ROSÀ (VI). Il Duomo di Sant’Antonio abate

Via Martiri della Libertà, 12
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Verso il 1370 Francesco I da Carrara, signore di Padova e di Bassano, fece scavare un canale alimentato con acqua del Brenta che così veniva ad attraversare quei terreni incolti e inabitati rendendoli con l’irrigazione idonei alle colture e faceva arrivare anche nelle zone artigiani di Cittadella l’acqua per far girare le ruote idrauliche. Questo canale era la Rosta Carrarese, denominata in seguito Roggia Rosà. Questa fu l’antica roggia Rosada (in latino flumen rosatem) o Rosà. Il nome di Roggia Rosada deriva secondo una interpretazione dalla presenza di rose selvatiche lungo le sue rive. Fu quindi la roggia che attraversava il suo territorio a dare il nome all’abitato di Rosà e non viceversa.
Non si conosce con precisione la data di origine della chiesa di questo territorio, ma il suo titolare, Sant’Antonio abate, ci assicura che la sua origine è legata ai pellegrinaggi allora assai frequenti alla tomba del Santo posta presso la città francese di Vienne. Si sa solo che nel 1466 era già in costruzione.
Il luogo di culto era una chiesetta piccola e semplice con un campanile incorporato di fianco, dotata di 4 altari ai quali nel 1593 se ne aggiunsero altri due.
All’inizio del 1600, a causa dell’aumento della popolazione e per la necessità di allargare il cimitero, si ricostruì la chiesa sullo stesso posto della precedente però orientata diversamente, e più grande con i suoi sei altari già presenti e con uno nuovo dedicato alla Madonna del Rosario.
Tra il 1730 e il 1750 la chiesa venne allargata a tre navate: quelle laterali separate dalla centrale per mezzo di colonne monolitiche levigate di Possagno sormontate da capitelli corinzi. La chiesa venne poi completata con gli affreschi del soffitto del coro e della navata, nonché con le vetrate e la pavimentazione a quadroni.
Si costruì anche l’attuale altare Maggiore col il maestoso Tabernacolo progettato nel 1746 dal Cassetti e realizzato forse del tagliapietre Giovanni Bonato, sovrintendente e uomo di fiducia dei rosatesi.
Nel 1796, con l’arrivo di Napoleone, la facciata e la canonica risultavano terminate, mentre furono sospesi i lavori di completamento del campanile, alto 70 metri, inaugurato poi nel 1817; la chiesa sarà consacrata il 12 settembre 1819 dal vescovo di Vicenza Giuseppe Maria Peruzzi in occasione della sua visita pastorale.

ROSA’. Duomo. Statua in facciata a sinistra

Nel 1925 in occasione dei festeggiamenti del IV° centenario dell’erezione a parrocchia, al tempo di Mons. Luigi Filippi, la chiesa subì vari lavori di restauro così descritti dalla Parrocchia S. Antonio abate in Rosà nel 2011: ”furono lavorate in marmorina le 34 lesene delle cappelle da Giulio Finato da Lobbia in Persegara; furono fatte le bussole delle porte, intagliate da Dalla Vecchia di Sant’Orso; fu rifatto parte del pavimento da Meneghetti di Bassano togliendo anche delle pietre tombali (in questa chiesa le tombe di famiglia erano una quindicina più altre appartenenti a congregazioni); furono ritoccati gli stalli del coro da Pietroboni di Bassano; furono rifatte le cornici (quelle attuali) alle pale di S. Bovo e della Circoncisione; fu sostituito il pulpito che era fissato a metà di una colonna vicino alla porta laterale nord (si saliva per una scaletta a chiocciola) con l’ambone lavorato da Aristide Stefani di Bassano; l’organo e la cantoria che erano situati sopra la porta principale in una specie di loggia in legno lavorato (si saliva per una scala interna, la cui entrata si trovava dove ora c’è il confessionale di sinistra), furono spostati nel presbiterio di fianco all’altare (a nord).
Nel 1965, con mons. Mario Ciffo, la chiesa potrà pregiarsi del titolo di “DUOMO” .

