte absidale, che tuttavia è separata dalla chiesa ed è diventata una cappella cimiteriale privata. All’esterno infatti è ancora parzialmente visibile la muratura medievale in pietra squadrata e una monofora absidale con profonda strombatura e archivolto decorato con motivi fitomorfi, sovrastati da malta di cemento.
All’interno, a sinistra dell’altare, vi è un quadro con sant’Antonio abate; nell’angolo a destra una statua con i consueti bastone a tau con campanello e porcellino.

 

 

La festa di sant’Antonio è celebrata con cerimonie religiose e con l’accensione della farchie (falò.

 

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CARAMANICO TERME (PE), frazione Decontra. Chiesa di Sant’Antonio abate

Decontra
https://goo.gl/maps/7LJ1CCp2u7ykZvHC8

Nella visita pastorale dell’arcivescovo Edoardo Menichelli del 6-9 maggio 1999, la chiesa è annoverata tra le sussidiarie della parrocchia di Santa Maria Maggiore quale chiesa rurale officiata nei giorni festivi di precetto.

La facciata in pietra locale squadrata presenta un portale rettangolare definito da stipiti e architrave in pietra e sormontato da una finestra rettangolare, il timpano triangolare contiene un oculo centrale. Sul lato posteriore in posizione centrale è collocato un campaniletto a vela.
La chiesa ha un impianto ad aula coperta da un soffitto piano; nicchie ricavate sullo spessore delle pareti contengono statue e pitture.
L’altare è sovrastato da un crocifisso all’interno di una cornice, ai alti due nicchie e in quella a sinistra una statua di sant’Antonio abate con bastone a tau e porcellino.

 

 

Link:
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MONTECARLO (LU). Chiesa collegiata di Sant’Andrea con statua lignea di s. Antonio abate di F. di Valdambrino, 1410 circa

La Chiesa di S. Andrea fu costruita entro la prima metà del secolo XIV e completamente ristrutturata e trasformata nel 1783.

Sul lato sinistro, dopo la Cappella Bardi-Rucellai, vi è la Cappella Santuario e la retrostante Cappella del Rosario dove è stato realizzato un piccolo ma interessante spazio museale che conserva la statua lignea di 166 x 138 cm, risalente al primo-secondo decennio del Quattrocento, opera del senese Francesco di Valdambrino (1363 – 1435), allievo di Jacopo della Quercia, da poco restaurata, rappresentante sant’Antonio abate.
La statua è costituita da due semitronchi scavati internamente che, uno per il fronte e uno per il retro, comprendono anche la relativa porzione di basamento di forma ottagonale.
La figura del Santo, leggermente ricurva in avanti, impugna il libro con la mano sinistra e con la destra trattiene un lembo della veste mentre l’ampio mantello si apre simmetricamente sul busto lasciando intravedere la veste sottostante che scende a terra a coprire i piedi.
Il confronto con la scultura di identico soggetto, opera di Antonio Pardini nella chiesa di Sant’Antonio abate a Pietrasanta vedi scheda, testimonia il legame tra i due artisti.

 

Nel Museo vi sono anche: la statua rappresentante Gesù Morto (sec.XV); una tela di Camillo Ciai con la Madonna in trono col Bambino e i santi Domenico e Caterina del 1667; il grande dipinto  a olio, staccato da una parete della cripta raffigurante un’Ultima Cena di inizio secolo XVIII attribuita al fiorentino Camillo Sagrestani; la Pala con la Madonna col Bambino del 1434 dipinta dal lucchese Francesco Anguilla; un bel fonte battesimale cinquecentesco inoltre, nelle due nicchie laterale all’altare, vari oggetti sacri del tesoro della Collegiata.
Diverse notevoli opere d’arte si trovano nelle altre cappelle.

 

Link e immagini:
https://www.comune.montecarlo.lu.it/home/cultura-e-turismo/turismo/monumenti/chiesa-s.andrea.html#

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900255970

http://www.promontecarlo.it/chiesa_collegiata_montecarlo.html

CASTELNUOVO DI GARFAGNANA (LU). Oratorio di Sant’Antonio abate

Via sant’Antonio
https://goo.gl/maps/PAUEw9EYJzukZxdGA

La prima testimonianza dell’esistenza dell’oratorio di Sant’Antonio è la relazione della visita pastorale del 1684 del Vescovo Giulio Spinola al cui a riguardo, si leggono le seguenti parole: “nella detta terra di Castelnuovo nel Borgo sotto questo titolo, che è a capo della piazza et ha la sua facciata verso settentrione (…) v’è davanti una colonna con piede di pietra macigna nel mezzo della strada (…) che ivi è stata piantata per servitio delle processioni et beneditione delle bestie nel giorno di Sant’Antonio abbate. La chiesa viene governata da una Congregatione a guisa di Compagnia. Solenizza la Festa di Sant’Antonio abbate, che è il titolo della chiesa, come ancora quella di S. Antonio di Padova”.
Con ogni probabilità la data di impianto dell’oratorio risale al secolo precedente. In seguito ad un periodo, iniziato nel 1770, in cui il piccolo edificio di culto a pianta rettangolare viene adibito all’accoglienza dei soldati di stanza, nel 1791 viene restaurato e riconsacrato dall’Arcivescovo Filippo Sardi. Tale avvenimento è ricordato da due iscrizioni su lastre di marmo murate lungo le pareti laterali dell’oratorio.

La configurazione attuale dell’edificio viene però raggiunta nel 1887 al termine dei lavori di restauro della fabbrica fra cui spunta il rifacimento della facciata secondo i canoni ottocenteschi. Un’iscrizione su una lastra di marmo collocata all’interno della chiesa testimonia di un intervento di restauro dell’oratorio datato 1932 curato da tale Amedeo Domenici e finanziato da castelnovesi facoltosi.

L’unico fronte visibile è il principale in quanto in adiacenza alle pareti laterali dell’oratorio sorgono delle civili abitazioni. La facciata intonacata presenta forma a capanna con il timpano incorniciato da modanature ben aggettanti decorate con volute e rosette. La porta di ingresso in posizione centrale è incorniciata con lastre di pietra serena e sormontata da un timpano curvo. In alto si aprono due finestre rettangolari rifinite nello stesso modo.
L’oratorio presenta pianta rettangolare.
Un statua di sant’Antonio è sull’altare maggiore.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/87099/Oratorio+di+Sant%27Antonio