L’altare Maggiore attuale è opera dello scultore Giacomo Cassetti nel 1746. Nel 1763 vennero aggiunte ai lati del tabernacolo due sculture, a sx Sant’Antonio abate e a dx San Spiridione, e il “resurrexit” sulla sommità del Tabernacolo, opere di Giuseppe Bernardi, detto Torretti di Pagnano (TV) (1694 – 1774).
Le due statue, che sembrano delle sentinelle, hanno di curioso la posizione del pastorale: San Antonio abate (a sx) lo tiene con la destra perché non era vescovo ma solo abate e non poteva benedire, mentre San Spiridione (a dx), compatrono di Rosà, tiene il pastorale con la mano sinistra perché era vescovo e con la destra doveva benedire i fedeli.

Nella sacrestia, un reliquario riporta una chiara scritta “Antonij A.”

 

Fonte:
https://www.bassanodelgrappaedintorni.it/rosa-il-duomo-di-santantonio-abate/

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CORDENONS (Pn). Parrocchia di Sant’Antonio abate con statua e vetrata dedicate a Sant’Antonio abate.

All’interno della chiesa è collocata una statua lignea ed è installata una vetrata con la figura di Sant’Antonio abate

 

Info:
Via Pasch, 55, 33084 Cordenons PN – Telefono: 0434 932257
https://goo.gl/maps/bR94mgc4byDKEVqq9

CORDOVADO (Pn), fraz. di Saccudello. Chiesa di Sant’Antonio abate e Gottardo

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La località di Saccudello è ricordata come villa distinta da Cordovado già nella bolla di Urbano III del 1186. Alle soglie immediate dell’abitato c’era un bosco impenetrabile, frequentato sovente dai lupi: tra il 1633 ed il 1634 le cinque persone sbranate a Cordovado dai lupi furono aggredite tutte nel tratto che da Saccudello portava ai Feletti di Morsano.
La chiesa risale alla fine del ‘600, ha un’aula rettangolare con travi a vista (tre capriate), mentre il presbiterio è quadrato ed è più alto dell’aula, ha il soffitto in calce con motivi a stucco; dietro al coro si trova la sacrestia.
La facciata è liscia e priva di simmetria per la presenza di una sola finestra, posta a sinistra della porta d’ingresso, inquadrata in pietra e in alto si apre un occhio ovale.
Il campanile, posto sull’angolo destro dell’aula, è costituito da una torre a base quadrata con quattro monofore ogivali e corona merlata aggiunta in seguito.
Preziosa la statua di legno policroma di San’Antonio abate, alla maniera di Domenico da Tolmezzo, restaurata da Angelo Pizzolongo al tempo del restauro generale della chiesetta (1985-87).

Nel 1750 l’altare ligneo fu rifatto in pietra dal portogruarese Pietro Balbi, mentre la pala rappresentante Madonna con bambino fra i SS. Antonio abate, Antonio di Padova e Gottardo fu dipinta da Francesco Mestore da S. Marizza di Varmo. Il gonfalone era stato rinnovato nel 1743 e realizzato da Bortolo Serimi (Serini?) da Venezia.

Sant’Antonio abate è raffigurato anche in una pregevole vetrata.

Dal 1665 ha ancora attiva una confraternita, originariamente dedicata anche ai SS. Antonio abate, Antonio di Padova e Gottardo.

 

Info: www.borghibellifvg.it
https://www.parrocchiacordovado.it/s.antonio.html

Bibliografia:
AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

MASSA (MS), frazione Canevara. Chiesa parrocchiale di sant’Antonio abate

Via della Chiesa, 1
https://goo.gl/maps/Q9HLMYwT7DLArWGh7

 

La chiesa fu edificata probabilmente nel corso del XVII secolo come oratorio della Parrocchia di Antona, tuttavia già nel secolo XII era attestata in Canevara una chiesa.
Nel corso del XIX secolo la chiesa subì interventi di restauro ed ampliamento che ne alterano l’originaria morfologia. Nel 1856 divenne curazia dipendente dalla parrocchia di Antona e infine, nel 1943, fu eretta in parrocchia.
La costruzione della facciata in marmo risale agli anni sessanta del XX secolo.

La chiesa è situata lungo la via principale che attraversa il paese e si affaccia su una piazzetta lastricata in marmo e di forma irregolare.
La facciata è completamente rivestita da fasce orizzontali alterne di marmo bianco e bardiglio grigio; tale rivestimento è incorniciato lateralmente da due lesene ed è interrotto oltre che dal portale d’ingresso da due lapidi e da un rosone circolare.
Il piccolo campanile, collocato sul fianco destro dell’ultima campata, si presenta interamente intonacato. Il vano campanario si apre con finestre monofore.

La pianta dell’edificio è a navata unica con quattro campate sormontate da volte a botte lunettate.
Ai lati delle prime due campate si aprono quattro cappelle; in quelle corrispondenti alla seconda campata sono collocati due altari. L’ultima campata, rialzata su di un gradino, ospita il presbiterio. Alla controfacciata si appoggia la cantoria di recente fattura.

La chiesa conserva una statua di sant’Antonio abate.

La struttura è in muratura portante perimetrale con archi a tutto sesto, rinforzati da catene, a sorreggere la copertura. Le cappelle laterali sono separate dalla navata da archi a tutto sesto scaricanti su pilastri in muratura.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/23527/Massa+%28MS%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CARRARA (MS), frazione Codena. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

L’edificio è sulla strada che partendo da Carrara risale la valle che porta al bacino marmifero di Colonnata, Via Codena, 10a
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Già nell’anno 1584 si ha menzione dell’esistenza di una cappella nel borgo di Codena posta poco fuori dell’abitato.
Nel 1607, per iniziativa della popolazione di Codena, fu eretta l’attuale chiesa dedicata a S. Antonio abate, sul luogo dell’antica cappella che venne incorporata nel nuovo edificio.
Nel 1612 la nuova chiesa fu costituita in patronato della “vicinanza” di Codena, titolo a cui si accompagnava la concessione dello “ius Parochialis”. In data 8 Ottobre 1634 la chiesa fu eretta in Parrocchia.
Due lapidi poste sulla facciata, ai due lati del portale d’ ingresso, danno notizia di una serie di lavori di ampliamento, rifacimento e restauro effettuati negli anni 1809, 1852, 1908.

La facciata di tipico gusto barocco presenta una parte inferiore delimitata da una cornice e divisa in tre sezioni da quattro lesene. Nella parte centrale l’ingresso è contornato da un portale marmoreo mentre le sezioni laterali sono occupate da due finte finestre che incorniciano due grandi epigrafi marmoree. La parte superiore presenta un corpo centrale racchiuso da lesene laterali e sormontato da timpano e due sezioni laterali formate da due spioventi curvilinei di raccordo.
Un alto campanile a pianta quadrata e a cuspide finale è posto sul fianco addossato alla parte anteriore della navata sinistra.

Lo spazio interno della chiesa è articolato in tre navate, scandite in quattro campate da pilastri quadrati in muratura e vano absidale a fondo piatto. Una piccola cappella laterale posta sul fianco sinistro, due vani posti ai lati dell’abside e il vano della torre campanaria posto sull’angolo anteriore sinistro ne completano la pianta.
La parte presbiteriale, comprendente l’altare maggiore e due altari posti al fondo delle navate laterali, è separata da una lunga gradinata che collega i due muri perimetrali ed arretra ad angolo retto in corrispondenza del vano absidale e da una balaustrata in marmo aggiunta recentemente.
Ai lati dell’abside sono posti due vani, uno a destra adibito a sacrestia e uno a sinistra da identificarsi con l’antica cappella per la presenza di un altare.
Archi appoggiati sui pilastri articolano le volte in sezioni a botte lunettata di uguale dimensione tranne l’ultimo più corto posto a ridosso dell’altare.

L’ interno della chiesa presenta un ricco arredo di pregevole fattura risalente a varie epoche. L’ altare maggiore, ricco di marmi policromi, presenta un corpo mensa risalente al XVII secolo. Dietro, in una nicchia contornata di marmi bianchi scanalati, è posta una statua di S. Antonio abate, eseguita dallo scultore carrarese Ferdinando Pelliccia (1808 -1892) nel 1846.
Al fondo delle navate laterali si trovano due altari barocchi in marmi policromi di cui quello di sinistra dedicato alla Madonna Addolorata risalente alla prima metà del XVIII secolo.
Un pulpito con marmi policromi è appoggiato su un pilastro sinistro della navata centrale e sorretto da una colonna scanalata dorica di marmo bianco.
Ai lati della porta d’ingresso vi è un bel fonte battesimale esagonale in marmo bianco del XVII secolo e una Pietà della prima metà del novecento opera dello scultore C. B. Novelli.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/23171/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate